Proposte di Pastorale Familiare dopo l’assemblea Pastorale Diocesana

Parrocchie e famiglia: amarsi nella gioia.

In cammino con le Famiglie, per annunciare a tutti il Vangelo dell’Amore.

Le Proposte

“Perciò tutti gli operatori pastorali e tutti gli uffici pastorali, ma anche tutte le associazioni e movimenti, sono chiamati a mettere al centro della propria attenzione le famiglie, ciascuno dalla sua prospettiva. I valori della famiglia sono gli stessi per tutti, ma la loro attuazione nella pastorale cambia se ci se ne occupa dal punto di vista della catechesi, della liturgia, della carità, delle missioni, delle vocazioni, dei giovani, della pastorale sociale, degli ammalati, della cultura, delle comunicazioni, delle migrazioni, ecc.

La pastorale familiare non è delegabile a qualcuno.

Nei gruppi di lavoro dovremo interrogarci quali problemi vediamo? (Per es. calo matrimoni, calo demografico, convivenze generalizzate, instabilità dei legami: separazioni e divorzi, carenze nel l’educazione della affettività e della sessualità, ecc.). E quali potenzialità e punti di forza abbiamo nelle nostre comunità parrocchiali o a livello diocesano? Questo lavoro deve continuare nelle parrocchie, lavorando insieme parroci e sposi, operatori e consigli pastorali, utilizzando il ricco materiale anche delle Risposte inviate al Sinodo 2015, gli spunti e le proposte di questa Assemblea, e quello che la Diocesi proporrà nel cammino dell’anno pastorale per gli operatori nuovi e vecchi.” (introduzione all’assemblea pastorale, dell’Arcivescovo Lorenzo, 17/09/2016)

1)Catechesi pre e post battesimale

Come coinvolgere i genitori dei battezzandi e dei battezzati?

La richiesta del battesimo per il proprio figlio rappresenta per i genitori un’occasione preziosa per ravvivare la propria fede e rinsaldare il rapporto della famiglia con la comunità parrocchiale. A tale scopo è bene che la loro scelta di fede sia sostenuta dalla testimonianza di altre coppie di sposi preparate (i catechisti battesimali), che abbiano o no già vissuto l’esperienza dell’accoglienza della vita e della sua crescita nella fede cristiana, formando un’apposita équipe permanente: parroco e catechisti battesimali. La catechesi pre–battesimale presenta aspetti fecondi, poiché facilitati dalla richiesta del battesimo da parte dei genitori.

Non altrettanto si può dire riguardo alla pastorale post-battesimale. La difficoltà più evidente è mantenere i contatti con le famiglie poco frequentanti; ci sono pochi operatori pastorali che possono aiutare in quest’accoglienza e accompagnamento e già fanno molti servizi all’interno della parrocchia. Dove è presente, la scuola materna può giocare un ruolo importante nell’accompagnare le famiglie nel cammino di fede.

2)Preparazione remota, prossima e immediata al matrimonio

Come ripensare a un cammino sull’amore?

Quale formazione e quali formatori abbiamo? Di quali formatori abbiamo bisogno?

Preparazione remota: Adolescenti. Per quanto riguarda l’affettività e la sessualità, non lasciamo i ragazzi in balia di fonti ambigue; occorre pazienza per accogliere la loro vivace curiosità di sapere. Genitori e educatori sono chiamati a fare rete, proponendo un’educazione alla corporeità e alla sessualità che sia franca, diretta e integrale, evitando rischiose forme di delega. Sottoposti al bombardamento mediatico di stimoli emotivi contraddittori, i ragazzi talvolta stentano a collegare vissuti e sentimenti; è proprio in questa fase che diviene determinante il ruolo dei genitori, coadiuvati da altre figure educative, per aiutarli a non vivere la loro relazione in modo superficiale e istintivo. Gli interventi saranno tanto più incisivi quanto più ben strutturati e organizzati in forma di percorsi di educazione all’affettività e alla sessualità, all’interno del loro normale itinerario di fede. La pastorale giovanile ha già iniziato un cammino di formazione per gli animatori e gli educatori dei gruppi parrocchiali su questi temi. Anche il Progetto Link li porterà nelle scuole e nelle parrocchie.

È particolarmente utile con ragazzi e adolescenti l’aiuto di operatori della pastorale della comunicazione, che collaborino per proporre occasioni di educazione all’immagine e al linguaggio dei media. I ragazzi sono perennemente a contatto con musica, tv e radio, immersi nel web: non vanno lasciati soli in quegli ambienti, ma accompagnati in un utilizzo critica e intelligente.

Nella catechesi e nei gruppi formativi si possono coinvolgere con profitto fidanzati e coppie di sposi, perché testimonino la loro esperienza di amore. I consacrati e le persone in cammino verso questa meta non temano di raccontarsi: troveranno negli adolescenti interessi e capacità di comprensione sorprendente.

Preparazione prossima: Più che amici e fidanzati. Poiché la preparazione al matrimonio è una scelta vocazionale, la comunità cristiana è chiamata a progettare percorsi pastorali di formazione e di accompagnamento dei giovani su più anni, per i diversi momenti dello sviluppo affettivo, relazionale e spirituale della persona e della coppia. Il tempo del fidanzamento è un momento prezioso in cui i giovani sono più sensibili a domande che interpellano la loro libertà.

Questo intento dovrà concretizzarsi in proposte adeguate all’età dei giovani, caratterizzandosi come un cammino di catechesi e sensibilizzazione all’interno dei gruppi di appartenenza nella comunità cristiana, ma anche come un cammino più personalizzato. Si tratta di illuminare il desiderio di pienezza che quel ragazzo e quella ragazza stanno sperimentando, e la chiamata alla comunione che portano scritta nel cuore.

Preparazione immediata al Matrimonio. Nel processo di formazione di una famiglia cristiana sono determinanti la durata e la qualità del percorso di «preparazione immediata al sacramento del matrimonio», che deve sollecitare la responsabilità e l’impegno della comunità cristiana. È indispensabile un percorso di fede attraverso il quale i fidanzati arrivino al matrimonio preparati e con una sufficiente consapevolezza del mistero che celebrano e degli impegni che ne conseguono. La proposta dell’itinerario di preparazione al matrimonio va fatta per tempo, possibilmente già un anno prima delle nozze.

A tale scopo, nei percorsi che si svolgono nelle comunità parrocchiali, vicariali o diocesana, è bene che si formi un’équipe, composta da presbitero e sposi, essa stessa già rappresenta la realtà e il volto missionario della Chiesa.

Se non pochi dei fidanzati che richiedono il sacramento del matrimonio, sono da qualche tempo distanti dalla pratica religiosa e dalla partecipazione attiva alla vita della comunità cristiana, non possiamo dimenticare che vi sono giovani che scelgono di sposarsi in chiesa con una chiara coscienza di fede, magari dopo cammini pluriennali all’interno della comunità. È bene che a loro siano offerte occasioni formative più approfondite e distese nel tempo, con cammini più prolungati e articolati. È da simili coppie che possono scaturire gli operatori della pastorale familiare di domani, e possono nascere le opportune iniziative di continuità, quali ad esempio i gruppi famiglia, per proseguire l’accompagnamento dei fidanzati dopo il matrimonio.

3)Gruppi familiari di giovani coppie

Come raggiungere le famiglie lontane o indifferenti per portare a tutte il lieto annuncio che l’amore umano, rinnovato dall’amore di Cristo Gesù, è la fonte e la forza delle relazioni in famiglia?

Le giovani coppie “trovandosi in un contesto di nuovi valori e di nuove responsabilità sono più esposte, specialmente nei primi anni di matrimonio, ad eventuali difficoltà, come quelle create dall’adattamento alla vita comune e dalla nascita dei figli” (FC 69). È quindi necessario proporre itinerari per giovani sposi e iniziative che possano illuminare queste dimensioni, risvegliando la fede e favorendo l’avvicinamento e la appartenenza alla comunità ecclesiale, nelle sue varie forme. Occorre sempre più costituire un collegamento fra la preparazione al matrimonio, primi passi della vita di coppia e l’iniziazione cristiana dei figli attraverso significativi progetti di accompagnamento.

In tal senso sono una preziosa risorsa le coppie e i sacerdoti che hanno curato la loro preparazione al matrimonio e che, con relazioni umane significative, possono fare da ponte per custodire il legame dei giovani coniugi con la propria comunità parrocchiale.

I gruppi familiari di giovani coppie possono nascere in tanti modi: come continuazione degli itinerari per fidanzati; o possono partire anche da membri di un “vecchio” gruppo giovanile al quale si uniscono altre coppie, o a seguito della catechesi al Battesimo o ai sacramenti dell’iniziazione cristiana.

L’azione della comunità cristiana deve essere finalizzata a raggiungere tutte o il maggior numero possibile di giovani coppie, soprattutto con l’accoglienza alle famiglie giovani che entrano in parrocchia. Gli sposi più maturi esprimono in questo modo la delicata premura dell’intera comunità cristiana che con varie iniziative si propone alle giovani coppie.

4)Gruppi famiglia

Come diffondere una spiritualità coniugale che alimenti e sostenga la vita di coppia e di famiglia? Come coltivare il doppio legame sacramentale e spirituale tra Eucaristia e Matrimonio?

Ci sono percorsi di preghiera e di ascolto della Parola di Dio nelle famiglie e per le famiglie?

I Gruppi famiglia sono “momento di apertura alla vita parrocchiale e comunitaria” aiutando a entrare i giovani sposi che già erano presenti in parrocchia, o chi è “nuovo” perché proveniente da altra comunità o chi era “lontano”. Il Gruppo familiare assolve così il compito di introdurre le coppie che vivono la novità della vita matrimoniale nella comunità più ampia. I Gruppi familiari sono da promuovere, riconoscere e valorizzare con saggezza pastorale e in docile obbedienza a Cristo Signore perché sono “luogo di crescita nella fede e nella spiritualità propria dello stato coniugale; momento di apertura alla vita parrocchiale e comunitaria, stimolo al servizio pastorale nella chiesa e all’impegno nella società civile” (DPF126).

Per questo, le parrocchie s’impegnino a creare cammini di preghiera, ascolto della Parola di Dio per le famiglie e con le famiglie, prestando attenzione ai luoghi e ai tempi delle famiglie, ad esempio con momenti d’incontro sulla Parola nelle case.

La stessa liturgia domenicale, dove tutta la famiglia di Dio celebra il giorno del Signore, può avere un’attenzione particolare alle famiglie con segni, gesti atteggiamenti pensati per accogliere e far partecipare le famiglie, in particolare quello con figli piccoli. «La famiglia va amata, sostenuta e resa protagonista attiva dell’educazione non solo per i figli, ma per l’intera comunità … Corroborate da specifici itinerari di spiritualità, le famiglie devono a loro volta aiutare la parrocchia a diventare famiglia di famiglie».

Il gruppo famiglia parrocchiale non nasce come iniziativa privata di alcune coppie, ma da un progetto di pastorale familiare più ampio di cui il parroco si fa sostenitore. Il gruppo famiglia, perciò, non è uno dei tanti gruppi, ma un gruppo chiamato ad essere segno e strumento di tutta la pastorale parrocchiale familiare.

5)Famiglia e società

Le proposte dell’Arcivescovo nell’omelia di S. Apollinare sono sostenibili e praticabili?

È possibile realizzare una Consulta comunale della famiglia?

Famiglie povere in parrocchia: ci sono centri di ascolto Caritas?

La dimensione cristiana della famiglia non domanda soltanto un impegno di coerenza personale nella vita familiare e nella comunità cristiana, ma chiede anche di essere presente in modo attivo nella società civile e di contribuire al suo ordinato sviluppo. La famiglia cristiana, prima cellula della società, può e deve dare un suo originale contributo alla vita sociale anche in forma di intervento politico, attraverso le varie forme di vita associativa: «Le famiglie devono crescere nella coscienza di essere “protagoniste” della cosiddetta “politica familiare” ed assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali, che si sono limitate ad osservare con indifferenza». Essa è la prima società naturale e «precede, per importanza e valore, le funzioni che la società e lo Stato devono svolgere». Per questo la famiglia non può vivere come chiusa al suo interno, ma è chiamata ad aprirsi nella solidarietà e a vivere un vero impegno nella società. Proprio per recuperare questa consapevolezza, è importante che questi temi vengano trattati anche nell’ambito dei Gruppi Famiglie parrocchiali accanto alle tematiche di tipo affettivo, relazionale e spirituale.

Per dare forza a questo, si ritiene necessaria inoltre l’istituzione di una Consulta comunale per le Famiglie. “Una Consulta delle Associazioni e dei Movimenti familiari potrebbe diventare uno strumento consultivo utile per la valutazione e l’elaborazione delle politiche familiari a livello comunale, che aiuterebbe alla Valutazione dell’Impatto Familiare dei provvedimenti dell’ente pubblico. È in grado di interfacciarsi col Sindaco e con chi detiene le deleghe per le politiche familiari al fine di aiutarli nelle scelte, poiché il perseguimento del “bene comune” non può prescindere da politiche che rimettano al centro la Famiglia. E’ importante collaborare per avere un “Comune a misura delle Famiglie”, dove al centro non ci siano più soltanto i diritti-doveri dei singoli cittadini, ma anche e soprattutto quelli delle Famiglie.

6)Separati e divorziati risposati: accompagnare, discernere, integrare

Come rispondere a quest’urgenza pastorale generale che c’è posta innanzi?

Come aiutare le coppie in difficoltà? Che cosa fare di fronte alle fragilità?

“Sappiano i separati, divorziati e risposati, che la Chiesa li ama, non è lontana da loro e soffre della loro situazione. La Chiesa vede le loro sofferenze e le gravi difficoltà in cui si muovono”. (G.P. II) Nella nostra diocesi, nel 2011, ebbe inizio un cammino di spiritualità per solo separati. Un gruppo di poche persone dove, attraverso la preghiera e la Parola di Dio, si cercava di restare saldi nella fede. Troppo poco per una sollecitudine pastorale verso chi si trova in situazioni difficili. 

Non possiamo permetterci di lasciarli soli, le parrocchie sono chiamate ad accogliere e accompagnare. «Un particolare discernimento è indispensabile per accompagnare pastoralmente i separati, i divorziati, gli abbandonati. Va accolta e valorizzata soprattutto la sofferenza di coloro che hanno subito ingiustamente la separazione, il divorzio o l’abbandono …» (AL 242). Siamo chiamati ad un “discernimento pastorale carico di amore misericordioso, che si dispone sempre a comprendere, a perdonare, ad accompagnare, a sperare, e soprattutto a integrare. Questa è la logica che deve prevalere nella Chiesa, per «fare l’esperienza di aprire il cuore a quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali“ (AL 312). “Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia “immeritata, incondizionata e gratuita” (AL 297).

7)Formazione operatori di Pastorale Familiare

Chi farà questi cammini spirituali e pedagogici: i parroci, dei laici specializzati, degli sposi, dei gruppi sposi? Chi li preparerà a questo servizio ecclesiale?

È auspicabile che tutti gli operatori, i sacerdoti, le persone consacrate, gli sposi, siano sempre più preparati nella pastorale familiare, ad esempio, al ministero di accompagnamento dei fidanzati verso il matrimonio, alla formazione dei gruppi famiglia e alla pastorale verso le famiglie in difficoltà «anche in vista delle particolari situazioni di emergenza che le famiglie vivono». Certamente può essere un buon inizio la formazione sul campo con l’affiancamento a persone già esperte, come i membri del nostro Consultorio diocesano.

Nella nostra diocesi, da gennaio 2017, partirà un Corso per Operatori di Pastorale Familiare.

Ogni parrocchia s’impegni a trovare nuove coppie che desiderano approfondire e prepararsi per essere validi operatori di pastorale familiare nelle proprie parrocchie, vicariati. Essi stessi, al termine del corso, riceveranno un mandato preciso, saranno validi collaboratori con i parroci e gli altri operatori pastorali. Queste coppie siano stimolate e sostenute, in tutte le forme necessarie, nell’impegno che questo percorso comporta.

Anche per i parroci della nostra diocesi ci sarà, in quest’anno 2016-2017, un percorso di formazione sui temi di pastorale familiare, attingendo dall’esortazione apostolica Amoris Laetitia. 

31-01-2017