Venerdì 20 novembre alle 20,30 in Seminario, in piazza Duomo 4, sarà l’occasione per capire meglio cos’è stato l’Holodomor, spiegare il contesto nel quale è stato concepito e le ragioni del silenzio che per anni ha circondato questa strage.
Ogni quarto sabato di novembre, in tutto il mondo, le comunità ucraine ricordano l’Holodomor (dall’espressione ucraina “moryty holodom”, che significa “infliggere la morte attraverso la fame”). Questo termine fa riferimento alla grande carestia indotta da Stalin nel 1932-1933. Per l’Ucraina di oggi si tratta di un tragico simbolo dell’identità nazionale, che trova echi nella guerra della Russia contro Ucraina iniziata nel 2014 con agressione e nel 2022 con invasione su vasta scala.
Cosa successe in concreto? Da un giorno all’altro, per decisione del regime comunista, decine di milioni di contadini furono costretti a consegnare bestiame e attrezzi alle fattorie collettive. Non riuscendo a domare la ribellione, il governo cominciò a sequestrare il grano e altri prodotti. Così morirono quasi sette milioni di persone.
Per ricordare questa tragedia la comunità cattolica ucraina di Ravenna ha organizzato un incontro di approfondimento con Dott. Massimo Vassallo, esperto di storia dell’Europa orientale, del mondo ex-sovietico e di quello ucraino-bielorusso, in particolare, con varie pubblicazioni alle spalle. Sarà presente anche l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni. A introdurre la serata, il parroco della comunità, don Volodymyr Voloshyn.
L’incontro, organizzato con la Scuola di formazione teologica e la Consulta delle Aggregazioni laicali, è aperto a tutti.
