Le reliquie del Medico Santo Giuseppe Moscati a Santa Teresa dal 30 gennaio al 2 febbraio

Giovedì 30 gennaio 2020
ore 15.00 – nella Chiesa superiore accoglieremo le Reliquie accompagnate dal Padre Gesuita Tommaso Guadagno
• seguiranno vari momenti di preghiera

Venerdi’ 31 gennaio
ore 09.10 – nella Chiesa superiore S. Messa con tutti gli Ospiti dell’Opera e tutta la cittadinanza
ore 17.00 – vespri
ore 17.45 – conferenza e intervista all’accompagnatore delle reliquie Padre Tommaso Guadagno

Sabato 1 febbraio
ore 17.00 – Vespri Solenni presieduti da Mons. Arcivescovo
seguirà veglia guidata da Unitalsi

Domenica 2 febbraio
ore 9.30 – S. messa
ore 11.00 – saluto alle reliquie del Santo medico

Dal 30/01 al 02/02 presso l’ospedale S. Maria della Croci ingresso via Missiroli, verrà allestita una mostra sul Santo Moscati.

 

Giuseppe Moscati, il Santo medico

Nasce a Benevento il 25 luglio 1880. Medico, ricercatore e docente universitario, è morto a soli 46 anni (il 12 aprile 1927 a Napoli) è stato proclamato santo da Papa Giovanni Paolo II nel 1987.
Settimo dei nove figli di un magistrato, Giuseppe segue i trasferimenti del padre da Benevento ad Ancona e poi a Napoli, dove nel 1903 consegue la laurea a pieni voti in medicina.
Lavora dapprima agli Ospedali Riuniti, poi a quello di Santa Maria del Popolo, detto degli “Incurabili”, nel quale diventerà primario per esami nel 1911.
Vive tra scienziati illustri, maestri di medicina quasi tutti positivisti e materialisti; rigidamente avversi alle cose di fede, questi luminari riconoscono però in Moscati l’uomo votato allo studio e alla ricerca medica che persegue attuando un concreto equilibrio fra la scienza e la fede cattolica. Lui è medico e santo insieme, ogni giorno. Per lui vivere è lavorare, è pregare, è studiare. Egli coltiva la propria formazione scientifica di pari passo con quella culturale cristiana. Prima
di iniziare l’autopsia si fa il segno della Croce davanti al cadavere che gli hanno portato per rendere onore a quel corpo che Dio ha amato e fatto vivere.
E’ considerato un precursore della moderna biochimica. Ha tutto per diventare uno dei massimi “baroni” ma Giuseppe si sente soltanto veicolo di conoscenze provenienti da Dio e destinate a chi soffre.

Per le visite in casa, l’onorario è regolato da un cestino con una scritta: Chi può metta qualcosa, chi ha bisogno prenda. Quando il malato è lontano e povero, è lui stesso che gli porta anche denaro. Come porta l’aiuto spirituale durante le cure e dopo, come si preoccupa di raddrizzare esistenze, di orientare i confusi. Sempre medico e sempre apostolo, a ritmo intensissimo. Una bella figura di
testimonianza cristiana, un medico santo, come lo ha subito considerato la gente alla sua morte.