{"id":927,"date":"2011-06-29T18:00:00","date_gmt":"2011-06-29T16:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2011\/06\/29\/le-collezioni-del-museo-arcivescovile-4\/"},"modified":"2011-06-29T18:00:00","modified_gmt":"2011-06-29T16:00:00","slug":"le-collezioni-del-museo-arcivescovile-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/le-collezioni-del-museo-arcivescovile-4\/","title":{"rendered":"Le collezioni del Museo Arcivescovile &#8211; 4"},"content":{"rendered":"<p><b>Le collezioni del Museo Arcivescovile\/4<\/b><\/p>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 24\/2011<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La Cattedra d&#8217;avorio<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Al primo piano del Museo, all&#8217;interno dell&#8217;antica torre Salustra \u00e8 custodita la cattedra d&#8217;avorio, documento di straordinaria importanza, brano unico che ci riporta alla chiesa ravennate del VI secolo quando nel 546 Massimiano di Pola, per espressa volont\u00e0 imperiale, venne nominato, da Giustiniano, alla sede episcopale come successore del vescovo Vittore. La maggior parte degli studiosi infatti \u00e8 propensa ad attribuire a lui questo eccezionale monumento; essi inoltre sciolgono il monogramma che compare al centro della cattedra in &#8216;Maximianus Episcopus&#8217;, superbamente incorniciato da una ricca decorazione vegetale che fa da cornice a varie specie animali. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Sotto al monogramma, al centro della teoria degli evangelisti, \u00e8 la figura di Giovanni Battista vestito di una lunga tunica, i calzari ai piedi, e avvolto da un mantello che richiama l&#8217;abito di penitenza con cui i vangeli lo ricordano: &#8216;<i>Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi<\/i>&#8216; (Mc 1, 6). Egli regge nella mano sinistra un clipeo sul quale \u00e8 raffigurato l&#8217;Agnello, simbolo di Cristo: Giovanni &#8216;<i>fissando lo sguardo su Ges\u00f9 che passava disse: Ecco l&#8217;Agnello di Dio<\/i>&#8216; (Gv 1, 36). <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Da quattro nicchie conchigliate si affacciano gli evangelisti posti in ordine gerarchico, lo stesso che ritroviamo nel cosiddetto Mausoleo di Galla Placidia. Alla destra del Battista Matteo, alla sinistra Giovanni rappresentato giovane e sbarbato: essi ci appaiono primi tra gli evangelisti perch\u00e9 innanzitutto apostoli; rispettivamente alla destra e alla sinistra, compaiono Marco discepolo di Pietro, principe degli apostoli, e Luca discepolo di Paolo. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nel ricco programma iconografico della cattedra la figura del Battista \u00e8 elemento chiave di collegamento tra Antico e Nuovo Testamento dove l&#8217;Antico \u00e8 riassunto nella vicenda di Giuseppe l&#8217;ebreo e il Nuovo nelle formelle che raccontano i vangeli dell&#8217;infanzia e la vita pubblica di Ges\u00f9. Il Battista si colloca come splendida cerniera: &#8216;<i>Tra i nati di donna non \u00e8 sorto uno pi\u00f9 grande di Giovanni il Battista; tuttavia il pi\u00f9 piccolo nel regno dei cieli \u00e8 pi\u00f9 grande di lui<\/i>&#8216; (Mt 11,11).<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">L&#8217;unit\u00e0 dei due testamenti trova inoltre la sua piena verit\u00e0 nel ministero del Vescovo che per primo, proprio dalla cattedra, annuncia e testimonia la parola di Dio. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Lungo i fianchi sono dieci episodi, cinque per parte, che evocano la vicenda di Giuseppe l&#8217;ebreo narrata nel libro di Genesi (Gn 37,2-50,26). I sogni di Giuseppe (Gn 37, 2-11) e quelli che egli \u00e8 chiamato ad interpretare &#8211; del coppiere e del panettiere del Faraone (Gn 40), fino a quelli del Faraone stesso (Gn 41, 1-36) &#8216; scandiscono i tempi della narrazione e segnano le tappe della salvezza che Dio riserva al suo popolo, premessa necessaria per i grandi segni che Dio compir\u00e0 nel cammino dell&#8217;Esodo (Es 1, 1-8). <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">La tradizione cristiana spesso ha letto la figura di Giuseppe come emblema di Cristo: come Giuseppe \u00e8 stato rifiutato e venduto dai suoi fratelli, cos\u00ec Ges\u00f9 venne venduto per 30 monete d&#8217;argento (Mt 26 ,14-15), lui che &#8216;<i>venne fra la sua gente, ma i suoi non lo hanno accolto&#8217;<\/i> (Gv 1,11); e come Giuseppe diventer\u00e0 secondo solo al Faraone in tutto il regno d&#8217;Egitto, cos\u00ec Ges\u00f9 risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre (Rm 6, 4) sieder\u00e0 alla Sua destra (Mc 16, 19). <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Le formelle che narrano la vicenda di Giuseppe non trovano corrispondenza in un esatto ordine cronologico. Il fianco sinistro ci presenta a partire dall&#8217;alto Giacobbe che si straccia le vesti alla notizia della morte del figlio, Giuseppe calato nella cisterna e l&#8217;uccisione del capro con il quale sar\u00e0 macchiata di sangue la sua tunica, Giuseppe venduto dai fratelli ai Madianiti, Giuseppe venduto a Potifar consigliere e capo delle guardie del Faraone, Giuseppe tentato dalla moglie di Potifar e imprigionato; lungo il fianco destro abbiamo la scena dei fratelli che si prostrano davanti a Giuseppe, la concessione del grano, Giuseppe che interpreta i sogni del Faraone, Giuseppe che riabbraccia il padre Giacobbe, il primo sogno del Faraone. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il fronte dello schienale presenta, nelle cinque formelle a noi pervenute, il vangelo dell&#8217;infanzia di Ges\u00f9. Apre il ciclo iconografico l&#8217;annunciazione (Lc 1, 26-38) a cui fa seguito la prova delle acque amare, episodio tratto dai vangeli apocrifi; sempre sullo stesso registro abbiamo il sogno di Giuseppe (Mt 1, 18-25) e, nella stessa formella, il viaggio a Betlemme (Lc 2, 1-5). Giuseppe, in un grande gesto di umanit\u00e0 e tenerezza, sorregge la Vergine prossima al parto. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nel secondo registro \u00e8 la nativit\u00e0 (Lc 2, 7) nella quale va notata la levatrice dalla mano inaridita, altro brano tratto dalla tradizione apocrifa e la Vergine in trono con il Bambino. Il confronto con immagini coeve (qui al Museo arcivescovile merita il parallelo con la capsella di Quirico e Giulitta, custodita nella Sala I G e della quale abbiamo parlato nel precendente numero di Risveglio 2000) fa supporre che quest&#8217;ultima scena trovasse completamento nella formella accanto, ora perduta, dove si presume fossero i Magi (Mt 2, 1-12). La stella, presente in entrambe le formelle, indica il luogo della nascita del Cristo. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">In alto, al centro, racchiuso in un clipeo \u00e8 il Cristo benedicente che regge nella sinistra uno scettro crucisegnato. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il postergale della cattedra illustra la vita pubblica di Ges\u00f9 che nel battesimo, conformemente ai vangeli, ha il suo inizio (Mt 3, 13-17). Al proposito merita il confronto con le scene di battesimo presenti nel Battistero neoniano e nel Battistero ariano. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Purtroppo molte sono le lacune e non \u00e8 possibile ricostruire l&#8217;intero ciclo iconografico. Tra le formelle a noi pervenute abbiamo la moltiplicazione dei pani e dei pesci (Mt 14, 13-21) che qui trova spazio in due episodi consecutivi: al Cristo che benedice i pani e i pesci fanno seguito i discepoli che distribuiscono il cibo alle folle: &#8216;<i>Date loro voi stessi da mangiare<\/i>&#8216;. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Abbiamo poi i miracoli delle nozze di Cana (Gv 2, 1-12), riunite in una unica formella varie guarigioni di ciechi e storpi (Mc 1, 28-34; Cf. Lc 4, 16), e l&#8217;incontro di Ges\u00f9 con la Samaritana presso il pozzo di Giacobbe (Gv 4, 1-42). <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">In alto a destra, di fronte all&#8217;immagine del battesimo, a chiusura dei miracoli di Cristo, \u00e8 l&#8217;ingresso messianico di Ges\u00f9 a Gerusalemme, momento di gloria che precede la passione, evento che racchiude in se le antiche promesse veterotestamentarie (Is. 62, 11; Zc 9, 9): <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">&#8216;<i>Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso B\u00e8tfage, verso il monte degli Ulivi, Ges\u00f9 mand\u00f2 due dei suoi discepoli dicendo loro: &#8221;Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un&#8217;asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. Se qualcuno vi dir\u00e0 qualche cosa risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimander\u00e0 subito&#8221;. Ora questo avvenne perch\u00e9 si adempisse ci\u00f2 che era stato annunziato dal profeta: Dite alla figlia di Sion: Ecco, il tuo re viene a te mite, seduto su un&#8217;asina, con un puledro figlio di bestia da soma<\/i>&#8216; (Mt 21, 1-5). <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 12pt 0cm 6pt\"><b>Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><i>Commissione d&#8217;Arte Sacra Diocesana<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\">giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><strong>ARTICOLI CORRELATI:<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Museo Arcivescovile: storia e collezioni<\/b><\/div>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_930' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Le_collezioni_del_Museo_Arcivescovile-4_G.Gardini.pdf' title='Le_collezioni_del_Museo_Arcivescovile-4_G.Gardini' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Le_collezioni_del_Museo_Arcivescovile-4_G.Gardini<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le collezioni del Museo Arcivescovile\/4 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 24\/2011 \u00a0 La Cattedra d&#8217;avorio Al primo piano del Museo, all&#8217;interno dell&#8217;antica torre Salustra \u00e8 custodita la cattedra d&#8217;avorio, documento di straordinaria importanza, brano unico che ci riporta alla chiesa ravennate del VI secolo quando nel 546 Massimiano di Pola, per espressa volont\u00e0 imperiale, venne nominato, da Giustiniano, alla sede episcopale come successore del vescovo Vittore. 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