{"id":9116,"date":"2017-09-22T10:30:00","date_gmt":"2017-09-22T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2017\/09\/22\/padre-pastore-e-maestro\/"},"modified":"2017-09-22T10:30:00","modified_gmt":"2017-09-22T08:30:00","slug":"padre-pastore-e-maestro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/padre-pastore-e-maestro\/","title":{"rendered":"\u201dPadre, pastore e maestro\u201d"},"content":{"rendered":"<p><b>&#8220;Padre, pastore e maestro\u201d<\/b>\u00a0<br \/><i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d N. 34\/2017<\/i>\u00a0<\/p>\n<p>&#8220;Sii felice!\u201d, amava ripetere alla fine dei suoi tanti colloqui a giovani, seminaristi e sacerdoti. Usava l\u2019imperativo, forse perch\u00e9 attraverso quei colloqui, un\u2019indicazione su dove trovarla quella felicit\u00e0 la dava a tutti: nel Signore. Ed \u00e8 per questo che, quando ci parlavi con don Sandro, anche negli ultimi mesi della sua malattia, l\u2019impressione pi\u00f9 viva che traevi dal suo essere sacerdote era proprio quella di una vita realizzata, perch\u00e9 spesa per l\u2019Altro e per gli altri. Una vocazione che affascinava. Ed ha affascinato tanti che luned\u00ec 18 settembre hanno affollato la sua San Biagio per salutarlo per l\u2019ultima volta. Don Giansandro Ravagna si \u00e8 spento venerd\u00ec scorso nell\u2019hospice Villa Adalgisa dopo una lunga malattia. Il 21 luglio scorso, assieme all\u2019arcivescovo aveva festeggiato i 60 anni di sacerdozio. E quando gli fu diagnosticata la malattia, come abbiamo raccontato pi\u00f9 volte su Risveglio, aveva voluto condividere il suo stato di salute con i parrocchiani, che considerava a tutti gli effetti la sua famiglia. Nato nel 1931 a Cicognolo in provincia di Cremona, don Giansandro Ravagna era stato ordinato sacerdote nel 1957. Era stato inviato a San Biagio prima come vicario parrocchiale, poi come amministratore e infine nel 1963 era diventato parroco della chiesa del borgo San Biagio, seguendone di fatto per mezzo secolo la pastorale, fino al ritiro nel 2012. \u00c8 stato direttore spirituale di molti, rettore del seminario per due volte: dal 1978 al 1989 e poi dal 2009 al 2013. E anche assistente spirituale del Ravenna Calcio. &#8220;E&#8217; stato padre, pastore e maestro per tanti di voi, ma anche per tanti sacerdoti \u2013 ha ricordato l\u2019arcivescovo Lorenzo nell\u2019omelia della Messa funebre \u2013. E lo ha dimostrato in tante occasione. La mattina in cui \u00e8 morto, recitando le preghiere, mi ha detto che offriva le sue sofferenze per la diocesi, per il presbiterio, per i sacerdoti giovani e per le vocazioni\u201d. Da pastore, ha aiutato la sua comunit\u00e0 a prepararsi per l\u2019addio di luned\u00ec scorso. Non ha lasciato parole sue, per \u201cspiegare\u201d la sua vita, i suoi valori, ma \u201cattraverso la scelta delle letture per il suo funerale \u2013 ha rivelato l\u2019arcivescovo \u2013 ha detto quel che secondo lui dovrebbe essere un prete, un parroco: l\u2019ideale della sua vita\u201d. Seconda lettera a Timoteo, capitolo quarto (1-8), Giovanni 10 (11-18), e il Salmo 70: in questi due brani sta, in particolare, l\u2019eredit\u00e0 spirituale di don Sandro Ravagna. \u201cIl sacerdote \u00e8 un annunciatore della Parola \u2013 ha spiegato l\u2019arcivescovo, commentando in particolare la lettera di San Paolo \u2013, \u00e8 pastore e padre, che vuol far crescere con fedelt\u00e0 e magnanimit\u00e0 i suoi figli, annunciando la Verit\u00e0 nella carit\u00e0. Vigila, come una sentinella (\u00e8 capace quindi di guardare lontano) e sopporta le sofferenze. Quanti momenti di questo genere hanno segnato la vita e il ministero pastorale di don Sandro? Perch\u00e9 se svolge il suo compito, il pastore trova opposizione. Servire sempre, senza dominare le persone, le loro coscienze, la loro fede, proponendo, educando, insistendo, esortando: questo faceva don Sandro, fino all\u2019ultima preghiera\u201d. Ha vissuto per la Chiesa, per la diocesi, per i seminaristi, per la sua parrocchia, per i giovani i malati, poveri, gli stranieri. \u201cUn pastore che accoglieva tutti. Quali pecore sono rimaste escluse? Nessuno\u201d. E l\u2019assemblea che gremiva San Biagio, fatta di giovani, di adulti, bambini, sacerdoti, laici, parenti ma anche semplici conoscenti, stranieri, era l\u2019esempio pi\u00f9 evidente di quel che l\u2019arcivescovo stava dicendo. \u201cDon Sandro conosceva ed era conosciuto da tanti \u2013 ha proseguito l\u2019arcivescovo \u2013. Era una scelta: la sua capacit\u00e0 di amicizia e conoscenza, il suo modo di stare in comunit\u00e0, anche alla fine della sua esistenza, il suo ottimismo cristiano ne hanno fatto un annunciatore del Vangelo della gioia\u201d. In una costante tensione e preoccupazione per l\u2019unit\u00e0 della fede. Anche le ultime parole di Paolo si addicono a don Sandro: \u201cHo combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede\u201d. A voler salutare don Sandro per l\u2019ultima volta, come detto, sono stati in tanti. A prendere la parola, a nome dei tanti laici presenti \u00e8 stato Stefano Falcinelli, che negli ultimi mesi \u00e8 stato anche il medico personale di don Sandro: \u201cDon Sandro ci ha accompagnato per tutta la vita\u2013 ha detto \u2013. C\u2019era sempre qui, tra la sagrestia e l\u2019altare. Una presenza certa, sicura, ma anche discreta. Negli anni \u201970 ha saputo essere punto di riferimento per noi giovani, in un\u2019epoca come quella dopo il Concilio di grandi speranze, ma anche di fughe in avanti. Da paziente, chiedeva di star meglio ma era ottimista, sempre. Considerava un grande dono l\u2019essere rimasto qui nella sua comunit\u00e0\u201d. Don Sandro amava molto la musica, e ha lavorato perch\u00e9 nella sua parrocchia ci fosse un bel coro, che anche luned\u00ec 18 settembre ha voluto accompagnarlo verso il cielo: \u201cIl giorno di San Biagio \u2013 ricorda il direttore Davide Casadio \u2013, mi aveva chiesto alcuni canti per il suo funerale. Io ho glissato, gli ho detto che ne avremmo parlato, ma con la sua precisione lui ha voluto dirmeli. E oggi a un certo punto l\u2019emozione \u00e8 venuta fuori. Sull\u2019ultimo canto, quando dice \u2018Cosa sar\u00e0 il Paradiso? Ti parler\u00e0 il Padre\u2019\u2026 Mi \u00e8 venuto, un po\u2019 strozzato, un \u2018ciao\u2019 tutto per lui\u201d.<br \/><b>Daniela Verlicchi<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Padre, pastore e maestro\u201d\u00a0Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d N. 34\/2017\u00a0 &#8220;Sii felice!\u201d, amava ripetere alla fine dei suoi tanti colloqui a giovani, seminaristi e sacerdoti. Usava l\u2019imperativo, forse perch\u00e9 attraverso quei colloqui, un\u2019indicazione su dove trovarla quella felicit\u00e0 la dava a tutti: nel Signore. 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