{"id":9090,"date":"2017-09-16T09:00:00","date_gmt":"2017-09-16T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2017\/09\/16\/ravenna-e-tempo-di-servizio\/"},"modified":"2017-09-16T09:00:00","modified_gmt":"2017-09-16T07:00:00","slug":"ravenna-e-tempo-di-servizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/ravenna-e-tempo-di-servizio\/","title":{"rendered":"Ravenna, \u00e8 tempo di servizio"},"content":{"rendered":"<p><b>Ravenna, \u00e8 tempo di servizio<\/b>\u00a0<br \/><i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d N. 33\/2017<\/i>\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Foto ricordo di un\u2019estate in missione. Sono tante le esperienze di servizio (all\u2019estero, ma anche accanto ai terremotati o ai carcerati) che hanno vissuto i giovani delle nostre parrocchie e movimenti in quest\u2019estate 2017. C\u2019\u00e8 chi \u00e8 andato fino in Bolivia a testimoniare l\u2019amore di Cristo, chi come gli scout di San Vittore ha condiviso ricordi e paure con chi ha vissuto il terremoto dell\u2019anno scorso in centro Italia e infine chi \u00e8 stato accanto ai carcerati e alle loro famiglie. E c\u2019\u00e8 anche chi sta per partire, come Pino Farinelli e Teresa Pasi, per la nostra missione diocesana in Per\u00f9, come spieghiamo a pagina 2. Esperienze missionarie che hanno in comune il fatto che si riceve sempre pi\u00f9 di quel che si dona. E che si torna a casa con un carico di speranza che diventa benzina per la vita di tutti i giorni. Ecco i racconti di chi \u00e8 appena tornato.&#8221;Un signore anziano cercava di far sorridere gli altri raccontando barzellette, ma a un certo punto si \u00e8 interrotto, ha raccontato che la moglie era morta sotto le macerie e si \u00e8 messo a piangere\u201d. \u00c8 l\u2019eredit\u00e0 pi\u00f9 preziosa che si porta a casa da questa route 2017 Letizia Focaccia, del gruppo scout Ravenna 1 di San Vittore che insieme ad altri diciotto rovers e scolte dal 5 all\u201911 agosto ha fatto un\u2019esperienza di servizio nei luoghi devastati dal terremoto del 24 agosto 2016. Cinque le tappe: Norcia, a Cascia e alla cascata delle Marmore. \u201cE La situazione che abbiamo trovato \u00e8 piuttosto complessa e la ricostruzione procede a rilento\u201d, spiega Lorenzo Melandri, uno dei capi del gruppo scout. La ricostruzione \u00e8 lenta e ci sono ancora molti sfollati, continua: \u201cAbbiamo visitato un centro gestito da religiose dove ne sono ospitati una ventina. Tra loro ci sono anziani senza alcun parente, stranieri. Abbiamo pulito tutto il centro, per renderlo pi\u00f9 ospitale e ci siamo messi in ascolto delle persone\u201d. I loro racconti restano nel cuore di chi \u00e8 tornato a Ravenna: \u201cCi sono persone che hanno perso pi\u00f9 di un familiare, e che trovano conforto nel fatto che vedono, attorno a loro, uomini e donne che si prodigano per aiutarli e farli ricominciare. \u00c8 stato importante mettersi a loro disposizione e credo che quest\u2019esperienza abbia aiutato i ragazzi a fare gruppo e a diventare pi\u00f9 sensibili ai problemi concreti che le persone vivono\u201d. Partire in missione con l\u2019idea di aiutare gli altri, e, al ritorno, scoprire invece che \u201csiamo proprio noi ad essere stati arricchiti da quanto abbiamo visto e dalle persone che abbiamo conosciuto\u201d. \u00c8 stata questa l\u2019esperienza di don Mino Gritti, salesiano, che insieme ad altre nove persone \u2013 tra adulti e giovani \u2013 della parrocchia di San Simone e Giuda, dal 9 al 30 agosto \u00e8 stato nella missione salesiana di Sagrado, nella zona di Santa Cruz, in Bolivia. Nella missione vivono cinque salesiani (tre boliviani e due italiani), l\u2019area in cui operano \u00e8 estesa circa novanta chilometri quadrati, e nell\u2019unit\u00e0 pastorale che i salesiani gestiscono vivono oltre quarantamila persone. Gestiscono il plesso scolastico che accoglie i giovanissimi colombiani (dalla materna sino al centro di formazione professionale, solo quest\u2019ultimo ospita circa settecento ragazzi) e un \u2018internado\u2019 (collegio) dove i ragazzi che vivono nel villaggi pi\u00f9 lontani possono mangiare e dormire. E una delle attivit\u00e0 che il gruppo di San Simone ha fatto a Sagrado \u00e8 stata proprio l\u2019imbiancatura del collegio. Oltre a questo, tanti sono stati i colloqui con le persone nelle loro case (\u201cquattro assi di legno con tetto ricoperto da fogliami, banani, cocco\u201d \u2013 dice don Gritti) che hanno permesso di conoscere la realt\u00e0 economica del territorio.&#8221;L\u00e0 c\u2019\u00e8 molta povert\u00e0 poco lavoro \u2013 specifica don Gritti \u2013 e spesso gli uomini, quando vanno in crisi anche per questo motivo, si consumano dandosi all\u2019alcool o masticando foglie di coca, poi tornano a casa e hanno atteggiamenti violenti nei confronti delle mogli e dei figli\u201d. L\u2019attenzione dei salesiani, che d\u2019altra parte \u00e8 nel loro dna, \u00e8 stare vicino a ragazzi che inevitabilmente subiscono questa disgregazione familiare, oltre all\u2019evangelizzazione e all\u2019assistenza nel locale ospedale.&#8221;Certo \u2013 dice don Gritti \u2013 la condizione di vita dei boliviani \u00e8 difficile, ma non si pu\u00f2 dire che abbiano perso la speranza, anzi. Abbiamo visto una partecipazione massiccia e gioiosa non solo alle Messe (anche a quelle feriali), ma anche il desiderio di pregare in altri momenti, perch\u00e9 \u2013 come dicono loro \u2013 \u2018Con Dio c\u2019\u00e8 tutto, senza Dio non c\u2019\u00e8 nulla\u2019. Per arrivare a una processione in tempo, un ragazzo ha ricompensato con il suo cellulare il tassista che l\u2019ha portato nel luogo dal quale partiva\u201d. Infine sono tre i giovani di Pinarella, Barbara Buccella, Simone Albani e Mauro Giacoia, che hanno partecipato a luglio a un campo di lavoro nell\u2019isola di Marettimo (arcipelago delle Egadi, Sicilia), che ospita anche un carcere di massima sicurezza.&#8221;Abbiamo incontrato 7 persone condannate all\u2019ergastolo \u2013 racconta Barbara \u2013 Ci hanno raccontato le loro storie di sofferenze e di errori e proprio uno dei sette, in carcere da diciotto anni, ci parlava di speranza. \u00c8 stato incredibile\u201d.Un \u201cfiore all\u2019occhiello\u201d dell\u2019isola \u00e8 la casa famiglia della Papa Giovanni XXIII. \u201cCi vive una coppia di sposi \u2013 precisa Buccella \u2013 insieme ai loro undici figli, dei quali solo tre naturali. Sono aiutati da una ragazza che sta facendo servizio civile e ci hanno fornito una testimonianza straordinaria di condivisione e solidariet\u00e0\u201d. L\u2019isola ha un centinaio di abitanti, che si moltiplicano molto d\u2019estate con l\u2019arrivo dei turisti, ma gli autoctoni sono in gran parte anziani. &#8220;Siamo andati \u2013 continua Buccella \u2013 nelle case a trovarli e a dialogare con loro. Hanno bisogno di compagnia, si sentono abbandonati, ma per fortuna, tra di loro c\u2019\u00e8 molta solidariet\u00e0\u201d. &#8220;E&#8217; stata \u2013 conclude Buccella \u2013 un\u2019esperienza arricchente, anche dal punto di vista spirituale perch\u00e9 ho toccato con mano la sofferenza ma anche la volont\u00e0 di non arrendersi di fronte alle avversit\u00e0\u201d.<br \/>\u00a0<b>Fabrizio Casanova<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ravenna, \u00e8 tempo di servizio\u00a0Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d N. 33\/2017\u00a0\u00a0 Foto ricordo di un\u2019estate in missione. 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