{"id":8843,"date":"2017-03-29T10:30:00","date_gmt":"2017-03-29T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2017\/03\/29\/cyberbullismo-genitori-studiate-i-social\/"},"modified":"2017-03-29T10:30:00","modified_gmt":"2017-03-29T08:30:00","slug":"cyberbullismo-genitori-studiate-i-social","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/cyberbullismo-genitori-studiate-i-social\/","title":{"rendered":"Cyberbullismo: \u201cGenitori, studiate i social!\u201d"},"content":{"rendered":"<p><b>Cyberbullismo: \u201cGenitori, studiate i social!\u201d<\/b>\u00a0<i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d N. 12\/2017<\/i><br \/>\u00a0&#8220;C\u2019\u00e8 un fenomeno che mi preoccupa: il bullismo, state attenti. Mai pi\u00f9 bullismo\u201d.<br \/>Lo ha detto papa Francesco sabato a San Siro di fronte a 80mila cresimandi, genitori ed educatori degli oratori. Uno dei momenti pi\u00f9 intensi della visita del Papa a Milano. \u00c8 il cuore di un padre, il Santo Padre, che inquadra forse uno dei problemi pi\u00f9 subdoli e al contempo dei fenomeni in espansione che ferisce il mondo giovanile, soprattutto quando si insinua nella grande rete del web. \u201cUna volta quando eri vittima di bullismo, avevi paura di luoghi e tempi, il bullo di turno agiva alla fermata del bus, piuttosto che alla ricreazione \u2013 ragiona Thomas Melai, formatore del modulo di Media education del coordinamento Link della Pastorale Giovanile \u2013: oggi con i social le vittime sono raggiungibili sempre, e in qualsiasi momento\u201d. Un vortice dal quale \u00e8 difficile uscire, soprattutto da soli. Il ruolo degli adulti (genitori, insegnanti, educatori) per creare anticorpi \u00e8 fondamentale: sono loro che possono accorgersi se qualcosa non va, sempre loro che, con alcune competenze sui social media, possono verificare i contatti dei propri ragazzi ed eventualmente fermare il bullo. Thomas sar\u00e0 protagonista, assieme all\u2019ispettore capo della Polizia di Stato Giovanni Falconieri, di un incontro voluto dall\u2019Agesc ravennate proprio per informare i genitori su questi temi, \u201cIl bullismo (e altri guai) nell\u2019epoca dei social\u201d in programma il <b>6 aprile alle 20.45 <\/b>al cinema Corso. Il fenomeno \u00e8 stabile, spiega il nuovo comandante della Polizia Postale, Alessandro Danese, in carica da poco pi\u00f9 di una settimana. Almeno per quel che riguarda le segnalazioni. Difficilmente si arriva alla denuncia, da un lato per la difficolt\u00e0 di applicare una condotta o un reato al mondo del web, dall\u2019altro perch\u00e9 molto spesso basta un richiamo o provvedimenti disciplinare a far smettere il bullo. Per umiliare o diffamare, i mezzi pi\u00f9 usati sono immagini, video ma anche i cosiddetti \u201cmeme\u201d, immagini con virgolettati impressi che rimbalzano nel web fino a diventare virali. Il \u201ctraffico\u201d degli insulti da facebook si sta spostando velocemente su altri social, come snapchat (che ha il vantaggio di cancellare le conversazioni dopo 24 ore) e soprattutto Ask, una vero e proprio ricettacolo di prese in giro, nel quale gli autori sono coperti dall\u2019anonimato. Cosa possono fare dunque gli adulti? Anzitutto, capire come funzionano i principali social network utilizzati dai figli per capire da dove possono arrivare i pericoli. &#8220;Negli incontri che faccio con i genitori, a inizio serata chiedo a tutti di creare un nuovo contatto nella loro rubrica con il mio numero e inviarmi feedback durante la serata \u2013 racconta Melai \u2013. E questo gi\u00e0 manda in crisi molti. Una volta erano i genitori che insegnavano ai figli; con le nuove tecnologie \u00e8 il contrario ma \u00e8 pericoloso perch\u00e9 assieme alle conoscenze si trasmettono anche modelli di comportamento\u201d. Da cosa si pu\u00f2 intuire che qualcosa non va, che nostro figlio o nipote o alunno pu\u00f2 essere vittima di bullismo? &#8220;Occorre osservare alcuni segnali o cambiamenti del comportamento. Chi ha problemi con i social diventa irascibile, mangia meno, spesso c\u2019\u00e8 un crollo dell\u2019andamento scolastico, cambia umore, non vuole andare a scuola\u201d. Atteggiamenti che devono indurre i genitori a cercare di capire cosa non va, anche attraverso il controllo del cellulare o dei device usati dal ragazzo. E in questo i professori sono ottimi alleati, perch\u00e9 ad esempio possono osservare le dinamiche che si creano in classe, fanno sapere dalla Polizia Postale. Ci sono anche programmi specifici per controllare o limitare l\u2019accesso a determinati contenuti, spiega Melai: \u201cOrmai ogni dispositivo ha il cosiddetto \u2018parental control\u2019 che pu\u00f2 impedire l\u2019accesso a contenuti violenti. E Google ha lanciato il suo \u2018family link\u2019 che pu\u00f2 anche tracciare i contatti che hanno i ragazzi online\u201d. Una volta individuato il problema, la regola \u00e8 mai minimizzare: \u201c\u00c8 come se si aggiungesse presa in giro a presa in giro. Una vittima di bulli non pu\u00f2 mai stare da solo. Nella maggior parte dei casi comunque il problema si risolve parlando con il bullo, il cui atteggiamento spesso nasce dalle stesse fragilit\u00e0 di cui si prende gioco\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cyberbullismo: \u201cGenitori, studiate i social!\u201d\u00a0Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d N. 12\/2017\u00a0&#8220;C\u2019\u00e8 un fenomeno che mi preoccupa: il bullismo, state attenti. Mai pi\u00f9 bullismo\u201d.Lo ha detto papa Francesco sabato a San Siro di fronte a 80mila cresimandi, genitori ed educatori degli oratori. 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