{"id":8665,"date":"2016-11-23T10:30:00","date_gmt":"2016-11-23T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2016\/11\/23\/eduard-diventera-diacono-il-10-dicembre\/"},"modified":"2016-11-23T10:30:00","modified_gmt":"2016-11-23T09:30:00","slug":"eduard-diventera-diacono-il-10-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/eduard-diventera-diacono-il-10-dicembre\/","title":{"rendered":"Eduard diventer\u00e0 diacono il 10 dicembre"},"content":{"rendered":"<p><b>Eduard diventer\u00e0 diacono il 10 dicembre<\/b><\/p>\n<p> <i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p> <i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 43\/2016<\/i><\/p>\n<p> <b>Racconta il suo cammino che lo porter\u00e0 al sacerdozio<\/b><\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> \u201cSe non vivi per servire, non servi per vivere\u201d. Questa frase, letta su una maglietta nel pieno di un\u2019attivit\u00e0 pastorale a San Biagio, ha ancor pi\u00f9 valore oggi per Eduard Vaida Alin che sabato 10 dicembre, in Cattedrale sar\u00e0 ordinato diacono, un passo decisivo verso il sacerdozio. Ne sono passati tanti, di anni, da quando a Comanesti, piccolo paesino della Romania, con i capelli che gli arrivavano alle braccia e la passione per l\u2019organo e il canto, suonava in un gruppo musicale, indeciso sul suo futuro. <\/p>\n<p> \u201cSono cresciuto in una famiglia credente &#8211; racconta Eduard &#8211; , con i miei genitori Cristina e Francesco, e mia sorella Andrea Alexandra. La nostra diocesi \u00e8 grande quanto la Romagna e perci\u00f2 il vescovo riesce a fare le Cresime, in una parrocchia, mediamente ogni quattro anni. Io sono stato cresimato a diciotto anni, dopo che mi ero riavvicinato alla vita di fede\u201d.<\/p>\n<p> Le difficolt\u00e0 economiche della famiglia, le inquietudini giovanili, con le prime esperienze affettive, avevano disorientato Eduard in quegli anni, ma c\u2019erano anche dei punti di riferimento, spiega. \u201cIl pi\u00f9 importante fu mio nonno materno. Finch\u00e9 ha potuto, mi ha portato ogni domenica alla Santa Messa. Mi ha insegnato ad amare gli altri, sacrificandosi sino in fondo per la famiglia e la natura, grazie alle passeggiate che facevamo insieme. E\u2019 stato dopo la su morte che ho ripreso ad andare in parrocchia\u201d. Anche l\u2019associazionismo cattolico ha avuto il suo peso nella formazione di Vaida.<\/p>\n<p> \u201cPrima sono stato scout, imparando che \u00e8 bene fare un passo dopo l\u2019altro, nella vita. Poi, nell\u2019Azione Cattolica, sono diventato responsabile del settore ragazzi: erano quattrocento, divisi in ventidue parrocchie. Ho scoperto che potevo essere utile agli altri, che potevo trasmettere qualcosa e questo mi ha dato gioia. E mi hanno arricchito anche un\u2019esperienza francescana con padre Mario Querini: pregando insieme a protestanti, cattolici e ortodossi ho scoperto il bisogno di silenzio, per maturare il mio rapporto con Dio\u201d.<\/p>\n<p> Ma la scintilla decisiva per incamminarsi verso il sacerdozio \u00e8 stata casuale (almeno all\u2019apparenza). <\/p>\n<p> \u201cStavo vivendo un momento difficile \u2013 dice ancora Vaida -. Entrai in chiesa al momento della Comunione. Sentii una bambina che intonava \u2018Disegno\u2019 e le parole di quel canto (\u2018Avevi scritto gi\u00e0 il mio nome lass\u00f9 nel cielo\u2019) mi commossero sino alle lacrime: Dio aveva gi\u00e0 preparato un progetto su di me e mi lasciava libero di sceglierlo o meno\u201d.<\/p>\n<p> Vaida aveva capito che i suoi impegni parrocchiali, il suo darsi da fare per gli altri, non avevano senso se non lo conducevano a Dio. \u201cHo iniziato a capire che volevo servire gli altri, mettendo a disposizione tutto me stesso. Avrei potuto farlo anche in altri modi, in particolare desideravo diventare neurochirurgo, ma il richiamo del Signore \u00e8 stato pi\u00f9 forte\u201d. Ma anche un\u2019esperienza sentimentale, prima di trasferirsi in Italia, \u00e8 stata importante in questo cammino.<\/p>\n<p> \u201cLa mia fidanzata, alla quale avevo confidato il mio desiderio di entrare in Seminario, mi disse: \u2018va bene, facciamo un cammino insieme, vediamo cosa succede\u2019. Io grazie a lei ho scoperto il valore della fedelt\u00e0, dell\u2019amore, dello spendersi tutto per una persona. E lei, forse grazie anche a me, ha riscoperto la fede. Alla fine ho capito che non potevo amare solo lei, ma volevo amare tutte le persone, mi sono innamorato dell\u2019Amore. Ci siamo lasciati, ma siamo rimasti in buoni rapporti\u201d.<\/p>\n<p> Giunto in Italia nell\u2019estate 2007, Vaida ha raggiunto i suoi genitori che abitano tuttora a Santerno.<\/p>\n<p> \u201cCome prima cosa, mi sono tagliato i capelli \u2013 chiarisce \u2013. Con quel gesto, ho rotto definitivamente i ponti col passato. Dopo i colloqui con don Alvaro Marabini (allora rettore del Seminario) e l\u2019arcivescovo monsignor Giuseppe Verucchi, nell\u2019autunno 2007 \u00e8 iniziato il mio cammino verso il sacerdozio\u201d.<\/p>\n<p> Nove lunghi anni, sinora, con tante esperienze arricchenti per Vaida.<\/p>\n<p> \u201cHo conosciuto persone straordinarie, come don Matteo Laslau (era parroco di Santerno), che mi ha aiutato a capire cosa sia una parrocchia, mi ha insegnato a stare con la gente e a \u2018sporcare le mani\u2019 facendo attivit\u00e0 umili, pratiche, ma necessarie per la comunit\u00e0. O come don Marco Cavalli, parroco di Lido Adriano, un sacerdote s\u00ec, ma anche un padre di famiglia per i suoi fedeli, sempre presente in mezzo alla sua gente e che ha costruito una comunit\u00e0 dal nulla. O come, ancora, don Mario Zacchini, che in una parrocchia a Bologna ha dato vita a molte attivit\u00e0, come la Caritas, o iniziativa a sostegno dei ragazzi di strada\u201d. Un sacerdote che secondo Eduard, pi\u00f9 di altri rappresenta la \u2018Chiesa in uscita\u2019, non solo in Italia ma anche in Africa, dove \u00e8 stato missionario. Infine, ha prestato sevizio pastorale anche a Pinarella e a San Pier Damiano, e a San Biagio.<\/p>\n<p> Felice e per nulla spaventato: questi i sentimenti di oggi, alla vigilia dell\u2019ordinazione, spiega Vaida: \u201cSo che vivr\u00f2 anche momenti di crisi \u2013 spiega \u2013. Ma so anche di essere sostenuto dalla preghiera mia e delle tante persone che continuamente pregano per me. La partecipazione ai sacramenti, ma anche la vicinanza dei miei futuri confratelli, in particolare di quelli con cui ho condiviso gli anni in Seminario ed ora sono gi\u00e0 sacerdoti, saranno importanti nel mio cammino. Ma, prima di tutto, so che il Signore non mi abbandoner\u00e0 mai: qualsiasi scelta far\u00f2, ovunque la vita mi spinger\u00e0, egli non mi abbandoner\u00e0 mai\u201d.<\/p>\n<p> <b>Fabrizio Casanova<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eduard diventer\u00e0 diacono il 10 dicembre \u00a0 Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 43\/2016 Racconta il suo cammino che lo porter\u00e0 al sacerdozio \u00a0 \u201cSe non vivi per servire, non servi per vivere\u201d. 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