{"id":8599,"date":"2016-10-27T10:30:00","date_gmt":"2016-10-27T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2016\/10\/27\/inaugura-sabato-29-al-museo-arcivescovile-lacrime-di-lucia-nanni\/"},"modified":"2016-10-27T10:30:00","modified_gmt":"2016-10-27T08:30:00","slug":"inaugura-sabato-29-al-museo-arcivescovile-lacrime-di-lucia-nanni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/inaugura-sabato-29-al-museo-arcivescovile-lacrime-di-lucia-nanni\/","title":{"rendered":"Inaugura sabato 29 al Museo Arcivescovile \u201cLacrime\u201d di Lucia Nanni"},"content":{"rendered":"<p><b>Inaugura sabato 29<\/b><b>al Museo Arcivescovile\u00a0<\/b><b><\/b><b>\u201cLacrime\u201d di Lucia Nanni<\/b><i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 39\/2016<\/i><b>\u00a0<\/b><b>I fili della memoria, oltre la storia<\/b>Una riflessione contemporanea sul vivere e sul morire. Un modo per custodire e curare la memoria collettiva, che nasce dall\u2019incrocio e dall\u2019incontro dei fili delle vite delle persone. Un modo per ricordare e far rivivere, in un periodo dell\u2019anno, novembre, nel quale il pensiero va spesso ai propri cari defunti.\u00a0 Questo \u00e8 \u201cLacrime\u201d la mostra delle opere di Lucia Nanni che inaugurer\u00e0 sabato 29 ottobre al Museo Arcivescovile (ore 16), a palazzo Rasponi dalle Teste (ore 17) e al Museo Nazionale di Ravenna (ore 18.30) e poi al Museo Luigi Varoli di Cotignola, il giorno successivo, 30 ottobre, alle 18. Una mostra che si articola su pi\u00f9 sedi e che coinvolge varie istituzioni (comune di Ravenna, comune di Cotignola, diocesi di Ravenna-Cervia, museo Nazionale), a cura di Massimiliano Fabbri, conservatore del Museo Varoli, e di Giovanni Gardini, conservatore del Museo Arcivescovile, per favorire e quasi \u201cseminare\u201d una riflessione collettiva sulla morte in citt\u00e0, molto pi\u00f9 profonda delle banali rappresentazioni che sempre pi\u00f9 spesso si fa su questo tema. La morte nell\u2019opera di Lucia Nanni fa rima con memoria, e quindi con vita, legame tra le generazioni.\u201cTutto parte da una passeggiata dell\u2019artista al cimitero monumentale di Ravenna e da una sosta davanti all\u2019ossario che poi diventer\u00e0 un\u2019abitudine \u2013 racconta Giovanni Gardini \u2013. Osservando le foto raffigurate nell\u2019ossario, che risalgono al periodo tra la met\u00e0 dell\u2019800 e la fine degli anni \u201990 del XX secolo, Lucia Nanni ha sentito la necessit\u00e0 di custodire la memoria delle persone raffigurate in queste foto, che pian piano stanno svanendo. E ha iniziato a riprodurre i volti che vedeva, con la sua macchina da cucire\u201d.Ne \u00e8 nata una collezione di oltre 200 ritratti che emergono dall\u2019intreccio di fili di cotone con vari materiali: tulle e canapa, ognuno diverso dall\u2019altro, come le persone di cui restituiscono la memoria. Dal bambino che dorme, al giovane stroncato nel fiore degli anni, dai volti austeri di fine Ottocento, alle capigliature in voga negli anni \u201970. Un tema universale e allo stesso tempo attuale, soprattutto se associato a quelli di altre morti \u201cinvisibili\u201d come le migliaia di vittime dei naufragi di migranti nel Mediterraneo, che verr\u00e0 affrontato il 4 novembre, nel primo degli eventi organizzati collateralmente alla mostra.\u00a0 All\u2019interno delle varie sedi espositive le opere della Nanni hanno trovato una collocazione in dialogo con le altre opere in mostra, e quindi con la citt\u00e0: \u201cAl Museo Arcivescovile ho tentato di mettere in dialogo i volti di Lucia creati con il tulle (che quindi hanno l\u2019effetto di riflettersi sul marmo dei lapidari) con le antiche steli custodite al museo, per far riemergere altri volti e storie nascoste in quelle epigrafi, che di solito sono piuttosto oggetto delle dispute degli studiosi\u201d. Al Museo Nazionale invece le opere della Nanni dialogheranno con le \u201csteli Classensi\u201d. A Palazzo Rasponi si produrr\u00e0 un interessante esperimento di inversione degli equilibri sociali perch\u00e9 \u201ci volti dei personaggi di Lucia non avrebbero mai potuto in vita accedere ai piani nobili di un palazzo cos\u00ec\u201d. E infine al museo Varoli le tele dialogheranno con i \u201cmascheroni\u201d e gli spazi vuoti che caratterizzano quello spazio espositivo.\u00a0 \u201cAll\u2019inizio, quando mi hanno parlato di questo progetto non ero del tutto convinto \u2013 rivela l\u2019arcivescovo Lorenzo \u2013 poi ho visto uno dei volti realizzato dall\u2019artista e ho trovato che fosse un\u2019opera d\u2019arte. \u00c8 un momento intenso, questo, un momento di riflessione aiutata dalla visite che molti fanno ai propri defunti. E quando viene a mancare una persona cara, \u00e8 proprio l\u2019immagine che si sceglie per il ricordo che parla di lei. \u00c8 quella che ci rimane impressa di tutta la persona, della sua storia. Ecco perch\u00e9 credo che questa raccolta di immagini possa aiutare la riflessione\u201d.\u201cE\u2019 un progetto delicato e orientato alla cura al prendersi cura \u2013 ha spiegato l\u2019assessore alla Cultura Elsa Signorino \u2013, che ha ancora pi\u00f9 valore perch\u00e9 questo avviene nei confronti di chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Un\u2019opera di memoria collettiva e restituzione dell\u2019identit\u00e0 che ha anche un valore civile. Ma questo progetto \u00e8 importante anche perch\u00e9 ci ha permesso di costruire e sperimentare una rete, relazioni virtuose tra enti locali e tra istituzioni culturali che non possono che arricchirci e accrescono l\u2019offerta culturale per tutti\u201d. \u201cE\u2019 un progetto che forse per noi ha un significato in pi\u00f9 \u2013 ha aggiunto il sindaco di Cotignola Luca Piovaccari \u2013. Siamo un comune di campagna che per\u00f2 negli ultimi anni ha lavorato molto sull\u2019arte contemporanea. E questo ha a che fare con il tentativo che facciamo di ricostruire una memoria collettiva che in parte si \u00e8 persa perch\u00e9 il nostro paese \u00e8 stato raso al suolo durante la seconda guerra mondiale. Il museo Varoli \u00e8 proprio uno dei nostri luoghi della memoria\u201d. \u00a0<b>Gli eventi collaterali<\/b>Il primo degli eventi collegati alla mostra \u00e8 in programma il 4 novembre. A Ravenna, a Palazzo Rasponi dalle Teste, alle 18 una conversazione con il direttore della Caritas di Agrigento, Valeri Landri dal titolo \u201cChi \u00e8 il mio prossimo?\u201d. Introduce don Alain Gonzalez Valdes, delegato diocesano per la Carit\u00e0. Alla sera, poi, alle 21 nella Basilica di San Francesco verr\u00e0 riproposto lo spettacolo \u201cRumore di acque\u201d, di Marco Martinelli, con Alessandro Renda (musiche di Guy Klucevsek, coproduzione Ravenna Festival, Teatro delle Albe, Ravenna Teatro, col patrocinio di Amnesty International). L\u2019ingresso \u00e8 libero. Le offerte saranno devolute a favore del progetto \u201cProtetto a casa mia\u201d promosso dalla Caritas in colaborazione con la parrocchia di San Biagio.Gioved\u00ec 10 Novembre, alla Sala don Minzoni, alle 18 sar\u00e0 proiettato il film \u201cSussurri e Grida\u201cdi Ingmar Bergman. Alle19.30 buffet solidale in collaborazione con la Caritas e il Centro Missionario, e alle 20.45 una conferenza di Andrea Grillo, docente di teologia dei sacramenti e filosofia della religione al Sant\u2019Anselmo di Roma su \u201cSeppellire i morti: cultura e misericordia\u201d.Gioved\u00ec 17 novembre, alle 17.30 sempre alla sala Don Minzoni, in programma la presentazione del catalogo \u201cLacrime\u201d, Longo Editore con lo storico e critico d\u2019arte Alessandro Giovanardi. Sar\u00e0 presente l\u2019artista. Contemporaneamente sar\u00e0 proposto un laboratorio filosofico su \u201cPratiche di vita sulla morte\u201d, a cura di Barbara Piani, consulente filosofica dell\u2019Ufficio per la Pastorale della Cultura in tre appuntamenti (dalle 16.30 alle 18.30): sabato 5 novembre (\u201cDialogo con i volti di Lucia Nanni), sabato 12 novembre (\u201cRiflessioni tra collettivo e privato\u201d) e infine sabato 19 novembre (\u201cLectio dei filosofi antichi sulla morte\u201d). La partecipazione ai laboratori \u00e8 libera, prenotazione obbligatoria: tel. 347-7617954. Il laboratorio si svolger\u00e0 nella sala di Radio Ravegnana.Gli eventi a cura del Museo Nazionale partiranno invece marted\u00ec 8 novembre. E prevedono (sempre alle 17), marted\u00ec 8 \u201cNote sui Lapidari di Ravenna\u201d, una conversazione con Alessandro Bazzocchi, ricercatore; mercoled\u00ec 16 novembre (\u201cOltre la vita. Il ritratto nella scultura dall\u2019et\u00e0 Barocca al XIX secolo\u201d) un incontro con Emanuela Fiori, direttore del museo Nazionale; e marted\u00ec 22 \u201cVolti e figure. Il ritratto nella storia della fotografia\u201d con Luigi Tomassini. Domenica 13 novembre, a Cotignola, infine, l\u2019ultimo evento promosso dal Museo civico Luigi Varoli: una visita guidata con l\u2019autrice e il curatore accompagnata da musica e rappresentazioni.\u00a0<b>Daniela Verlicchi<\/b><\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inaugura sabato 29al Museo Arcivescovile\u00a0\u201cLacrime\u201d di Lucia NanniDal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 39\/2016\u00a0I fili della memoria, oltre la storiaUna riflessione contemporanea sul vivere e sul morire. Un modo per custodire e curare la memoria collettiva, che nasce dall\u2019incrocio e dall\u2019incontro dei fili delle vite delle persone. 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