{"id":8433,"date":"2016-03-07T09:30:00","date_gmt":"2016-03-07T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2016\/03\/07\/mons-zuppi-incontra-i-detenuti-nessuno-escluso-la-misericordia-e-per-tutti\/"},"modified":"2016-03-07T09:30:00","modified_gmt":"2016-03-07T08:30:00","slug":"mons-zuppi-incontra-i-detenuti-nessuno-escluso-la-misericordia-e-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/mons-zuppi-incontra-i-detenuti-nessuno-escluso-la-misericordia-e-per-tutti\/","title":{"rendered":"Mons. Zuppi incontra i detenuti. \u201cNessuno escluso. La Misericordia \u00e8 per tutti\u201d"},"content":{"rendered":"<p><b>Mons. Zuppi<br \/>\n incontra i detenuti.<\/b><\/p>\n<p> <b>\u201cNessuno escluso.<br \/>\n La Misericordia \u00e8 per tutti\u201d \u00a0<\/b><\/p>\n<p> <i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 23\/2016<\/i><\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> La Misericordia, vista da dietro le sbarre di un carcere, ha la forza di una stretta di mano, la delicatezza di una parola buona e la capacit\u00e0 di proiettarsi nel futuro. Questi i gesti semplici che hanno voluto portare nel carcere di Ravenna, gioved\u00ec 9 giugno, l\u2019arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi e quello di Ravenna, Lorenzo Ghizzoni, nell\u2019incontro organizzato dalla Caritas diocesana per presentare il libro di papa Francesco \u201cIl nome di Dio \u00e8 Misericordia\u201d.<\/p>\n<p> \u00c8 solo l\u2019ultima delle iniziative pensate dell\u2019ente caritativo e in particolare dal delegato don Alain Gonzalez Vald\u00e8s in questo Anno Santo della Misericordia. <\/p>\n<p> Accanto a Zuppi, anche suor Giovanna Barberi delle suore di Carit\u00e0 e i coniugi Silvia e Massimo Santi della Papa Giovanni XXIII hanno raccontato le loro esperienze di carit\u00e0 e Misericordia \u201ca chilometro zero\u201d, rispettivamente nella casa famiglia di largo Firenze e nella comunit\u00e0 della Papa Giovanni XXIII di Gambellara. Sono stati una quindicina i detenuti incontrati dai due arcivescovi a margine dell\u2019incontro, alcuni dei quali di fede mussulmana. <\/p>\n<p> <strong>La Misericordia \u00e8 per tutti. <\/strong><\/p>\n<p> \u201cEntrare in carcere per me \u00e8 sempre un\u2019emozione, perch\u00e9 trovo un\u2019umanit\u00e0, fratelli e sorelle e sperimento la forza della Misericordia \u2013 ha esordito monsignor Zuppi \u2013, un concetto che anche i nostri fratelli mussulmani possono ben comprendere perch\u00e9 ogni loro preghiera inizia con un\u2019invocazione al \u2018Dio misericordioso\u2019\u201d. La Misericordia, ha spiegato Zuppi, \u00e8 innanzitutto una chiamata, plasticamente rappresentata nel quadro di Caravaggio sulla vocazione di San Matteo: \u2018L\u2019impressione \u00e8 che Matteo dica a Ges\u00f9: \u2018Ma chiami proprio me?\u2019, che sono pubblicano e un pubblico peccatore? Ebbene s\u00ec, Dio chiama ciascuno di noi, indipendentemente da cosa abbiamo fatto, perch\u00e9 anche il peggiore dei peccatori vuole cambiare vita\u201d. <\/p>\n<p> Ancora: \u201cLa Misericordia \u00e8 speranza \u2013 prosegue monsignor Zuppi -. La Misericordia \u00e8 per tutti, nessuno escluso.\u00a0 E prepara al futuro, un futuro che per\u00f2 dobbiamo costruire noi. Questo il messaggio che voglio portare ai carcerati\u201d. Sulla stessa barca. La Misericordia, ha proseguito l\u2019arcivescovo di Bologna, \u00e8 fare \u201cdella tua miseria, la mia. Quindi farsi carcerati con i carcerati. Papa Francesco, ha raccontato ancora monsignor Zuppi, ogni due settimane telefona in una delle carceri di Buenos Aires e cerca di visitare un istituto di detenzione in ogni viaggio apostolico, perch\u00e9 la Misericordia \u00e8 fedele. \u201cPerch\u00e9 lui e non io? \u2013 si chiede spesso il Papa \u2013. \u00c8 un mistero, e in questo mistero io tento di accompagnarlo\u201d. Un concetto anticipato anche dall\u2019arcivescovo Lorenzo nella sua introduzione: \u201cVisitare i carcerati \u00e8 una delle opere di Misericordia raccomandate in questo Anno Santo \u2013 ha detto \u2013 . E\u2019 importante farlo per rompere quello schema secondo il quale chi sta dentro il carcere fa il Male e chi sta fuori fa il Bene. Non \u00e8 cos\u00ec, ci sono pi\u00f9 somiglianze che differenze tra noi e i fratelli detenuti\u201d. \u201cImparare dai propri errori e superarli, questo deve insegnarci l\u2019esperienza del carcere\u201d, ha aggiunto la direttrice di via Port\u2019Aurea Carmela De Lorenzo.<\/p>\n<p> Guardare al futuro.\u00a0 Ancora, ripercorrendo le pagine del libro di papa Francesco, ci si imbatte in un tema che \u00e8 centrale all\u2019interno di una casa circondariale, quello della speranza, e quindi della rieducazione: \u201cUna mentalit\u00e0 ormai diffusa crede che quando un vaso si rompe vada buttato, cos\u00ec se una persona sbaglia \u2018\u00e8 meglio se resta chiusa l\u00e0 dentro\u2019 \u2013 osserva monsignor Zuppi \u2013. La Misericordia non ragiona cos\u00ec: l\u2019amore di Dio d\u00e0 sempre fiducia, come le persone che ci vogliono bene, un atteggiamento che pu\u00f2 portare un cambiamento nella persona che si ama.\u00a0 Come quella tecnica ceramica giapponese: se il vaso \u00e8 rotto, lo si riattacca con l\u2019oro che, alla fine, lo rende pi\u00f9 bello di prima. Ecco, la Misericordia \u00e8 proprio quell\u2019oro\u201d. Infine, una proposta in quest\u2019anno Giubilare: \u201cLa Misericordia di Dio \u00e8 capace di trasformare le sbarre del carcere in un\u2019esperienza di libert\u00e0. Ogni volta che attraversate la porta della vostra cella, basta rivolgere un pensiero a Dio, per fare esperienza della sua Misericordia. Approfittatene\u201d. Domande.\u00a0 Al termine della presentazione, la domanda di un detenuto, arriva al cuore del problema: \u201cMa perch\u00e9 quando ero fuori queste cose non me le ha dette nessuno? Perch\u00e9 la societ\u00e0 non parla della Misericordia?\u201d. Una denuncia amara anche per chi vive fuori dal carcere, e allo stesso tempo un invito a fare di pi\u00f9 perch\u00e9 la societ\u00e0 cambi. <\/p>\n<p> <strong>Misericordia a chilometro zero. <\/strong><\/p>\n<p> \u00c8 un contesto completamente diverso quello raccontato da suor Giovanna Barbieri, cio\u00e8 la vita quotidiana accanto a bambini soli nella casa di largo Firenze, ma interpretabile a partire dalla stessa parola chiave, la Misericordia: \u201cMisericordia per noi significa dare da mangiare e da bere ai nostri piccoli, non solo sussistenza ma affetto \u2013 racconta \u2013.\u00a0 Dare un vestito, significa dare dignit\u00e0: \u2018Grazie perch\u00e9 mi avete fatto sentire un uomo, e poi mi avete dato da mangiare, mi ha detto Sev, che aveva viaggiato una settimana in camion dall\u2019Afghanistan per arrivare qui. <\/p>\n<p> Non siamo madri ma occuparci di questi figli di Dio ci permette di avere il \u2018centuplo\u2019 in questa vita\u201d. Stesso filo conduttore nei racconti della casa famiglia Santi di Gambellara: \u201cLo abbiamo visto in tante storie di persone che abbiamo accolto \u2013 ha raccontato Silvia \u2013: finch\u00e9 c\u2019\u00e8 vita c\u2019\u00e8 sempre la possibilit\u00e0 di ricominciare. La Misericordia di Dio io la vedo in Luciana ad esempio (una ospite della casa, 50 anni, con la sindrome di Down), nella sua tenerezza, nella sua capacit\u00e0 di prendersi cura, nei suoi modi di fare che ci costringono sempre a rallentare, nel suo bisogno di vita eterna\u201d.<b><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mons. Zuppi incontra i detenuti. \u201cNessuno escluso. La Misericordia \u00e8 per tutti\u201d \u00a0 Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 23\/2016 \u00a0 La Misericordia, vista da dietro le sbarre di un carcere, ha la forza di una stretta di mano, la delicatezza di una parola buona e la capacit\u00e0 di proiettarsi nel futuro. 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