{"id":8329,"date":"2016-04-21T12:30:00","date_gmt":"2016-04-21T10:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2016\/04\/21\/domenica-24-in-diocesi-si-celebra-la-giornata-della-carita\/"},"modified":"2016-04-21T12:30:00","modified_gmt":"2016-04-21T10:30:00","slug":"domenica-24-in-diocesi-si-celebra-la-giornata-della-carita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/domenica-24-in-diocesi-si-celebra-la-giornata-della-carita\/","title":{"rendered":"Domenica 24 in diocesi si celebra la Giornata della Carit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><b>Domenica 24 in diocesi<br \/>\n si celebra<br \/>\n la Giornata della Carit\u00e0<\/b><\/p>\n<p> <i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 15\/2016<\/i><\/p>\n<p> <i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p> <b>La Caritas traccia la mappa dei bisogni a partire dai dati 2015<\/b><\/p>\n<p> <b>\u201cDate loro voi stessi da mangiare\u201d<\/b><\/p>\n<p> Una piccola luce in fondo al tunnel \u00e8 possibile scorgerla (forse) ma in un mare di bisogni e necessit\u00e0. I dati 2015 del centro d\u2019ascolto della Caritas raccontano di una societ\u00e0 che non riesce a sostenere le persone che per varie ragioni si trovano sulla soglia della povert\u00e0, nella quale gli immigrati iniziano a lasciare il territorio per Paesi che offrono pi\u00f9 opportunit\u00e0 e dove sono sempre di pi\u00f9 le persone che pur lavorando non riescono a sbarcare il lunario (\u201cworking poor\u201d). <\/p>\n<p> Domenica l\u2019intera diocesi di Ravenna sar\u00e0 chiamata a riflettere sui bisogni e sulle necessit\u00e0 di questi fratelli grazie alla Giornata della Carit\u00e0 che si celebrer\u00e0 in tutte le parrocchie, con un invito anche a farsi carico con un\u2019offerta delle necessit\u00e0 dei pi\u00f9 fragili. Necessit\u00e0 che, fanno sapere dal centro d\u2019ascolto Caritas, dal 2008 sono cresciute enormemente, tanto che il delegato Caritas don Alain Gonzales Vald\u00e8s invita a moltiplicare la solidariet\u00e0, potenziando e rafforzando le Caritas parrocchiali. E questo sar\u00e0 il compito principale dell\u2019organismo nei prossimi mesi e anni.<\/p>\n<p> Ma veniamo ai dati. I numeri grezzi nel 2015 parlano di un calo nel numero dei \u201cpassaggi\u201d (quante volte chi ha bisogno bussa alle porte del centro d\u2019ascolto di piazza Duomo) del 7% circa: sono stati 5737 nel 2015 contro i 6217 dell\u2019anno precedente ma ragionando su pi\u00f9 anni, dal 2008, anno in cui inizia la crisi, le richieste alla Caritas diocesana sono pi\u00f9 che raddoppiate, passando da 2700 a 5737 (+209%).<\/p>\n<p> \u201cVediamo quindi che le necessit\u00e0 sono aumentate enormemente \u2013 spiega il delegato diocesano \u2013. Il calo dell\u2019ultimo anno \u00e8 forse da mettere in relazione al ritorno di tanti immigrati nei loro paesi o l\u2019emigrazione verso Paesi che offrono pi\u00f9 opportunit\u00e0 lavorative.<\/p>\n<p> Molti dei cittadini nigeriani della mia parrocchia, San Pier Damiano, hanno deciso di rimettersi in cammino, spesso verso l\u2019Inghilterra.<\/p>\n<p> Magari qualcuno \u00e8 anche riuscito ad uscire dallo stato di crisi, ce lo auguriamo\u201d.<\/p>\n<p> I nuclei aiutati dal centro d\u2019ascolto nel 2015 sono stati 1011, per un totale di 3011 persone sostenute in modo pi\u00f9 o meno stabile. Di questi il 58,8 % sono stranieri mentre il 40,2 % italiani (il restante 1% si dichiara apolide), una proporzione pi\u00f9 o meno simile a quella degli anni scorsi.<\/p>\n<p> Gli stranieri arrivano soprattutto dalla Nigeria, dall\u2019Albania e dal Marocco, ma anche da Romania e Senegal.<\/p>\n<p> Il 35,9% degli interventi della Caritas diocesana interessano minori.<\/p>\n<p> Sono 1080 quelli aiutati nel 2015, di cui il 71% stranieri e il 29% italiani. <\/p>\n<p> Il cda li accoglie prima di tutto con un colloquio e mettendo a punto un percorso personalizzato di promozione e liberazione da una condizione di disagio. I quattro operatori del centro, assieme ai 40 volontari fano in media 20-22 colloqui al giorno. I pacchi viveri distribuiti nel 2015 sono stati 4478: si tratta del servizio pi\u00f9 richiesto, ma poi c\u2019\u00e8 il pagamento delle bollette, il sostegno alla genitorialit\u00e0 per le famiglie con bambini, il sostegno alla maternit\u00e0 ma anche, a livello istituzionale, la collaborazione con l\u2019assessorato delle Politiche sociali per attivare una rete sul territorio e con parrocchie e servizi, enti e associazioni. L\u2019aiuto da parte della Caritas non guarda a nazionalit\u00e0 n\u00e9 tanto meno a religione: fra i 1011 nuclei assistiti nel 2015 il 53,1% era cattolico, l\u20198,5% ortodosso o protestante, il 24,5% musulmano e il 14,9% non credente. <\/p>\n<p> Ma perch\u00e9 ci si rivolge alla Caritas? Le ragioni sono varie e complesse.<\/p>\n<p> \u201cLa povert\u00e0 non \u00e8 un fungo che nasce e cresce da solo ma porta con s\u00e9 tantissime altre difficolt\u00e0 \u2013 spiega don Gonzales Vald\u00e8s \u2013: solitudine, disagio, famiglie disgregate, spesso dipendenze, problemi relazionali. Il vero problema \u00e8 che se una persona fragile incontra un contesto sociale che non aiuta, la sua fragilit\u00e0 si trasforma in condizione di povert\u00e0 e incapacit\u00e0 di autogestirsi. <\/p>\n<p> \u00c8 la cultura dello scarto di cui parla Papa Francesco\u201d. Tra i \u201cfenomeni\u201d che nel 2015 hanno interrogato di pi\u00f9 operatori e volontari della Caritas nel 2015 c\u2019\u00e8 appunto quello del working poor, persone che quindi pur lavorando non riescono a uscire da una situazione di povert\u00e0. <\/p>\n<p> Sono il 18 per cento del totale di chi bussa in piazza Duomo (in aumento dell\u20191% rispetto al 2014), ma fa riflettere sul mondo del lavoro post-crisi: \u201cSi tratta di persone \u2013 racconta il delegato Caritas \u2013 che in qualche caso hanno una famiglia molto numerosa da mantenere ma nella maggior parte dei casi non ricevono il giusto stipendio o ancora non lo ricevono affatto: l\u2019azienda \u00e8 in crisi, \u00e8 in ritardo con il pagamento, ma i dipendenti non se la sentono di licenziarsi perch\u00e9 non hanno un\u2019alternativa sicura a portata di mano. Senza considerare tutti i casi di precariato o lavoro nero\u201d. Tra gli altri problemi portati in colloquio al centro d\u2019ascolto c\u2019\u00e8 il lavoro, lo sfratto o l\u2019emergenza abitativa, il taglio delle utenze e situazione famigliare fragili in cui crescono conflittualit\u00e0, isolamento, solitudine. <\/p>\n<p> \u201cLa casa \u00e8 un altro degli elementi che se non c\u2019\u00e8 pu\u00f2 portare sull\u2019orlo della povert\u00e0 \u2013 analizza il delegato Caritas \u2013. Il 10% di chi si \u00e8 rivolto a noi nel 2015 ha una casa di propriet\u00e0, il 21,6% una casa in edilizia popolare e il 40,66% in affitto. Chi ha una casa Acer certamente si trova in condizioni pi\u00f9 favorevoli, ma poi occorre considerare anche il tema delle spese condominiali che a volte sono il triplo del canone di affitto (in via Tommaso Gulli si sfiorano i 2mila euro), cos\u00ec come le utenze hanno un peso notevole\u201d.<\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> <b>Daniela Verlicchi<\/b><b><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica 24 in diocesi si celebra la Giornata della Carit\u00e0 Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 15\/2016 \u00a0 La Caritas traccia la mappa dei bisogni a partire dai dati 2015 \u201cDate loro voi stessi da mangiare\u201d Una piccola luce in fondo al tunnel \u00e8 possibile scorgerla (forse) ma in un mare di bisogni e necessit\u00e0. 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