{"id":8270,"date":"2016-03-24T13:30:00","date_gmt":"2016-03-24T12:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2016\/03\/24\/omelia-della-messa-crismale\/"},"modified":"2016-03-24T13:30:00","modified_gmt":"2016-03-24T12:30:00","slug":"omelia-della-messa-crismale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/omelia-della-messa-crismale\/","title":{"rendered":"Omelia della Messa Crismale"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\">\n <b>Messa Crismale<\/b><\/p>\n<p> <b>Ravenna, 23 marzo 2016<\/b><\/p>\n<p> <b>Siamo una Chiesa in cammino<\/b><\/p>\n<p> <i>Dalla Santit\u00e0 all\u2019unit\u00e0 per essere discepoli missionari<\/i><\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p> <b>Da dove partiamo<\/b><\/p>\n<p> Cari presbiteri e diaconi, cari fedeli laici della Chiesa di Ravenna Cervia, nelle Messe Crismali degli scorsi anni, ho sottolineato la necessit\u00e0 della conversione alla santit\u00e0 e all\u2019unit\u00e0 dei ministri ordinati e la necessit\u00e0 di diventare <i>pescatori di uomini<\/i> prima ancora che <i>pastori<\/i>, di fronte agli avvenimenti dolorosi accaduti nel nostro presbiterio, \u2013 per i quali chiediamo ancora perdono alle vittime e a tutta la Chiesa \u2013, ma soprattutto di fronte alle necessit\u00e0 della nostra terra, che aspetta una <b><i>evangelizzazione nuova<\/i><\/b>. La triade di valori che sottolineo da un po\u2019 di tempo \u00e8 questa: senza <b>santificazione<\/b> personale dei ministri e dei laici, non ci sar\u00e0 comunione; senza <b>comunione<\/b> tra noi, non ci sar\u00e0 missione; senza una nuova <b>missionariet\u00e0<\/b> siamo condannati all\u2019invecchiamento e al declino.<\/p>\n<p> Negli ultimi due anni non abbiamo avuto ordinazioni presbiterali, alcuni presbiteri hanno lasciato la nostra diocesi, qualcuno ci ha lasciati per il Regno del Padre (come don Guido), ma abbiamo ordinato un diacono permanente, ne abbiamo ammessi 5 al cammino diaconale, abbiamo tre seminaristi, abbiamo aperto una missione diocesana in Per\u00f9 con don Stefano e tre nostri laici, un\u2019altra laica partir\u00e0 tra pochi giorni. Aggiungo che sulle <b>quattro linee<\/b> che ci siamo dati nell\u2019Assemblea diocesana all\u2019inizio dell\u2019anno pastorale, ci stiamo muovendo bene: sono tanti i giovanissimi e i giovani che si preparano nei corsi della Pastorale giovanile a diventare animatori e educatori dei nostri giovani in parrocchia; sono una settantina gli adulti che hanno partecipato al primo anno di formazione per diventare animatori dei genitori dei ragazzi del\u2019iniziazione cristiana; la Caritas diocesana sta proponendo agli operatori della diocesi un cammino iniziale di formazione per aiutarli a rinnovare lo stile e le attivit\u00e0 di ascolto e presenza sul territorio; la comunicazione diocesana si sta rinnovando sia per quanto riguarda il Risveglio che gli altri mass media, che si arricchiranno spero presto non solo di persone ma anche di mezzi. Siamo <b>una diocesi viva<\/b> che si sta anche rinnovando!<\/p>\n<p> Intanto per\u00f2 le nostre parrocchie e associazioni ecclesiali continuano la loro pastorale pi\u00f9 o meno ricca di proposte abbastanza <b>tradizionali<\/b>. Temo che si lavori molto, si peschi tutta la notte, ma alla fine si raccolga poco: i convertiti, i ricomincianti, i nuovi credenti sono pochi; ci ritroviamo spesso con le stesse persone in molte delle nostre iniziative. Temo che i residui di superstizione, di religiosit\u00e0 solo abitudinaria ed esteriore che porta ancora diverse persone a venire in chiesa e i genitori a cercare la parrocchia per i sacramenti dei figli o per le feste, cederanno sotto i colpi della secolarizzazione, soprattutto pensando agli adulti tra i quaranta e i sessant\u2019anni di oggi.<\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> <b>Tutti \u201cpescatori di uomini\u201d?<\/b><\/p>\n<p> Lo accennavo anche l\u2019anno scorso: abbiamo bisogno di <b>pescatori di uomini<\/b>, di nuove vie, di nuovi percorsi, di nuove modalit\u00e0 di incontro con le persone. E, lo dico subito, stando alla <i>Evangelii Gaudium<\/i> che \u00e8 il nostro documento costituzionale per l\u2019evangelizzazione oggi, i \u201cpescatori\u201d non possono essere solo tra il clero. Sia l\u2019annuncio negli ambienti di vita, sia l\u2019annuncio da persona a persona, che gli stessi percorsi liturgici, biblici, catechistici, caritativi delle parrocchie hanno assoluto <b>bisogno di laici<\/b>. Non baster\u00e0 pi\u00f9 la cooptazione per simpatia, n\u00e9 la raccolta dei volontari spontanei. Occorre, come stiamo in parte gi\u00e0 facendo, una chiamata, un periodo di formazione, un discernimento, un mandato ecclesiale alla fine. E questo per tutti, anche per chi compie servizi semplici o economico-amministrativi, non solo per chi si incammina verso i ministeri. Tutti i laici devono poter collaborare all\u2019azione pastorale con conoscenza di causa. Devono avere quelle <b>conoscenze<\/b> che ora sono spesso pi\u00f9 appannaggio del clero e lo mantengono ad un gradino superiore. Ci\u00f2 non toglier\u00e0 la necessit\u00e0 che le comunit\u00e0 \u2013 sempre pi\u00f9 unite tra loro in forme di <i>collaborazione pastorale stabile<\/i> \u2013 abbiano bisogno della figura di colui che presiede o coordina e f\u00e0 da centro di unit\u00e0 tra i vari responsabili. Ma tutto deve avvenire nella trasparenza e nella <b>condivisione delle responsabilit\u00e0<\/b>, perch\u00e9 il cammino delle nostre comunit\u00e0 diventi segno e fermento per le genti delle nostre terre. Bisogner\u00e0 riprendere il capitolo sulle \u201ctentazioni degli operatori pastorali\u201d, della E.G. (nn. 76-109), e aggiungervi anche le nostre, per cambiare lo stile attuale e diventare <i>discepoli missionari<\/i>, tutti, clero e laici, uomini e donne.<\/p>\n<p> \u00c8 giunto il tempo che troviamo <b><i>otri nuovi per il vino nuovo<\/i><\/b> del Vangelo e per accogliere la profezia di Papa Francesco che ci sta chiedendo per i prossimi anni la riforma della Chiesa in uscita missionaria. Molti degli otri che stiamo usando sono antichi e venerabili, ma finita la generazione dei nostri anziani, dureranno ancora? Stiamo mettendo pezze vecchie al vestito nuovo del Concilio, gi\u00e0 bistrattato e tirato tra i due estremismi della totale rottura o della piena continuit\u00e0 col passato, e intanto la storia corre veloce e noi rischiamo di doverla inseguire con vecchi motori arrugginiti\u2026<\/p>\n<p> Noi per\u00f2 se facessimo solo un cambiamento di pratiche, di metodi o di mezzi tecnologicamente avanzati, correremmo il rischio di quelle mode che si esauriscono a fine stagione, se non ci mettiamo in uno stato di conversione personale e comunitaria, che vada in profondit\u00e0.<\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> <b>La conversione che ci \u00e8 chiesta come Chiesa<\/b><\/p>\n<p> Per questo prendo spunto <i>dal capitolo 3 della Prima Lettera ai cristiani di Corinto<\/i> (il libro biblico che ci accompagna questo anno pastorale), per sottolineare una realt\u00e0 decisiva per il futuro della nostra Chiesa di Ravenna\u2013Cervia, che ora ci sta ostacolando: la <b>malattia<\/b> delle frammentazioni, gli isolamenti, le autonomie, il \u201cfai da te\u201d liturgico, catechistico, amministrativo, disciplinare\u2026 E insieme con questa tendenza \u2013 che colpisce presbiteri, diaconi, religiosi, movimenti, catechisti, laici uomini e donne \u2013 vediamo la fioritura e la ricerca dei \u201cpersonaggi\u201d, dei profeti carismatici e dei veggenti apocalittici, le cui parole valgono pi\u00f9 di quelle della Sacra Scrittura! Ma anche pi\u00f9 vicino a noi vediamo la coltivazione dei personalismi, la autoreferenzialit\u00e0 diffusa, l\u2019affermazione di s\u00e9, con la conseguente svalutazione dell\u2019insegnamento e delle norme della Chiesa madre e maestra, anche su questioni vitali. Non \u00e8 problema solo nostro, \u00e8 un male frutto anche dello spirito del nostro tempo, che coltiva il narcisismo delle persone e il relativismo della morale e della fede. Ma tutto questo ci sta impedendo di essere <b>un popolo unito<\/b> che con un cuor solo e un\u2019anima sola, prega, ascolta la Parola degli Apostoli, spezza il pane nella gioia, accoglie i poveri condividendo quello che ha, e perci\u00f2 \u00e8 in grado si essere <b><i>popolo missionario<\/i><\/b>, sale e luce per la nostra terra.<\/p>\n<p> Cosa dice dunque san Paolo alla Chiesa di Corinto? Egli affronta subito la crisi dell\u2019unit\u00e0 e della coesione tra i fedeli. Chiede loro di essere unanimi nel parlare, perch\u00e9 probabilmente usano delle espressioni che identificano le loro appartenenze all\u2019uno o all\u2019altro personaggio autorevole (v. 1 Cor 1,12). E vuole dimostrare l\u2019assurdit\u00e0 della posizione dei cristiani di Corinto che non fanno risalire la loro identit\u00e0 a Cristo, al quale sono legati dal battesimo e nel cui Corpo sono inseriti, ma a dei suoi testimoni o predicatori. Oppure si identificano in uno dei gruppi che monopolizzano Cristo, ridotto e messo alla pari di altri leaders ecclesiali (Paolo, Apollo, Cefa, e cos\u00ec via) \u201c<i>in maniera tutta umana<\/i>\u201d (v. 3,3). \u00c8 come se Paolo dicesse: \u201cChi siete veramente? Vi accontentate di definirvi in base all\u2019appartenenza ad una persona umana? Cosa vale per voi l\u2019appartenenza alla Chiesa? E Cristo, chi \u00e8 davvero per voi, se lo trattate cos\u00ec?\u201d <\/p>\n<p> L\u2019apostolo poi approfondisce la diagnosi della malattia che agita la comunit\u00e0 di Corinto. Fa venire allo scoperto la radice della crisi dell\u2019unit\u00e0 ecclesiale. Le contrapposizioni dei diversi gruppi non derivano da una direttiva dei capi o dalla forza debordante dei doni carismatici, ma dal <b>bisogno di auto\u2013affermarsi<\/b> e dalla ricerca di prestigio che attraversano il cuore di tutti, i ministri e gli altri battezzati, senza eccezioni: \u201c<i>siete ancora carnali, dal momento che c\u2019\u00e8 ancora tra voi invidia e discordia<\/i>\u201d (v. 3,3). Cos\u00ec hanno costituito delle fazioni intorno a dei personaggi che sono utilizzati come simboli, per differenziarsi, contrapporsi, superarsi. La conseguenza \u00e8 che si riduce l\u2019esperienza cristiana, proprio nel suo sorgere, ad una nuova \u201cgnosi\u201d, una conoscenza religiosa, come in una delle tante sette che pullulano in quella citt\u00e0 portuale.<\/p>\n<p> Perci\u00f2 Paolo gi\u00e0 all\u2019inizio della Lettera aveva rimproverato i cristiani di Corinto. Egli ricorda che aveva annunciato tra loro solo Ges\u00f9 Cristo in croce, senza fare ricorso n\u00e9 alla retorica, n\u00e9 alla sapienza umana. Con l\u2019annuncio di Ges\u00f9 Cristo crocifisso aveva rivelato una immagine di Dio rovesciata rispetto a quelle abituali dei Greci e dei Giudei, frutto dei loro desideri di sapienza o di potenza, tipicamente \u201ccarnali\u201d. Aveva annunciato un Dio che si manifestava come uno sconfitto e uno stolto, agli occhi del mondo. In Ges\u00f9 morto in croce per\u00f2, questo Dio aveva rivelato una fedelt\u00e0 tale all\u2019amore, che introduceva nelle logiche del mondo <b>una nuova sapienza e una diversa potenza<\/b>. Solo accogliendo l\u2019annuncio evangelico era possibile entrare in questa nuova mentalit\u00e0, propria della fede cristiana (cfr 1,17-25). Insomma proprio a loro Paolo aveva tentato di insegnare che la sapienza vera \u00e8 quella della croce, che si riceve per mezzo dello Spirito santo. Ma ora Paolo si sta accorgendo che i Corinzi non sono ancora pronti: questa sapienza ha bisogno di \u201cuomini spirituali\u201d, per essere accolta, non di \u201cesseri carnali\u201d, ancora al livello di \u201cneonati\u201d in Cristo, cio\u00e8 ancora attaccati umanamente a Paolo e agli altri responsabili di comunit\u00e0! (v. 4,1)<\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p> <b>Adulti nella fede: la sapienza della croce<\/b><\/p>\n<p> Come si fa per\u00f2 a divenire <i>adulti nella fede<\/i>?\u00a0 Non tanto acquisendo pi\u00f9 conoscenze filosofiche o esperienze miracolistiche e misteriche: come facevano Greci. Si tratta di arrivare ad una maturit\u00e0 che si rivela in <i>due disponibilit\u00e0<\/i>. <\/p>\n<p> La prima \u00e8 ad a<b>ccogliere il Cristo sconfitto, debole e infine crocifisso<\/b>, come rivelazione suprema dell\u2019amore sapiente e potente del Dio che salva. <\/p>\n<p> La seconda \u00e8 ad <b>accogliere un modo nuovo di amare<\/b>, ben di l\u00e0 delle invidie, delle gelosie, delle competizioni, dell\u2019io al centro di tutto. <\/p>\n<p> Secondo la nuova sapienza rivelata da Ges\u00f9 Cristo, <b>il ruolo dei ministri<\/b>, dei responsabili, degli animatori deve essere diverso e nuovo. Anche il ruolo di quelli che, come Paolo, possono legittimamente rivendicare una <i>paternit\u00e0<\/i> verso la comunit\u00e0 (\u201c<i>sono io che vi ho generato in Cristo Ges\u00f9 secondo il vangelo<\/i>\u201d v. 4,15). E qui ci siamo dentro soprattutto noi, <b>Vescovo, Presbiteri e Diaconi<\/b>: nella Chiesa noi siamo e restiamo solo \u201cministri\u201d, \u201camministratori nella casa di Dio\u201d e \u201cservitori di Cristo\u201d. La comunit\u00e0 appartiene tutta ed esclusivamente a Dio, \u00e8 il suo \u201ccampo\u201d, la sua \u201cpiantagione\u201d, \u00e8 \u201cl\u2019edificio\u201d fondato su Cristo (vv. 6\u201310). Essa \u00e8 il suo tempio, il luogo dove abita lui, per mezzo dello Spirito (vv. 16-17). \u00c8 come se Paolo dicesse: \u201cNon vi siete ancora accorti che la Chiesa appartiene alla Trinit\u00e0? Appartiene al Padre, \u00e8 fondata su Ges\u00f9 Cristo ed \u00e8 abitata dallo Spirito?\u201d <\/p>\n<p> \u00c8 quindi implicita in questi testi una parola che Paolo non pronuncia mai, ma che per noi \u00e8 essenziale: <b><i>la rinuncia<\/i><\/b>. Ci \u00e8 richiesta una forte rinuncia, che fra l\u2019altro \u00e8 duplice. La rinunzia dei cristiani <b>laici<\/b> a sentirsi propriet\u00e0 dei capi o dei ministri (\u201cIo sono di Paolo\u2026\u201d, io sono di quel parroco, io sono di quel prete, io sono di quel personaggio carismatico, io sono di quel movimento, di quel gruppo\u2026). E la rinuncia dei <b>ministri<\/b> a possedere ci\u00f2 che \u00e8 di Dio: cio\u00e8 gli altri battezzati (i miei parrocchiani, i miei amici, il mio gruppo di giovani, il mio gruppo di famiglie, quelli che stanno dalla mia parte\u2026 ecc.) . \u201cNessuno si illuda\u201d \u2013 dice Paolo \u2013 se qualcuno si comporta cos\u00ec e si crede sapiente, in realt\u00e0 sta seguendo le logiche del mondo, quindi si faccia \u201cstolto\u201d!<\/p>\n<p> \u00c8 questa la <b>sapienza della croce<\/b> alla quale sono chiamati tutti i credenti, \u2013 ministri ordinati e laici \u2013 per divenire adulti nella fede. Essa implica un nuovo modo di comprendere la propria identit\u00e0 di credenti: abbiamo tutti la stessa dignit\u00e0 battesimale e siamo chiamati tutti ad affidarci solo a Dio, nostro Padre. Ed implica un nuovo rapporto tra laici e pastori, che devono imparare a mettere da parte il proprio io per lasciare che Dio sia Dio, nella sua Chiesa. Cos\u00ec Paolo chiude il discorso: \u201c<i>Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perch\u00e9 tutto \u00e8 vostro: Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto \u00e8 vostro! Ma voi siete di Cristo e Cristo \u00e8 di Dio<\/i>\u201d (vv. 21-23).<\/p>\n<p> I cristiani non appartengono n\u00e9 agli apostoli predicatori (Paolo), n\u00e9 ai capi carismatici (Apollo), n\u00e9 ai capi istituzionali (Pietro)(v. 4,1). Paolo \u00e8 cosciente di questo pericolo: \u201c<i>Queste cose, fratelli, le ho applicate a modo di esempio a me e ad Apollo, per il vostro profitto perch\u00e9 impariate nelle nostre persone a stare a ci\u00f2 che \u00e8 scritto e non vi gonfiate a favore di uno contro un altro<\/i>\u201d (v. 4,6). <\/p>\n<p> Anche il <b>laico<\/b> catechista, il laico responsabile di un\u2019attivit\u00e0 o animatore di gruppi, il ministro istituito, ecc. deve tenere uno stile di vita coerente col messaggio evangelico. Non c\u2019\u00e8 spazio per l\u2019autoesaltazione di chi si crede \u201csapiente\u201d e \u201cpotente\u201d in nome della sua esperienza religiosa, dei suoi doni spirituali o degli incarichi che svolge. Sarebbe paradossale vantarsi di ci\u00f2 che si \u00e8 ricevuto (\u201cgonfiarsi\u201d). \u00c8 chiaro invece che la via del discepolo missionario, pastore o laico, \u00e8 segnata non dalla \u201c<i>saziet\u00e0, dalla ricchezza, dal potere; o dalla sapienza, dalla fortezza e dagli onori, ma dalla stoltezza, dalla debolezza, dal disprezzo, a causa di Cristo<\/i>\u201d (cfr. 4,10). \u00c8 una via che assimila fortemente i ministri ordinati e i laici al Signore e permette di predicare il Vangelo con la vita, di essere strumenti di salvezza come Lui.<\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p> <b>Verso dove andiamo<\/b><\/p>\n<p> Tutti ci sentiamo colpiti e giudicati da questo <b>modello di pastorale, di ministerialit\u00e0, di missionariet\u00e0<\/b>. Lo dobbiamo accogliere come un ammonimento che Paolo fa anche a noi. Inoltre devo sottolineare che Paolo \u00e8 di esempio a noi pastori, perch\u00e9 nelle osservazioni che fa alla comunit\u00e0 parte da s\u00e9 stesso e coinvolge prima di tutto gli altri responsabili. <b><\/b><\/p>\n<p> Anche noi cari fratelli presbiteri e diaconi dobbiamo avere coscienza che i cambiamenti pastorali che la Chiesa si aspetta oggi <b>devono partire da noi<\/b>. Se noi faremo resistenza o se ci impegneremo a camminare, influiremo fortemente sugli altri fedeli, perch\u00e9 la nostra \u00e8 una comunit\u00e0 ecclesiale che guarda molto a noi e ci ascolta, ci segue. Come ci ha insegnato Papa Francesco in questi tempi dovremo stare anche \u201cin mezzo\u201d al popolo, oltre che davanti o di fronte, perch\u00e9 le nuove vie che stiamo intravedendo ci chiedono un <i>atteggiamento sinodale<\/i>. Un esempio di cammino insieme ci viene dai quattro versanti che abbiamo scelto (giovani, animatori per gli adulti, Caritas, comunicazioni): dovremo <b>formarci insieme<\/b> e agire insieme, se vogliamo essere efficaci. <\/p>\n<p> Dovremo imparare in generale a <b>camminare insieme<\/b> nella formazione, nel discernimento comunitario, nelle iniziative pastorali: <b>preti, diaconi e laici<\/b>. Non dimentichiamo e includiamo in questo cammino <b>i religiosi, le religiose e gli altri consacrati<\/b>, che condividono in pieno la nostra fatica pastorale, con grande profitto delle parrocchie dove si mettono a servizio come parroci o come collaboratori. La loro amicizia e i loro carismi sono una ricchezza di solito ben integrata con la vita diocesana.<\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p> La Parola di Dio ci \u00e8 davvero necessaria per la conversione personale e comunitaria, per imparare a rispettare la dignit\u00e0 battesimale di tutti e il valore dei diversi carismi e ministeri, per promuovere la missione della Chiesa nell\u2019unit\u00e0 e sotto la guida dei successori degli apostoli. Proprio a questa Parola ci affidiamo (\u201cVi affido al Signore e alla Parola della sua grazia\u201d, At. 20, 32) e allo Spirito del Risorto che dimora in noi (LG, n. 4), a Lui chiediamo la capacit\u00e0 di discernimento spirituale e una radicale adesione al Vangelo per diventarne \u201cservi\u201d fedeli.<\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> <b>+ Lorenzo, Arcivescovo<\/b><\/p>\n<p> Mons. Lorenzo Ghizzoni \u2013 Omelie e Interventi\n <\/p><\/div>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_8273' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Messa-Crismale-23-mar-2016.pdf' title='Messa-Crismale-23-mar-2016' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Messa-Crismale-23-mar-2016<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Messa Crismale Ravenna, 23 marzo 2016 Siamo una Chiesa in cammino Dalla Santit\u00e0 all\u2019unit\u00e0 per essere discepoli missionari \u00a0 Da dove partiamo Cari presbiteri e diaconi, cari fedeli laici della Chiesa di Ravenna Cervia, nelle Messe Crismali degli scorsi anni, ho sottolineato la necessit\u00e0 della conversione alla santit\u00e0 e all\u2019unit\u00e0 dei ministri ordinati e la necessit\u00e0 di diventare pescatori di uomini prima ancora che pastori, &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/omelia-della-messa-crismale\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Omelia della Messa Crismale<\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8271,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-8270","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8270"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8270\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8271"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}