{"id":8128,"date":"2015-12-16T11:00:00","date_gmt":"2015-12-16T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2015\/12\/16\/il-vangelo-della-notte-di-natale-3\/"},"modified":"2015-12-16T11:00:00","modified_gmt":"2015-12-16T10:00:00","slug":"il-vangelo-della-notte-di-natale-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/il-vangelo-della-notte-di-natale-3\/","title":{"rendered":"Il Vangelo della notte di Natale"},"content":{"rendered":"<div>\n <b>Il Vangelo<br \/>\n della notte di Natale<\/b><\/p>\n<p> <i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p> <b>Is. 52,7-10; Salmo 97; Eb. 1,1-16; Gv 1,1-18<\/b><\/p>\n<p>\n Commento a cura di padre Mario Colombo, parroco di Pievequinta e Massa Castello<b><\/b><\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> <i>\u201cDio con noi\u201d<\/i> possiamo riassumere in questa affermazione il senso del Natale. Il Padre che si prende cura dell\u2019umanit\u00e0 ferita attraverso l\u2019Incarnazione del Figlio. La gioia, espressa nella prima lettura del profeta Isaia, si radica nella certezza della salvezza che opera nella storia <i>\u201cCome sono belli sui monti i piedi del messaggero che annuncia la pace, del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza, che dice a Sion: \u2018Regna il tuo Dio\u2019\u201d. <\/i>Ges\u00f9 \u00e8 la buona notizia e noi dobbiamo insistere su questa notizia che \u00e8 il Verbo fatto carne. Dio ha fiducia nell\u2019uomo nonostante tutto, fiducia nell\u2019uomo nonostante le sue fragilit\u00e0, il suo peccato, le sue chiusure. Dio non si smarrisce mai davanti alle nostre iniquit\u00e0, ma accentua il suo amore, la sua misericordia, la sua tenerezza di padre facendoci dono del suo Figlio, facendoci dono della presenza pi\u00f9 cara che aveva accanto a s\u00e9. Feriti da questo amore siamo chiamati ad aprire il nostro cuore, siamo chiamati a rialzarci e a riprendere il cammino d\u2019amore che si estende ad ogni uomo nel segno dell\u2019amicizia e della vita fraterna. La sorpresa \u00e8 che Dio ha fiducia in me e mi invita a far uscire dal mio cuore ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di bello per sconfiggere il male che cerca di riassorbire tutto e di togliermi la gioia e la possibilit\u00e0 della speranza.\u00a0 La lettera agli Ebrei ci ricorda che <i>\u201cIn questi giorni, Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio\u201d.<\/i> Oggi, nel nostro quotidiano, Dio parla a noi attraverso il Cristo. Non siamo mai soli, Lui \u00e8 l\u00ec che offre ogni giorno all\u2019uomo il suo amore e la sua misericordia. Da questa presenza impariamo un nuovo modo di essere che \u00e8 fatto di attenzione verso l\u2019altro, \u00e8 fatto di accoglienza, di piet\u00e0, di pace, di giustizia. Lasciare il Cristo significa perdere quella gioia che genera amore e fiducia nei confronti della vita. Il Natale, la nascita dell\u2019Emmanuele, \u00e8 un inno alla vita, quella vita che noi contempliamo nel grembo delle mamme, quella vita fragile e debole che va amata, curata nel suo crescere perch\u00e8 ogni et\u00e0 della vita ha una sua bellezza e una sua innocenza da custodire e da ritrovare quando questa si smarrisce nei sentieri del peccato.<\/p>\n<p> Meravigliosa \u00e8 la lettura del Prologo di Giovanni che partendo dal mistero Trinitario ricco di Luce e di Vita arriva nel v. 14 alla centralit\u00e0 della fede cristiana che \u00e8 l\u2019Incarnazione \u201c<i>E il verbo si \u00e8 fatto carne<\/i>\u201d. Noi siamo abituati ad accogliere questa verit\u00e0 senza pensarla pi\u00f9 di tanto, ma essa \u00e8 inizialmente uno scandalo, come pu\u00f2 un Dio assumere una dimensione umana, una carne che nell\u2019arco della vita crea pi\u00f9 disagi che gioie? Questa carne fragile, debole, sorgente di infinite inquietudini, \u00e8 assunta dal Verbo, dalla seconda persona della Santissima Trinit\u00e0 per amore, solo per amore, una categoria che mancava ad ogni riflessione umana precedente al mistero dell\u2019Incarnazione. La natura umana assunta da Dio noi la contempleremo nel mistero della Risurrezione dove ritroveremo in cielo Ges\u00f9, vero Dio e vero uomo. Dante osservando il secondo cerchio della Trinit\u00e0, quella del Verbo, scrive <i>\u201cQuella circulazion che si concetta pareva in te come lume reflesso, da li occhi miei alquanto circumspetta, dentro da s\u00e9, del suo colore stesso, mi parve pinta de la nostra effige: per che\u2019l mio viso in lei tutto era messo<\/i>\u201d (Par. XXXIII,127-132).<b><\/b>\n <\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vangelo della notte di Natale \u00a0 Is. 52,7-10; Salmo 97; Eb. 1,1-16; Gv 1,1-18 Commento a cura di padre Mario Colombo, parroco di Pievequinta e Massa Castello \u00a0 \u201cDio con noi\u201d possiamo riassumere in questa affermazione il senso del Natale. Il Padre che si prende cura dell\u2019umanit\u00e0 ferita attraverso l\u2019Incarnazione del Figlio. 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