{"id":7744,"date":"2015-07-20T10:00:00","date_gmt":"2015-07-20T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2015\/07\/20\/liconografia-di-santapollinare-nella-cattedrale-1\/"},"modified":"2015-07-20T10:00:00","modified_gmt":"2015-07-20T08:00:00","slug":"liconografia-di-santapollinare-nella-cattedrale-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/liconografia-di-santapollinare-nella-cattedrale-1\/","title":{"rendered":"L\u2019iconografia di Sant\u2019Apollinare nella Cattedrale \/ 1"},"content":{"rendered":"<div>\n <b>L\u2019iconografia di Sant\u2019Apollinare nella Cattedrale \/ 1<\/b><\/p>\n<p> <i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 28\/2015<\/i><\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> Oltre alla Basilica di Sant\u2019Apollinare in Classe eretta in onore del Santo Patrono, la chiesa che pi\u00f9 di ogni altra custodisce e promuove il culto del Protovescovo ravennate \u00e8 la Basilica Cattedrale. La memoria pi\u00f9 rilevante va riconosciuta nell\u2019insigne reliquia, del capo e della mano destra del Santo, che l\u2019arcivescovo Vincenzo Moretti (1871-1879) volle portare in Cattedrale per il XVIII\u00b0 centenario del martirio del Santo: in occasione della ricognizione della venerata sepoltura e \u00abvalendosi della facolta` concessagli dalla S. Congregazione, separo` le Ossa del Capo e della mano destra, e le ripose entro l\u2019altare maggiore della metropolitana chiuse in una cassetta di piombo\u00bb. <\/p>\n<p> Nel coro della cattedrale fu posta un\u2019iscrizione, tutt\u2019oggi ben visibile, a ricordo dei festeggiamenti del 1874, nella quale si fa riferimento anche alle insigni reliquie che Moretti port\u00f2 in cattedrale: \u00abQUOD. AD. SERAM. POSTERITATEM. PERTINEAT. \/ ANNO. MDCCCLXXIV. \/ XXIX. A. PONTIFICATU. PII. IX. \/ FESTUM. XVIII. SAECULARE. MARTYRII. S. APOLLINARIS. \/ EPISCOPI. RAVENNATIUM. \/ QUI. PRIMUS. CHRISTI. DEI. NOMEN. ET. FIDEM. \/ IN. AEMILIAM. DETULIT. \/ SOLEMNI. RITU. CELEBRATUM. EST. \/ DIEBUS. XII. X. KALENDAS. SEXTILES. \/ CORPUS. SANCTI. PATRONI. \/ EX. BASILICA. CLASSENSI. TRANSLATUM. \/ HEIC. CULTUI. PROPOSITUM. FUIT. \/ PIETAS. CONCIONIBUS. FOTA. \/ AUCTUM. RELIGIONIS. STUDIUM. \/ ADFUERE. E. FINITIMIS. URBIBUS. EPISCOPI. X. \/ INGENS. CONVENARUM. MULTITUDO. \/ OSSA. CAPITIS. ET. DEXTRAE. SUB. ARA. PRINCIPE. CONDITA. SUNT \/ A. VINCENTIO. MORETTIO. ARCHIEPISCOPO. RAVENNATIUM. \/ CUIUS. AUCTORITATE. ET. CONSILIO. DIES. FESTI. ACTI. SUNT\u00bb. <\/p>\n<p> Queste reliquie, custodite all\u2019interno dell\u2019altare maggiore accanto a quelle di altri santi ravennati, attualmente sono poste all\u2019interno di un reliquiario di epoca moderna, datato al 1924, realizzato per un altro anniversario del Santo dalla fonderia ravennate dei Fratelli Rambelli, in bronzo e cristallo, in modo che potessero essere visibili i resti mortali del Protovescovo. Sulla fronte dell\u2019urna, nella base, e` l\u2019iscrizione \u00abEX OSSIBUS S. APOLLINARIS E M\u00bb mentre sul retro, sempre nel basamento, e` incisa la data del 1850\u00b0 anniversario del suo martirio che la tradizione agiografica identificava nel 74 d.c.: \u00abDIE XXIII IULII AN MCMXXIV\u00bb. <\/p>\n<p> Ogni 23 luglio, solennit\u00e0 liturgica di Sant\u2019Apollinare, la fenestrella dell\u2019altare maggiore viene aperta, e tutti possono avvicinarsi ad essa per venerare le reliquie del santo Patrono.<\/p>\n<p> Nel coro della cattedrale si pu\u00f2 ammirare la grande tela raffigurante Sant\u2019Apollinare che fa precipitare il tempio di Apollo, opera commissionata a Giuseppe Collignon (1778-1863) dall\u2019Arcivescovo monsignor Antonio Codronchi (1785-1826): il dipinto, fa parte di un ciclo pittorico teso ad esaltare le figure di quattro venerati vescovi ravennati quali Apollinare, Severo, Orso e Pietro Crisologo, una composizione probabilmente ideata in modo da creare un efficace parallelismo con i quattro vescovi \u2013 seppur non esattamente coincidenti con questi &#8211; raffigurati a mosaico tra le finestre dell\u2019abside della Basilica di Sant\u2019Apollinare in Classe . <\/p>\n<p> Come Collignon fu incaricato di raffigurare un preciso momento della vita di Apollinare, cos\u00ec ad altri esponenti del neoclassicismo quali Pietro Benvenuti, Gioacchino Giuseppe Serangeli, Vincenzo Camuccini, fu affidata la commissione per le altre tele poste nel coro, opere che furono inaugurate con grande solennit\u00e0, la domenica delle Palme del 1821.\u00a0 <\/p>\n<p> La pala del Collignon presenta la predicazione ravennate di Sant\u2019Apollinare nell\u2019attimo in cui demolisce, con la potenza della preghiera, il simulacro del dio Apollo; una didascalia, posta nella cornice alla base del quadro, riepiloga la sua opera: \u00abS. APOLLINARIS IDOLI TEMPLUM EVERTIT\u00bb.<\/p>\n<p> La composizione trae spunto dalla Passio sancti Apollinaris, testo agiografico fondamentale per decodificare l\u2019iconografia del Santo: \u00abVenuto al tempio e vista la statua di Apollo, il Santo Apollinare disse ai presenti: \u201cE\u2019 questa la divinit\u00e0 nella quale traete presagi?\u201d. Risposero: \u201cSi: \u00e8 lui il primo tra gli dei e il custode della citt\u00e0\u201d. Il santo Apollinare rispose: \u201cMai gli vada bene! Anzi, distrutto questo, sar\u00e0 custode dei cristiani che vivono in questo luogo il nostro Signore Ges\u00f9 Cristo che \u00e8 veramente Dio\u201d. E, mentre pronunciava una preghiera, il simulacro and\u00f2 demolito e il tempio del diavolo fu distrutto. I pagani allora, vedendo quello che era accaduto, gridavano dicendo: \u201cSia ucciso il vecchio empio, per opera del quale tutto \u00e8 stato rovinato!\u201d. I cristiani invece rendevano grazie a Dio dicendo: \u201cVeramente \u00e8 Dio colui che opera tali cose per opera del nostro padre\u201d\u00bb. Apollinare indossa una semplice tunica dalla quale, tra i panneggi, si intravvede il pallio, simbolo del suo ruolo di Pastore della chiesa ravennate. Tra le nubi \u00e8 la personificazione della Fede, nell\u2019atto di mostrare la croce e il calice eucaristico. L\u2019opera fu incisa nel 1822 da G. Domenichini. <\/p>\n<p> La pala posta sull\u2019altare dedicato al Santo, lungo la navata sinistra, rappresenta San Pietro in atto di inviare Sant\u2019Apollinare, inginocchiato ai suoi piedi, ad evangelizzare la citt\u00e0 di Ravenna, opera del forlivese Filippo Pasquali (1651-1697). Lo Spirito Santo appare sotto forma di colomba a sigillare l\u2019investitura divina, resa ancor pi\u00f9 solenne dai gesti potenti dell\u2019apostolo che con la destra stringe le chiavi, segno eloquente del potere petrino, indicando Ravenna come luogo della missione del Santo, mentre con la mano sinistra, posta sul capo del Santo, compie il gesto di consacrazione.<\/p>\n<p> L\u2019intera scena \u00e8 illuminata dal testo della Passio che lega la missione del santo protovescovo ravennate alla figura di Pietro e alla chiesa romana: \u00abIl beato Pietro disse al suo discepolo Apollinare: \u201cTu che siedi con noi, ecco che sei istruito su tutto quello che ha fatto Ges\u00f9. Alzati e ricevi lo Spirito Santo e nello stesso tempo il pontificato, e recati nella citt\u00e0 che si chiama Ravenna. C\u2019\u00e8 l\u00e0 un popolo numeroso. Predica a essi il nome di Ges\u00f9 e non aver paura. Infatti tu sai bene chi sia veramente il Figlio di Dio che restitu\u00ec la vita ai morti e porse la medicina agli ammalati\u201d. E dopo molte parole il beato apostolo Pietro, pronunciando una preghiera e ponendo la mano sul suo capo, disse: \u201cIl Signore nostro Ges\u00f9 Cristo mandi il suo angelo che prepari la tua strada e ti conceda quanto avrai chiesto\u201d. E baciandolo lo conged\u00f2\u00bb. <\/p>\n<p> Sempre di Filippo Pasquali \u00e8 la grande tela nella sacrestia. Qui il Protovescovo non appare pi\u00f9 giovane come nell\u2019opera precedente, bens\u00ec viene raffigurato come un vegliardo, vestito con gli abiti pontificali, il piviale e la stola rossi, il colore usato dalla liturgia per evocare il martirio, momento glorioso richiamato anche dal putto che regge la palma e pone la corona sul capo del Santo. Ai piedi di Apollinare sono due putti che reggono il modellino della citt\u00e0 di Ravenna: egli lo benedice e, in questo gesto, si rende manifesta la sua intercessione, nei secoli, per la chiesa da lui fondata. <\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p> <b>Prof. Giovanni Gardini<\/b><\/p>\n<p> <i>Consulente per i Beni Culturali della Diocesi di Ravenna-Cervia<\/i><\/p>\n<p> giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/p>\n<p> https:\/\/giovannigardini.wordpress.com\n <\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019iconografia di Sant\u2019Apollinare nella Cattedrale \/ 1 Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 28\/2015 \u00a0 Oltre alla Basilica di Sant\u2019Apollinare in Classe eretta in onore del Santo Patrono, la chiesa che pi\u00f9 di ogni altra custodisce e promuove il culto del Protovescovo ravennate \u00e8 la Basilica Cattedrale. 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