{"id":7719,"date":"2015-07-02T10:00:00","date_gmt":"2015-07-02T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2015\/07\/02\/san-vitale-riaperta-la-cappella-del-sancta-sanctorum\/"},"modified":"2015-07-02T10:00:00","modified_gmt":"2015-07-02T08:00:00","slug":"san-vitale-riaperta-la-cappella-del-sancta-sanctorum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/san-vitale-riaperta-la-cappella-del-sancta-sanctorum\/","title":{"rendered":"San Vitale: riaperta la Cappella del Sancta Sanctorum"},"content":{"rendered":"<p><b>San Vitale:<br \/>\n riaperta la Cappella<br \/>\n del Sancta Sanctorum <\/b><\/p>\n<p> <i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 26\/2015<\/i><\/p>\n<p> <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p> Con il rito di benedizione del tabernacolo, la mattina del 28 giugno scorso, poco prima della celebrazione dell\u2019Eucaristia, \u00e8 stato inaugurato, presente l\u2019arcivescovo, l\u2019ambiente conosciuto come Sancta Sanctorum ad uso di Cappella per la custodia della Ss. Eucaristia.<\/p>\n<p> Era presente anche Antonio Patuelli, presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna, che ha finanziato il restauro. Torna cos\u00ec ad essere fruibile, come spazio liturgico, come hanno sottolineato sia mons. Lorenzo Ghizzoni sia il parroco mons. Rosino Gabbiadini, un luogo cardine della Basilica di San Vitale che, prima di essere monumento ammirato per la sua bellezza, \u00e8 luogo di fede dove si raduna la comunit\u00e0 cristiana per la celebrazione dell\u2019Eucaristia. <\/p>\n<p> La Basilica che pi\u00f9 di ogni altra presenta la centralit\u00e0 del Sacrificio Eucaristico non poteva non avere un luogo per l\u2019adorazione e la custodia del Ss. Sacramento: \u201cTutto il ciclo iconografico bizantino e` stato pensato per porre al centro, in maniera radicale, la liturgia eucaristica, cosi`, chi e` adunato per la \u2018cena del Signore\u2019 (Cf. 1 Cor 11, 20), ritrova nelle immagini il mistero che sta celebrando, la memoria viva della storia salvifica (\u2026).<\/p>\n<p> Anche l\u2019architettura rimanda alla verita` che qui si contempla. La pianta ottagonale e` un chiaro richiamo alla sacralita` cristiana del tempo: il Cristo risorto nell\u2019ottavo giorno, \u2018Dies Dominica\u2019, consacra il periodo nel quale, come tempo redento, entrano \u2018gli invitati al banchetto delle nozze dell\u2019Agnello\u2019 (Ap 19, 9) per vivere della sua vita immortale\u201d.<\/p>\n<p> La cappella del <i>Sancta Sanctorum<\/i>, il cui nome \u00e8 chiarito dal ricordo di preziose reliquie \u2013 gli autori antichi parlano di un pozzo con il sangue dei santi martiri \u2013 \u00e8 in particolar modo legata alle sepolture venerate di Ecclesio (522-532), Ursicino (533-536) e Vittore (538-545), tre vescovi ravennati del VI secolo, le cui vicende sono strettamente intrecciate a quelle della Basilica e le cui sepolture, come ricorda il <i>Liber Pontificalis<\/i>, sono attestate all\u2019interno di essa: \u201cQuando questo beatissimo mor\u00ec [Ecclesio], fu sepolto nella chiesa del beato martire Vitale, nella cappella di S. Nazario davanti all\u2019altare, in mezzo fra il corpo del beato vescovo Ursicino e quello del beato Vittore\u201d.<\/p>\n<p> A ricordo delle loro sepolture, dopo la distruzione settecentesca degli antichi sarcofagi, restano nel pavimento tre iscrizioni, con i nomi dei vescovi preceduti e seguiti dall\u2019<i>hedera distinguens<\/i>: Ursicinus episcopus, Ecclesius episcopus, Visctor episcopus. Ai lavori che hanno interessato l\u2019ambiente riportandolo alla sua quota originaria, hanno fatto seguito numerose scoperte: basti qui ricordare il ritrovamento di tre sepolture all\u2019interno della cappella, pi\u00f9 una quarta nell\u2019atrio \u2013 l\u2019unica visibile sotto la grata che funge da pavimento \u2013 <i>il cosiddetto pozzo di sangue<\/i>, o la presenza di una pavimentazione a una quota di poco inferiore a quella in mosaico della Basilica. Ci si augura che questo luogo possa essere ancora oggetto di approfondite riflessioni e valutazioni per arrivare ad una maggior comprensione di questo straordinario edificio che \u00e8 la Basilica di San Vitale.<\/p>\n<p> Ancor prima di accedere al <i>Sancta Sanctorum<\/i> merita uno sguardo l\u2019immagine della Vergine assisa sul trono con il Bambino posta nella lunetta sovrastante l\u2019ingresso della cappella, quasi a proteggerla.<\/p>\n<p> La posizione, la scarsa illuminazione e il precario stato di conservazione non rendono immediata la leggibilit\u00e0 di questo affresco, opera che potrebbe appartenere al XV secolo. Gi\u00e0 varcare l\u2019ingresso chiede un\u2019attenzione tutta particolare: la soglia \u00e8 costituita da una doppia iscrizione che ricorda due uomini, Vittore e Giovanni, epigrafe che gli studiosi ritengono altomedievale. Entrambi sono testi funerari: Hic requ(iescit) in pace [\u2026]\/Victor pr(es)b(iter), <i>Qui riposa in pace il presbitero Vittore<\/i>; Hic requiescit Ioh(annes) in pace, <i>Qui riposa in pace Giovanni<\/i>.<\/p>\n<p> Varcata la soglia, si accede a un piccolo ambiente absidato \u2013 una sorta di atrio al <i>Sancta Sanctorum <\/i>\u2013 la cui volta a botte presenta alcuni frammenti di una decorazione che doveva interessare tutta la superficie. L\u2019immagine maggiormente leggibile, racchiusa entro un clipeo, presenta la figura di Dio Padre benedicente. La volta superiore, visibile esclusivamente dal matroneo, presenta tracce di pittura ancor pi\u00f9 interessanti per la loro antichit\u00e0, databili tra l\u2019XI e il XII secolo; gli affreschi sia per la loro ubicazione sia per il pessimo stato di conservazione in cui versano, purtroppo sono pressoch\u00e9 compromessi nella loro leggibilit\u00e0. <\/p>\n<p> All\u2019interno della cappella sono custodite importanti memorie. Alla destra dell\u2019altare, entro una nicchia ricavata dalla muratura, \u00e8 l\u2019iscrizione funeraria del presbitero Giovanni, databile non oltre il X secolo.<\/p>\n<p> Essa fu scoperta nel 1732 e dopo essere stata posta in vari luoghi all\u2019interno della Basilica, nel 1904, per volere di Ricci, fu ricollocata nel suo contesto originario. Il testo, riporta la menzione della sepoltura di Domenico e si conclude con una sorta di maledizione per coloro che avessero tentato di violare la sua tomba: \u2020 In n(omine) Patris et Filii et Spiritum S(an)c(t)i hic\/ requiescit in pace Dominicus pr(es)b(iter) de\/serviens basilicae a(an)c(t)i Vitalis marti\/ris et si quis hunc sepulcrum violve\/rit partem abeam cum Iuda traditorem\/ et in die Iudicii non resurgat partem suam\/ cum infidelibus ponam, <i>Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Qui riposa in pace Domenico presbitero e in servizio nella Basilica di San Vitale martire e se qualcuno violer\u00e0 questo sepolcro partecipi (della sorte) del traditore Giuda e nel giorno del Giudizio non risorga, si ponga tra gli infedeli<\/i>. <\/p>\n<p> Con il nuovo allestimento della cappella \u2013 oggi posta sulla parete di fondo, ma fino a pochi anni fa visibile nella nicchia posta sotto la finestra dove ora \u00e8 il Tabernacolo \u2013 \u00e8 la capsella di Giuliano Argentario che doveva fungere da contenitore per le reliquie. L\u2019iscrizione, che corre sui quattro lati, \u00e8 particolarmente importante proprio in merito all\u2019erezione della Basilica di San Vitale \u2013 \u2020 Iulianus arge\/nt(arius) servus ve\/st(er) praecib(us) ve\/str(is) basi(licam)\/ a funda(mentis) perfec(it) \u2013 testo che va messo in relazione con quanto tramandatoci dal <i>Liber Pontificalis<\/i> della Chiesa ravennate sia nella <i>Vita<\/i> di Ecclesio sia in quella di Massimiano.<\/p>\n<p> Le due iscrizioni che Andrea Agnello ancora pot\u00e8 vedere, ora perdute, sono leggibili, in copia, all\u2019interno della Basilica grazie ad un\u2019incisione, datata al 1732, posta su di un pilastro.<\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p> <b>Prof. Giovanni Gardini<\/b><\/p>\n<p> <i>Consulente per i Beni Culturali della Diocesi di Ravenna-Cervia<\/i><\/p>\n<p> giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/p>\n<p> https:\/\/giovannigardini.wordpress.com<\/p>\n<p> \u00a0<\/p>\n<p> <b>Seconda parte<\/b><b><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Vitale: riaperta la Cappella del Sancta Sanctorum Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 26\/2015 \u00a0 Con il rito di benedizione del tabernacolo, la mattina del 28 giugno scorso, poco prima della celebrazione dell\u2019Eucaristia, \u00e8 stato inaugurato, presente l\u2019arcivescovo, l\u2019ambiente conosciuto come Sancta Sanctorum ad uso di Cappella per la custodia della Ss. 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