{"id":7418,"date":"2015-03-27T10:30:00","date_gmt":"2015-03-27T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2015\/03\/27\/caritas-il-report-2014-del-centro-di-ascolto\/"},"modified":"2015-03-27T10:30:00","modified_gmt":"2015-03-27T09:30:00","slug":"caritas-il-report-2014-del-centro-di-ascolto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/caritas-il-report-2014-del-centro-di-ascolto\/","title":{"rendered":"Caritas: Il Report 2014 del Centro di Ascolto"},"content":{"rendered":"<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Caritas: Il Report 2014 del Centro di Ascolto<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 12\/2015<\/i><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Un bilancio sulle attivit\u00e0 realizzate l\u2019anno scorso, i dati, le statistiche, le nuove povert\u00e0 e il fenomeno dell\u2019immigrazione; le problematiche presenti ma anche i progetti e le idee portati avanti con determinazione e disponibilit\u00e0, il tutto alla luce della Parola del Vangelo che invita sempre ad aprire il cuore al bisognoso.<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u201cLa <strong>Caritas<\/strong> ha il compito di camminare accanto al povero, condividendo la fatica del vivere e testimoniando la gioia e la speranza del Risorto\u201d<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Dal 1\u00b0 marzo 1999, giorno in cui iniziammo il cammino del Centro di Ascolto diocesano Caritas secondo le linee suggerite dalla Caritas nazionale, sono ormai passati 16 anni. Sicuramente la realt\u00e0 \u00e8 molto cambiata. Sono cambiate le persone che si rivolgono a noi, i bisogni e le richieste che ci portano, \u00e8 cambiata la societ\u00e0 che ci circonda e anche noi siamo cambiati in relazione anche alla comunit\u00e0 cristiana. Abbiamo cercato, anche se spesso non siamo riusciti ma continuiamo a cercare di farlo, di farci prossimo per accogliere, consolare, condividere, com-patire l\u2019altro; nel silenzio, con attenzione, con stupore perch\u00e9 l\u2019altro \u00e8 sempre nuovo e bisogna lasciar sempre spazio e speranza al cambiamento. Ascoltare l\u2019altro come persona (e non solo i bisogni che porta) ci conduce a vederlo nella sua totalit\u00e0, portatore di storie personali (a volte dolorose), di relazioni (a volte spezzate), ma anche di tante risorse (troppo spesso sopite) e capace di nuove conquiste. Ascoltare l\u2019altro nella sua totalit\u00e0 come persona ci porta inevitabilmente a uscire dal nostro ufficio per aprirci alla societ\u00e0 civile. Solo lavorando insieme in un\u2019ottica di alleanza (che supera la semplice rete) per il bene comune si possono dare risposte pi\u00f9 significative a chi chiede aiuto. \u00c8 un colorare anche di relazioni il principio di sussidiariet\u00e0; dove ogni soggetto \u00e8 disposto a mettersi in discussione e in gioco per creare nuove strade e non il limitarsi ognuno a fare il proprio pezzetto per quanto grande o piccolo che sia. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Ascoltare l\u2019altro nella sua totalit\u00e0 come persona ci porta sempre pi\u00f9 alla comunit\u00e0 cristiana perch\u00e9 ognuno di noi fa parte della famiglia cristiana della nostra diocesi, e in una famiglia un occhio particolare si offre a chi sta attraversando in quel momento un periodo difficile. Gli si dedica del tempo, gli si sta vicino, gli si asciugano le lacrime e si patisce con lui, si sostiene per nuovi passi (senza a lui sostituirsi). Ascoltare l\u2019altro nella sua totalit\u00e0 ci porta a non fermarci al cercare di soddisfare le singole richieste, ma a cercare di essere antenna a servizio della comunit\u00e0. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Captare i bisogni, essere in ascolto non solo delle povert\u00e0 ma anche riflettere sulle cause che la determinano, sugli stili di vita, per cercare, insieme agli altri soggetti, risposte non solo \u201criparatrici ma anche generatrici\u201d di bene. Ecco perch\u00e9 raccogliere i dati: non per elencare le poche o tante attivit\u00e0 intraprese, ma per essere un piccolo strumento di riflessione (per la comunit\u00e0 civile e quella ecclesiale), nella semplicit\u00e0, senza pretese di completezza, e con un profondo rispetto per le tante persone incontrate. In questa pagina ecco allora solo alcuni dati: il report completo \u00e8 presente nel link del Centro di Ascolto all\u2019interno del sito della Caritas diocesana: www.caritasravenna.org<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><strong>Le persone incontrate<\/strong><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Una prima attenzione va all\u2019affluenza delle persone che in questo ultimo anno abbiamo incontrato. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Rispetto al 2013 quando avevamo registrato 5530 passaggi, nel 2014 abbiamo aperto la nostra porta 6212 volte registrando un aumento di +12,33%. Se lo confrontiamo con i passaggi avuti nel 2008 (l\u2019anno preso di riferimento come identificativo per l\u2019inizio della crisi economica) quando erano stati 2696 registriamo un aumento di +209%. Tali cifre riguardano i passaggi: molte persone sono venute una sola volta, la maggior parte invece torna periodicamente perch\u00e9 con loro si avvia un accompagnamento di sostegno che si traduce in un percorso. Sono dati significativi se si pensa anche che riguardano il solo Centro di Ascolto diocesano e che in questi anni numerose sono state le parrocchie che hanno aperto un punto di ascolto. Se poi si aggiungono le presenze registrate nel mese di agosto quando vengono distribuite le sportine pasto in sostituzione del servizio mensa offerto dalla Mensa della Fraternit\u00e0 di San Rocco si passa da 6212 a 7649 presenze registrate.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Ponendo ora l\u2019attenzione sui nuclei incontrati emerge come abbiamo accolto 1154 nuclei diversi (nel 2013 erano stati 1059), registrando cos\u00ec un +9%. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Se calcoliamo la composizione numerica dei singoli nuclei si arriva a un totale di 3285 persone sostenute attraverso i servizi erogati quotidianamente dal Centro di ascolto (senza in questo registrare le persone sostenute nel mese di agosto per le sportine pasto). Di questi 1068 persone erano italiane (32,5%), 2082 di cittadinanza non italiana (63,5%), di 84 il dato non \u00e8 registrato. 348 sono stati i nuclei nuovi (491 persone; 34% italiani e 59,2% stranieri, 6% doppia cittadinanza). Se confrontiamo questi ultimi dati vediamo come fra i \u201cnuovi poveri\u201d la percentuale di italiani aumenta rispetto al dato relativo alla percentuale relativa agli italiani gi\u00e0 conosciuti negli anni precedenti. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">A questo dato \u00e8 da accompagnare sicuramente anche quello di numerosi rimpatri di famiglie straniere a cui abbiamo assistito anche nel corso del 2014.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><strong>L\u2019et\u00e0, il lavoro, i Working Poors e le famiglie numerose<\/strong> <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Anche nel 2014 si attesta forte la presenza di famiglie giovani-adulte: in 367 nuclei (31,8%) il capo famiglia ha dai 35 ai 44 anni; in 279 nuclei (24,17%) ha dai 45 ai 54 anni, e in 251 nuclei (21,75%) ha dai 25 ai 34 anni. Ancora una volta coloro che sono considerati \u201cla forza lavoro\u201d di un Paese si trovano sempre pi\u00f9 costretti a chiedere aiuto e non sono autosufficienti. Spesso ascoltiamo persone demoralizzate che tendono a perdere la speranza di trovare un lavoro, alcuni l\u2019hanno gi\u00e0 persa e in questi casi cerchiamo di fare sentire loro la nostra vicinanza e di spronarli a non arrendersi. Sempre pi\u00f9 in questo anno abbiamo ascoltato persone che denunciavano la totale assenza di entrate. Molte aziende hanno esaurito la possibilit\u00e0 di ricorrere alla cassa integrazione e sempre pi\u00f9 persone non usufruiscono pi\u00f9 di questi ammortizzatori sociali. Abbiamo ascoltato sempre pi\u00f9 persone che hanno contratti a chiamata e che vedono ridursi progressivamente il lavoro e quindi le entrate. Torna il fenomeno dei cosiddetti working poors, i \u201cpoveri nonostante il lavoro\u201d. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Diamo uno sguardo alla composizione dei nuclei famigliari. Se parliamo di famiglie senza figli minori i nuclei italiani si attestano a 145 rispetto agli 86 stranieri ma quando si inizia ad analizzare il numero dei figli la forbice fra italiani e stranieri si allarga sempre pi\u00f9. 172 sono i nuclei stranieri che hanno un figlio minore rispetto ai 77 italiani; 135 sono i nuclei stranieri che hanno 3 figli minori rispetto ai 24 italiani; e ben 28 sono i nuclei stranieri che hanno 4 figli minori rispetto ai soli 6 nuclei italiani. Ricordiamo che tutti gli studi ormai concordano nell\u2019affermare che maggiore \u00e8 il numero dei figli minori maggiore, nel nostro paese, \u00e8 la fragilit\u00e0 economica a cui \u00e8 esposta la famiglia e che in Italia il \u201cfattore famiglia\u201d non \u00e8 sufficientemente preso in considerazione sia nelle politiche di contrasto alla povert\u00e0 sia in quelle di sostegno a tutta la cittadinanza.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><strong>Italiani e stranieri<\/strong><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Su 1154 nuclei 325 (28,10%) provenivano dall\u2019Africa (di cui 122 dal Nord Africa), 726 (62,9%) provenivano dall\u2019Europa (di cui 430 (37,25%) dall\u2019Italia e 170 (14,65%) dall\u2019Europa dell\u2019Est); 4 provenivano dalle Americhe; 24 dall\u2019Asia di cui 4 dal Medio Oriente e 10 dai Caraibi. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Fra le 60 nazionalit\u00e0 incontrate le maggiormente rappresentate sono state la Nigeria con 125 nuclei, l\u2019Albania con 90 nuclei, il Marocco con 77, la Romania con 71, il Senegal con 34, la Tunisia con 27, la Moldavia con 24, la Polonia con 19, la Macedonia con 18, l\u2019Ucraina con 17, la Bulgaria con 14, il Camerun e l\u2019Algeria con 13, Pakistan e Bangladesh con 8, Serbia-Montenegro e Eritrea con 7, Cuba Egitto e Bosnia Erzegovina con 6, Russia con 5 e Filippine con 4. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Fra queste nazioni segnaliamo come presenti per la prima volta il Pakistan, il Bangladesh, l\u2019Eritrea, l\u2019Egitto, la Bosnia-Erzegovina e le Filippine. Facendo un confronto con i dati relativi agli anni appena trascorsi notiamo come nella maggior parte dei casi esiste una certa stabilit\u00e0 rispetto alla presenza delle persone straniere delle nazionalit\u00e0 maggiormente rappresentate. Se invece guardiamo nel suo complesso il \u201cfenomeno dell\u2019immigrazione\u201d (che si \u00e8 avvicinata a noi), notiamo come sia quello che nel corso degli anni ha avuto maggiori cambiamenti. Siamo passati da una prima fase dove gli stranieri erano, nella maggioranza dei casi, uomini soli che erano qui per lavorare e inviare il denaro alle famiglie nei paesi d\u2019origine. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Col passare degli anni abbiamo assistito prima ai ricongiungimenti famigliari e poi al nascere dei figli (e a successivi ricongiungimenti anche con i genitori anziani venuti per accudire i nipoti). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Molte famiglie straniere avevano acceso mutui e acquistato abitazioni. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Ora le situazioni sono profondamente cambiate. Molte case sono andate all\u2019asta (e questo anche per gli italiani) e negli ultimi anni vediamo sempre pi\u00f9 famiglie che prima del rimpatrio provano con le coabitazioni. Il rimpatrio rimane \u201cl\u2019ultima spiaggia\u201d e spesso viene vissuto come fallimento del proprio progetto di emancipazione non solo a livello personale da parte del soggetto stesso ma anche da parte dell\u2019intera comunit\u00e0 del paese natio (perch\u00e8 non essendo riuscito a mantenere la propria famiglia si \u00e8 dimostrato di non essere affidabile e quindi faticano a trovare lavoro anche al rientro). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Ancora pi\u00f9 difficile diventa il rimpatrio per chi ha i figli nati o cresciuti in Italia che non riconoscono come loro la lingua e la cultura del Paese d\u2019origine dei genitori.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><strong>Gli aiuti alimentari<\/strong><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Lavorando in rete con le assistenti sociali abbiamo sostenuto molti nuclei con la fornitura di pacchi viveri (un pacco al mese per i nuclei che hanno fino a tre componenti famigliari, un pacco ogni 15 giorni per i nuclei con 4 o 5 componenti famigliari, un pacco ogni 10 giorni dai 6 componenti in su). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Nel 2014 abbiamo consegnato 4755 pacchi viveri (+ 9,66% rispetto al 2013). Se confrontiamo con il 2008, dove erano stati consegnati 1993 siamo a +145%. Se invece consideriamo il 2004 vediamo come in 10 anni siamo passati da 664 a 4755 (+616%). Sono dati significativi se si pensa che ad essi vanno sommati tutti i pacchi che vengono dati dalle 11 parrocchie che lavorano in rete con noi in citt\u00e0 (S. Biagio, S. Maria del Torrione, S. Maria in Porto, S. Paolo, S. Rocco, S. Severo, S. Simone e Giuda, S. Vittore, SS. Redentore, S. Pier Damiano, S. Giuseppe Operaio) e da altre 9 nei restanti vicariati della diocesi (Porto Corsini, Marina di Ravenna insieme a Punta Marina, Lido Adriano, Cervia, Sant\u2019Alberto, Mezzano, Argenta, Portomaggiore). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Nel mese di agosto sono state fornite 1437 sportine pasto in sostituzione del servizio della Mensa della Fraternit\u00e0 di S. Rocco.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><strong>Altre risposte&#8230;<\/strong><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">In collaborazione con il Magazzino Mobili Caritas \u00e8 stato fornito mobilio a 69 famiglie. Sono stati consegnati 12 set ospedalieri. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Con la campagna Regalo di Natale sono stati raggiunti 568 bambini. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Con il progetto \u201cTutti i bambini vanno a scuola\u201d, attuata insieme al Tavolo delle Povert\u00e0, sono stati sostenuti 368 studenti di scuole di diverso ordine e grado. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Attraverso il progetto \u201cAdozioni a vicinanza\u201d sono state aiutate in modo diverso numerose famiglie residenti nella nostra diocesi. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Altri approfondimenti nel report completo in allegato<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Grazie di cuore!!!<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Un grazie di cuore ai 42 volontari e collaboratori che anche in questo anno hanno permesso lo svolgimento quotidiano delle diverse attivit\u00e0 del Centro.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Un grazie di cuore a chi ci ha sostenuto con la preghiera, le offerte e le donazioni.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Un grazie di cuore a chi, bussando alla nostra porta, si \u00e8 fidato di noi e ci ha permesso di condividere un pezzetto della stessa strada e di crescere insieme nell\u2019incontro reciproco!<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b style=\"line-height: 150%;\">Raffaella Bazzoni<\/b><i style=\"line-height: 150%;\">, Coordinatrice Centro di Ascolto Caritas<\/i>\u00a0<\/div>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_7421' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Report_CdA_2014.pdf' title='Report_CdA_2014' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Report_CdA_2014<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caritas: Il Report 2014 del Centro di Ascolto \u00a0 Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 12\/2015 \u00a0 \u00a0 Un bilancio sulle attivit\u00e0 realizzate l\u2019anno scorso, i dati, le statistiche, le nuove povert\u00e0 e il fenomeno dell\u2019immigrazione; le problematiche presenti ma anche i progetti e le idee portati avanti con determinazione e disponibilit\u00e0, il tutto alla luce della Parola del Vangelo che invita sempre ad aprire il cuore &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/caritas-il-report-2014-del-centro-di-ascolto\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Caritas: Il Report 2014 del Centro di Ascolto<\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7419,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-7418","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7418","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7418"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7418\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7419"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7418"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7418"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7418"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}