{"id":7316,"date":"2015-03-02T09:30:00","date_gmt":"2015-03-02T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2015\/03\/02\/la-gloria-della-trasfigurazione-nel-catino-absidale-di-santapollinare-in-classe\/"},"modified":"2015-03-02T09:30:00","modified_gmt":"2015-03-02T08:30:00","slug":"la-gloria-della-trasfigurazione-nel-catino-absidale-di-santapollinare-in-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/la-gloria-della-trasfigurazione-nel-catino-absidale-di-santapollinare-in-classe\/","title":{"rendered":"La gloria della trasfigurazione nel catino absidale di Sant\u2019Apollinare in Classe"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>La gloria della trasfigurazione nel catino absidale di Sant\u2019Apollinare in Classe<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 8\/2015<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Appena iniziato il cammino quaresimale il Vangelo apre uno squarcio di luce sulla Pasqua presentando la gloria della trasfigurazione di Cristo (Mc 9, 2-10; Mt 17, 1-8; Lc 9, 28-36). Il racconto s\u2019inserisce all\u2019interno di una scansione cronologica precisa: la trasfigurazione di Ges\u00f9 al settimo giorno, richiama una cifra carica di significati, che non pu\u00f2 non evocare Mos\u00e8 sul monte Sinai, la chiamata del Signore preceduta da sei giorni di attesa, ai quali fa seguito, nel settimo giorno, l\u2019ingresso di Mos\u00e8 <i>in mezzo alla nube<\/i> (cf Es 24, 12-18). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Nella narrazione evangelica il computo di <i>sei giorni<\/i> va considerato dal racconto della professione di fede di Pietro nel quale l\u2019apostolo riconosce Ges\u00f9 come il Cristo (Mc 8, 29), un brano a cui fa immediatamente seguito il primo dei tre annunci della passione (8, 31-33; 9, 30-32;10, 32-34). All\u2019interno del contesto marciano l\u2019episodio della trasfigurazione conferma la confessione di fede nel Cristo &#8211; Pietro rispose: \u201cTu sei il Cristo\u201d (Mc 8, 29) \u2013 e, al tempo stesso, questa fede viene precisata, dalla voce del Padre, nel riconoscimento di Ges\u00f9 come Figlio di Dio: \u201cVenne una nube che li copr\u00ec con la sua ombra e dalla nube usc\u00ec una voce: Questi \u00e8 il Figlio mio, l\u2019amato: ascoltatelo!\u201d (Mc 9, 7). La gloria trascendente che avvolge e trasfigura il Cristo va quindi letta come espressione della sua origine divina. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Nell\u2019abside della Basilica di Sant\u2019Apollinare in Classe, straordinario monumento datato alla met\u00e0 del VI secolo, il brano evangelico della trasfigurazione del Signore Ges\u00f9 \u00e8 il cuore di tutto il ciclo iconografico. Essa \u00e8 opera superba che proclama, in una sintesi straordinaria, la fede nel Cristo, vero Dio e vero uomo, quella stessa fede che, annunciata da Sant\u2019Apollinare, primo vescovo di Ravenna, era stata minata dalla chiesa ariana di Teoderico. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La scena della trasfigurazione pensata per il catino absidale classense \u2013 un\u2019opera innanzitutto teologica oltre che artistica, un\u2019omelia <i>scritta<\/i> nella potenza delle immagini \u2013 appare come il frutto di una riflessione tanto raffinata quanto colta, che affonda le sue radici nella sapienza dell\u2019esegesi patristica. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La <i>trasfigurazione classense<\/i> oltre ad essere la prima immagine monumentale di questo episodio evangelico &#8211; la rappresentazione della trasfigurazione compare tardi ed \u00e8 comunque rara nella tradizione paleocristiana e bizantina &#8211; si configura come un\u2019opera di un\u2019originalit\u00e0 assoluta presentando un\u2019iconografia simbolica e non realista, come si pu\u00f2 ammirare ad esempio nel catino absidale del Monastero di Santa Caterina del Sinai, mosaico anch\u2019esso di epoca giustinianea con il quale, necessariamente, va stabilito un confronto. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Se nel mosaico sinaitico il Cristo con Mos\u00e8 ed Elia e gli apostoli sono raffigurati nella loro realt\u00e0 terrena, nel catino classense la loro presenza \u00e8 legata a una raffigurazione simbolica. Nel mosaico del Sinai la gloria del Cristo \u00e8 resa presentando il Signore al centro di una mandorla luminosa dalla quale escono fasci di luce, le sue vesti sono bianche e oro; nel mosaico classense il Cristo trasfigurato \u00e8 simboleggiato dalla croce splendente di perle e gemme, al centro della quale \u00e8 il volto santo di Cristo incorniciato da perle.\u00a0 <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Al Sinai Giacomo e Giovanni sono inginocchiati rispettivamente alla sinistra e alla destra del Cristo, mentre Pietro \u00e8 bocconi ai suoi piedi, sotto la mandorla luminosa; a Sant\u2019Apollinare in Classe essi sono presenti nel simbolo di tre agnelli: se Pietro \u00e8 raffigurato alla destra del Cristo\/Croce, i due figli di Zebedeo compaiono alla sinistra. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Mos\u00e8 ed Elia nel mosaico sinaitico sono a figura intera, mentre nella Basilica ravennate compaiono a mezzo busto tra le nubi teofaniche, e sono rispettivamente posti alla destra e alla sinistra del Cristo, in un ordine inverso rispetto a quanto possiamo vedere nella Basilica di Santa Caterina. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Essi \u201caccorsero sul monte per vedere il Cristo promesso\u201d scrive il Crisologo (<i>Sermone<\/i> 131, 11); essi, che abitano il cielo, rendono presente il mondo ultraterreno: nella trasfigurazione del Cristo cielo e terra si toccano come due mondi compresenti l\u2019uno all\u2019altro, ed esplicitano quella comunione dei santi che, nella liturgia, trova la sua forma pi\u00f9 alta essendo cielo e terra uniti nella lode a Dio, dove l\u2019una &#8211; la liturgia terrestre &#8211; \u00e8 gi\u00e0 partecipazione a quella celeste (cf. <i>Sacrosantum Concilium<\/i> 2). Mos\u00e8 ed Elia, inoltre, alludono alla Legge e ai profeti che rendono piena testimonianza al Cristo (cf. Gv 5, 39; Lc 24, 27). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">A completare la visione del mosaico classense \u00e8 la mano\/voce del Padre che compare al centro, alla sommit\u00e0 del catino absidale. Gli apostoli, non solo sono i destinatari della visione, ma al tempo stesso partecipano ad una profonda esperienza uditiva, nella quale il Cristo \u00e8 proclamato dal Padre come l\u2019amato, Colui che \u00e8 la Parola di vita: \u201cAscoltatelo!\u201d (Mc 9, 7).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Nel catino absidale ravennate la scena della trasfigurazione si sviluppa in una dimensione orizzontale (il giardino \u00e8 organizzato e disposto su tre fasce parallele che oltretutto riprendono la disposizione delle dodici pecorelle associate alla figura del Protovescovo); \u00e8 tuttavia possibile anche una <i>lettura verticale<\/i> che dalla mano del Padre scende fino a Sant\u2019Apollinare e che ha come culmine assoluto la croce gloriosa del Cristo al centro dell\u2019abside.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Se il brano della trasfigurazione ha in s\u00e9, strutturalmente, una sua precisa connotazione trinitaria che si esplicita in maniera evidente e definitiva nella parola amorevole del Padre (cf. Mc 9, 7), la sua rappresentazione iconografia presente nel mosaico classense si determina come espressione di fede ortodossa, antiariana, in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La croce gemmata, al centro di un cielo stellato composto di novantanove stelle, \u00e8 accompagnata da iscrizioni greche e latine, sintesi del credo cristologico: sulla sommit\u00e0 della croce \u00e8 la parola greca \u00bfXTYS \u2013 pesce \u2013 acrostico che si scioglie nell\u2019espressione <i>Ges\u00f9 Cristo Figlio di Dio Salvatore<\/i>; alla base della croce, in latino, \u00e8 l\u2019espressione SALUS MUNDI \u2013 salvezza del mondo \u2013 che riprende il tema del Cristo salvatore gi\u00e0 evocato nell\u2019invocazione greca; alle estremit\u00e0 del lato orizzontale sono le lettere apocalittiche di \u00bf e O che rimandano al mistero di Cristo, Signore del tempo e della storia: \u201cIo sono l\u2019Alfa e l\u2019Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete io dar\u00f2 gratuitamente da bere alla fonte dell\u2019acqua della vita. Chi sar\u00e0 vincitore erediter\u00e0 questi beni; io sar\u00f2 suo Dio ed egli sar\u00e0 mio figlio\u201d (Ap 21, 6-7).\u00a0 <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Questa fede trinitaria \u00e8 accolta da Apollinare, posto <i>ai piedi della croce<\/i>, raffigurato come orante, vestito con gli abiti propri della liturgia; egli accoglie il mistero della trasfigurazione nella celebrazione eucaristica. Accanto a lui \u00e8 la chiesa di Ravenna, il suo gregge, simbolicamente evocato da dodici pecore, immagine quest\u2019ultima debitrice al pensiero del Crisologo: \u201cEcco, \u00e8 vivo, ecco, [Apollinare] come il buon pastore fa sorveglianza in mezzo al suo gregge\u201d (Sermone 128,3).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">L\u2019articolo, comprensivo di note, e` disponibile anche nella versione online, al seguente link: giovannigardini.wordpress.com<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Prof. Giovanni Gardini <\/b><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 150%; text-align: left;\"><i>Consulente Diocesano per i Beni Culturali <\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 150%; text-align: left;\">giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La gloria della trasfigurazione nel catino absidale di Sant\u2019Apollinare in Classe \u00a0 Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 8\/2015 \u00a0 \u00a0 Appena iniziato il cammino quaresimale il Vangelo apre uno squarcio di luce sulla Pasqua presentando la gloria della trasfigurazione di Cristo (Mc 9, 2-10; Mt 17, 1-8; Lc 9, 28-36). 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