{"id":7060,"date":"2014-12-17T10:00:00","date_gmt":"2014-12-17T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2014\/12\/17\/larco-absidale-di-santa-maria-maggiore-a-roma\/"},"modified":"2014-12-17T10:00:00","modified_gmt":"2014-12-17T09:00:00","slug":"larco-absidale-di-santa-maria-maggiore-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/larco-absidale-di-santa-maria-maggiore-a-roma\/","title":{"rendered":"L&#8217;arco absidale di Santa Maria Maggiore a Roma"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Il mistero dell\u2019incarnazione nell\u2019arco absidale di Santa Maria Maggiore a Roma<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 47\/2014<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Quando papa Leone Magno pronuncia, come vescovo della citt\u00e0 eterna (440-461), i Sermoni sul Natale, questa festa a Roma era celebrata da poco pi\u00f9 di un secolo. Da pochi anni si era celebrato ad Efeso il terzo concilio ecumenico (431) nel quale a Maria era stato attribuito il titolo cristologico di <i>Theotokos, Madre di Dio<\/i>, e recentemente era stato terminato il grande ciclo musivo nella basilica di Santa Maria Maggiore sul colle Esquilino, ascrivibile alla committenza di papa Sisto III (432-440), come si evince dall\u2019iscrizione posta al culmine dell\u2019arco absidale: <i>Xystus episcopus plebi Dei<\/i>. Se i mosaici presenti nelle navate laterali sono incentrati sulle storie dei patriachi (Abramo, Isacco, Giacobbe, Mos\u00e8, Giosu\u00e8) comprese entro ventuno pannelli per parte, quello che allora figurava come arco absidale era stato concepito per proclamare il mistero dell\u2019incarnazione e della manifestazione alle genti del Signore Ges\u00f9, vero Dio e vero Uomo.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Il grande arco, suddiviso in quattro registri, presenta con grande solennit\u00e0 le scene del <i>Natale<\/i>: <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">1) Annunciazione (Lc 1, 26-38) e primo sogno di Giuseppe in cui l\u2019angelo lo invita a non temere di prendere con s\u00e9 Maria (Mt 1, 19-24) scene entrambe poste alla sinistra di chi guarda; la raffigurazione dell\u2019etimasia con i Pietro e Paolo al centro, la presentazione al tempio (Lc 2, 22-38) e secondo sogno di Giuseppe (Mt 1, 13-15) a destra; <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">2) Adorazione dei Magi (Mt 2, 9-11) a sinistra e incontro con Afrodisio (Vangelo apocrifo dello Pseudo Matteo) a destra; <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">3) La strage degli innocenti (Mt 2, 16-18) a sinistra e scribi e Magi davanti ad Erode (Mt 2, 1-9) a destra; <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">4) La citt\u00e0 di Gerusalemme a sinistra e Betlemme a destra.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Per comprendere appieno la maestosa narrazione dell\u2019arco sistino occorre prestare attenzione, oltre ai <i>Vangeli dell\u2019infanzia<\/i> di Matteo (1-2) e Luca (1-2), alla tradizione apocrifa con una particolare attenzione al Vangelo dello Pseudo Matteo; oltre alle fonti testuali, inoltre, va notato il pensiero teologico della committenza che nella disposizione delle scene crea, all\u2019interno dell\u2019arco, una <i>nuova cronologia narrativa<\/i> rispetto a quella del testo evangelico,\u00a0 un espediente funzionale non tanto e non solo a un\u2019articolazione interna nell\u2019assetto dei riquadri ma, necessaria per l\u2019esplicitazione del messaggio proclamato (lo stesso accorgimento vale anche per alcuni dei riquadri raffiguranti le storie dei patriarchi). Si pensi ad esempio al secondo sogno di Giuseppe (primo registro a destra) nel quale l\u2019angelo del Signore ordina a Giuseppe di fuggire in Egitto perch\u00e9 Erode sta cercando il bambino per ucciderlo, scena che nell\u2019arco sistino anticipa l\u2019adorazione dei Magi (secondo registro a sinistra). Quest\u2019anticipazione permetteva di collocare la fuga in Egitto sopra alla scena dell\u2019incontro di Afrodisio con Ges\u00f9 (secondo registro a destra), avvenuto sempre in terra d\u2019Egitto e di collocare l\u2019adorazione dei Magi sullo stesso registro di Afrodisio, creando cos\u00ec una potente immagine del riconoscimento della Signoria di Cristo suddivisa in due tempi, Magi e Afrodisio, in antitesi con quanto raffigurato al di sotto, nel terzo registro, dove si assiste al disconoscimento di Cristo nella figura di Erode, re cieco nella sua crudelt\u00e0.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Singolare \u00e8 la raffigurazione dell\u2019annunciazione non tanto per il chiaro riferimento alla tradizione apocrifa esplicitato in Maria che tesse la porpora (ricordiamo due illustri confronti ravennati nel sarcofago Pignatta e nella Cattedra d\u2019Avorio di Massimiano) quanto per l\u2019impianto iconografico che crea un\u2019immagine solenne. Maria vestita con abiti d\u2019oro, impreziositi da gemme e perle, siede su un ampio trono circondata dalla corte celeste. Sopra di lei, tra nubi apocalittiche, sono la colomba dello Spirito Santo e l\u2019angelo Gabriele. Accanto all\u2019annunciazione \u00e8 il primo sogno di Giuseppe espresso in un\u2019insolita iconografia. Egli, a differenza di quanto si legge nel testo evangelico, non sta dormento, ma \u00e8 vigile, in piedi davanti all\u2019angelo (nella cattedra d\u2019avorio di Massimiano, invece, \u00e8 raffigurato conformemente alla tradizione matteana). Un dettaglio non deve sfuggire: Giuseppe regge una piccola verga che rievoca il momento in cui, secondo la tradizione apocrifa, egli, secondo il progetto di Dio, accoglie Maria nella sua dimora. Si rafforza cos\u00ec la figura di Giuseppe, uomo giusto, e disponibile al disegno divino (si veda il testo completo dello Pseudo Matteo al sito <i>giovannigardini.wordpress.com<\/i>).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Sulla destra del primo registro, come gi\u00e0 \u00e8 stato anticipato, ammiriamo la presentazione al tempio e il secondo sogno di Giuseppe. L\u2019incontro tra Ges\u00f9, Simeone e Anna, avviene secondo un\u2019iconografia inconsueta e di non facile lettura, come singolare appare la scena dell\u2019adorazione dei Magi nel secondo registro, dove il Bambino non figura in braccio alla Madre, bens\u00ec assiso su di un enorme trono gemmato, mentre essa gli siede accanto. I Magi non sono disposti in processione, bens\u00ec collocati uno alla sinistra e due alla destra del Bambino. Essi hanno gli occhi puntati sulla stella che il primo Mago indica, una stella enorme, posta sopra al Cristo, immagine, quella della stella, rievocata nel testo dello Pseudo Matteo: \u201cPure una enorme stella splendeva dalla sera al mattino sopra la grotta; cos\u00ec grande che non si era pi\u00f9 vista dalla creazione del mondo. I profeti che erano a Gerusalemme dicevano che questa stella segnalava la nascita di Cristo, che avrebbe realizzato la promessa fatta non solo a Israele, ma anche a tutte le genti\u201d (13, 7). Leone Magno, ricordando la stella dei Magi, ebbe a dire: \u201cNell\u2019Oriente apparve a tre Magi una stella di insolito splendore, tale che superando in luminosit\u00e0 e bellezza tutte le altre stelle, facilmente attirava a s\u00e9 gli occhi e la mente di coloro che l\u2019ammiravano, cos\u00ec da far capire subito che non era senza ragione ci\u00f2 che appariva tanto insolito. Colui che offr\u00ec questo segno, diede anche la capacit\u00e0 di intenderlo a coloro che osservavano il cielo, e quel che fece loro comprendere glielo fece anche cercare, e divenuto Egli stesso oggetto di ricerca fece s\u00ec che lo trovassero\u201d (Sermone 12 sull\u2019Epifania, 1. 3).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Pietro Crisologo, il cui episcopato ravennate (426-450) coincide in parte con quello di Leone Magno, parlando dell\u2019incarnazione del Verbo, nel quarto discorso sull\u2019annunciazione indugia sulla luce della stella: \u201cLa sublimit\u00e0 dell\u2019evento ci induce e la grandezza del mistero ci costringe a rinviare il discorso sulla nascita di Cristo. La Vergine ha partorito: chi parler\u00e0? <i>Il Verbo si \u00e8 fatto carne<\/i>: chi ne far\u00e0 il racconto? Se il Verbo di Dio emette il vagito dell\u2019infanzia, l\u2019uomo, divenuto per tale motivo perfetto, come alzer\u00e0 la sua voce per parlare del Verbo? Quanta luce di notte la stella offr\u00ec ai Magi che erano alla ricerca, altrettanta luminosit\u00e0 offre agli uditori il discorso di chi insegna [chi insegna \u00e8 il vescovo] sulla nascita del Signore, affinch\u00e9 godano di aver trovato Cristo, non presumano di fare indagini, con doni onorino, non gi\u00e0 avviliscano la sua infanzia. Ma pregate, fratelli, perch\u00e9 colui che gradatamente crebbe in un corpo come il nostro, a poco a poco si degni di crescere nella nostra parola\u201d (Sermone 144, 1). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Ai Magi corrisponde la figura di Afrodisio, governatore della citt\u00e0 di Sotine in Egitto, figura che con essi crea un perfetto parallelismo sul tema del riconoscimento della Signoria di Cristo da parte dei regni della terra. Afrodisio, pi\u00f9 dei Magi, rappresenta i popoli pagani nella misura in cui l\u2019Egitto simboleggia il luogo della pi\u00f9 antica idolatria. Scrive Leone Magno: \u201cIl Salvatore fu portato perfino in Egitto, perch\u00e9 quel popolo soggetto ad antichi errori fosse contrassegnato per la salvezza ormai vicina mediante la grazia nascosta, e pur non avendo ancora rigettato la superstizione dal suo cuore, offrisse ospitale accoglienza alla Verit\u00e0\u201d (Sermone 13, 1.4, secondo sull\u2019Epifania). La storia di Afrodisio, riportata dallo Pseudo Matteo, racconta di quando Cristo entr\u00f2 nel tempio di Sotine, detto il campidoglio d\u2019Egitto, provocando la distruzione dei trecentocinquantacinque idoli \u201cai quali ogni giorno erano tributati, in modo sacrilego, onori divini. [\u2026]<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Quando la notizia fu riferita ad Afrodisio, governatore di quella citt\u00e0, venne al tempio con tutto il suo esercito. Visto che Afrodisio con tutto il suo esercito era venuto al tempio, i pontefici del tempio pensarono che si fosse affrettato per vendicarsi contro coloro a causa dei quali erano caduti gli idoli. Egli, invece, entrato nel tempio, visti tutti gli idoli giacere prostrati con la faccia a terra, si appress\u00f2 alla Beata Maria che portava il Signore sul suo seno, l\u2019ador\u00f2 e disse a tutto il suo esercito e a tutti i suoi amici: &#8211; Se questi non fosse il dio dei nostri dei, i nostri dei non sarebbero assolutamente caduti davanti a lui con la faccia a terra, n\u00e9 giacerebbero prostrati al suo cospetto. Noi dunque se non faremo tutti, con la pi\u00f9 grande attenzione, ci\u00f2 che vediamo fare ai nostri dei, potremo incorrere nel pericolo della sua indignazione e andare tutti incontro alla morte, come accadde al faraone re d\u2019Egitto il quale, non avendo creduto a cos\u00ec numerosi prodigi, fu sommerso in mare con tutto il suo esercito\u201d (22, 2; 24, 1).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Il terzo registro presenta la strage degli innocenti, qui raffigurata per la prima volta, e i Magi davanti al re Erode: egli compare come protagonista in entrambe le scene divenendo l\u2019immagine del re illegittimo che, accecato dal potere di questo mondo, si chiude alla grazia. Eppure anche Erode, scrive Leone Magno, \u201cfiniva per favorire senza saperlo questo piano divino. Avvenne infatti che, mentre costui tutto preso dall\u2019atroce delitto perseguitava il fanciullo a lui ignoto con una strage indiscriminata di bambini, la voce della nascita del Sovrano annunziata dal cielo si diffondeva dovunque con maggior risalto, resa pi\u00f9 facile a divulgarsi e pi\u00f9 precisa sia dalla novit\u00e0 del segno celeste che dall\u2019empiet\u00e0 del sanguinario persecutore\u201d\u00a0 (Sermone 13, 1.3 secondo sull\u2019Epifania). Questi bambini, barbaramente uccisi, sono visti come i primi martiri della chiesa. A commento del passo evangelico Leone Magno ebbe a dire: \u201cEgli, infatti, per mostrare quale sia la gloria preparata per quanti lo imitano, consacr\u00f2 col martirio i fanciulli nati nei giorni della sua nascita; sicch\u00e9, nati come Cristo a Betlemme, associati a Lui per la medesima et\u00e0, essi divennero compartecipi della sua passione\u201d (Sermone\u00a0 18, 4.4). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">L\u2019arco sistino di Santa Maria Maggiore si pone come un potente manifesto dogmatico che dall\u2019annunciazione sino alla strage degli innocenti esprime la fede nel Signore Ges\u00f9 Cristo, l\u2019Unigenito figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli, Colui che per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si \u00e8 incarnato nel seno della Vergine Maria e si \u00e8 fatto uomo. Una simile espressione di fede ortodossa legata al mistero della nascita del Cristo doveva trovarsi a Ravenna, non a caso nell\u2019omonima Basilica di Santa Maria Maggiore, basilica che il vescovo Ecclesio dedic\u00f2 alla \u201csanta e sempre Vergine immacolata Maria\u201d, nella cui volta absidale &#8211; come riportato dal <i>Liber Pontificalis ravennate<\/i> &#8211;\u00a0 era \u201cl\u2019effigie della Santa Madre di Dio e mai occhio umano ha potuto vedere qualcosa di simile ad essa. Chi abbia voluto a lungo contemplare quell\u2019immagine, trover\u00e0 sotto ai suoi piedi versi che dicono cos\u00ec: Rifulge l\u2019aula della Vergine, che ricevette Cristo dal cielo e prima dal cielo venne un angelo ad annunziarlo. Mistero! Genitrice del Verbo ed eternamente vergine, e fu fatta madre del Signore che l\u2019aveva creata. Riconoscono la verit\u00e0 i magi,\u00a0 gli zoppi, i ciechi, la morte e la vita. Ecclesio consacra il tempio a Dio\u201d (Vita di Sant\u2019Ecclesio. Traduzione a cura di M. Pierpaoli).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Al seguente indirizzo sono disponibili approfondimenti con testi e immagini: <i>giovannigardini.wordpress.com<\/i><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Prof. Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 150%; text-align: left;\"><i>Consulente per i Beni Culturali della Diocesi di Ravenna-Cervia<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: 150%; text-align: left;\"><i>giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/i><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mistero dell\u2019incarnazione nell\u2019arco absidale di Santa Maria Maggiore a Roma \u00a0 Dal \u201cRisVeglio Duemila\u201d\u00a0 N. 47\/2014 \u00a0 \u00a0 Quando papa Leone Magno pronuncia, come vescovo della citt\u00e0 eterna (440-461), i Sermoni sul Natale, questa festa a Roma era celebrata da poco pi\u00f9 di un secolo. 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