{"id":6588,"date":"2014-07-15T00:00:00","date_gmt":"2014-07-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2014\/07\/15\/le-parole-del-card-tonini\/"},"modified":"2014-07-15T00:00:00","modified_gmt":"2014-07-14T22:00:00","slug":"le-parole-del-card-tonini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/le-parole-del-card-tonini\/","title":{"rendered":"Le Parole del Card. Tonini"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Le Parole del Card. Tonini<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 27\/2014<\/i><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Pubblichiamo la sintesi di una testimonianza su mons. Ersilio Tonini scritta da don Giuliano Trevisan, parroco di Sant&#8217;Agata (Ravenna) e pubblicata, a puntate, nei numeri di maggio, giugno e luglio 2014 di L&#8217;Amico degli Infermi. Don Giuliano prende in esame e analizza alcune parole spesso utilizzate dal Cardinale.<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>&#8216;Mamma&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La mano con cui Dio ci ha depositato sulla terra \u00e8 la nostra Famiglia e la carezza con cui ci ha accompagnato \u00e8 nostra madre, per Lui la sua &#8216;MAMMA&#8217;.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Il primato di questo legame inviolato e ininterrotto con la Mamma, Tonini lo esplicava serenamente, ripetendo la famosa frase del suo Babbo che era solito riferire nel proprio dialetto: &#8216;alla fine della questione, il parere pi\u00f9 illuminato, la decisione pi\u00f9 sicura e giusta su questo problema \u00e8 quella della mamma: &#8211; <i>sint\u00ec vossa m\u00e9r<\/i> &#8211; &#8216;.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>&#8216;Erano tuoi e li hai dati a me&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Il testo da Lui pi\u00f9 citato e presente nei colloqui, con noi, suoi preti, penso sia stato il Cap. 17 di Giovanni, che Tonini conosceva quasi a memoria: &#8216;ho fatto conoscere il Tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo&#8221;; &#8216;erano tuoi e li hai dati a me&#8217; le parole che tu hai dato a me io le ho date a loro&#8221;.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Qui c&#8217;era la sua percezione pi\u00f9 chiara del compito di babbo e mamma e soprattutto di quello del sacerdote.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">L&#8217;accento pi\u00f9 sentito, pi\u00f9 forte e spesso accorato, lo si percepiva nelle parole: &#8216;Tuoi&#8217; e &#8216;a me&#8217;. E&#8217; ancora famiglia, \u00e8 ancora Chiesa: il figlio \u00e8 Tuo e lo hai dato al babbo e alla mamma; il discepolo \u00e8 Tuo e lo hai consegnato a me; il mio amico \u00e8 Tuo e me lo hai messo vicino; il mio prete \u00e8 Tuo e cerco di trenerTelo per mano; sono tutti TUOI e non posso che dare loro cose Tue, incominciando dalle Tue parole. Tonini ha tentato di incastonare la preziosit\u00e0 della parola di Dio in quanto di meglio ha cercato tenacemente di cogliere nella filosofia, nella scienza umana della storia, della sociologia e del diritto. Ha studiato lingue, scriveva con rigore dieci righe di testo confuse in venti righe di cancellature: riconoscenza al Creatore, rispetto e servizio amorevole ai fratelli.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>&#8216;Paternit\u00e0 e fraternit\u00e0 sacerdotale&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La sua identit\u00e0 di padre e fratello sacerdote era sempre presente, me ne ricordo come da me particolarmente percepita, tra le tante, in due occasioni. E&#8217; un Gioved\u00ec Santo, dei primi anni 80, quando la Liturgia degli Olii Santi si svolgeva ancora al mattino.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Mi colp\u00ec la voce del mio Vescovo, che vibrava con accenti di profonda commozione.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Le parole non sono esatte, ma il senso \u00e8 certamente questo: &#8221;questa mitria e questo pastorale non sono niente, rivestono un cuore come il vostro che ama e soffre e talvolta anche tanto&#8217;.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">In quanto suo stretto collaboratore, so che, in quei momenti, aveva preso difficili, sofferte e naturalmente a suo giudizio, necessarie decisioni, riguardanti problemi della Diocesi e situazioni dolorose di sacerdoti.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Ora sorrido pensando che la piccola mitria e il piccolo pastorale del &#8216;piccolo Tonini&#8217; si vedevano a fatica, forse solo lui si accorgeva di portarli addosso.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Alla met\u00e0 degli anni 80, muore a Portomaggiore uno dei migliori e buoni sacerdoti della nostra Chiesa: Monsignor Renato Casadio.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Fu duplice la mia sorpresa, colta nelle parole dell&#8217;omelia funebre pronunciata da Tonini: in pochi incontri il mio Vescovo aveva intimamente conosciuto un sacerdote col quale noi preti avevamo avuto una consuetudine di quotidianit\u00e0 durata 12 anni; dalla conoscenza di questo prete, il mio Vescovo disse di avere imparato ad arricchire e gustare maggiormente la propria vita spirituale e sacerdotale.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>&#8216;Stupore&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Lo stupore di Tonini non \u00e8 solo meraviglia, non solo contemplazione, ma vero incontro, cio\u00e8 un respiro profondo, veramente tuo, un attimo di vita veramente tua, ma anche una sensazione di qualcosa di pi\u00f9 del godimento di quello che LUI ha fatto nell&#8217;uomo e per l&#8217;uomo: &#8216;l&#8217;hai fatto di poco meno di un dio&#8217; (Sal. 8, 6). Credo di aver capito ora, che quella piccola parola era, per Lui, il pi\u00f9 sincero e autentico veicolo della straordinariet\u00e0 del nostro sentimento di riconoscenza a Dio.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>&#8216;Uomini come topi&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Il fatto della &#8216;Mecnavi&#8217; fu un avvenimento tragico e duro per la citt\u00e0 e per il suo Vescovo Tonini, anche perch\u00e9 fu molto diffuso dai mass-media.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La parola di Tonini, che \u00e8 diventata chiave, \u00e8 risultata: &#8216;&#8230;ho visto uomini come TOPI&#8217;.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Gi\u00e0 prima di questa espressione, il discorso di Tonini aveva conquistato il cuore dei presenti alla partecipatissima funzione funebre in Duomo e penso che questa immagine nel cuore del Vescovo si fosse allargata a immagine di altre condizioni simili, stampate nel cuore di mamme e babbi incontrati da Tonini, con nell&#8217;animo la lacerazione di un figlio schiavo della droga, del vizio, arrotolato sotto un albero, o disperso fra gli arbusti di una spiaggia deserta.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Tanti sono i babbi e le mamme del CEIS che potevano guardare il volto di Tonini solo attraverso il velo delle lacrime di una incondizionata riconoscenza.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>&#8216;Innamoramento&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Solo uno spirito libero e una vita donata a tutti, come la sua, pu\u00f2 far capire e gustare il senso pieno di questa parola.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Era una parola mirata a non privarci mai dello &#8216;stupore&#8217;, della confidenza e dell&#8217;affetto che Dio ci offre; una parola che, attraverso il senso pi\u00f9 vero della Carit\u00e0, spinge a essere dono per qualcuno;<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">una parola che, nel &#8216;gusssssto&#8217; della fede, discopre nello sposo, nella sposa, nel figlio, nel fratello, nell&#8217;amico, la ricchezza, la grandezza di ci\u00f2 che gi\u00e0 siamo e ci fa condividere la meraviglia di ci\u00f2 che saremo; una parola che si propaga da cuore\u00a0 a cuore e che anche il silenzio, vera sapienza dell&#8217;umile, pu\u00f2 far risuonare.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La fede ci dice che il mistero \u00e8 la risposta amorevole che Dio offre ai nostri interrogativi.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">E come non parlare di ri-innamoramento della vita donata, nell&#8221;incantagione&#8217; di quella Madre che, estasiata dalle parole di Ges\u00f9, accosta la propria maternit\u00e0 a quella, misteriosa e meravigliosa, di Maria : una donna, dalla folla alz\u00f2 la voce e Gli disse: &#8216;Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato&#8217; (Lc. 11,27).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Ancora \u00e8 l&#8221;inquietitudine&#8217; dell&#8217;anima che sfocia nell&#8217;innamoramento, nel bisogno della Sua continua presenza con noi: &#8216;resta con noi perch\u00e9 si fa sera&#8217; ed essi dissero l&#8217;un l&#8217;altro: non ardeva forse in noi il nostro cuore, mentre Egli conversava con noi lungo la via?&#8217; (Lc. 24, 29-32).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>&#8216;Fa che non sia mai separato da te&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Un&#8217;ultima espressione della fede di Tonini, per me la pi\u00f9 bella, la pi\u00f9 toccante, \u00e8 quella della recita, nella Messa, della preghiera personale del sacerdote che si prepara a comunicarsi.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Tonini, da preghiera personale e privata, la rendeva quasi pubblica, chiedendo ai fedeli, non proprio di pronunciarla con lui, ma almeno di ascoltarla bene: &#8216;Ges\u00f9, per volont\u00e0 del Padre, con l&#8217;opera dello Spirito hai redento il mondo&#8217; Liberami dal peccato&#8217;, rendimi fedele alla tua legge&#8217; Fa che non sia mai separato da te&#8217;.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Pronunciava adagio, aggrappato a un calice, che, in Duomo, sovrastava pure il suo capo, e che le sue piccole mani potevano a stento, ma sembravano volere, a tutti i costi, abbracciare, trattenere, come poi il suo cuore avrebbe trattenuto il Suo Signore.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Questa immagine non mi \u00e8 mai sfuggita, n\u00e9 in lui, n\u00e9 nella celebrazione di altri sacerdoti.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Gli ultimi anni della vita di Tonini sono stati certamente ripetitivi di queste parole e di questi concetti. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Don Giuliano Trevisan<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Parole del Card. 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