{"id":6018,"date":"2014-04-18T09:00:00","date_gmt":"2014-04-18T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2014\/04\/18\/omelia-della-messa-del-crisma\/"},"modified":"2014-04-18T09:00:00","modified_gmt":"2014-04-18T07:00:00","slug":"omelia-della-messa-del-crisma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/omelia-della-messa-del-crisma\/","title":{"rendered":"Omelia della Messa del Crisma"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b style=\"line-height: 150%;\">Omelia della Messa del Crisma<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Ravenna, 16 aprile 2014<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Salvati dal sangue di Ges\u00f9 e chiamati all&#8217;unit\u00e0 del presbiterio<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Carissimi confratelli presbiteri e diaconi<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Una chiesa alla prova e i doni dello Spirito.<\/b> Proprio in questi giorni di fatica e di prova per il nostro popolo cristiano e in particolare per noi ministri ordinati, il Signore ci ha dato un segno bello, da non sottovalutare. Una donna, Simona, di Ravenna dopo qualche anno di preparazione \u00e8 stata consacrata <i>nell&#8217;Ordo Virginum<\/i>. Una vocazione nuova per la nostra Chiesa diocesana, anche se in tante diocesi d&#8217;Italia si \u00e8 gi\u00e0 diffusa. La data della celebrazione del Rito di consacrazione era stata spostata per poter corrispondere alla GMG 2014 e dare una testimonianza vocazionale ai giovani, ma provvidenzialmente \u00e8 andata a situarsi negli stessi giorni dell&#8217;arresto di don Giovanni. Si potrebbe commentare con S. Paolo che &#8216;dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia&#8217; (Rom 5, 20). Il Corpo ferito della nostra Chiesa ha ricevuto un dono che testimonia con i fatti la presenza viva del suo Signore. E la tipologia del dono ricevuto ci dice verso cosa il Signore ci vuole orientati: una Chiesa casta e povera; un presbiterio servo e umile; un amore pulito, attento, rispettoso verso tutti, ma soprattutto verso i piccoli, i poveri, i deboli, i feriti; le donne, i bambini (ce lo raccomanda esplicitamente Papa Francesco nella <i>Evangelii Gaudium<\/i>, nn. 209&#8217;214).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Tanti altri doni dello Spirito di Dio e tante opere veramente meritorie si potrebbero elencare per ricordare a tutti che la nostra Chiesa \u00e8 molto di pi\u00f9 di ci\u00f2 che viene alla luce in questi giorni, e che il suo contributo alla vita buona della gente \u00e8 grande. Mentre tutti si ritirano dall&#8217;impresa educativa, noi ci investiamo; mentre molti stanno perdendo la fiducia che esistano valori stabili e oggettivi, noi rilanciamo lo stile di vita evangelico con i suoi valori di sempre. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>La santificazione del clero e la vicinanza dei laici<\/b>. Questo per\u00f2 non toglie nulla a quello che ci siamo detti nel ritiro del Clero di Quaresima, nell&#8217;assemblea straordinaria di S. Pietro in Vincoli, nelle telefonate e negli incontri di questi giorni, dove ci siamo confermati a vicenda nella disponibilit\u00e0 a crescere insieme sulle vie gi\u00e0 indicate. Quelle della santificazione personale e comunitaria; dell&#8217;unit\u00e0 tra Vescovo, presbiteri e diaconi; del desiderio missionario di far conoscere la gioia del Vangelo a tutti. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Diversi di voi mi hanno parlato, a proposito della visita alle case e della benedizione delle famiglie, di una accoglienza come al solito ampiamente positiva, perch\u00e9 la gente semplice sente che la comunit\u00e0 cristiana parrocchiale \u00e8 vicina, accogliente, pronta alla carit\u00e0, ricca di valori umani e spirituali; che il parroco si spende per loro, come nessun altro lo fa.La maggioranza dei nostri fedeli non d\u00e0 infatti molto spazio alle dicerie superficiali, n\u00e9 infierisce sulle persone, nonostante i peccati e le debolezze, ma sa guardare all&#8217;essenziale. E noi come Chiesa diocesana stiamo facendo proprio uno sforzo per stare all&#8217;essenziale, come ci chiede papa Francesco, senza fare sconti sullo stile di vita di Ges\u00f9 e sul Vangelo, anche nelle sue parti pi\u00f9 radicali, che mettono alla prova anche chi le annuncia (Cfr. Le sfide e le tentazioni degli operatori pastorali, <i>Evangelii Gaudium<\/i>, cap II).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Purificati dal sangue di Ges\u00f9 e chiamati all&#8217;unit\u00e0 del presbiterio.<\/b> Ed \u00e8 proprio su questo che oggi siamo chiamati a ritornare. Prima di lasciare i suoi apostoli Ges\u00f9, come segno di amore, lav\u00f2 loro i piedi (Gv 13,1ss), anche a Giuda e a Pietro. In quel gesto signific\u00f2 che versando il suo sangue dalla Croce avrebbe purificato i loro cuori, risanato le loro coscienze, rinnovato le loro vite. Ma dopo questo gesto imbarazzante per l&#8217;umilt\u00e0 del servizio, in quella Cena drammatica, raccomand\u00f2 ai suoi soprattutto un impegno: <b>l&#8217;unit\u00e0, <\/b>che sarebbe stato anche un suo dono, frutto della sua preghiera (<b>Gv 17,11-23<\/b>). Sapeva gi\u00e0 che Giuda l&#8217;avrebbe venduto, che Pietro l&#8217;avrebbe rinnegato, che gli altri sarebbero fuggiti non sopportando nemmeno la visione della croce dalla quale pendeva il loro Signore e Maestro, il Figlio di Dio che li aveva amati come veri amici. Sapeva di questo, ma ha pregato a lungo, apertamente, perch\u00e9 diventassero una cosa sola, uniti tra loro addirittura come Lui e il Padre lo sono.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Gv 17, 20-23: <i>Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perch\u00e9 tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch&#8217;essi in noi una cosa sola, perch\u00e9 il mondo creda che tu mi hai mandato. &#8216;Io in loro e tu in me, perch\u00e9 siano perfetti nell&#8217;unit\u00e0 e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me<\/i>.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Il miracolo dell&#8217;unit\u00e0.<\/b> Pu\u00f2 succedere che un presbiterio sia fatto di tanti uomini venuti da terre diverse e con culture e spiritualit\u00e0 diverse. Succede regolarmente nelle diocesi di missione, io stesso ne ho viste alcune assai &#8216;variopinte&#8217;. E la forza evangelizzante, la capacit\u00e0 testimoniale, il contagio missionario, non sono affatto danneggiati da queste diversit\u00e0, a condizione per\u00f2 che la vita spirituale dei singoli missionari si alimenti e la loro unit\u00e0 come corpo ecclesiale resti stabile. Anzi allora si verifica il miracolo della Pentecoste: i tanti pastori diversi parlano l&#8217;unica lingua comprensibile a tutti, quella del Vangelo e della carit\u00e0. \u00c8 vero, non senza le fatiche del dialogo e dell&#8217;incontro, delle rinunzie alle visioni particolari per costruire insieme una visione pi\u00f9 ampia e pi\u00f9 evangelica, come ci testimoniano gli Atti degli Apostoli (At 15 e Gal 2). Ma il miracolo dell&#8217;unit\u00e0 \u00e8 possibile. Lo vuole la preghiera di Ges\u00f9; lo vuole il Padre: siamo suoi figli, suoi eletti, suoi consacrati; a doppio titolo ci vuole uniti a Lui e tra noi. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>La correzione fraterna<\/b>. Come presbiterio diocesano, fondati sul medesimo sacramento che ci ha inseriti nell&#8217;Ordine dei presbiteri, abbiamo bisogno di unit\u00e0 coi fratelli e con il Vescovo; di comunione che sa superare il disagio delle differenze dell&#8217;altro, ma che non si adatta nemmeno ad una tolleranza generica, ad una specie di eclettismo dove tutto sta accanto a tutto. La via dell&#8217;unit\u00e0 tra noi non deve passare attraverso il lasciare che ciascuno predichi un suo vangelo, con adattamenti personali sui quali chiudiamo gli occhi; n\u00e9 pu\u00f2 passare attraverso la rinuncia ad una correzione fraterna rapida, incisiva, ma cordiale &#8216;agendo secondo verit\u00e0 nella carit\u00e0&#8217; (Ef. 5,11-15). L&#8217;unit\u00e0 si costruisce puntando insieme in alto; richiamandoci l&#8217;un l&#8217;altro a scalare verso la cima e aiutandoci a farlo; correggendoci, non assolvendoci a vicenda se qualcuno si ferma a met\u00e0 cammino, appesantito dai compromessi con lo spirito mondano. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Intorno a Ges\u00f9 e alla sua sequela.<\/b> Come ai discepoli di Ges\u00f9 ci \u00e8 chiesto di costruire la nostra unit\u00e0 come presbiterio, seguendolo e stando <i>dietro a Lui<\/i>; non davanti, non altrove. Quando i due figli di Zebedeo chiedono un fuoco dal cielo per gli avversari religiosi, Ges\u00f9 li rimprovera aspramente; quando Pietro vuole proteggerlo dall&#8217;ignominia della croce, Ges\u00f9 lo ricaccia dietro di s\u00e9; quando si scatenano le lotte per il potere tra i discepoli, Ges\u00f9 presenta il suo umile servizio e l&#8217;atteggiamento dei piccoli come esempio per chi sta al primo posto; quando i discepoli sono scoraggiati per la durezza di Ges\u00f9 a proposito della rinuncia alle ricchezze, della abolizione del divorzio, della proposta del celibato perpetuo per il Regno dei Cieli, Ges\u00f9 non attenua in nulla la sua &#8216;pretesa&#8217;: indirizza tutti a Dio, al quale nulla \u00e8 impossibile (Mt 17,20; Lc 1,37). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Il centuplo e la vita eterna<\/b>. E Ges\u00f9 promette a quelli che lo seguono la vita eterna, ma anche un &#8216;centuplo&#8217;, un ritorno senza misura non tanto a loro vantaggio, ma come frutto per gli altri, gi\u00e0 ora nella vita della Chiesa. Schiere di martiri, di vergini, di testimoni, di padri e pastori santi lo testimoniano: chi si affida al Signore con totalit\u00e0, bruciando ogni giorno, &#8216; tante volte al giorno &#8216;, l&#8217;orgoglio di sentirsi alla pari di ogni autorit\u00e0 e di ogni paternit\u00e0, la pretesa superba di far ruotare la comunit\u00e0 attorno a s\u00e9, il falso diritto di utilizzare i fedeli come fossero una propriet\u00e0 privata&#8217; riesce a compiere miracoli. Tutti conosciamo bene il curato d&#8217;Ars, Don Bosco, Don Pino Puglisi, Padre Pio, Madre Teresa di Calcutta, i Papi santi dello scorso secolo, Don Angelo Lolli, Don Santo Perin&#8217; quanti milioni di credenti e di uomini di buona volont\u00e0 sono rimasti edificati, quante opere fatte, quante scelte di vita radicali provocate da coloro &#8216;che hanno seguito l&#8217;Agnello dovunque vada (Apc 14,1-5) &#8216;!<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Rinnovamento spirituale e pastorale missionaria<\/b>. Lo possiamo fare anche noi questo cammino di unit\u00e0, clero e diaconi di Ravenna Cervia, perch\u00e9 adesso che siamo una Chiesa debole e ferita, siamo nella condizione ideale per essere curati e guariti dal grande Buon samaritano, se ci affidiamo tutti a Lui. Sappiamo che la nostra barca ha delle assi fragili e qualche rematore \u00e8 pi\u00f9 debole degli altri. Per\u00f2, affinch\u00e9 nessuno vada perduto, &#8216; non possiamo permetterci che altri dei nostri fratelli ci siano strappati dai loro errori, dalla cattiveria del mondo e dall&#8217;inganno del maligno &#8216;, abbiamo bisogno di un periodo di recupero della nostra vita spirituale e di valido rinnovamento anche pastorale, in senso missionario. \u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Qualche orientamento<\/b>. Ci aiuter\u00e0 un modo rinnovato di celebrare l&#8217;Eucaristia, per gli altri e per noi stessi. Vi chiedo quindi pi\u00f9 messa, &#8216; pi\u00f9 partecipata, pi\u00f9 comunitaria &#8216; e meno messe. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">E un maggiore raccordo tra le parrocchie piccole perch\u00e9 i fedeli al di l\u00e0 delle appartenenze alle varie &#8216;frazioni&#8217;, siano radunati in <i>una comunit\u00e0 cristiana capace<\/i> di compiere ci\u00f2 che le \u00e8 richiesto, con la presenza degli organismi di comunione, delle diverse vocazioni, ministeri e servizi, affinch\u00e9 i fedeli laici possano essere sostenuti nella pratica cristiana e nell&#8217;evangelizzazione degli ambienti ordinari di vita, dove noi non possiamo arrivare. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Vi chiedo di riprendere anche per voi stessi la <i>confessione regolare e l&#8217;accompagnamento spirituale<\/i> in tutti i momenti nei quali la tenuta della vocazione si fa pi\u00f9 difficile, aprendo con verit\u00e0 il proprio cuore ad un fratello maggiore, perch\u00e9 se non si ha il coraggio di aprire la piaga nessuno la potr\u00e0 guarire (Papa Francesco ai seminaristi e ai religiosi). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Vi chiedo di mettervi dentro il <i>cammino diocesano di rinnovamento della catechesi per l&#8217;iniziazione cristiana<\/i>, a partire dai battezzandi fino ai giovanissimi, perch\u00e9 le famiglie, i genitori, gli adulti, siano coinvolti e partecipi, anche se faranno resistenza: non esistono cuori assolutamente induriti! Se seminiamo con costanza e con rispetto, con misericordia e con fiducia, finiremo per trovare un pezzetto di terreno buono anche nei pi\u00f9 lontani e ostili post-cristiani. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Abbiamo bisogno che <i>i giovanissimi e i giovani<\/i> trovino ragazzi e giovani poco pi\u00f9 grandi di loro, ben formati, che si facciano loro guide ed <i>educatori<\/i> e trovino ambienti accoglienti nelle parrocchie: qualche convivio in meno con gli anziani e molte proposte di oratorio, di vita comune e di spiritualit\u00e0 in pi\u00f9, per i nostri giovani. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Vi chiedo di proporre percorsi nuovi alle <i>coppie giovani<\/i>, che di solito hanno bisogno di camminare in gruppo; e di sostenere i matrimoni affidando le coppie deboli a quelle che sono un po&#8217; pi\u00f9 forti nella fede e nella carit\u00e0 coniugale. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>L&#8217;Equipe diocesana per la Tutela dei Minori<\/b>. Vi annuncio anche che ho costituito un&#8217;Equipe diocesana per la Tutela dei Minori, composta dal Vicario generale e da un parroco, da una dottoressa psicologa psicoterapeuta, da una dottoressa neuropsichiatra infantile, da una giurista che esercita nel foro ecclesiastico, da un civilista e da un canonista. Le tre donne sono anche madri di famiglia oltre che competenti nei vari settori. Sar\u00e0 di aiuto al Vescovo, ma anche ai parroci, ad altri responsabili parrocchiali o ai genitori, sia per la prevenzione, sia per la valutazione e le decisioni da prendere qualora ci si trovasse di fronte a notizie di comportamenti ambigui o sospetti verso i minori.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Gli anniversari e gli auguri<\/b>.\u00a0 Vi ricordo gli anniversari di ordinazione sacerdotale, cos\u00ec potremo fare loro i nostri auguri per una fedelt\u00e0 sempre creativa e una buona perseveranza nel ministero: <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Don <b>Isaia Rossi<\/b>, che ci saluta dal suo letto di ospedale a Lagosanto, voleva venire a tutti costi, invece di continuare a curarsi; celebra il 60\u00b0 di ordinazione, e l&#8217;unica preoccupazione non \u00e8 la sua salute, ma i suoi impegni parrocchiali;<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Don <b>Ermanno Neri<\/b> e p. <b>Alberto Casalboni<\/b>, cappuccino, celebrano il 50\u00b0;<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Don <b>Lorenzo Lasagni<\/b>, celebra il 25\u00b0; <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">ricordiamo anche don <b>Giancarlo Galeati<\/b> e don <b>Raffaele Szarek<\/b>, che festeggiano il 10\u00b0 anno.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Non dimentichiamo il nostro Papa emerito <b>Benedetto XVI<\/b>, 87 anni, auguri anche a lui, e i primi 4 Diaconi diocesani ordinati esattamente 33 anni fa.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">A loro per primi, ma anche a tutti voi, carissimi presbiteri e diaconi, va la riconoscenza del popolo cristiano delle parrocchie e mia personale per la fatica quotidiana che portate per far conoscere il Signore e per farlo amare, in mezzo a molti ostacoli. Il Signore vi ricompensi e vi dia Grazia e Fedelt\u00e0, ogni giorno della vostra vita.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>+ Lorenzo, Arcivescovo<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Mons. Lorenzo Ghizzoni &#8211; Omelie<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia della Messa del Crisma \u00a0 Ravenna, 16 aprile 2014 \u00a0 \u00a0 Salvati dal sangue di Ges\u00f9 e chiamati all&#8217;unit\u00e0 del presbiterio \u00a0 Carissimi confratelli presbiteri e diaconi \u00a0 Una chiesa alla prova e i doni dello Spirito. 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