{"id":6015,"date":"2014-04-17T11:00:00","date_gmt":"2014-04-17T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2014\/04\/17\/incontro-al-risorto\/"},"modified":"2014-04-17T11:00:00","modified_gmt":"2014-04-17T09:00:00","slug":"incontro-al-risorto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/incontro-al-risorto\/","title":{"rendered":"Incontro al Risorto"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Incontro al Risorto<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 15-16\/2014<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Il Vangelo della risurrezione nei Sermoni del Crisologo e nei mosaici di Sant&#8217;Apollinare Nuovo<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">La Basilica di Sant&#8217;Apollinare Nuovo, com&#8217;\u00e8 noto, presenta nel registro pi\u00f9 alto della navata centrale ventisei scene cristologiche di epoca teodoriciana, immagini tutte fondamentali per comprendere lo sviluppo dell&#8217;arte cristiana. Se le scene di sinistra riassumono in modo mirabile la <i>vita pubblica<\/i> del Signore Ges\u00f9, potente in parole ed opere, quelle della parete destra presentano un vero e proprio ciclo pasquale che partendo dalla raffigurazione dell&#8217;ultima cena &#8216; significativamente posta in simmetria con la rappresentazione delle nozze di Cana nella parete opposta &#8216; si conclude con le apparizioni del Risorto. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">In tutte le scene di passione il Cristo sovrasta con la sua statura coloro che gli sono vicini ed \u00e8 raffigurato vestito con la tunica porpora segno di regalit\u00e0, elementi iconografici che presentano gi\u00e0 nella passione, la gloria della croce e rendono evidente come l&#8217;arte cristiana sia una rilettura di tutte le Scritture alla luce dell&#8217;evento pasquale.<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Il racconto della settimana santa inizia con l&#8217;ultima cena; questa immagine in Sant&#8217;Apollinare Nuovo \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche rappresentazioni di questo episodio evangelico e trova un autorevole parallelo nel codice purpureo di Rossano. Il riquadro \u00e8 incentrato nel momento in cui si svolge il drammatico dialogo tra Ges\u00f9 e i dodici: &#8216;Uno di voi mi tradir\u00e0&#8217; (Mc 14, 17-21). La scena \u00e8 dominata da un gioco di sguardi che si fissano su Ges\u00f9 e su Giuda. Sulla mensa, qui rappresentata come un altare liturgico, sono pani e pesci. Nel secondo pannello \u00e8 mostrata la preghiera nell&#8217;orto del Getsemani: Ges\u00f9 \u00e8 raffigurato nella posa dell&#8217;orante, come Colui che si affida totalmente al Padre (Mc 14, 32-42). Seguono la scena del bacio di Giuda (Mc 14, 43-49), di Cristo condotto a giudizio (Lc 22, 54) e di Ges\u00f9 davanti al Sinedrio (Mc 14, 53-65). La sesta e la settima scena hanno come protagonista Pietro. Nella prima immagine Ges\u00f9 predice il suo tradimento; al centro, su una colonna, sta un gallo a ricordare le parole del Signore: &#8216;Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte&#8217; (Mc 14, 26-31).\u00a0 Nella seconda scena si consuma il tradimento di Pietro: alla serva che lo indica come uno dei discepoli di Ges\u00f9, Pietro risponde di non averlo mai conosciuto (Mc 14, 66-72). Al tradimento di Pietro fa seguito la scena in cui Giuda riporta i trenta denari ai sacerdoti e agli anziani dicendo: &#8216;Ho peccato, perch\u00e9 ho tradito sangue innocente&#8217; (Mt 27, 3-10). Il nono riquadro presenta Ges\u00f9 condotto davanti a Pilato (Mc 15, 1-15). All&#8217;incontro con Pilato fa seguito la salita al monte Calvario (Mc 15, 20-22): il Cireneo porta la croce, che significativamente \u00e8 realizzata in tessere dorate, preludio della gloria pasquale, &#8216;<i>dettaglio&#8217;<\/i> che evidenzia in modo straordinario come la croce, strumento di morte, sia potente &#8216;<i>strumento&#8217; <\/i>di vita. <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Gli ultimi tre riquadri, dato il tempo liturgico della Pasqua, meritano un&#8217;attenzione tutta particolare. La scena che fa seguito alla salita al Calvario non \u00e8, come ci si potrebbe aspettare, la crocifissione, bens\u00ec gi\u00e0 l&#8217;annuncio del Cristo Risorto. Il mosaico presenta, sulla sinistra, un angelo raffigurato in bianche vesti, seduto su una roccia, con la mano destra alzata nel gesto della parola: &#8216;Voi non abbiate paura! So che cercate Ges\u00f9, il crocifisso. Non \u00e8 qui. E&#8217; risorto&#8217; (Mt, 28, 1-8). Al centro \u00e8 la tomba vuota con la lastra tombale posta di traverso (il sepolcro del Signore ha la forma di un&#8217;edicola rotonda e richiama il monumento eretto in epoca costantiniana a Gerusalemme!); sulla sinistra stanno le mirofore il cui numero, nei testi evangelici, varia (cf. Mt 27, 56. 61; 28, 1; Mc 16, 1; Lc 23, 55; 24, 1. 10; Gv 20, 1). Se i vangeli identificano &#8216;<i>le Marie<\/i>&#8216; al sepolcro con Maria di Magdala e con Maria la madre di Giacomo e di Giuseppe (cf. Mt 27, 56), diversa &#8216; a mio avviso &#8216; \u00e8 la tradizione che propone il mosaico. La donna in primo piano \u00e8 Maria, la madre di Cristo: l&#8217;abito purpureo e d&#8217;oro richiama alla mente l&#8217;immagine della Vergine in trono, posta nel primo registro a destra, anch&#8217;essa immagine dell&#8217;epoca teodericiana. Anche il Crisologo, ricordando la visita al Sepolcro di Maria Maddalena e dell&#8217;<i>altra<\/i> Maria, evoca la presenza della Madre del Signore, riconoscendo inoltre, nelle due donne, la prefigurazione dell&#8217;unica Chiesa formata dal popolo dei giudei e dal popolo dei pagani: &#8216;Maria, il solo nome della Madre di Cristo, \u00e8 raddoppiata in due donne, perch\u00e9 qui la Chiesa, provenendo da due popoli, \u00e8 rappresentata unica da due popoli, cio\u00e8 dalle genti e dai Giudei, perch\u00e9 i primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi. Venne Maria al sepolcro. Venne all&#8217;utero della risurrezione, venne al parto della vita, perch\u00e9 Cristo nuovamente nascesse alla fede dal sepolcro, come era stato generato da un grembo di carne; venne per restituirlo alla vita eterna, chiuso nel sepolcro, come l&#8217;intatta verginit\u00e0 l&#8217;aveva portato alla vita presente. E&#8217; una manifestazione della Divinit\u00e0 l&#8217;aver lasciato intatta la Vergine dopo il parto; \u00e8 una manifestazione della Divinit\u00e0 l&#8217;essere uscito dal sepolcro col corpo. Maria e Maria vennero per visitare il sepolcro. Tu vedi che vennero non per vedere il Signore, ma il sepolcro: n\u00e9 cercavano tra i morti uno che ormai era vivo, poich\u00e9 credevano che il Signore fosse ormai risorto&#8217; (Sermone 75, 3).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">All&#8217;annuncio alle mirofore segue la rappresentazione del vangelo dei discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-35). Secondo il racconto evangelico i due discepoli si stanno allontanando da Gerusalemme, la citt\u00e0 della passione, morte e resurrezione del Signore: si stanno cio\u00e8 allontanando dal centro della fede, dispersi nei loro pensieri d&#8217;incredulit\u00e0. Il Signore risorto si manifesta loro come compagno di viaggio spiegando le Scritture e spezzando il Pane, facendo ardere il loro cuore. Questi due discepoli, resi pronti per la missione, fanno subito ritorno a Gerusalemme &#8216;dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro i quali dicevano: &#8216;Davvero il Signore \u00e8 risorto ed \u00e8 apparso a Simone!&#8217;. Ed essi narravano ci\u00f2 che era accaduto lungo la via e come l&#8217;avevano riconosciuto nello spezzare il pane&#8217; (Lc 24, 33-35). Nel Sermone 79 il Crisologo, citando questo passo lucano, esorta la chiesa ravennate a <i>spalancare il cuore<\/i> all&#8217;annuncio pasquale: &#8216;Perci\u00f2, quando due dei discepoli, che dopo la risurrezione meritarono di avere compagno di viaggio Cristo, ritornati annunciavano di avere visto il Signore, gli apostoli non giudicano follia ci\u00f2 che odono, ma cosa degna di uomini; porgono orecchio, inchiodano le bocche, aprono gli occhi, spalancano i cuori e affidano all&#8217;intelligenza ci\u00f2 che viene detto, cos\u00ec che, dopo il bollore del dubbio, bevono rapidamente dal fiume, che la lingua dei colleghi riversava, le parole della fede&#8217; (Sermone 79, 4). <\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">Il ciclo cristologico della Basilica di Sant&#8217;Apollinare Nuovo si chiude con l&#8217;immagine degli Undici nel cenacolo che accolgono, otto giorni dopo la Pasqua, il Cristo (Gv 20, 24-29). Tra i presenti, ora, \u00e8 anche Tommaso il quale non aveva creduto alle parole degli apostoli che gli avevano annunciato il Risorto: &#8216;Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo&#8217; (Gv 20, 25). Il Signore \u00e8 qui raffigurato nell&#8217;atto di mostrare le ferite del costato mentre Tommaso, prostrato, lo riconosce Dio e Signore. &#8216;Perch\u00e9 Tommaso &#8211; chiede il Crisologo &#8211; cerca in questo modo le prove della fede? (&#8216;) Perch\u00e9 la mano di un discepolo si sforza di scavare nuovamente il fianco che la lancia di un empio soldato aveva aperto? (&#8216;). Tommaso provvedeva ad eliminare non solo il dubbio del suo cuore, ma anche quello di tutti gli uomini; e, accingendosi a rivelare queste verit\u00e0 tra i pagani, da scrupoloso indagatore cercava il modo per garantire il mistero d&#8217;una fede cos\u00ec importante&#8217; (Sermone 84, 8). D&#8217;altronde il Crisologo gi\u00e0 aveva avuto modo di esortare la sua chiesa ricordando che &#8216;E&#8217; profondo il dubbio di chi crede con maggiore profondit\u00e0&#8217; (Sermone 79, 4).<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><b>Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"line-height: 150%; text-align: left;\"><i>Consulente per i Beni Culturali della Diocesi di Ravenna-Cervia<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i style=\"line-height: 150%;\">giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/i>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incontro al Risorto \u00a0 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 15-16\/2014 \u00a0 \u00a0 Il Vangelo della risurrezione nei Sermoni del Crisologo e nei mosaici di Sant&#8217;Apollinare Nuovo \u00a0 La Basilica di Sant&#8217;Apollinare Nuovo, com&#8217;\u00e8 noto, presenta nel registro pi\u00f9 alto della navata centrale ventisei scene cristologiche di epoca teodoriciana, immagini tutte fondamentali per comprendere lo sviluppo dell&#8217;arte cristiana. Se le scene di sinistra riassumono in modo mirabile &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/incontro-al-risorto\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Incontro al Risorto<\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6016,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-6015","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6015","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6015"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6015\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6015"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6015"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6015"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}