{"id":5635,"date":"2014-01-27T11:00:00","date_gmt":"2014-01-27T10:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2014\/01\/27\/lambone-di-agnello-nella-cattedrale-di-ravenna-liconografia\/"},"modified":"2014-01-27T11:00:00","modified_gmt":"2014-01-27T10:00:00","slug":"lambone-di-agnello-nella-cattedrale-di-ravenna-liconografia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/lambone-di-agnello-nella-cattedrale-di-ravenna-liconografia\/","title":{"rendered":"L&#8217;ambone di Agnello nella Cattedrale di Ravenna: l&#8217;iconografia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>L&#8217;ambone di Agnello nella Cattedrale di Ravenna: l&#8217;iconografia<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 3\/2014<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Come gi\u00e0 \u00e8 stato magistralmente scritto da Don Giovanni Montanari (<i>Un centenario per l&#8217;Ambone della Cattedrale<\/i>; <i>RisVeglio Duemila<\/i>, 20 dicembre 2013, ANNO XXIV, n. 47), l&#8217;ambone di Agnello \u00e8 un monumento straordinario per importanza e antichit\u00e0. Ravenna possiede numerosi amboni all&#8217;interno delle sue basiliche &#8211; basti qui ricordare, oltre l&#8217;ambone della Cattedrale, quelli presenti nella basilica di Sant&#8217;Apollinare Nuovo, dello Spirito Santo, di Sant&#8217;Agata &#8211; e ai diversi frammenti custoditi nelle collezioni del Museo Nazionale e del Museo Arcivescovile: in quest&#8217;ultimo \u00e8 custodita la fronte dell&#8217;ambone proveniente dalla chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, martiri romani, venerati a Ravenna nel VI secolo, testimonianza importantissima che, per la sua iconografia, dovremo leggere in continuit\u00e0 con l&#8217;ambone di Agnello.<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">L&#8217;ambone presente in Duomo, come attesta l&#8217;iscrizione presente sulla fonte, risale alla committenza di Agnello, arcivescovo di Ravenna tra il 556 e il 569: &#8216; servus cristi agnellus episcopus hunc pyrgum fecit, <i>Agnello, vescovo, servo di Cristo, ha fatto questo ambone<\/i>, testo che, frammentario, si legge anche posteriormente. <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Il testo epigrafico risulta decisivo per l&#8217;attribuzione dell&#8217;opera al suo episcopato dato il silenzio al riguardo, da parte del <i>Liber Pontificalis<\/i> della chiesa ravennate: la <i>Vita<\/i> dell&#8217;arcivescovo Agnello tace, infatti, in merito a questa importantissima committenza liturgica. Stupisce, tuttavia, questa omissione, vista l&#8217;intensa attivit\u00e0 di edilizia liturgica che il <i>Liber Pontificalis<\/i> stesso documenta nelle pagine a lui dedicate; stando al testo l&#8217;arcivescovo Agnello aveva deciso le immagini delle processioni dei santi, delle sante e dei Magi all&#8217;interno della basilica di Sant&#8217;Apollinare Nuovo, ne aveva fatto decorare il battistero, aveva donato una croce argentea alla chiesa cattedrale (quella che, a lui attribuita, si trova al Museo Arcivescovile), aveva portato a termine un drappo di bisso, iniziato dal suo predecessore Massimiano, quello stesso che, il giorno dell&#8217;Epifania, veniva posto sull&#8217;altare della basilica Ursiana, aveva fatto ornare a mosaico le cappelle di San Matteo e di San Giacomo presso Classe.<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">L&#8217;ambone della cattedrale presenta una ricca iconografia organizzata all&#8217;interno di uno schema compositivo geometrico che suddivide lo spazio in trentasei riquadri. All&#8217;interno di essi, organizzati in sei fasce parallele, \u00e8 presente un ricco bestiario nel quale gli animali, replicati identici all&#8217;interno di ciascuna fascia decorativa, risultano orientati simmetricamente a gruppi di tre.<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Partendo dalla fascia pi\u00f9 bassa e proseguendo verso l&#8217;alto individuiamo le seguenti tipologie di animali: pesci, anatre, colombe, cervi pavoni e agnelli, immagini che potremmo riassumere all&#8217;interno delle categorie cosmiche di acqua, terra e aria. <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Lo stesso bestiario, anche se eseguito con minore accuratezza artistica, lo ritroviamo nell&#8217;ambone che proviene dalla basilica dei Santi Giovanni e Paolo, monumento realizzato sotto l&#8217;episcopato di Mariniano (595-606), pochi anni dopo Agnello. Un ulteriore confronto iconografico, perlomeno in ambito ravennate, va fatto con i mosaici della volta a crociera della basilica di San Vitale dove, all&#8217;interno e all&#8217;esterno di eleganti e preziosi racemi d&#8217;acanto, sono presenti numerose specie di animali circoscrivibili anch&#8217;essi nelle categorie cosmiche di acqua, terra, aria, allusione chiara alla creazione e al giardino paradisiaco. Al centro della volta campeggia il Cristo raffigurato come Agnello, Egli &#8216;primogenito di tutta la creazione, perch\u00e9 in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili&#8217; (Col 1, 15-16). <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Il bestiario rappresentato nell&#8217;ambone di Agnello va quindi letto in questa chiave cosmica nella quale la creazione diventa luogo concreto dell&#8217;amore di Dio e, come al centro della volta del presbiterio di San Vitale \u00e8 l&#8217;Agnello, anche nell&#8217;ambone della Cattedrale Cristo \u00e8 al centro, come colui che \u00e8 la Parola eterna del Padre. Inoltre l&#8217;elemento paradisiaco, nel momento in cui si intenda il cosmo come luogo fecondo della creazione di Dio, \u00e8 passibile di una ulteriore riflessione. Le Scritture non conoscono, infatti, solo il giardino\/paradiso di Eden: il Cantico dei Cantici evoca la bellezza del creato come spazio dell&#8217;incontro tra l&#8217;amato e l&#8217;amata &#8211; immagine stupenda dell&#8217;amore tra Dio e l&#8217;umanit\u00e0 &#8211; e il Vangelo di Giovanni descrive il luogo della sepoltura e della resurrezione di Cristo come un giardino, tanto che Maria di Magdala rivolgendosi a Ges\u00f9 risorto lo scambia per il custode: &#8216;Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chin\u00f2 a guardare dentro il sepolcro, ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l&#8217;altro ai piedi, l\u00ec dov&#8217;era stato il corpo di Ges\u00f9. Ed essi le dissero: &#8216;Donna, perch\u00e9 piangi?&#8217;. Ella rispose loro: &#8216;Perch\u00e9 hanno tolto il mio Signore e non so dove l&#8217;abbiano deposto&#8217;. Detto questo, si volt\u00f2 indietro e vide Ges\u00f9 in piedi; ma non sapeva che fosse Ges\u00f9. Ges\u00f9 le disse: &#8216;Donna, perch\u00e9 piangi? Chi cerchi?&#8217;. Ella, pensando che fosse l&#8217;ortolano, gli disse: &#8216;Signore, se tu l&#8217;hai portato via, dimmi dove l&#8217;hai deposto, e io lo prender\u00f2&#8217;.\u00a0Ges\u00f9 le disse: &#8216;Maria!&#8217;. Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: &#8216;Rabbun\u00ec!&#8217; che vuol dire: &#8216;Maestro!&#8217; Ges\u00f9 le disse: &#8216;Non trattenermi, perch\u00e9 non sono ancora salito al Padre; ma va&#8217; dai miei fratelli, e di&#8217; loro: <i>Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro.<\/i> Maria Maddalena and\u00f2 ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose&#8217; (cf. Gv 19, 41; 20, 11-18). <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">E se nel giardino di Eden era risuonata una parola di condanna (cf. Gn 3, 23-24), ora nel giardino della resurrezione, risuona la parola della misericordia; non solo l&#8217;angelo annuncia il Vivente, ma Cristo stesso annuncia la vittoria sulla morte e sul peccato. <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Germano, patriarca di Costantinopoli nella prima met\u00e0 dell&#8217;VIII secolo, definisce l&#8217;ambone icona del santo sepolcro: &#8216;L&#8217;ambone \u00e8 immagine della pietra del santo sepolcro: l&#8217;angelo la rotol\u00f2 dalla porta del sepolcro e stava l\u00ec ad annunciare la resurrezione del Signore alle donne mirofore, come dice il profeta: sali su un alto monte, tu che rechi notizie, alza la voce con forza (Is 40,9)&#8217;. A Germano far\u00e0 eco Simeone di Tessalonica: &#8216;L&#8217;ambone \u00e8 memoria della pietra ribaltata dal sepolcro, da esso infatti i diaconi e i sacerdoti, facendo le veci dell&#8217;angelo, proclamano il Vangelo&#8217;.<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">L&#8217;ambone di Agnello, luogo dell&#8217;annuncio delle Scritture, \u00e8 dunque raffigurato come il giardino di Eden, spazio ricreato dalla Parola potente di Dio, e nella sua sintesi cosmica ricorda come a tutte le creature vada annunciata la salvezza: &#8216;Andate in tutto il mondo &#8216; dice il Risorto ai suoi discepoli &#8216; e proclamate il Vangelo ad ogni creatura&#8217; (Mc 16, 15).<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Paolo Silenziario, dignitario imperiale alla corte di Giustiniano, ebbe parole stupende per descrivere l&#8217;ambone della basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, monumento eretto dallo stesso imperatore, parole ricche di poesia che, data la vicinanza temporale e culturale tra Ravenna e Costantinopoli, tra Oriente e Occidente, possiamo suggerire &#8211; pur nella diversit\u00e0 dei monumenti &#8211; come evocazione per il nostro ambone ravennate: &#8216;Mi avvicino dunque verso l&#8217;augusto luogo che l&#8217;imperatore (Giustiniano), avendo da poco terminato perch\u00e9 fosse il posto pi\u00f9 bello, consacr\u00f2 al libro del Verbo che conduce ai misteri. Pii cantori di Cristo, per la voce dei quali giunse fra gli uomini la profezia dello Spirito immacolato che annunziava l&#8217;umano incarnarsi di Cristo; e voi che, proclamando ai popoli della terra i segni del Dio risorto, rendeste il suo splendore a tutto il giro dell&#8217;universo afflitto, dissipando la cieca nube di una sinistra caligine; e voi che con gioia avete sopportato la spada, il flagello che distrugge la vita, il fuoco, che non avete piegato il collo davanti agli idoli muti, che avete posto l&#8217;incrollabile fondamento della vostra anima nella testimonianza in onore del Dio immacolato! Voi ai quali pi\u00f9 gradita del sole apparve la necessit\u00e0 della morte che d\u00e0 la vita per l&#8217;ineffabile speranza; voi che, gi\u00e0 lavati nel vostro sangue invece che nelle acque vivificanti del battesimo, Cristo Signore incoron\u00f2 e nei rivi del suo sangue mond\u00f2 di tutte le macchie dell&#8217;involucro spirituale, ordinate qui i cori, e, con il vostro canto puro, intrecciate una melodia consona al mio canto! Si canta infatti la vostra sede, dove molti suoni incorrotti sorgono dal Libro divino. Nello spazio centrale della vasta dimora, protesa alquanto ad Oriente, c&#8217;\u00e8 una torre, splendida a vedersi, riservata all&#8217;uso del Libro immacolato, alta sopra i gradini, accessibile da due vie, una delle quali si estende verso la notte, l&#8217;altra verso l&#8217;aurora. Esse si fronteggiano, ma entrambe conducono ad un unico luogo che somiglia ad un cerchio regolare (&#8216;). Di tali bellezze rifulge l&#8217;ambone dal doppio accesso; cos\u00ec infatti chiamarono quel luogo dove si ascende per il prodigioso racconto, dove il popolo rivolge lo sguardo attento quando ascolta gli immacolati misteri della parola divina (&#8216;) come una torre di marmo, alto si mostra l&#8217;ambone, adorno di un prato marmoreo e della bellezza dell&#8217;arte&#8217;.<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><b>Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><i>Consulente per i Beni Culturali della Diocesi di Ravenna-Cervia<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\"><i>giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/i><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ambone di Agnello nella Cattedrale di Ravenna: l&#8217;iconografia \u00a0 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 3\/2014 \u00a0 \u00a0 Come gi\u00e0 \u00e8 stato magistralmente scritto da Don Giovanni Montanari (Un centenario per l&#8217;Ambone della Cattedrale; RisVeglio Duemila, 20 dicembre 2013, ANNO XXIV, n. 47), l&#8217;ambone di Agnello \u00e8 un monumento straordinario per importanza e antichit\u00e0. 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