{"id":5496,"date":"2013-12-22T10:30:00","date_gmt":"2013-12-22T09:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/12\/22\/la-fede-dei-magi-a-ravenna\/"},"modified":"2013-12-22T10:30:00","modified_gmt":"2013-12-22T09:30:00","slug":"la-fede-dei-magi-a-ravenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/la-fede-dei-magi-a-ravenna\/","title":{"rendered":"La Fede dei Magi&#8217; a Ravenna"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>La Fede dei Magi&#8217; a Ravenna<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Percorsi di arte e fede<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Sono queste le parole che ogni anno, nella solennit\u00e0 dell&#8217;Epifania, risuonano nella celebrazione dell&#8217;eucarestia, nella preghiera sulle offerte, parole dense, antiche, che illuminano di un significato profondo i doni dei Magi e i doni posti sull&#8217;altare. Questa preghiera ci permette di cogliere in una nuova luce le molteplici rappresentazioni dei magi che nei secoli sono state prodotte dall&#8217;arte cristiana.<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Nel Museo Arcivescovile di Ravenna l&#8217;adorazione dei Magi \u00e8 presente nella Capsella dei Santi Quirico e Giulitta, un reliquiario di marmo databile alla prima met\u00e0 del V secolo. Sempre all&#8217;interno del Museo la presenza dei Magi pu\u00f2 essere ricordata nella Cattedra d&#8217;Avorio di Massimiano: in questo caso dobbiamo parlare di un&#8217;assenza, dato che la scena dell&#8217;adorazione dei Magi \u00e8 mutila. Sulla fronte dello schienale ammiriamo la Vergine in trono, con il bambino, la stella, elementi importanti dello schema iconografico di questa scena ai quali anticamente andava affiancata la formella con i Magi che offrivano doni. <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">La raffigurazione pi\u00f9 importante dell&#8217;adorazione dei Magi compare nella Basilica di Sant&#8217;Apollinare Nuovo. Questa immagine, monumentale per le dimensioni e la preziosa tecnica del mosaico, merita una particolare attenzione in quanto \u00e8 il risultato di due committenze diverse. Maria in trono con il Bambino, appartiene alla prima fase del mosaico, cio\u00e8 all&#8217;epoca teodoriciana, quando nella Basilica veniva celebrato un culto ariano che non riconosceva la divinit\u00e0 del Cristo, i re Magi invece risalgono alla committenza dell&#8217;arcivescovo Agnello quando, morto il re Teoderico (526) e sconfitti i Goti (540), la basilica pass\u00f2 per editto imperiale alla Chiesa Ravennate. Il vescovo Agnello (556-569), fedele all&#8217;ortodossia e, come il suo predecessore Massimiano, in comunione con la chiesa di Roma intervenne sul primo registro di mosaico e lo epur\u00f2 di quelle immagini che, si presume, erano troppo connotate sia dal punto di vista politico sia religioso e mise al loro posto le due straordinarie processioni dei santi e delle sante. La scena dei Magi, posti in apertura del corteo delle sante, veniva cos\u00ec a completare quello schema iconografico che accostava all&#8217;immagine della Vergine in trono i sapienti venuti dall&#8217;Oriente e ad illuminare il mosaico regale di Maria con Ges\u00f9 posto sul suo grembo. La Vergine diventava a pieno titolo la Theot\u00f3kos, la Madre di Dio, titolo cristologico formulato nel terzo Concilio Ecumenico, svoltosi ad Efeso del 431. Geniale fu l&#8217;arcivescovo Agnello, nella sua opera di teologo- committente, che seppe cos\u00ec manifestare pienamente il nuovo culto celebrato nella fede ortodossa, in chiara contrapposizione con l&#8217;eresia ariana. <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Vorrei concludere questa breve riflessione sull&#8217;iconografia dell&#8217;adorazione dei Magi &#8211; percorso culturale e spirituale che durante le vacanze natalizie pu\u00f2 diventare oggetto di visita nei monumenti di Ravenna &#8211; con le parole che San Pietro Crisologo, vescovo ravennate nella prima met\u00e0 del V secolo, ha pronunciato nel Sermone 160, quarto discorso sull&#8217;Epifania, affinch\u00e9 le sue parole poetiche, ricche di carit\u00e0 pastorale, ci guidino, in queste feste natalizie, all&#8217;incontro di Ges\u00f9, vero Dio e vero Uomo: &#8216;Quantunque nello stesso mistero dell&#8217;incarnazione del Signore siano sempre apparsi chiari i segni della sua divinit\u00e0, la solennit\u00e0 odierna in molti modi spiega e rivela tuttavia che Dio \u00e8 venuto in un corpo umano, perch\u00e9 i mortali, avvolti sempre nell&#8217;oscurit\u00e0, non perdano, per la loro ignoranza quello che meritarono di avere e di possedere per una grazia cos\u00ec preziosa. Infatti, Colui che volle nascere per noi non volle essere da noi ignorato; perci\u00f2 si rivela cos\u00ec, affinch\u00e8 il grande mistero della piet\u00e0 non diventi una grande occasione di errore. Oggi il mago trov\u00f2 vagiente nella culla Colui che cercava fulgido tra le stelle. <\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-right: -21.65pt; text-align: left;\">Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm -21.65pt 0.0001pt 0cm; text-align: left;\"><i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fede dei Magi&#8217; a Ravenna \u00a0 Percorsi di arte e fede \u00a0 Sono queste le parole che ogni anno, nella solennit\u00e0 dell&#8217;Epifania, risuonano nella celebrazione dell&#8217;eucarestia, nella preghiera sulle offerte, parole dense, antiche, che illuminano di un significato profondo i doni dei Magi e i doni posti sull&#8217;altare. 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