{"id":5289,"date":"2013-11-21T08:00:00","date_gmt":"2013-11-21T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/11\/21\/sft-intervento-di-mons-camisasca-sulla-lumen-fidei\/"},"modified":"2013-11-21T08:00:00","modified_gmt":"2013-11-21T07:00:00","slug":"sft-intervento-di-mons-camisasca-sulla-lumen-fidei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/sft-intervento-di-mons-camisasca-sulla-lumen-fidei\/","title":{"rendered":"SFT: Intervento di Mons. Camisasca sulla Lumen fidei"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>SFT: Intervento di Mons. Camisasca sulla &#8216;Lumen fidei&#8217;<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 18pt; text-align: left;\"><b>Scuola di Formazione Teologica<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Appunti per la presentazione dell&#8217;enciclica <i>Lumen fidei<\/i> a Ravenna<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Aula don Minzoni del Seminario di Ravenna, 14 novembre 2013<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Sono molto felice di essere qui con voi questa sera. Ringrazio di cuore mons. Ghizzoni per avermi invitato. Come sapete, tra le nostre Chiese vi \u00e8 un legame molto profondo che si esprime nella persona del vostro arcivescovo, figlio della terra reggiana, che all&#8217;inizio del mio ministero episcopale ho avuto la possibilit\u00e0 di conoscere e stimare&#8217;<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Questa sera parlo dell&#8217;enciclica di Papa Francesco. Il testo era stato scritto quasi interamente da Benedetto XVI, regalato poi a papa Francesco che l&#8217;ha completato e ce l&#8217;ha consegnato quasi in chiusura dell&#8217;anno della fede.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Naturalmente non dir\u00f2 tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 trovare in questa enciclica. \u00c8 un testo da meditare. Non \u00e8 possibile leggerlo velocemente, cose se fosse un romanzo o un saggio. Sono parole che non possono essere comprese soltanto in modo intellettuale, in una logica astratta, come se fossero un seguito di pensieri. Vi sono alcune pagine profondamente mistiche che nascono non solo dalla riflessione, ma dalla comunione orante che Benedetto XVI ha sempre vissuto e vive con il Signore.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Affido a voi la meditazione del testo. Questa sera intendo sottolineare soltanto alcuni nodi centrali, quelli che pi\u00f9 mi hanno fatto riflettere e che ho pensato potessero essere utili anche alla vostra riflessione.\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>1. La fede come conoscenza intellettuale e come esperienza affettiva\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il titolo stesso dell&#8217;enciclica \u00e8 un portale che ci permette di entrare nel cuore diquan to il Papa intende comunicare alla Chiesa: Lumen fidei, la fede come luce. In questa immagine vi \u00e8 la sintesi di quanto stasera vorrei dirvi.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Perch\u00e9 l&#8217;immagine della luce per parlare della fede? La luce svela la realt\u00e0 delle cose. Illumina e, nello stesso tempo, riscalda. D\u00e0 luce e riempie il cuore.\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>a. La fede come &#8216;non conoscenza&#8217;\u00a0 <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Molti parlano della fede come &#8216;non conoscenza&#8217;. C&#8217;\u00e8 nell&#8217;uomo una capacit\u00e0 di conoscere e di approfondire le verit\u00e0. \u00c8 la ragione. C&#8217;\u00e8 conoscenza solo di ci\u00f2 che \u00e8 pesabile, quantificabile, verificabile. Del resto non c&#8217;\u00e8 conoscenza. Dunque, la fede che si rivolge a ci\u00f2 che non \u00e8 pesabile, che \u00e8 oltre, non \u00e8 conoscenza. \u00c8 cieca.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Poich\u00e9 la grandezza nell&#8217;uomo sta proprio nel conoscere, se la fede \u00e8 una &#8216;non conoscenza&#8217;, ci porta un mondo in cui l&#8217;uomo viene condotto ad occhi chiusi, senza che la sua ragione abbia niente da dire, allora il mondo della fede \u00e8 un mondo diminuito, un mondo disumano. \u00c8, questa, una visione assolutamente negativa della fede.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Per molti c&#8217;\u00e8 chi ragiona e chi crede. Per Trilussa, il grande poeta romano, la fede \u00e8 una cieca, per Pirandello, nel suo dramma Lazzaro, la fede non si tocca, cio\u00e8 \u00e8 un patrimonio di verit\u00e0 che non possono essere investigate, n\u00e9 spiegate. La fede riguarda il mistero ed esso \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 inconoscibile. Penso che la Lumen fidei possa aiutarci a sfondare questo equivoco o, per lo meno, precisarne i contorni.\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>b. La fede come conoscenza di verit\u00e0 particolari\u00a0 <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Se noi avessimo interrogato 50 o 60 anni fa una persona credente su che cosa fosse la fede, quasi sicuramente avremmo avuto come risposta che essa \u00e8 un insieme di verit\u00e0. Dei dogmi a cui aderire senza che sia possibile comprendere. Effettivamente, se conoscere vuol dire, kantianamente, stabilire i confini della realt\u00e0, allora, poich\u00e9 la fede ha per oggetto Dio, cio\u00e8 colui che non ha confini, non \u00e8 possibile alcuna conoscenza.\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Sant&#8217;Agostino acutamente aveva scritto: Si comprehendis non est Deus, se tu pensi di averlo abbracciato, non \u00e8 Dio ci\u00f2 che hai abbracciato, non perch\u00e9 Dio non si possa abbracciare, ma perch\u00e9 non pu\u00f2 essere definito esaurientemente dal tuo abbraccio e dalle tue categorie. \u00c8 sempre altro. Se con la nostra ragione pensiamo di averne scoperto i limiti e i confini, non \u00e8 Dio che abbiamo conosciuto.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Bisogna capire bene le parole di Agostino. Egli infatti non nega la possibilit\u00e0 di conoscere Dio, ma afferma invece la sua infinita e inesauribile conoscibilit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>c. La fede come conoscenza, ma non solo intellettuale\u00a0 <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Contrariamente a quanto si crede e si dice, infatti, la fede \u00e8 innanzitutto una forma di conoscenza, conoscenza anche intellettuale, ma non solo. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Vi sono infatti diversi tipi di conoscenza, il cui metodo dipende dall&#8217;oggetto che si vuole conoscere. Da un po&#8217; di decenni a questa parte abbiamo assistito a una profonda crisi delle capacit\u00e0 conoscitive dell&#8217;uomo, soprattutto di fronte ai grandi interrogativi. Sembra che la ragione dell&#8217;uomo possa occuparsi soltanto di ci\u00f2 che pu\u00f2 misurare quantitativamente, di ci\u00f2 che pu\u00f2 pesare, verificare con le proprie leggi.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Ma la scienza &#8216;scientifica&#8217; \u00e8 veramente l&#8217;unico modo di conoscere? Non ci sono altri spazi per la ragione, altre conoscenze? Noi sappiamo che la scienza non pu\u00f2 rispondere alle domande fondamentali dell&#8217;uomo. Galileo diceva che la scienza sa come \u00e8 fatto il cielo, ma non come si vada in cielo. Con questo voleva dire che la scienza esatta ci d\u00e0 una conoscenza delle cose che si possono misurare, quantificare, ma non ha la possibilit\u00e0 di cogliere le risposte per le domande pi\u00f9 importanti della vita dell&#8217;uomo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">L&#8217;uomo \u00e8 dunque abbandonato proprio l\u00ec dove avrebbe bisogno di maggiore aiuto? Non \u00e8 cos\u00ec. La fede, infatti, permette di addentrarci proprio in queste domande, allargando gli orizzonti della ragione umana, donando all&#8217;uomo una intelligenza nuova della realt\u00e0. Ma di che tipo di conoscenza si tratta?\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>2. L&#8217;intelligenza della fede\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La fede ci fa entrare in una realt\u00e0 in parte gi\u00e0 conosciuta attraverso le esperienze di tutti i giorni, in parte nuova. Non pu\u00f2 essere perci\u00f2 assolutamente paragonata o identificata con l&#8217;irrazionalismo. Il credo quia absurdum di Tertulliano \u00e8 un paradosso, non una verit\u00e0. L&#8217;affermazione di Dostoevskij nei Fratelli Karamazov, \u00abcrederei a Cristo, anche se non fosse la verit\u00e0\u00bb, \u00e8 anch&#8217;essa un paradosso che vuole affermare il valore affettivo della fede e combattere una riduzione intellettualistica di essa (in cui la tradizione orientale ha identificato al teologia occidentale).<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Quale tipo di conoscenza \u00e8 la fede? \u00c8 una conoscenza attraverso testimoni. Questo metodo di conoscenza \u00e8 frequentissimo nella vita quotidiana. Non riguarda perci\u00f2 soltanto la fede religiosa. Su di essa si basa il rapporto tra genitori e figli, tra amici, la stessa ricerca storica, la cultura, il passaggio di generazioni. Se non ci fosse questa fede &#8216;naturale&#8217; non esisterebbe l&#8217;umano. Ognuno sarebbe costretto a ripercorrere tutte le tappe della storia che lo ha preceduto e non potendo appoggiarsi sulle acquisizioni precedenti, non potrebbe nemmeno impegnarsi verso il futuro.\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Si tratta naturalmente di valutare se i testimoni sono credibili, cio\u00e8 non mentono, non ci vogliono ingannare e sanno ci\u00f2 che dicono. Tutta quanta la struttura dei vangeli, in particolare di quello di san Giovanni, si basa su questa dinamica: Ges\u00f9 \u00e8 il testimone fedele che ci porta a conoscere realt\u00e0 che senza di lui non potremmo mai vedere e assaporare. L&#8217;eccezionalit\u00e0 della sua testimonianza in mezzo a tutte le altre testimonianze degli uomini (uno che ci dice &#8216;vieni a vedere l&#8217;America che io ho visto: \u00e8 bellissima&#8217;; uno che ci dice &#8216;leggi questo libro: \u00e8 essenziale&#8217;; uno che ci dice &#8216;fai questa cosa io l&#8217;ho provata: d\u00e0 la felicit\u00e0&#8217;; ecc&#8217;) sta nell&#8217;eccezionalit\u00e0 di ci\u00f2 che Cristo testimonia. La sua testimonianza tocca ci\u00f2 che \u00e8 essenziale per vivere. Egli ci parla di un Padre che noi non vediamo direttamente, ma di cui tutte le esperienze della vita e le cose che ci circondano sembrano parlarci. Egli si pone come la strada per condurci dalle cose al Padre. Ci porta a vedere cose che noi non saremmo capaci di vedere da soli, ma di cui abbiamo dentro di noi il presentimento. La fede \u00e8 dunque una conoscenza di cose che la ragione non pu\u00f2 vedere direttamente, ma di cui presente l&#8217;esistenza. Per questo la fede \u00e8 il livello pi\u00f9 alto della ragione.\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La conoscenza attraverso il testimone mette in azione tutte le dimensioni della personalit\u00e0: occorre stare con lui per capire se \u00e8 veramente veritiero, occorre verificare le sue parole. Cosa che Ges\u00f9 ha fatto con gli apostoli e verso gli apostoli. La sintesi di questa posizione si chiama purit\u00e0 di cuore o amore alla verit\u00e0 pi\u00f9 grande ancora dell&#8217;amore a se stessi. Per questo, misteriosamente, la fede \u00e8 rifiutata da chi non riesce ad aprirsi alla verit\u00e0 del proprio essere creatura, peccatore, fragile, bisognoso di salvezza.\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>3. I testimoni della fede\u00a0\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La fede \u00e8 ricevere la mano che ci conduce nella vita da una persona di cui ci fidiamo. Il Papa in questa enciclica ci mostra i testimoni della fede, coloro a cui possiamo guardare e da cui possiamo ricevere le indicazioni sulla strada che ci conduce alle verit\u00e0, che parlano delle cose fondamentali.\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Abramo\u00a0\u00a0 <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il primo testimone \u00e8 Abramo. Con lui comincia a manifestarsi un Dio che parla ed emerge cos\u00ec una dimensione fondamentale della fede: l&#8217;ascolto. Dio in Abramo ha parlato. Fino ad Abramo il cammino verso Dio andava dall&#8217;uomo a Dio, &#8216;a tentoni&#8217; dir\u00e0 san Paolo. Con Abramo il cammino \u00e8 mutato, discende da Dio all&#8217;uomo. Nell&#8217;uomo risuona una parola di Dio che &#8216; dice il papa &#8216; \u00e8 nello stesso tempo chiamata e promessa. Abramo viene chiamato per nome. Dio gli chiede qualcosa e gli promette qualcosa di infinitamente pi\u00f9 grande; gli chiede di uscire dalla sua terra e gli promette una generazione senza fine.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Capiamo allora in che modo la fede sia conoscenza: Abramo conosce chi \u00e8: Dio gli d\u00e0 un nuovo nome; conosce il cammino della vita che deve compiere, qual \u00e8 il suo posto nella storia. Conosce che non \u00e8 solo, che all&#8217;inizio del mondo non c&#8217;\u00e8 il nulla, non c&#8217;\u00e8 il caso, ma una persona volente ed amante e che questa persona \u00e8 Colui che lo ha chiamato. Si stabilisce un rapporto personale: la fede non \u00e8 solo un rapporto intellettuale con una verit\u00e0, ma un rapporto personale con qualcuno che ci parla, che chiede l&#8217;adesione della nostra vita, che ci mobilita e ci fa camminare, che crea una nuova storia attraverso le nostre persone che sono state chiamate.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Fede come conoscenza e fede come rapporto non si escludono, anzi, si implicano a vicenda. Noi possiamo conoscere oltre noi stessi qualcosa che riguarda l&#8217;origine, il senso, il fine della nostra esistenza, perci\u00f2 il peso di ogni momento che viviamo; possiamo trovare luce su tutte le situazioni della nostra esistenza, una luce che viene da oltre, ma che penetra dentro la nostra esistenza.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Nella fede &#8216; scrive il Papa in questa enciclica &#8216; si capisce che la parola pronunciata dal Dio fedele diventa quanto di pi\u00f9 sicuro e di pi\u00f9 incrollabile possa esistere. La fede in Dio illumina le radici dell&#8217;essere. Nella voce di Dio Abramo riconosce un appello profondo, iscritto da sempre nel cuore del suo essere.\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Ges\u00f9\u00a0 <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">L&#8217;altro grande testimone, il testimone fedele, dal quale anche l&#8217;esperienza di Abramo \u00e8 illuminata, \u00e8 Ges\u00f9 che \u00e8 il centro della nostra fede. Il vangelo di Giovanni ci dice che Cristo \u00e8 venuto per rendere testimonianza alla luce. Nessun vangelo come quello di Giovanni parla di Ges\u00f9 come del testimone, anzi, il quarto vangelo \u00e8 costruito interamente su questa categoria della testimonianza. Preparato dalla testimonianza del Battista si manifesta pienamente il testimone ultimo e definitivo, colui che \u00e8 venuto nel mondo per rendere testimonianza alla luce e al Padre. Lo scopo della vita di Ges\u00f9 \u00e8 questo. Nella sua esistenza &#8216; in particolar modo nella sua passione, morte e resurrezione &#8216; noi abbiamo la testimonianza suprema non solo di chi sia il Padre, ma anche di chi sia l&#8217;uomo. Seguendo Lui conosciamo chi siamo e nello stesso tempo ci realizziamo come persone, diventiamo santi. Tutte le dimensioni della nostra personalit\u00e0 sono realizzate secondo il disegno del Padre, quindi diventiamo trasparenti della carit\u00e0, per quanto \u00e8 possibile sulla terra. Solo in Ges\u00f9, in modo supremo, verit\u00e0 e carit\u00e0 coincidono.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Proprio nel rapporto con Cristo comprendiamo che la fede non \u00e8 mai semplicemente rapporto con una verit\u00e0 astratta ma \u00e8 sempre rapporto con una persona e iniziamo a intuire quale sia il tessuto profondo che guida la storia dell&#8217;uomo e che tiene unito l&#8217;universo.\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>4. Il valore veritativo della fede\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Parlare della fede come incontro, rapporto personale ed esperienza, non \u00e8 negare il valore veritativo di essa. Attraverso il rapporto con Dio, stabilito nel rapporto che noi viviamo con i suoi testimoni, noi veniamo a conoscere veramente qualcosa di decisivo sulla nostra esistenza. Fede come incontro e fede come verit\u00e0 si implicano a vicenda.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">L&#8217;enciclica, che parla della fede come implicazione personale con Colui che chiama e che fa le promesse, ci dice anche che la fede senza verit\u00e0 non salva, non rende sicuri i nostri passi. L&#8217;uomo ha bisogno di conoscenze perch\u00e9 senza di esse non si sostiene. Non possiamo, allora, escludere queste due dimensioni della fede: la fede come verit\u00e0 &#8216; che ci porta a conoscere chi siamo, qual \u00e8 il senso e il metodo delle nostre relazioni con gli altri, a conoscere da dove veniamo e dove andiamo, le leggi fondamentali dell&#8217;esistenza &#8216; e il fatto che questa verit\u00e0 diventa un rapporto personale con Colui che ci ha voluti, che ci salva e con gli altri che Dio ha messo assieme a noi per camminare verso di Lui.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La fede \u00e8 un atto personale, ma non isolato. Nessuno pu\u00f2 credere da solo, nessuno pu\u00f2 darsi la fede da s\u00e9. \u00c8 innanzitutto la Chiesa che crede e cos\u00ec regge, sostiene e nutre la mia fede.\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">In questa enciclica ritorna l&#8217;asse fondamentale del pensiero che Benedetto XVI ha sviluppato negli anni del suo pontificato e che ha consegnato in questo modo a papa Francesco: non solo non c&#8217;\u00e8 esclusione tra verit\u00e0 e amore, ma il contenuto della verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;amore.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Quello che Dio ci insegna stabilendo un rapporto con Lui, ci\u00f2 che ci insegna a riguardo della nostra vita e del nostro destino, \u00e8 che noi non siamo soli ma, fin dall&#8217;inizio, ogni nostra persona \u00e8 immagine della Trinit\u00e0 ed \u00e8 destinata a realizzarsi soltanto nella misura in cui si apre al rapporto con gli altri e scopre che la carit\u00e0 \u00e8 l&#8217;asse fondamentale della storia del mondo e di ogni storia personale. Questa \u00e8 la verit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Ecco perch\u00e9 il Papa, in apertura dell&#8217;enciclica, dice che la fede ci permette di vedere, \u00abchi crede vede\u00bb. Che cosa vede? Vede in profondit\u00e0 quello che \u00e8 il tessuto connettivo profondo di tutta quanta la realt\u00e0, di tutto l&#8217;universo: la Trinit\u00e0.\u00a0\u00a0\u00a0 <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>5. La circolarit\u00e0 di conoscenza e amore\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Quando non esisteva nulla ed esisteva solo Dio, non esisteva la solitudine, ma la comunione. Dio \u00e8 da sempre comunione e tutto ci\u00f2 che ha fatto e voluto porta impresso questo sigillo, questa vocazione e questo destino. Siamo chiamati alla comunione, per questo il contenuto della verit\u00e0 \u00e8 l&#8217;amore, questo \u00e8 ci\u00f2 che la fede svela all&#8217;uomo che entra in rapporto con Dio. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La conoscenza intellettuale non \u00e8 mai soltanto penetrazione di una verit\u00e0 astratta, ma \u00e8 sempre scoperta della legge profonda che governa l&#8217;universo per cui noi, aderendo a una verit\u00e0, cominciamo ad amarla e amando una verit\u00e0 cominciamo a conoscerla. Il legame inestirpabile tra verit\u00e0 e amore rivela il destino profondo della vita dell&#8217;uomo e anche l&#8217;unit\u00e0 nell&#8217;uomo di tutte le sue facolt\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Commentando il capitolo decimo della Lettera ai Romani di san Paolo &#8216; <i>con il cuore si crede<\/i> &#8216; l&#8217;enciclica afferma: \u00abIl cuore \u00e8 intelletto, \u00e8 volont\u00e0, \u00e8 affettivit\u00e0. Il cuore dunque, per il mondo ebraico cristiano \u00e8 il centro di tutto l&#8217;universo costituito dalla persona, il luogo dove ci apriamo alla verit\u00e0 e all&#8217;amore\u00bb. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00c8 proprio questa circolarit\u00e0 fra conoscenza ed amore il tema pi\u00f9 prezioso di tutta l&#8217;enciclica. La fede non \u00e8 mai semplicemente riducibile a un sentimento o ad una conoscenza astratta. Essa, proprio perch\u00e9 implica un rapporto totale dell&#8217;uomo con Dio attraverso dei testimoni, coinvolge sempre tutte le nostre dimensioni personali, intelletto, volont\u00e0 e affettivit\u00e0. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">C&#8217;\u00e8 una frase bellissima e quasi riassuntiva dell&#8217;enciclica che dice: \u00abLa fede conosce in quanto \u00e8 legata all&#8217;amore, in quanto l&#8217;amore stesso porta una luce\u00bb. Ecco perch\u00e9 iniziando a parlare dicevo che questo testo va meditato e non semplicemente letto secondo una logica astratta. Le parole vanno guardate. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>6. La fede: vedere o ascoltare?\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Un altro tema che mi ha molto colpito in questa enciclica \u00e8 se la fede sia soprattutto un vedere o un ascoltare. Sappiamo che la fede nasce dall&#8217;ascolto, fides ex audito, scriveva san Paolo: la fede nasce nel momento in cui uno sente il proprio nome pronunciato da Colui che lo ha chiamato alla luce. Dio continua a pronunciare il mio nome, continua a chiamarmi, a stabilire con me un rapporto. Cos\u00ec la fede diventa anche un vedere, una visione piena del percorso della vita nella fede.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Come \u00e8 possibile una sintesi tra vedere e udire? Taluni hanno detto che l&#8217;espressione massima del rapporto tra l&#8217;uomo e Dio sta nell&#8217;ascoltare la sua parola e nel rispondergli. Tal altri hanno detto che non \u00e8 fede compiuta se non quella che diventa visione. Nell&#8217;enciclica, al numero 30, leggiamo: \u00abLa sintesi tra vedere e udire diventa possibile a partire dalla persona concreta di Ges\u00f9\u00bb. Ges\u00f9 lo puoi ascoltare e lo puoi vedere. Seguendolo tutte le dimensioni della persona umana, tutte le sue potenzialit\u00e0, tutte le strade del suo rapporto con le cose e con gli altri si unificano.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Voglio citare una frase del numero 31 perch\u00e9 ciascuno di voi vi torni sopra quando pu\u00f2; \u00e8 una frase molto intensa che rivela una lunga meditazione e una lunga consuetudine silenziosa con Dio da parte di chi ha scritto queste parole: \u00abLa luce dell&#8217;amore nasce quando siamo toccati nel cuore. Ricevendo cos\u00ec in noi la presenza interiore dell&#8217;amato che ci permette di riconoscere il suo mistero\u00bb.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">San Paolo afferma in una sua lettera che la luce brillata all&#8217;inizio del mondo e da cui sono venute tutte le cose, adesso brilla nel cuore dell&#8217;uomo perch\u00e9 possa trasmettersi agli altri uomini. Noi siamo toccati nel cuore dalla luce di Dio e riceviamo cos\u00ec in noi la presenza interiore dell&#8217;amato. Quindi la fede \u00e8 un rapporto di amore, \u00e8 la scoperta di essere amati ed \u00e8 risposta dell&#8217;amore all&#8217;amore ricevuto. Non \u00e8 un rapporto cieco, ma un legame che ci permette di penetrare la realt\u00e0 dell&#8217;altro, il suo mistero. Mistero \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 nascosto e si rivela, \u00e8 ci\u00f2 che si d\u00e0 continuamente in forme nuove alla nostra vita essendo infinito ma non lontano.<\/div>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_5292' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Camisasca_Incontro-sulla-Lumen-fidei-a-Ravenna.pdf' title='Camisasca_Incontro-sulla-Lumen-fidei-a-Ravenna' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Camisasca_Incontro-sulla-Lumen-fidei-a-Ravenna<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SFT: Intervento di Mons. Camisasca sulla &#8216;Lumen fidei&#8217; \u00a0 Scuola di Formazione Teologica \u00a0 Appunti per la presentazione dell&#8217;enciclica Lumen fidei a Ravenna \u00a0 Aula don Minzoni del Seminario di Ravenna, 14 novembre 2013 \u00a0 \u00a0 Sono molto felice di essere qui con voi questa sera. Ringrazio di cuore mons. Ghizzoni per avermi invitato. Come sapete, tra le nostre Chiese vi \u00e8 un legame molto &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/sft-intervento-di-mons-camisasca-sulla-lumen-fidei\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">SFT: Intervento di Mons. 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