{"id":4796,"date":"2013-07-26T10:00:00","date_gmt":"2013-07-26T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/07\/26\/lomelia-dellarcivescovo-per-santapollinare\/"},"modified":"2013-07-26T10:00:00","modified_gmt":"2013-07-26T08:00:00","slug":"lomelia-dellarcivescovo-per-santapollinare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/lomelia-dellarcivescovo-per-santapollinare\/","title":{"rendered":"L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo per Sant&#8217;Apollinare"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo per Sant&#8217;Apollinare<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 29\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><b><i>Si sono appena concluse le celebrazione dedicate a Sant&#8217;Apollinare, Protovescovo di Ravenna, Patrono principale dell&#8217;Arcidiocesi di Ravenna-Cervia e della Regione Emilia Romagna. Di seguito pubblichiamo il testo integrale dell&#8217;omelia pronunciata dal nostro Arcivescovo, Mons. Lorenzo Ghizzoni, durante la Santa Messa Pontificale in Cattedrale, celebrata marted\u00ec 23 luglio alle ore 10.30.<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Carissimi fratelli e sorelle della Chiesa di Ravenna&#8217;Cervia,<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">leggiamo nell&#8217;ultima edizione ufficiale del Martirologio Romano: &#8216;<i>Sant&#8217;Apollinare, vescovo, che, facendo conoscere tra le genti le insondabili ricchezze di Cristo, precedette come un buon pastore il suo gregge, onorando la Chiesa di Classe presso Ravenna in Romagna con il suo glorioso martirio. Il 23 luglio migr\u00f2 al banchetto eterno<\/i>&#8216;.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La Chiesa ci fa celebrare da moltissimi secoli i grandi testimoni, i martiri, i grandi padri, i maestri della fede: i santi cio\u00e8, da tutti venerati e riconosciuti come tali per la loro vita esemplare. Essi sono per noi esempi luminosi. Uno di questi, \u00e8 sant&#8217;Apollinare, nostro primo vescovo, fondatore della Chiesa di Ravenna. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">E la riflessione che faccio \u00e8 questa. I tempi nei quali vivevano i primi evangelizzatori non erano migliori dei nostri: il paganesimo era diffuso ovunque e aveva tante forme di attaccamento a idoli ambigui; i costumi morali erano spesso opposti a quello che propone Ges\u00f9, per esempio, nel discorso della Montagna; e le leggi civili non aiutavano n\u00e9 le comunit\u00e0, n\u00e9 le loro opere di carit\u00e0 cristiana, quando non erano apertamente persecutorie. Eppure gli apostoli e i loro primi collaboratori, sono riusciti con la forza dello Spirito Santo a evangelizzare e a far nascere nuove comunit\u00e0 cristiane in tante citt\u00e0 dell&#8217;Oriente e dell&#8217;Europa. Mi chiedo: quale <b><i>messaggio<\/i><\/b> noi cristiani di Ravenna &#8216; Cervia possiamo raccogliere da Sant&#8217;Apollinare testimone, fino al sangue, della sua fede in Ges\u00f9 Cristo, <b><i>per rinnovare la missione della nostra Chiesa, oggi<\/i><\/b>?<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>I &#8216; Apollinare<b> martire e Testimone della fede.<\/b> <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">a) Innanzitutto Apollinare fu fedele fino a condividere la croce di Cristo, quando il Signore lo chiam\u00f2 come <b><i>martire<\/i><\/b> a rendere ancor pi\u00f9 feconda la sua testimonianza, con il sangue. \u00ab&#8217;<i> il sangue dei martiri \u00e8 seme di cristiani<\/i>\u00bb, scrisse Tertulliano (<i>Apologeticus<\/i>, 50).\u00a0 Ma se il sangue dei martiri \u00e8 &#8216;seme&#8217; di cristiani, ci\u00f2 significa che \u00e8 necessario per l&#8217;evangelizzazione (o prezioso)? Una risposta potrebbe essere che i martiri poich\u00e9 danno la vita per una causa giusta, spingono anche i non credenti ad ammirarli. Oppure si potrebbe rispondere che come gli &#8216;eroi&#8217; e i &#8216;padri&#8217;, essi entrano a far parte della storia e dell&#8217;identit\u00e0 di un popolo e ne influenzano i comportamenti. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La ragione pi\u00f9 profonda invece, ce la d\u00e0 l&#8217;evangelista Luca in occasione della uccisione di Stefano, primo martire della fede: <i>la vita e la morte di ogni martire \u00e8 una <b>&#8216;imitazione&#8217; originale<\/b> della passione gloriosa di Cristo<\/i>. Per questo i gesti e le parole finali di Stefano sono quelle di Ges\u00f9 sulla croce (Atti 7,20; Luca 23,34). I martiri imitano fino in fondo il Cristo, lo lasciano agire in loro e danno gratuitamente quello che hanno ricevuto di pi\u00f9 prezioso da Dio: la vita! Essi <i>testimoniano che l&#8217;amore del Cristo vivo \u00e8 pi\u00f9 forte della morte.<\/i> E testimoniano che <b><i>l&#8217;amore di Cristo trionfer\u00e0 sulla morte, con la risurrezione<\/i><\/b>. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Ma questo \u00e8 il <i>cuore del Vangelo<\/i>! \u00c8 l&#8217;annuncio pi\u00f9 forte che si possa dare sulla potenza dell&#8217;amore del Cristo, sulla risurrezione sua e nostra e sulla salvezza offerta a tutti per puro amore! <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Perci\u00f2 <i>\u00e8 necessaria la presenza dei martiri per un&#8217;evangelizzazione feconda<\/i>.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Tanto necessaria che quando i tempi si fecero meno oscuri e le persecuzioni si diradarono, i cristiani si posero il problema di come continuare quel tipo di testimonianza cos\u00ec radicale ed efficace. In parte a questa domanda rispose il monachesimo e <i>l&#8217;ordo virginum<\/i>, o le altre forme iniziali di vita totalmente consacrate a Dio, nella verginit\u00e0, nella povert\u00e0, nell&#8217;obbedienza. E anche quella parte di ministri ordinati che vivevano il celibato per il Regno dei cieli. Dal martirio del sangue si pass\u00f2 a considerare come equivalente ad esso, dal punto di vista della fecondit\u00e0 missionaria, anche una vita cristiana che testimoniasse i valori pi\u00f9 radicali del vangelo, prima\u00a0 nella vita totalmente consacrata e pi\u00f9 tardi anche nella vita cristiana di tutti. Il fondamento era il Battesimo e la Fede, l&#8217;alimento la Parola e l&#8217;Eucaristia, la regola di azione la carit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">b) E allora ci chiediamo: <b><i>come possiamo anche noi arrivare a questo tipo di testimonianza<\/i><\/b> che sia una &#8216;<i>imitazione originale della passione gloriosa del Cristo<\/i>, <i>a<\/i> <i>vantaggio dei nostri contemporanei<\/i>&#8216;? La risposta non pu\u00f2 stare solo nella nostra buona volont\u00e0 o nel nostro impegno a crescere nelle virt\u00f9 cristiane. Non riusciremmo a raggiungere nemmeno da lontano il nostro modello, il Signore!<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">L&#8217;unica via che abbiamo, &#8216; ed \u00e8 il Signore stesso che ce la apre, per grazia, non per nostro merito &#8216;, \u00e8 accogliere <b><i>il dono di s\u00e9 stesso che Cristo fa a ciascun credente. <\/i><\/b>Solocos\u00ec tutti possiamo essere <b><i>assimilati<\/i><\/b> a lui e rendergli una testimonianza forte, radicale, evangelicamente luminosa; in ogni stato di vita e vocazione; non solo da consacrati, ma anche da laici. Egli infatti si fa nostro cibo attraverso le tre &#8216;mense&#8217; della Parola, dell&#8217;Eucaristia, della Carit\u00e0. Possiamo &#8216;nutrirci&#8217; del Crocifisso-Risorto, e non siamo pi\u00f9 noi che viviamo, ma Cristo vive in noi! <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La trasformazione continua del cuore, della mente, della volont\u00e0 che egli opera in noi, genera la nostra imitazione e la sequela di lui. Cos\u00ec tutto quello che riusciamo a compiere sar\u00e0 un tentativo di risposta data con piena libert\u00e0 e con il cuore colmo di gratitudine, al grande dono che lui ci fa di se stesso. Ricordiamo le parole di Ges\u00f9: &#8216;<i>Poi, a tutti, diceva: &#8220;Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perder\u00e0, ma chi perder\u00e0 la propria vita per causa mia, la salver\u00e0<\/i>&#8216;. (Lc 9,23-24)<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Questo, del resto, \u00e8 il cammino della nostra santificazione, senza il quale non ci potr\u00e0 essere n\u00e9 una vita che lasci trasparire il Cristo, n\u00e9 comunione tra di noi e quindi nessuna efficacia missionaria!<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Ma se rendiamo grazie a Dio che ci permette di accogliere il suo Figlio e di convertirci al suo stile di vita, dobbiamo per\u00f2 anche chiedergli, &#8216; prima di tutto noi cristiani &#8216; di purificare il nostro cuore dagli idoli del nuovo paganesimo, dalla ricerca del benessere, della sensualit\u00e0, della sicurezza, del successo&#8217; E dobbiamo chiedergli che ci liberi dalla &#8216;<i>globalizzazione dell&#8217;indifferenza<\/i>&#8216; (papa Francesco) che ci chiude il cuore di fronte ai nuovi e agli antichi poveri.\u00a0 Il Signore, con l&#8217;intercessione di sant&#8217;Apollinare, ci faccia diventare veramente &#8216;cristiani&#8217;, davvero simili a lui, pronti alla testimonianza fino alla croce! <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>II &#8216; Apollinare<b> missionario ed evangelizzatore<\/b><\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Sant&#8217;Apollinare inizia il suo cammino ecclesiale come <b><i>missionario<\/i><\/b>. La tradizione dice che sia stato mandato da Pietro e che proveniva dalla Chiesa di Antiochia, dove &#8216;per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani&#8217; (Atti, 11,26) e che fu la base di partenza per l&#8217;evangelizzazione del mondo greco e romano. \u00c8 pi\u00f9 ragionevole pensare che sia stato mandato dai discepoli di Pietro o dal suo successore, ma in ogni caso siamo nei tempi degli <b><i>inizi della Chiesa<\/i><\/b>. Di questi primi tempi ammiriamo <b><i>il coraggio missionario<\/i><\/b> di Pietro e Giovanni, di Giacomo, e soprattutto di Paolo, Barnaba, Stefano, Filippo, Timoteo, Tito, Priscilla e Aquila, e anche degli altri apostoli e evangelisti, pastori e maestri, profeti e dottori che hanno permesso alla Parola di Dio di diffondersi ovunque, con la loro vita e spesso col loro sangue. Apollinare \u00e8 uno di loro.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Sicuramente il coraggio e la franchezza dell&#8217;annuncio, in mezzo alle opposizioni, viene dalla forza dello Spirito Santo e dalla potenza della Parola di Dio, ma anche alla <b><i>disponibilit\u00e0 personale<\/i><\/b> dei messaggeri a <i>a dedicarsi <b>con tutto il cuore<\/b> alla propria vocazione e missione<b>.<\/b><\/i> Hanno creduto che la loro vita si sarebbe realizzata solo facendo conoscere a tutti la gioia del Vangelo e hanno accettato di portare la grazia di Ges\u00f9 Cristo fino ai confini del mondo. Non sono rimasti chiusi nel Cenacolo, nei cortili del tempio, nel giardino di casa, nel gruppo degli amici&#8217; sono usciti; sono andati sulle strade e sulle piazze; <b><i>ogni occasione<\/i><\/b> \u00e8 stata buona per un aggancio alla vita di chi incontravano, per seminare, con rispetto e senza violenza, ma <i>in ogni occasione<\/i>!<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Questo ci provoca e ci interroga. Noi, cosa facciamo per il vangelo? Siamo anche noi, <i>tutti noi<\/i>, in qualunque vocazione, impegnati a seminare con le azioni e <i>anche<\/i> con le parole, nei nostri ambienti di vita, la bellezza della fede e della carit\u00e0 cristiana, che rendono gioiosa e pienamente umana l&#8217;esistenza dei singoli e rinnovano la societ\u00e0? <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Mi sembra chiaro che c&#8217;\u00e8 bisogno oggi di <b><i>cristiani pi\u00f9 coraggiosi<\/i><\/b>, pi\u00f9 preoccupati della <i>salvezza dei propri fratelli<\/i>, pi\u00f9 ansiosi di far conoscere Ges\u00f9 Cristo a tutti.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Nell&#8217;Enciclica <b><i>Lumen Fidei<\/i><\/b>, Papa Francesco scrive: &#8216;<i>La luce di Ges\u00f9 brilla, come in uno specchio, sul volto dei cristiani e cos\u00ec si diffonde, cos\u00ec arriva fino a noi, perch\u00e9 anche noi possiamo partecipare a questa visione e riflettere ad altri la sua luce, come nella liturgia di Pasqua la luce del cero accende tante altre candele. La fede si trasmette, per cos\u00ec dire, nella forma del contatto, da persona a persona, come una fiamma si accende da un&#8217;altra fiamma&#8230;<\/i>&#8216; (n.37).\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Noi cristiani ravennati e cervesi, di questo inizio di millennio, non siamo forse troppo timidi e troppo tiepidi? Le nostre azioni stupiscono per la loro evangelicit\u00e0? Le nostre parole feriscono positivamente le coscienze? Oppure la nostra carit\u00e0 assomiglia troppo alla filantropia e la nostra speranza a un debole ottimismo&#8217;?<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Guardiamo alle figure degli antichi pastori martiri, lasciamoci coinvolgere nella missione della nostra Chiesa che tenta &#8216; e sar\u00e0 il tema del prossimo anno pastorale &#8216; di RINNOVARSI NELLA FEDE E CAMMINARE INSIEME SULLE ORME DEGLI APOSTOLI per una &#8216;<i>nuova evangelizzazione<\/i>&#8216; delle nostre terre, e &#8216; in ascolto del Papa Francesco &#8216; lasciamoci richiamare ogni giorno alla conversione, all&#8217;unit\u00e0 tra noi e soprattutto alla missione ai vicini e ai lontani. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Cos\u00ec Dio ci aiuti, anche per l&#8217;intercessione di Sant&#8217;Apollinare e di Maria, Madre della Chiesa e Stella dell&#8217;evangelizzazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>+Lorenzo, Arcivescovo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Mons. Lorenzo Ghizzoni &#8211; Omelie<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo per Sant&#8217;Apollinare \u00a0 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 29\/2013 \u00a0 Si sono appena concluse le celebrazione dedicate a Sant&#8217;Apollinare, Protovescovo di Ravenna, Patrono principale dell&#8217;Arcidiocesi di Ravenna-Cervia e della Regione Emilia Romagna. Di seguito pubblichiamo il testo integrale dell&#8217;omelia pronunciata dal nostro Arcivescovo, Mons. Lorenzo Ghizzoni, durante la Santa Messa Pontificale in Cattedrale, celebrata marted\u00ec 23 luglio alle ore 10.30. \u00a0 \u00a0 Carissimi fratelli &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/lomelia-dellarcivescovo-per-santapollinare\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;omelia dell&#8217;Arcivescovo per Sant&#8217;Apollinare<\/span> <span class=\"meta-nav\">&raquo;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4797,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":"","footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-4796","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4796","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4796"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4796\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4797"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4796"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4796"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4796"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}