{"id":4787,"date":"2013-07-19T05:30:00","date_gmt":"2013-07-19T03:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/07\/19\/un-percorso-alla-scoperta-del-patrono-allinterno-delle-collezioni-del-museo-arcivescovile-1\/"},"modified":"2013-07-19T05:30:00","modified_gmt":"2013-07-19T03:30:00","slug":"un-percorso-alla-scoperta-del-patrono-allinterno-delle-collezioni-del-museo-arcivescovile-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/un-percorso-alla-scoperta-del-patrono-allinterno-delle-collezioni-del-museo-arcivescovile-1\/","title":{"rendered":"Un percorso alla scoperta del Patrono all&#8217;interno delle Collezioni del Museo Arcivescovile &#8211; 1"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Un percorso alla scoperta del Patrono all&#8217;interno delle Collezioni del Museo Arcivescovile \/1<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 28\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Conosciamo Sant&#8217;Apollinare vescovo e martire\/1<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>All&#8217;interno del Museo Arcivescovile di Ravenna sono esposte alcune opere che raffigurano il Santo Patrono Apollinare. Si propone, in occasione della sua festa, un breve percorso alla scoperta della sua figura e del culto che la chiesa ravennate, da sempre, gli ha tributato. <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Gli antichi mosaici dell&#8217;Ursiana: il discepolo di Sant&#8217;Apollinare<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Nell&#8217;anno 1112 si concludeva a Ravenna il cantiere per il mosaico absidale della basilica Ursiana commissionato dall&#8217;Arcivescovo Geremia (1110-1118). Un&#8217;iscrizione musiva, posta alla base del grande catino absidale, datava l&#8217;opera: Hoc opus est factum post partum Virginis actum anno milleno centeno post duodeno, <i>Questa opera fu fatta nel millecentododicesimo anno dopo il parto della Vergine.\u00a0 <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Quando nel 1734 iniziarono i lavori della nuova basilica cattedrale che sostitu\u00ec l&#8217;Ursiana, l&#8217;Arcivescovo Maffeo Niccol\u00f2 Farsetti, incaricando dei lavori l&#8217;architetto riminese Gianfrancesco Buonamici, si raccomand\u00f2 che l&#8217;abside venisse salvata, ma l&#8217;Amadesi racconta\u00a0 di come: \u00ab<i>cominciatosi appena l&#8217;atterramento de vecchi muri, che di qua e di l\u00e0 la tribuna appoggiando sostenevano, di\u00e8 subito questa segno di rovina; onde poich\u00e9 lo stesso mosaico cadevane a pezzi, fu forza sacrificarlo all&#8217;invitabile necessit\u00e0. Ma prima con squisita, e minuta esattezza deline\u00f2 il Cavalier Buonamici tutto quanto il mosaico, niuna cosa tralasciandone, bench\u00e9 minima\u00bb. <\/i>Questo disegno fu riprodotto in incisione nell&#8217;opera <i>Metropolitana di Ravenna<\/i> che presentava i lavori della nuova Cattedrale, il Museo Arcivescovile ed il Mausoleo di Teoderico.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Di questo mosaico restano solo sei lacerti musivi, custoditi all&#8217;interno delle collezioni del Museo Arcivescovile di Ravenna: l&#8217;immagine della Vergine Orante, quattro busti di Santi e uno raffigurante un uomo barbato che \u00e8 stato identificato con un discepolo di Sant&#8217;Apollinare. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il catino absidale presentava alla devozione e all&#8217;ammirazione dei fedeli vari temi strettamente legati alla fede e alla storia della chiesa ravennate. Il tema dominante di tutto il ciclo musivo era la Resurrezione di Cristo, titolo che, fin dalla sua fondazione, era legato alla Basilica Ursiana. Al centro dell&#8217;abside era rappresentata la discesa agli inferi, mente ai lati si trovavano le immagini legate al ciclo pasquale: le mirofore alle quali l&#8217;angelo annuncia la resurrezione (Mt 28,1-8), i soldati a guardia della tomba (Mt 27, 62-66), i discepoli Pietro e Giovanni al sepolcro (Gv 20, 1-10). Nell&#8217;arco absidale, in continuit\u00e0 con il tema della resurrezione, era l&#8217;Ascensione al cielo (Lc 24, 50-53). Questo tema principale era affiancato da un altro pi\u00f9 propriamente ravennate incentrato sulla vita di Sant&#8217;Apollinare, i miracoli da lui compiuti, la sua morte e i primi successori del protovescovo sulla sede episcopale ravennate. Nel registro inferiore dell&#8217;abside era raffigurato il vescovo Apollinare, nella posa dell&#8217;orante &#8211; un evidente richiamo al mosaico classense &#8211; posto al centro dei primi undici vescovi di Ravenna, chiamati vescovi colombini secondo la leggenda che li voleva scelti alla sede episcopale ravennate direttamente da una colomba che, al momento dell&#8217;elezione, si andava a posare sul loro capo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Ad essi erano associati altri santi importanti della chiesa locale: il martire Vitale con i vescovi Massimiano, Orso, Pietro, Giovanni Angelopte, Pietro ravennate, il quale va identificato, considerando il libro che regge in mano, con Pietro Crisologo autore di numerosi sermoni. Il registro mediano, che comprendeva le cinque finestre absidali, presentava, oltre ad altre scene della vita di Apollinare, l&#8217;immagine della Vergine orante con i santi Giovanni Battista, San Barbaziano e il protomartire Ursicino (per quanto concerne i frammenti musivi interpretati come San Barbaziano e Sant&#8217;Ursicino gli ultimi studi in merito di Paola Novara e Giovanni Gardini hanno formulato nuove ipotesi attributive). <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Come si accennava il mosaico presentava alcuni episodi della vita di Sant&#8217;Apollinare, tutti strettamente legati al testo agiografico della <i>Passio Sancti Apollinaris<\/i> (la traduzione dei brani della <i>Passio<\/i> citati \u00e8 a cura di M. Pierpaoli). <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La prima scena, rappresentava Sant&#8217;Apollinare inviato a Ravenna da San Pietro. Leggiamo nella Passio: \u00abNei giorni dell&#8217;imperatore Claudio venne nella citt\u00e0 di Roma da Antiochia il beato Pietro e con lui vennero a Roma molti cristiani che lo assistevano (&#8216;).Dopo molto tempo il beato Pietro disse al suo discepolo Apollinare: &#8216;Tu che siedi con noi, ecco che sei istruito su tutto quello che ha fatto Ges\u00f9. Alzati e ricevi lo Spirito Santo e nello stesso tempo il pontificato, e recati nella citt\u00e0 che si chiama Ravenna. C&#8217;\u00e8 la un popolo numeroso. Predica a essi il nome di Ges\u00f9 e non aver paura. Infatti tu sai bene chi sia veramente il Figlio di Dio che restitu\u00ec la vita ai morti e porse la medicina agli ammalati&#8217;. E dopo molte parole il beato apostolo Pietro, pronunciando una preghiera e ponendo la mano sul suo capo, disse: &#8216;Il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo mandi il suo angelo che prepari la tua strada e ti conceda quanto avrai chiesto&#8217;. E baciandolo lo conged\u00f2\u00bb (<i>Passio Sancti Apollinaris<\/i>, paragrafo 2). <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La seconda scena, posta sulla destra dell&#8217;abside, \u00e8 stata interpretata in vari modi: l&#8217;incontro di Sant&#8217;Apollinare con Ireneo o con Bonifacio o con il tribuno di Classe, oppure genericamente l&#8217;arrivo del protovescovo a Ravenna. Se questa scena resta passibile di pi\u00f9 ipotesi, e certamente necessita di maggiori studi, la <i>Passio<\/i> ci presenta, come primo incontro ravennate del Santo, quello con Ireneo: \u00abArrivato non lontano dalla citt\u00e0 di Ravenna, il beato Apollinare si ferm\u00f2 presso un certo soldato asiatico chiamato Ireneo. Mentre gli spiegava da dove fosse venuto o che cosa intendesse fare, quel soldato gli disse: &#8216;Ospite, mio figlio \u00e8 rimasto cieco, ma se in te c&#8217;\u00e8 una qualche virt\u00f9 di predicazione, usa una medicina perch\u00e9 egli veda e segua Dio credendo in Lui. Subito il beato Apollinare ordin\u00f2 che quel ragazzo fosse condotto da lui e davanti agli occhi di tutti i presenti, null&#8217;altro facendo che il segno di croce sopra gli occhi del cieco, disse: &#8216;Dio che non da qualche parte, ma dappertutto sei, introduci in questa citt\u00e0 la conoscenza del Figlio tuo, il Signore nostro Ges\u00f9 Cristo, non soltanto per illuminare questi occhi del corpo, ma anche per aprire gli occhi interiori del popolo che abita in questo luogo, in modo che, riconoscendo essi subito che il tuo Figlio Ges\u00f9 Cristo \u00e8 il loro Dio, a me sia concesso un luogo per la predicazione con grande risultato&#8217;. Pronunciate queste parole, il cieco riebbe la vista buttandosi ai piedi del beato Apollinare ed egli con i suoi genitori, credendo in Cristo, fu battezzato in un fiume non distante dalla citt\u00e0 di Ravenna&#8217; (<i>Passio Sancti Apollinaris<\/i>, paragrafo 3). <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Altri due pannelli, situati sotto al catino absidale, presentavano altri episodi della vita del Santo. Il primo di questi rappresentava Sant&#8217;Apollinare, insieme ai suoi primi discepoli Aderito e Calocero &#8216; i quali saranno suoi successori sulla cattedra episcopale ravennate &#8216; mentre risuscita la figlia di Rufo (o Ruffo). Anche in questo caso \u00e8 il testo della <i>Passio<\/i> ad illuminare l&#8217;intera vicenda: &#8216;In quel tempo aveva il comando di Ravenna il patrizio Ruffo, ex-console, la cui unica figlia era ammalata. Gli fu riferito il nome del sacerdote Apollinare, che egli ordin\u00f2 subito di condurre a casa sua perch\u00e9 visitasse la figlia. Ma appena quello fu entrato in casa con i suoi chierici, immediatamente la ragazza mor\u00ec. Il santo Apollinare sent\u00ec i lamenti e venne a sapere che era morta. Scendendo, il patrizio Ruffo lo rimproverava fra le lacrime dicendo: &#8216;Oh se tu non fossi entrato in casa mia! Infatti i grandi Dei si sono indignati e non hanno voluto salvare mia figlia. E tu in nome di chi potrai salvarla?&#8217;. E tutti i presenti piangevano con lui. Il beato Apollinare gli disse: &#8216;Abbi fiducia, patrizio, e giurami per la salute dell&#8217;imperatore che permetti alla fanciulla di seguire il suo salvatore, e tosto conoscerai la virt\u00f9 del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo&#8217;. Il patrizio Ruffo rispose: &#8216;So che la bambina \u00e8 morta e non vive: tuttavia se vedr\u00f2 lei stare in piedi e parlare, loder\u00f2 la virt\u00f9 del tuo Dio e non impedir\u00f2 alla fanciulla di seguire il suo salvatore&#8217;. Allora, mentre tutta la moltitudine piangeva, egli, avendo fiducia in Ges\u00f9, si avvicin\u00f2 alla fanciulla e la tocc\u00f2 dicendo: &#8216;Signore Ges\u00f9 Cristo, Dio mio, che al tuo apostolo Pietro, mio maestro, hai dato il modo di ottenere da Te quanto desidera, risuscita questa fanciulla perch\u00e9 \u00e8 tua creatura e perch\u00e9 non esiste altro Dio oltre a Te&#8217;. E volgendo lo sguardo alla fanciulla disse: &#8216;Perch\u00e9 giaci? Alzati e confessa il Salvatore&#8217;. Ella subito si alz\u00f2 e parlava e diceva: &#8216;Grande \u00e8 il Dio che Apollinare, suo servo, proclama e non c&#8217;\u00e8 alcun altro oltre a lui. E in quel momento si ebbe grande gioia tra i cristiani, perch\u00e9 fu magnificato il nome del Signore Ges\u00f9 Cristo. La ragazza fu battezzata con la madre e la famiglia e cos\u00ec pure 324 persone dei due sessi. Ma anche molti altri fra i pagani credettero in Cristo. Il patrizio Ruffo, che temeva l&#8217;imperatore, amava di nascosto il beato Apollinare e lo serviva. Sua figlia poi fu consacrata a Cristo e rimase vergine&#8217; (<i>Passio Sancti Apollinaris<\/i>, paragrafi 14-15).<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">L&#8217;ultima scena era articolata in due momenti consecutivi della vita del Santo: le percosse che portarono alla sua morte e la sepoltura. Leggiamo nella Passio: &#8216;[Apollinare] fu preso [dai pagani] non lontano dalla porta e fu colpito finch\u00e8 fu lasciato creduto morto. Poi, prima che sorgesse il giorno, fu raccolto dai suoi discepoli e condotto nel quartiere dove stavano i lebbrosi. E li, giacendo fra i cristiani, sopravvisse sette giorni, esortando la sua chiesa a non allontanarsi dalla fede in Cristo, annunziando a essi che molte erano le persecuzioni per il nome di Ges\u00f9 Cristo, ma assicurando che dopo moltissime tempeste anche i governanti si sarebbero uniti alla fede in Cristo, che tutti i nomi dei demoni si sarebbero vanificati e che liberamente in tutto il mondo si sarebbero presentate offerte dai cristiani al Dio vivo. Se uno rimarr\u00e0 perseverante nella fede in Cristo, vivr\u00e0 di vera vita e non morr\u00e0. Terminati questi e molti altri discorsi, mor\u00ec il beatissimo Apollinare, martire e vescovo, e fu sepolto fuori delle mura di Classe dai suoi discepoli in un&#8217;arca di sasso. Quest&#8217;arca fu posta sotto terra per timore dei pagani&#8217; (<i>Passio Sancti Apollinaris<\/i>, paragrafi 34-35).<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Quest&#8217;ultima scena riveste una particolare importanza in merito al frammento musivo conservato all&#8217;interno del Museo Arcivescovile tratto proprio da quest&#8217;ultimo episodio: esso presenta il discepolo di Sant&#8217;Apollinare intento a sigillare la tomba del Santo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>(continua nel prossimo numero)<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Conferenza alla Classense<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Si svolger\u00e0 nel chiostro della Biblioteca Classense (via Baccarini 3) venerd\u00ec 19 luglio alle 20.30 la conferenza del Prof. Giovanni Gardini dal titolo &#8216;Sant&#8217;Apollinare: la vita e l&#8217;iconografia&#8217;:<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Visite guidate<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Sabato 20, domenica 21 e marted\u00ec 23 luglio il Museo Arcivescovile (piazza Arcivescovado 1) propone dalle 19 una visita guidata alla collezione iconografica su Sant&#8217;Apollinare, cos\u00ec come, negli stessi giorni e alla stessa ora, il Mar (via di Roma 13). Visita e ingresso gratuiti in entrambi i casi. Per tutti e due gli appuntamenti prenotazione obbligatoria allo 0544.35755, massimo 25 partecipanti.\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><b>Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><i>Consulente diocesano per i Beni Culturali<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0    <b>Seconda parte<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un percorso alla scoperta del Patrono all&#8217;interno delle Collezioni del Museo Arcivescovile \/1 \u00a0 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 28\/2013 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Conosciamo Sant&#8217;Apollinare vescovo e martire\/1 \u00a0 All&#8217;interno del Museo Arcivescovile di Ravenna sono esposte alcune opere che raffigurano il Santo Patrono Apollinare. 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