{"id":4715,"date":"2013-07-05T00:00:00","date_gmt":"2013-07-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/07\/05\/papa-francesco-conferisce-il-pallio-al-nostro-arcivescovo\/"},"modified":"2013-07-05T00:00:00","modified_gmt":"2013-07-04T22:00:00","slug":"papa-francesco-conferisce-il-pallio-al-nostro-arcivescovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/papa-francesco-conferisce-il-pallio-al-nostro-arcivescovo\/","title":{"rendered":"Papa Francesco conferisce il Pallio al nostro Arcivescovo"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Papa Francesco conferisce il Pallio al nostro Arcivescovo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 26\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><i>\u00a0<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Sabato 29 giugno, nella solennit\u00e0 dei Santi Pietro e Paolo, Papa Francesco ha conferito il pallio a 35 arcivescovi, fra i quali anche <\/b><b>Mons. Lorenzo Ghizzoni<\/b><b>, Arcivescovo della Diocesi di Ravenna-Cervia.<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il pallio (dal latino pallium, mantello di lana) \u00e8 un paramento liturgico usato dalla Chiesa cattolica, costituito da una striscia di stoffa di lana bianca con piccole croci di colore nero che si porta sulle spalle. Rappresenta la pecora che il pastore porta sulle sue spalle come il Cristo ed \u00e8 pertanto simbolo del compito pastorale di chi lo indossa. Il Vescovo di Roma lo concede solo ad alcuni arcivescovi\u00a0metropoliti ai quali viene conferita l&#8217;autorit\u00e0 su altri vescovi. In Emilia Romagna la sede arcivescovile \u00e8 a Bologna ma in via eccezionale anche a Ravenna viene conferito questo privilegio, perch\u00e9 qui Apollinare per primo ha rivestito la carica episcopale, tra il II e il III secolo d.C.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">In occasione di questo importante evento l&#8217;Ufficio Pastorale del Turismo (diretto da Don Arienzo Colombo, coadiuvato da Licia Olmi e Serena Tirapani) ha organizzato un pellegrinaggio a Roma al quale hanno partecipato ben 300 persone, che hanno potuto assistere al rito del conferimento del pallio all&#8217;interno della basilica di San Pietro. Gli arcivescovi che lo hanno ricevuto provenivano da Messico, Brasile, Argentina, Croazia, Bolivia, India, Stati Uniti, Nigeria, Canada; due gli italiani, il nostro Mons. Lorenzo Ghizzoni e Mons. Giuseppe Petrocchi de L&#8217;Aquila, mentre all&#8217;Arcivescovo vietnamita di Hu\u00ea, Mons. Fran\u00e7ois Xavier L\u00ea V\u0103n H\u00f4ng, che non \u00e8 potuto essere presente, il pallio \u00e8 stato consegnato nella sua sede metropolitana.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La cerimonia, molto complessa e celebrata prevalentemente in lingua latina, si \u00e8 aperta con i riti di introduzione in cui \u00e8 stata pronunciata la frase rivolta da Ges\u00f9 a colui che guider\u00e0 la Sua Casa: &#8216;Tu sei Pietro e su questa pietra edificher\u00f2 la mia Chiesa e le forze degli inferi non prevarranno su di essa. A te dar\u00f2 le chiavi del regno dei cieli&#8217;, dopodich\u00e9 il Cardinale protodiacono ha presentato al Santo Padre i Metropoliti e i diaconi hanno portato al Papa i palli presi dalla Confessione di San Pietro, che li ha benedetti con una preghiera, poi si \u00e8 svolta la cerimonia di imposizione del pallio sulle spalle di ciascun Arcivescovo, il momento pi\u00f9 suggestivo e pi\u00f9 atteso, in un silenzio irreale in cui si udiva solo la voce di Papa Francesco, con la sua caratteristica cadenza argentina.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La celebrazione della Santa Messa, attraverso la lettura degli Atti degli Apostoli in cui si narra dell&#8217;angelo di Dio che salva Pietro dalle mani di Erode e della Seconda Lettera di San Paolo a Timoteo in cui scrive: &#8216;Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede&#8217; e infine il Vangelo di Matteo in cui Ges\u00f9 chiede ai suoi discepoli &#8216;Voi chi dite che io sia?&#8217; e Pietro lo riconosce come figlio di Dio, ecco, queste parole sono suonate particolarmente intense e vibranti perch\u00e9 commentate dal Pontefice con semplici e toccanti parole. &#8216;Cari fratelli e sorelle celebriamo la solennit\u00e0 di Pietro e Paolo, patroni della citt\u00e0 di Roma, e la presenza di arcivescovi da tutto il mondo ed \u00e8 una gioia, come a Pentecoste. Oggi la fede parla in tutte le lingue. Ringrazio Bartolomeo I, presente qui con una delegazione, saluto le autorit\u00e0 locali, ringrazio gli animatori liturgici di Lipsia che accompagnano la Messa con i loro canti.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Sul ministero petrino possiamo fare tre riflessioni basate sulla confermazione: il conferimento della fede, innanzitutto. Il ruolo di Pietro ha il suo fondamento nella confessione di fede che spinge Ges\u00f9 ad affidargli la costruzione della sua Chiesa. Secondo, la capacit\u00e0 di affidarsi completamente a Lui e l&#8217;abbandono della logica umana. Quando Pietro vuole seguire i suoi pensieri, infatti, Ges\u00f9 lo riprende e gli dice &#8216;Vade retro&#8217;. Infine, nella lettura della lettera di Paolo la frase &#8216;Ho combattuto la buona battaglia&#8217; si riferisce non a una battaglia portata avanti con la forza delle armi, ma con quella del martirio e della fede conservata attraverso l&#8217;amore&#8217;. Un tema che il Papa riprender\u00e0 pi\u00f9 tardi, durante l&#8217;Angelus, pronunciato in via eccezionale di sabato, perch\u00e9 giorno di festa in tutta Roma, quando dir\u00e0 che la fede e la parola di Dio si sono diffuse nel mondo grazie all&#8217;amore perch\u00e9 Dio \u00e8 amore, grazia e misericordia ed \u00e8 questa fede che Pietro e Paolo hanno voluto testimoniare a costo della vita.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Sempre durante l&#8217;Angelus, il Pontefice ha ricordato ancora la delegazione della Chiesa ortodossa di Barolomeo I e ha chiesto di recitare un&#8217;Ave Maria per essa, cos\u00ec come ha chiesto nuovamente di pregare la Madonna per gli Arcivescovi metropoliti che avevano appena ricevuto il pallio e ha ringraziato i pellegrini che avevano voluto accompagnarli, promettendo di pregare per le loro comunit\u00e0, in modo particolare per quelle dell&#8217;Africa centrale, in questo periodo duramente provate.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Poco prima dell&#8217;Angelus, in piazza San Pietro, Mons. Lorenzo Ghizzoni \u00e8 venuto a salutare i pellegrini della sua Diocesi, ha mostrato il pallio appena ricevuto, sottolineando come esso non sia solo un simbolo di cura e di attenzione per la propria comunit\u00e0, ma rappresenti anche il giogo e la grande responsabilit\u00e0 che il pastore ha sulle spalle e che deve accettare di portare per amore di Cristo, della sua Chiesa e dell&#8217;umanit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Anna Cavallo<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Papa Francesco conferisce il Pallio al nostro Arcivescovo \u00a0 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 26\/2013 \u00a0 Sabato 29 giugno, nella solennit\u00e0 dei Santi Pietro e Paolo, Papa Francesco ha conferito il pallio a 35 arcivescovi, fra i quali anche Mons. 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