{"id":467,"date":"2011-03-01T14:12:00","date_gmt":"2011-03-01T13:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2011\/03\/01\/rapporto-caritas-2010\/"},"modified":"2011-03-01T14:12:00","modified_gmt":"2011-03-01T13:12:00","slug":"rapporto-caritas-2010","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/rapporto-caritas-2010\/","title":{"rendered":"Rapporto Caritas 2010"},"content":{"rendered":"<p><b>Rapporto Caritas 2010 &#8211; Dati del Centro di Ascolto Diocesano<\/b><\/p>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 8\/2011<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Continua la crisi, aumentano gli incontri con persone in difficolt\u00e0.<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">E&#8217; purtroppo in continuo aumento il numero delle persone in difficolt\u00e0 che nel corso degli ultimi anni si \u00e8 rivolto al Centro di Ascolto Caritas, per motivi diversi e con bisogni che, pur non potendo generalizzare, spesso derivano da accentuate precariet\u00e0 economiche, da inadeguate condizioni abitative o dalla sempre pi\u00f9 diffusa disoccupazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il Centro di Ascolto Caritas cerca di rispondere all&#8217; incremento delle persone in difficolt\u00e0 in modi e con risorse diverse ma sempre nel rispetto delle sue finalit\u00e0: la promozione umana, la centralit\u00e0 della persona e la necessit\u00e0 di costruire con essa una relazione di fiducia costruttiva, rigettando cos\u00ec l&#8217;ottica del mero assistenzialismo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">I dati di seguito riportati (Per motivi di spazio, verranno descritte in modo sintetico le principali problematiche rilevate dal Centro di Ascolto diocesano. Per chi desidera consultare una pi\u00f9 completa raccolta di dati, pu\u00f2 consultare la versione integrale della relazione nel sito\u00a0<i>www.caritasravenna.it<\/i>, disponibile anche in allegato in fondo a questa pagina) mettono in luce le situazioni di grave difficolt\u00e0 delle persone e delle famiglie che si sono rivolte al Centro e che, dal 2008 ad oggi, hanno avuto una crescita esponenziale. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Le persone che si sono rivolte al CdA, nelle 294 giornate di apertura dell&#8217; anno 2010, sono state 1.039 con un incremento dell&#8217; 11,7% rispetto al 2009 e del 26,5% rispetto all&#8217; anno 2008. In risposta alla precariet\u00e0 economica e alle richieste di generi alimentari delle persone accolte, il Centro di Ascolto ha distribuito, sempre con la logica dell&#8217; aiuto personalizzato e progettuale, pi\u00f9 di 58 tonnellate di viveri, forniti principalmente dal Banco Alimentare di Imola a cui sono state aggiunte le derrate acquistate direttamente dalla Caritas ( per un importo superiore a &#8216; 13.000 ), utili per soddisfare le esigenze delle persone assistite. Nel 2010 sono stati quindi consegnati 2940 pacchi viveri, con un aumento del 21%\u00a0rispetto al 2009 e del 35% rispetto al 2008; \u00e8 comunque da tener presente che in questi numeri non sono compresi gli aiuti alimentari distribuiti direttamente dalle singole parrocchie e le sportine pasto, distribuite durante il periodo di chiusura estiva della Mensa della Fraternit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Sempre in risposta a situazioni gravate da forti precariet\u00e0 economiche (dai dati relativi al reddito delle persone accolte si evince che nel 2010,\u00a0il 29% di queste non ha nessun introito e solo l&#8217; 1,5%\u00a0ha un reddito superiore ai 1.500 &#8216;) il Centro di Ascolto \u00e8 intervenuto in pi\u00f9 modi, personalizzando gli interventi a seconda delle particolari esigenze delle persone o dei nuclei assistiti. Sono state saldate bollette per evitare stacchi o per permettere il ripristino di utenze gi\u00e0 staccate (per un importo di &#8216; 23.303) e si \u00e8 provveduto al pagamento di canoni di affitto per impedire situazioni di sfratto ( per un valore di &#8216;. 3.271). Sono stati fatti interventi che hanno portato al pagamento di rette relative alle mense o al materiale scolastico (&#8216; 1.460), all&#8217; acquisto di pannolini e alimenti per l&#8217; infanzia (&#8216; 995), alla fornitura di medicinali (&#8216; 1.366) o di materiale utile per l&#8217; igiene (&#8216; 697), all&#8217; acquisto di biglietti ferroviari o di autobus (&#8216; 1.084) ecc.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Contrariamente a ci\u00f2 che si potrebbe pensare, la povert\u00e0 e le condizioni di disagio sono trasversali nel senso che interessano e possono essere vissute da tutti, a prescindere dalla generalit\u00e0 o dal paese d&#8217; origine.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">In un contesto come quello del CdA, in cui da sempre la presenza di persone straniere \u00e8 stata fortemente predominante, significativo \u00e8\u00a0l&#8217; aumento delle presenze di persone italiane che vivono nel disagio; gli italiani infatti hanno avuto un incremento di quasi il 3% rispetto al 2009, mentre gli stranieri sono aumentati solo dello 0,3% e comunque la loro presenza rimane al 59% delle presenze totali. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Per quanto riguarda l&#8217;origine delle persone di cittadinanza straniera, sono aumentati i paesi di provenienza: erano infatti 50 nel 2008, 56 nel 2009 e sono diventati 62 nel 2010. I Paesi maggiormente rappresentati sono la Nigeria ( con 100 persone annue), quindi la Romania e di seguito il Marocco e l&#8217; Albania. Si \u00e8 impennato, inoltre, il numero delle persone originarie dell&#8217;ex Russia, in particolare dell&#8217; Ucraina, che rappresentano il 20% di tutte le persone incontrate provenienti dai Paesi dell&#8217; Est Europa. Diversa \u00e8 l&#8217;origine delle persone accolte ma uguale \u00e8 l&#8217; accoglienza che viene a loro riservata, senza alcuna discriminazione di razza o di culto: dalla frammentariet\u00e0 di cittadinanze e di provenienze, deriva inevitabilmente una diversa credenza dichiarata delle persone accolte: il 43% delle persone accolte si \u00e8 infatti dichiarata di religione cattolica, il 17% di religione mussulmana e il 9,4% di religione ortodossa.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">La povert\u00e0 non \u00e8 solo trasversale ma spesso rischia di essere dinamica o &#8216;cronica&#8217;: la solitudine, l&#8217; incapacit\u00e0 di razionalizzare le proprie risorse, la carenza di relazioni di aiuto\u00a0o l&#8217; assenza di reti parentali, sono infatti alcuni aspetti che uniti alle difficolt\u00e0 emergenti o conseguenti all&#8217;attuale crisi economica, possono far involvere le persone ed imprigionarle in una condizione di disagio, nella quale \u00e8 possibile ritornare o da cui \u00e8 difficile riemergere. E&#8217; stato infatti rilevato un continuo aumento di &#8216; ritorni&#8217;, ovvero di persone che si erano presentate per la prima volta al Centro 10-11 anni fa e che dopo periodi pi\u00f9 o meno lunghi, ne hanno fatto ritorno, confidando in un aiuto per riemergere dall&#8217; indigenza. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Oltre alla precariet\u00e0 economica (che interessa il 78% delle persone incontrate), le richieste di aiuto maggiormente espresse sono da ricondurre a problemi derivanti, o comunque conseguenti, alla mancanza di lavoro (52,6%) o alle disagiate condizioni abitative delle persone accolte. In relazione a quest&#8217; ultimo aspetto il 16,7% delle persone incontrate vive infatti in una condizione abitativa inadeguata: 129 persone hanno dichiarato di vivere una condizione abitativa precaria e tra queste, 33 hanno dichiarato di essere prive di abitazione, mentre 82 persone vivono in un domicilio di fortuna. L&#8217;8% dichiara di avere una casa di propriet\u00e0, il 42% abita in una casa affittata da privato e il 16,5% vive in alloggi popolari.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Inoltre, significativi mutamenti stanno interessando anche le forme della convivenza e dell&#8217;organizzazione domestica, indebolendo la &#8216;famiglia&#8217; nella sua funzione fondamentale di tutela e di crescita dei suoi membri. Si \u00e8 infatti rilevato un aumento delle famiglie disgregate che si trovano in situazioni economiche difficili: le persone separate o divorziate raggiungono infatti il 15% delle persone accolte. La disgregazione familiare tocca principalmente gli italiani (70% di separati e 52,5% di divorziati) ma in ogni caso, oltre ad evidenziare una crescente fragilit\u00e0 del tessuto relazionale che le persone vivono, crea ulteriori difficolt\u00e0 e disagi ai membri, esponendo a maggior rischio di povert\u00e0 i singoli genitori e penalizzando i figli, costretti a una crescita con meno opportunit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">A fronte di questa breve rassegna di dati \u00e8 importante ricordare che una delle risorse pi\u00f9 importanti di cui il Centro si nutre e che ha permesso al Centro stesso di funzionare quotidianamente e di rispondere all&#8217; aumento delle situazioni indigenti, ha un valore inestimabile: il volontariato. Un sentito ringraziamento \u00e8 cos\u00ec rivolto a tutti i volontari che con costanza e continuit\u00e0 hanno operato all&#8217; interno del Centro con ruoli e mansioni diverse ma comunque importanti ai fini di un&#8217; integrale funzionalit\u00e0 del servizio; un ringraziamento va anche ai all&#8217; Associazione Pronto Intervento Caritas &#8216;Don Antonio Obovali&#8217;, i cui volontari si sono prodigati operando all&#8217; interno del Cda, gestendo il Magazzino di mobili usati (messi a disposizione delle persone segnalate dal CdA stessa), garantendo inoltre la prima assistenza ai profughi segnalati dalla Questura o dalla locale Prefettura.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Un grazie particolare va anche alle persone che hanno creduto in noi portandoci offerte, viveri, vestiti e altro materiale che abbiamo poi potuto ridistribuire per rispondere al disagio.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Volontari e volontariato, cittadini e solidariet\u00e0 sono stati e continuano ad essere variabili importanti che unite fra loro, offrono al CdA un valore aggiunto utile e necessario per rispondere all&#8217; attuale crisi che ha aumentato l&#8217;indigenza, moltiplicato i bisogni e sottratto le risorse a molte, troppe persone.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%\"><i>A cura di<\/i><b> Mario Fontana <\/b><\/div>\n<p>Osservatorio delle povert\u00e0 Caritas Ravenna<\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_470' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Relazione_Caritas_Ravenna_2010.pdf' title='Relazione_Caritas_Ravenna_2010' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Relazione_Caritas_Ravenna_2010<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rapporto Caritas 2010 &#8211; Dati del Centro di Ascolto Diocesano Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 8\/2011 \u00a0 Continua la crisi, aumentano gli incontri con persone in difficolt\u00e0. 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