{"id":4520,"date":"2013-05-30T10:30:00","date_gmt":"2013-05-30T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/05\/30\/mons-novarese-beato\/"},"modified":"2013-05-30T10:30:00","modified_gmt":"2013-05-30T08:30:00","slug":"mons-novarese-beato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/mons-novarese-beato\/","title":{"rendered":"Mons. Novarese Beato"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 21\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>E&#8217; stato uno dei primi beati ad essere celebrato a Roma sotto il pontificato di papa Francesco, sabato 11 maggio scorso. E&#8217; Luigi Novarese, sacerdote piemontese nato a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1914 e morto a Rocca Priora (Roma) nel 1984. Papa Giovanni Paolo II lo defin\u00ec &#8216;l&#8217;apostolo dei malati&#8217;. <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La cerimonia si \u00e8 svolta durante la Santa Messa nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura davanti a oltre 5mila fedeli ed \u00e8 stata presieduta dal Segretario di Stato Vaticano, cardinale Tarcisio Bertone. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Novarese fu un innovatore. Fin dalla seconda met\u00e0 degli anni Quaranta si prese cura dell&#8217;emarginazione dei disabili, fond\u00f2 case di cura, tra cui quella di Moncrivello a lui intitolata, in provincia di Vercelli, centri di assistenza, corsi professionali per i portatori di handicap, diede vita ad associazioni come il Centro Volontari della Sofferenza e i Silenziosi Operai della Croce. Organizz\u00f2 convegni internazionali su temi religiosi e scientifici mettendo a confronto medici e malati, sottolineando in particolare l&#8217;importanza che la dimensione spirituale viene ad assumere nel rapporto fra l&#8217;infermo e la malattia. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">&#8216;Don Luigi esortava incessantemente i sofferenti ad essere non solo oggetto di solidariet\u00e0 e di carit\u00e0 &#8216; ha detto Bertone durante l&#8217;omelia &#8216;, ma soggetti attivi nell&#8217;opera di evangelizzazione, contrassegnata dal dinamismo spirituale della consolazione, in unione con Cristo, il divino Consolatore&#8217;. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Novarese si impegn\u00f2 con tutto se stesso nella lotta contro l&#8217;emarginazione dei disabili, che tolse dai ghetti in cui erano confinati e integr\u00f2 nella societ\u00e0. Insegn\u00f2 loro un mestiere con l&#8217;obiettivo, nei limiti delle possibilit\u00e0 di ognuno, di renderli autonomi anche dal punto di vista economico. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">&#8216;L&#8217;attivit\u00e0 di Novarese ha esercitato un influsso non piccolo anche nel tessuto civile della Nazione, contribuendo efficacemente a promuovere in esso un&#8217;attenzione alle potenzialit\u00e0 del mondo della sofferenza, tesoro prezioso per la societ\u00e0&#8217;, ha proseguito Bertone. <\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 18pt; text-align: left;\">Dal maggio 1942 al maggio 1970 Novarese lavor\u00f2 presso la Segreteria di Stato Vaticana al servizio di cinque pontefici che ne apprezzarono la spiritualit\u00e0 e il carisma: Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II. Nel 1970 lasci\u00f2 la Segreteria di Stato e pass\u00f2 alle dipendenze della Cei dove si occup\u00f2 di pastorale sanitaria. Anche qui Don Luigi lasci\u00f2 un&#8217;importante traccia, come ha ricordato il cardinal Angelo Comastri, arciprete della Basilica Vaticana, dove \u00e8 stata celebrata, luned\u00ec 13, la messa di ringraziamento per la beatificazione, citando l&#8217;Esortazione apostolica post-sinodale &#8216;Christifideles Laici&#8217;, di Giovanni Paolo II: &#8216;Uno dei fondamentali obiettivi di questa rinnovata e intensificata azione pastorale che non pu\u00f2 non coinvolgere, e in modo coordinato, tutte le componenti della comunit\u00e0 ecclesiale, \u00e8 di considerare il malato, il portatore di handicap, il sofferente non semplicemente come termine dell&#8217;amore e del servizio della Chiesa, bens\u00ec come soggetto attivo e responsabile dell&#8217;opera di evangelizzazione e di salvezza&#8217;. Queste parole sono il frutto dell&#8217;opera di Mons. Luigi Novarese e chi come noi ha avuto la fortuna di essere presente a quest&#8217;eccezionale evento ha potuto vedere viva pi\u00f9 che mai la bellissima e importante intuizione del Beato Fondatore. La splendida Basilica non \u00e8 stata scelta a caso, infatti, come San Paolo fu il grande Apostolo dei lontani e degli esclusi cos\u00ec il Beato Novarese ha offerto tutta la sua vita per tracciare una via di speranza capace di rischiarare qualunque disperazione e dolore. Per noi, Volontari della Sofferenza, Luigi Novarese non \u00e8 solo un esempio e una guida, ma una lampada luminosa per tutti i sofferenti del mondo e di ogni tempo, perch\u00e9 la Chiesa lo ha annoverato nella schiera dei Beati, capaci di parlare al cuore di ogni uomo che trova in fede, speranza e carit\u00e0 la luce per la propria vita. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Sara, Sabina, Asja ed Elisa<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 21\/2013 \u00a0 E&#8217; stato uno dei primi beati ad essere celebrato a Roma sotto il pontificato di papa Francesco, sabato 11 maggio scorso. E&#8217; Luigi Novarese, sacerdote piemontese nato a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1914 e morto a Rocca Priora (Roma) nel 1984. Papa Giovanni Paolo II lo defin\u00ec &#8216;l&#8217;apostolo dei malati&#8217;. 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