{"id":4492,"date":"2013-05-24T08:00:00","date_gmt":"2013-05-24T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/05\/24\/lincontro-con-gemma-capra-a-ravenna\/"},"modified":"2013-05-24T08:00:00","modified_gmt":"2013-05-24T06:00:00","slug":"lincontro-con-gemma-capra-a-ravenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/lincontro-con-gemma-capra-a-ravenna\/","title":{"rendered":"L&#8217;incontro con Gemma Capra a Ravenna"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 20\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Di alcuni periodi della\u00a0 nostra storia molti preferiscono non sapere o fingono di essersi dimenticati.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">E&#8217; cos\u00ec anche per i tristemente famosi <i>anni di piombo<\/i>.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il commissario Luigi Calabresi, assassinato il 17 maggio del 1972, pu\u00f2 essere considerato un martire di questa buia pagina del nostro recente passato.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Due colpi di pistola alle spalle. I materiali esecutori condizionati anche da una sapiente campagna di demonizzazione e delegittimazione alla quale, voglio credere inconsapevolmente, contribuirono non pochi sedicenti intellettuali, molti dei quali ancora oggi venerati come <i>maitre \u00e0 penser<\/i>.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Per amore della verit\u00e0, non per alimentare il rancore, si dovrebbero leggere le vere e proprie apologie di reato che, in quei tempi, potevano impunemente scriversi su certe testate. Bisognerebbe leggere l&#8217;immotivato <i>j&#8217;accuse<\/i> al povero Calabresi, sottoscritto dai pi\u00f9 bei nomi (757!) della cultura laicista dell&#8217;epoca, trasversalmente egemone.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Perdonare non significa dimenticare. Anzi il perdono \u00e8 tanto pi\u00f9 vero, quanto pi\u00f9 \u00e8 costretto a confrontarsi, giorno dopo giorno, con il doloroso ricordo dell&#8217;ingiustizia subita.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Una giovane moglie e tre bimbi derubati del marito, del padre.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Ma, fin da subito, quella famiglia depredata spiazz\u00f2 tutti, decidendo di chiamarsi \u00a0fuori dalla logica dell&#8217;odio.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Basti dire che il primo pensiero di Gemma, la mamma, non appena letto il labiale del suo parroco, messaggero del terribile annuncio, al quale la voce s&#8217;era spenta in gola, fu di pregare per la famiglia dei carnefici del suo Luigi.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Nella serata del 14 maggio scorso, a Ravenna in una gremita chiesa di San Biagio, Gemma ha raccontato come questo gesto, a viste umane incomprensibile, le sia stato quasi imposto dall&#8217;irruzione di Dio nella sua vita. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">S\u00ec, perch\u00e9, fin dai primissimi istanti successivi alla tragedia Gemma ha ricevuto la Grazia di sperimentare la viva presenza di Dio in lei. In lei che fino ad allora era stata, s\u00ec, una cattolica praticante, ma che solo ora comprendeva e viveva veramente la verit\u00e0 e la ricchezza della fede nella quale era stata educata.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Proprio l&#8217;impulso a pregare per i carnefici, le fece capire che Dio le chiedeva di divenire una testimone e un canale attraverso il quale riversare il Suo perdono, anche su coloro che pi\u00f9 hanno sbagliato. Aiutandola, al contempo, a essere a sua volta sempre pi\u00f9 capace di perdonare.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Un&#8217;esperienza di dolore, la sua, che le ha insegnato a percepire e condividere la sofferenza del prossimo. A capire che il dolore pu\u00f2 derivare non solo dal male subito, ma anche dalla consapevolezza e dal pentimento per quello commesso. E a fare l&#8217;esperienza, sotto certi aspetti paradossale, della valenza unitiva della sofferenza, che pu\u00f2 quindi divenire luogo di incontro e di comunione tra la vittima e il carnefice pentito. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Una pedagogia, quella usata dal Signore con Gemma, che prevedeva anche la preghiera. Bellissima la sua testimonianza sulle ore notturne passate a pregare, magari a favore di sconosciuti con i quali ha cos\u00ec sentito di entrare in comunione. E ancor pi\u00f9 toccante \u00a0il passaggio nel quale ci ha raccontato delle tante persone che, lungo gli anni, le hanno testimoniato di aver pregato per la sua famiglia. \u00a0Altra misteriosa forma di comunione cristiana.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Come racconta Gemma in un suo libro, nel 1966 un giovane Luigi Calabresi, allora allievo commissario di PS, in un intervento pubblico ebbe a dire \u00a0&#8221; avrei molti altri modi di guadagnarmi \u00a0uno stipendio, ma sono affascinato dall&#8217;esperienza che pu\u00f2 fare in polizia uno come me, che vuol vivere una vita profondamente, integralmente cristiana &#8216; dar\u00f2 a mia moglie (io non so chi \u00e8, come si chiama, dove vive, ma so che in qualche posto vive) un amore cristiano; e avremo subito figli, e saranno molti e li cresceremo &#8221;.<\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 18pt; text-align: left;\">Mi piace pensare che un uomo cos\u00ec, da lass\u00f9, nonostante la temporanea, forzata separazione, abbia guardato compiaciuto il cammino percorso dalla compagna di troppi pochi anni terreni e dai loro tre figli. Nell&#8217;attesa di poterli reincontrare, un giorno.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Sirio Stampa<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 20\/2013 \u00a0 Di alcuni periodi della\u00a0 nostra storia molti preferiscono non sapere o fingono di essersi dimenticati. E&#8217; cos\u00ec anche per i tristemente famosi anni di piombo. Il commissario Luigi Calabresi, assassinato il 17 maggio del 1972, pu\u00f2 essere considerato un martire di questa buia pagina del nostro recente passato. Due colpi di pistola alle spalle. 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