{"id":4477,"date":"2013-05-21T08:00:00","date_gmt":"2013-05-21T06:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/05\/21\/un-prete-nel-libro-dei-giusti-don-antonio-rasi\/"},"modified":"2013-05-21T08:00:00","modified_gmt":"2013-05-21T06:00:00","slug":"un-prete-nel-libro-dei-giusti-don-antonio-rasi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/un-prete-nel-libro-dei-giusti-don-antonio-rasi\/","title":{"rendered":"Un prete nel libro dei Giusti: Don Antonio Rasi"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: left;\"><b>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 18\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Il nome di Don Antonio Rasi (1903-1989) prete ravennate, parroco di S. Biagio d&#8217;Argenta nel giardino dei &#8216;Giusti tra le nazioni&#8217; a Gerusalemme<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>A cura di Enzo Tramontani<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Chi proveniente da Roma, chi proveniente da Haifa in Israele, erano giunti in dodici ad Argenta il 25 aprile scorso. Erano figli e nipoti di Giuseppe, di Regina, di Umberto, i tre figli di &#8216;Isacco&#8217; Moscati e Regina Cantelli (quest&#8217;ultima originaria della frazione argentana di San Biagio), famiglia ebraica braccata dai nazisti e giunta a San Biagio alla fine del 1943, quando Isacco era gi\u00e0 morto. Il parroco don Antonio Rasi ospit\u00f2 la vedova e i tre figlioletti nella propria casa attigua alla chiesa fino al &#8216;passato pericolo&#8217; con la sconfitta della Germania, dividendo con loro la povert\u00e0 della mensa e i rigori dell&#8217;inverno, strappandoli cos\u00ec dalla deportazione nei campi di sterminio. Rischi\u00f2 ogni giorno la propria vita, soprattutto quando dovette affrontare i tedeschi venuti a bussare alla sua porta, sfidandoli con una santa bugia: &#8216;Questi li ho battezzati io, avete sbagliato indirizzo&#8217;.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Fortunatamente la bevvero. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Johav, Miri e Tani Moscati erano orgogliosi di trovarsi al centro &#8216; ospiti di riguardo &#8216; della cerimonia celebrativa del sacerdote, grande nella sua quotidiana umilt\u00e0. &#8216;Quando torneremo a Gerusalemme andremo a piantare per lui un albero, col suo nome inciso, nel Giardino dei Giusti&#8217; hanno solennemente promesso. Siamo grati di questo gesto memoriale, che celebra il nome di Ravenna e la carit\u00e0 nascosta di un suo degno figlio.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Scheda biografica di Don Antonio Rasi<\/b><\/div>\n<div style=\"margin-left: 0cm; text-indent: -18pt; text-align: left;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Il libro che illustra la figura del sacerdote<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">E&#8217; stato presentato ad Argenta il 25 aprile 2013, per iniziativa del sindaco dott. Antonio Fiorentini. Di pagg. 136 e con numerose illustrazioni, ne \u00e8 autore Rino Nicoletti, che scrive in quarta di copertina: &#8216;L&#8217;intenzione (di questa pubblicazione) \u00e8 quella di far conoscere ai giovani e far ricordare a chi allora c&#8217;era, le buone opere di un umile e altruista parroco di campagna vissuto nel momento storico pi\u00f9 delicato del &#8216;900. Credo che per un sambiagese come me aver fatto questa pubblicazione sia il minimo che potessi fare per evitare che ci si dimentichi di personaggi di questo spessore&#8217;.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">La prefazione \u00e8 scritta dal Rabbino Capo della Comunit\u00e0 Ebraica di Ferrara Rav Luciano Meir Caro, che era presente anche alla giornata celebrativa del 25 aprile 2013 ad Argenta. L&#8217;Arcivescovo di Ravenna-Cervia Mons. Lorenzo Ghizzoni pure invitato, assente per precedenti impegni, \u00e8 stato rappresentato dall&#8217;arciprete di Portomaggiore don Giuseppe Negretto, originario di S. Biagio d&#8217;Argenta. <\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b><i>Per procurarsi il libro biografico e commemorativo, fare riferimento all&#8217;autore: Rino Nicoletti, Via Nazionale Ponente, 16 &#8216; 44011 Argenta (Fe), tel. 0532 852013 &#8216; cell. 347 7224522.<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Testimonianze<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">Il volumetto di Rino Nicoletti raccoglie diverse testimonianze interessanti. Qui ne segnaliamo due, mentre di seguito riportiamo il testo integrale di una lettera scritta da Israele da un discendente della famiglia Moscati.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Italo Guerra<\/b> \u00e8 un ex alunno del seminario di Ravenna e qui ricorda con gratitudine l&#8217;antico parroco don Antonio Rasi &#8216;al quale sono debitore&#8217; scrive &#8216;per aver convinto mio padre a farmi proseguire gli studi nel seminario <i>perch\u00e9 si pagava poco<\/i>. Don Antonio si mostrava fiero di me, s&#8217;interessava ai miei studi e mi incoraggiava sempre. Anche adesso, quando ritorno a San Biagio (oggi vive a Lugo, <i>ndr<\/i>) non manco di recarmi con animo riconoscente alla sua tomba e, l\u00ec vicina, anche a quella di un altro sambiagese, l&#8217;amico e grande scrittore don Francesco Fuschini (pure di San Biagio d&#8217;Argenta era mons. Angelo Rossini vescovo ausiliare di Ravenna dal 1942 al 1947, poi arcivescovo di Amalfi dove si spense nel 1965, <i>ndr<\/i>)&#8217;.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Itala Centofanti <\/b>sottolinea la grande carit\u00e0 di don Rasi, conosciuto da bambina nel 1930 appena giunto in parrocchia. Insegnante, vanta una lunga frequentazione col suo parroco storico. Di lui scrive: &#8216;Era sempre pronto a donar a chi aveva bisogno, dava quel poco che aveva a chi era pi\u00f9 povero di lui: si privava di tutto, anche del mangiare, cenava con due foglie d&#8217;insalata prese dal suo orto o addirittura saltava la cena&#8217;. E aggiunge: &#8216;Quando (nel 1938 coron\u00f2 il suo sogno inaugurando l&#8217;asilo-scuola costruito con il lascito della signora Balla-Cogolli, allora veramente non ebbe pi\u00f9 nulla perch\u00e9 tutto quello che aveva o riusciva a racimolare &#8216; particolarmente nel periodo della guerra, con tutte le ristrettezze del tempo &#8216; finiva per sfamare le orfanelle (una quarantina circa) che erano ospiti dell&#8217;asilo&#8217;. Termina infine testimoniando che pi\u00f9 di una volta, mentre celebrava messa lei presente, don Antonio cadeva svenuto per il freddo e la mancanza di una nutrizione adeguata, suscitando preoccupazione nei fedeli.<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b>Lettera di Miri Moscati a Rino Nicoletti, da Israele nel 2008<\/b> (quando venne inaugurata una lapide posta sul muro della chiesa e l&#8217;intitolazione di un parco alla memoria di don Antonio Rasi).<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>&#8216;Carissimo Sig. Rino Nicoletti,<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><i>da Maria e Isacco Moscati nacquero tre figli: Giuseppe, Regina e Umberto. Durante la Seconda Guerra Mondiale, in seguito alle leggi razziali Maria, che nel frattempo era rimasta vedova, si rifugi\u00f2 con i figli a San Biagio d&#8217;Argenta presso la canonica di don Antonio cercando di salvare i bambini. Eravamo di religione ebraica (come il padre Isacco) e ricercati da fascisti e nazisti. Mio padre Umberto non ci ha raccontato molto di quel periodo che forse voleva dimenticare. A San Biagio d&#8217;Argenta viveva con il nonno Cantelli e lo seguiva nel suo lavoro. Uno zio, sempre dalla parte di nonna, che aveva una tipografia, stamp\u00f2 delle tessere annonarie false, permettendo loro di sopravvivere. Possiamo assolutamente testimoniare che furono protetti dal Parroco don Antonio Rasi e dalla discrezione degli abitanti del Paese che, pur conoscendo i pericoli a cui andavano incontro, non rivelarono mai la loro presenza. Dopo la guerra i tre ragazzi si trasferirono in Israele con la madre in periodi diversi sperando di aver raggiunto un luogo dove poter vivere in pace non essendo pi\u00f9 perseguitati in quanto ebrei. Purtroppo non fu cos\u00ec. Un giorno, era sera, giorno di P\u00e8sach, un figlio di Regina di nome Zeev stava festeggiando con la sua famiglia in un albergo a Netanya. Durante la cena un uomo entr\u00f2 in albergo e con un attacco suicida fece una strage uccidendo trenta persone tra cui Zeev, sua figlia Sivan di vent&#8217;anni e il fidanzato della sorella. Regina per il dispiacere usc\u00ec fuori di testa e il marito mor\u00ec dopo un anno. La tragedia iniziata in Italia con le persecuzione a causa della religione seguitano qui, purtroppo, dove si sperava che terminassero. Ancora oggi degli innocenti pagano perch\u00e9 ebrei. Ci rincresce molto di non essere presenti a questa cerimonia, ma le promettiamo che al pi\u00f9 presto verremo a visitare il paese dove, in un periodo tremendo, delle &#8216;buone persone&#8217; hanno dato un mano per salvare degli innocenti. Grazie a tutti per non dimenticare&#8217;.<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left;\"><b><i>Miri Moscati e Famiglia<\/i><\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0 N. 18\/2013 \u00a0 Il nome di Don Antonio Rasi (1903-1989) prete ravennate, parroco di S. Biagio d&#8217;Argenta nel giardino dei &#8216;Giusti tra le nazioni&#8217; a Gerusalemme \u00a0 A cura di Enzo Tramontani Chi proveniente da Roma, chi proveniente da Haifa in Israele, erano giunti in dodici ad Argenta il 25 aprile scorso. 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