{"id":3849,"date":"2013-01-24T08:00:00","date_gmt":"2013-01-24T07:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/01\/24\/la-prima-omelia-di-mons-ghizzoni-a-ravenna\/"},"modified":"2013-01-24T08:00:00","modified_gmt":"2013-01-24T07:00:00","slug":"la-prima-omelia-di-mons-ghizzoni-a-ravenna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/la-prima-omelia-di-mons-ghizzoni-a-ravenna\/","title":{"rendered":"La prima omelia di mons. Ghizzoni a Ravenna"},"content":{"rendered":"<div>\u00a0<\/p>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La prima omelia di mons. Ghizzoni a Ravenna<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 3\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b><i>Pubblichiamo il testo integrale dell&#8217;omelia pronunciata da Mons. Lorenzo Ghizzoni, in occasione del suo ingresso in Diocesi, durante la Concelebrazione Eucaristica di domenica 20 gennaio in Cattedrale a Ravenna.<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>Il &#8216;primo segno&#8217;: alle nozze di Cana <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Davvero ricca la Parola di Dio oggi! Il Signore non ci fa mancare nulla a questa mensa, sempre sovrabbondante: Dio ama il suo Popolo come uno sposo ama la sua sposa &#8216; dice Isaia &#8216; e conferma il suo patto nella gioia; la Chiesa presentata da Paolo come una comunit\u00e0 ricca di carismi preziosi, se messi a frutto per il bene comune e non per l&#8217;affermazione di s\u00e9. E lo sposalizio a Cana, dove i due sposi sono sullo sfondo della scena, mentre in primo piano ci sono Ges\u00f9, il &#8216;vero sposo&#8217; e Maria, la &#8216;donna&#8217;, seconda protagonista dell&#8217;evento imprevedibile che si produce durante il banchetto, a favore degli invitati alle nozze. Qual \u00e8 il senso di queste letture? Nel suo disegno &#8216;misterioso&#8217; il Padre, che aveva voluto conservare il vino buono della sua Nuova Alleanza fino a questo momento, ora in Ges\u00f9 ha deciso di rivelare all&#8217;umanit\u00e0 che la salvezza \u00e8 arrivata; che il Figlio ha assunto la nostra umanit\u00e0 incolore e indifferente, per trasformarla in vino straordinariamente nuovo e buono. Siamo dunque entrati con questo &#8216;primo segno&#8217; negli ultimi tempi. Dio ora ha deciso di fare una &#8216;nuova ed eterna Alleanza&#8217; con tutti coloro che obbediscono alla sua parola e si lasciano attrarre a Ges\u00f9 dai segni che egli pone nella storia. Proprio da questo evento che <b>d\u00e0 inizio alla manifestazione di Ges\u00f9<\/b>, vorrei trarre con voi una riflessione. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>La Grazia degli inizi<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Cosa inizia per Ges\u00f9?\u00a0Inizia la sua missione, il suo servizio alla vita degli uomini. Il buon Pastore \u00e8 &#8216;<i>venuto perch\u00e9 abbiano la Vita e l&#8217;abbiano in abbondanza<\/i>&#8216; (Gv 10,10).<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Dove si rivela Ges\u00f9 per la prima volta, secondo Giovanni, con un segno meraviglioso?\u00a0A un banchetto di nozze. Cio\u00e8, nel luogo umano dove si stringe il patto pi\u00f9 importante di tutti, dove l&#8217;amore realizza la sua capacit\u00e0 pi\u00f9 alta di unire l&#8217;uomo e la donna e fa nascere la famiglia, dove la vita cresce e si moltiplica, dove il dono di s\u00e9 all&#8217;altro arriva fino al perdono, superando difficolt\u00e0 e conflitti. Quindi in un luogo umano, &#8216;naturale&#8217;, ma forse il pi\u00f9 aperto di tutti i rapporti umani alla trascendenza. Proprio qui interviene Ges\u00f9 per svelare che \u00e8 giunta ora la sua grazia che trasforma, vivifica, illumina le nostre deboli capacit\u00e0 di amare e di amarci. Mi sembra che una lettura spiritualmente attenta potrebbe cogliere un riferimento all&#8217;ultima cena. E quel trasformare l&#8217;acqua in vino potrebbe ricordare la trasformazione del vino nel sangue del Signore, &#8216;<i>questo \u00e8 il mio sangue dell&#8217;alleanza, che \u00e8 versato per molti per il perdono dei peccati<\/i>&#8216;, come dice il Vangelo secondo Matteo (26,28). Cos\u00ec il primo segno richiama l&#8217;ultimo, &#8216;l&#8217;ottavo&#8217;, quello definitivo. \u00c8 come se fin dall&#8217;inizio Ges\u00f9 annunciasse e preparasse il suo passaggio attraverso il morire e il risorgere, secondo la legge del chicco di frumento. E la conferma viene anche dagli altri segni, dalle guarigioni e dagli incontri, con la Samaritana, con Lazzaro, con il cieco nato&#8217; che vengono &#8216;risuscitati&#8217; dalle loro condizioni di infermit\u00e0, di oscurit\u00e0 e di morte e portati da Ges\u00f9 a una vita nuova. Mi sembra di poter dire che fin dall&#8217;inizio c&#8217;\u00e8 una grazia nuova, potente, originale che illumina il suo ministero di unico salvatore del mondo, ma essa passa attraverso la via della croce. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">\u00c8 a questa stessa <b>grazia degli inizi<\/b> che faccio appello anch&#8217;io, per me e per tutti voi, carissimi fedeli della antichissima Chiesa di Ravenna &#8216; Cervia, perch\u00e9 all&#8217;inizio di questo cammino insieme &#8216; e all&#8217;inizio del mio ministero &#8216;, ci sia gi\u00e0 tutta la <b>sua<\/b> <b>potenza<\/b> di Salvatore, di guaritore, di maestro, di Capo e servo, di buon Pastore.\u00a0E io sia strumento docile nelle sue mani, cos\u00ec come voi tutti, e ci lasciamo trasformare e rinnovare progressivamente nel cuore, nella mente, nelle opere. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>Un popolo unito, sotto la croce<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Quanto pi\u00f9 ci lasceremo legare a Lui in un patto di Alleanza nuziale (vedi la I lettura), tanto pi\u00f9 saremo <b>un Popolo unito, solidale, fraterno<\/b>, capace di attirare altri verso di Lui. E saremo capaci di modellare anche intorno a noi una societ\u00e0 diversa: grazie all&#8217;amore fraterno potremo seminare la pace nei rapporti sociali; e dalla nostra capacit\u00e0 di riconciliazione potremo far rinascere la giustizia, in tutti suoi aspetti anche in quelli sociali, economici, politici. Alleati in questo, dovunque sia possibile, anche con gli altri uomini e donne di buona volont\u00e0 della nostra terra ravennate e cervese.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Certo tutto questo pu\u00f2 avvenire <b>non senza la croce<\/b>, lo sappiamo bene. La legge del chicco di frumento vale per tutti: &#8216;Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto&#8217; (Gv 12,24). Solo nel sacrificio disinteressato di s\u00e9, c&#8217;\u00e8 trascendenza, ci si apre a Dio e agli uomini, anche a quelli che non lo meritano, &#8216; come ha fatto il Signore con noi. La nostra efficacia come Popolo di Dio nel portare la novit\u00e0 del Vangelo, dipende da questa disponibilit\u00e0 a morire a noi stessi, a rinunciare alla nostra autorealizzazione e a stimare gli altri pi\u00f9 importanti di noi, facendoci ultimi, piccoli, per amore dell&#8217;uomo. L\u00ec sperimentiamo la gioia e il nostro annuncio diventa &#8216;bella notizia&#8217;, convincente e contagiosa. \u00c8 chiaro che questi atteggiamenti sono in controtendenza oggi, prevedono una &#8216;comunit\u00e0 alternativa&#8217; sia al mondo che ci circonda con i suoi idoli illusori, sia al sempre pi\u00f9 diffuso &#8216;culto di s\u00e9&#8217;. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>Una Chiesa missionaria<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Ma se vogliamo essere una <b>Chiesa missionaria<\/b>, &#8216; e vogliamo esserlo &#8216;, in questa terra che per tante ragioni storiche, almeno in parte, fatica ad aprire il cuore al Vangelo di Ges\u00f9 e alla sua Chiesa, &#8216;<i>inseparabile<\/i> da lui &#8216;, alla sua Grazia che libera e risana, non possiamo che scegliere anche noi questo stile di vita radicalmente cristiano, segnato e reso fecondo dalla croce: &#8216;<i>Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua<\/i>&#8216; (Lc 9,23).\u00a0E sia chiaro che vogliamo essere una Chiesa missionaria non per accrescere i nostri ranghi, ma perch\u00e9 ci sta a cuore la qualit\u00e0 della vita dei nostri concittadini: vogliamo che anche loro abbiano il &#8216;vino buono&#8217; della vita vera, piena e l&#8217;abbiano in abbondanza. Anche quelli che sono indifferenti, delusi, lontani o che sono chiusi alla fede&#8217; Soprattutto per loro siamo chiamati a mettere a frutto i carismi del ministero ordinato, quelli della vita consacrata o dell&#8217;impegno laicale, legati alle nostre differenti vocazioni (II lettura).<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Come &#8216;Chiesa madre&#8217; infatti siamo chiamati a preoccuparci prima di tutto per <b>i figli che si sono allontanati<\/b> o che forse abbiamo contribuito ad allontanare: li vogliamo qui al banchetto di nozze dell&#8217;Eucaristia, a gustare con noi il &#8216;vino buono&#8217; dell&#8217;amore fraterno, della misericordia che perdona sempre, del riconoscimento della dignit\u00e0 di ciascuno, anche di chi \u00e8 escluso da tutti. Vogliamo comportarci come Ges\u00f9 che, scandalizzando alcuni, si metteva alla tavola dei peccatori e dei pubblicani; e li conquistava: &#8216;<i>Oggi per questa casa \u00e8 venuta la salvezza, perch\u00e9 anch&#8217;egli \u00e8 figlio di Abramo <\/i>&#8216; dice Ges\u00f9, di Zaccheo &#8216;<i>Il Figlio dell&#8217;uomo infatti \u00e8 venuto a cercare e a salvare ci\u00f2 che era perduto<\/i>&#8216; (Lc 19,10). C&#8217;\u00e8 posto alla nostra festa di nozze, alle nostre assemblee domenicali intorno al Cristo risorto, nelle nostre comunit\u00e0 parrocchiali, nei nostri gruppi e nelle nostre associazioni.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Non tutti accetteranno l&#8217;invito, come prevedeva gi\u00e0 Ges\u00f9 in una parabola famosa (Lc 14,15ss). Qualcuno si opporr\u00e0. Ma se anche qualche &#8216;buona battaglia&#8217; (1Tm 1,18) ci sar\u00e0 da fare, <i>fuori<\/i> e <i>dentro<\/i> la nostra Chiesa diocesana, &#8216; perch\u00e9 tutti siamo fatti della carne umana e siamo inclinati <i>non solo<\/i> al bene &#8216;, si potr\u00e0 andare avanti con la forza dello Spirito, che ci dar\u00e0 &#8216;parola e sapienza&#8217; (Lc 21,15) per rendere ragione della nostra fede e delle nostre scelte. Oppure ci dar\u00e0 la capacit\u00e0 di pentimento e di riconoscimento dei nostri errori. A patto per\u00f2 che ci muoviamo tutti insieme, come <b>un unico popolo<\/b>, uomini e donne, giovani e adulti, poveri e ricchi, italiani o stranieri&#8217;\u00a0come con &#8216;un cuore solo e un&#8217;anima sola&#8217; (At 4,32) , come si addice al <b>Popolo di Dio<\/b>.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>Una Chiesa che ha la grazia dei poveri e si cura dei giovani<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Abbiamo per\u00f2 anche una grazia particolare, &#8216; e sono davvero lieto di ritrovare questa presenza qui in diocesi &#8216;: i <b>poveri<\/b>. \u00c8 vero che ci sono dappertutto e molte Chiese hanno opere adatte a rispondere ai loro bisogni antichi e nuovi, ma alla nostra Chiesa particolare, il Signore ha fatto la grazia attraverso Don Angelo Lolli e l&#8217;Opera S. Teresa, di metterceli davanti per provocare la nostra carit\u00e0; per darci l&#8217;occasione di amarli come fratelli soccorrendoli e ancora pi\u00f9 valorizzandoli, servendoli e custodendoli come dei &#8216;tabernacoli viventi&#8217; pieni della presenza viva e reale di Ges\u00f9 stesso. La nostra Chiesa di Ravenna&#8217;Cervia ha risposto bene alla vocazione di annunciare il Vangelo della Carit\u00e0, con i fatti. Possiamo dunque confidare molto nei nostri poveri, possiamo sperare molto nella loro efficacia per convertirci al Signore e per convertire altri &#8216; lontani o allontanati &#8216; attirandoli con la carit\u00e0 praticata, pi\u00f9 che proclamata. Per i poveri vogliamo anche giustizia, certo, e un giusto ordine nella societ\u00e0, perch\u00e9 il loro numero sia ridotto il pi\u00f9 possibile. Ma la giustizia \u00e8 provocata dalla carit\u00e0 e spesso superata e completata, mai separabile da essa. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Per i <b>giovani<\/b>, parte preziosissima e fragile delle nostre comunit\u00e0, il &#8216;fare famiglia con i poveri&#8217; e l&#8217;imparare a servirli con amore, \u00e8 una via necessaria e feconda per scoprire la propria vocazione, tanto quanto la ricerca personale di Dio nella preghiera e nella Parola di Dio. Anzi la scelta di impegnarsi nell&#8217;esercizio della carit\u00e0, con i poveri come maestri, <i>unita<\/i> al nutrirsi alla mensa della Parola, che fa &#8216;ardere il cuore&#8217; e alla mensa dell&#8217;Eucaristia, che sostiene il cammino, mi pare che sia la via pi\u00f9 completa e pi\u00f9 educante dello spirito di un giovane che si apre alla trascendenza, a Dio, e accoglie le sue chiamate.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\">Ma anche ai <b>giovani che iniziano la vita di coppia<\/b>, rispondendo alla vocazione al matrimonio, con tutti i timori e gli ostacoli che stoltamente stanno mettendo davanti a loro la nostra cultura corrente e l&#8217;inadeguatezza dei supporti sociali, dovremo dare un supplemento speciale di formazione e accompagnamento previo, di preparazione all&#8217;evento sacramentale, di sostegno nei primissimi anni di vita comune. Anche qui c&#8217;\u00e8 una grazia degli inizi nella quale dovremmo confidare di pi\u00f9. Ma, senza cammini di gruppo, senza la nascita di comunit\u00e0 di giovani sposi che si aiutino a vicenda a <i>rimanere<\/i> sposati nel Signore, si continuer\u00e0 con la situazione precaria di oggi. Li dovremo sostenere anche nei momenti difficili, anche se faranno passi sbagliati, scegliendo scorciatoie che aprono pi\u00f9 ferite di quante non ne chiudano, con carit\u00e0 pastorale, non disgiunta dalla verit\u00e0 che ciascuno deve cercare in s\u00e9, nei propri rapporti, e nell&#8217;unione sponsale come l&#8217;ha rivelata il Signore nella stessa creazione.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 18pt 0cm\">A Maria, venerata come Madonna Greca, e come Madonna del Pino, ci rivolgiamo con la sicurezza di essere ascoltati. A S. Apollinare, a S. Paterniano, a S. Pietro Crisologo, a S. Guido Maria Conforti, gi\u00e0 nostri Vescovi, chiediamo che non si dimentichino della loro Chiesa e insieme a mons. Tonini e soprattutto a mons. Verucchi, che ha dato cuore e pelle per essa, preghino per noi e ci ottengano <b>la Grazia degli inizi, per essere un Popolo unito sotto la croce, una Chiesa missionaria, una Chiesa che custodisce la grazia dei poveri e si prende cura delle scelte di vita dei suoi giovani. <\/b>E in particolare chiedo di vegliare su di me che sto per entrare in questa famiglia, antica, gloriosa e ricca di figli, con un dono e un compito speciale, perch\u00e9 <i>non<\/i> io, ma <i>la sua Grazia<\/i> in me porti frutto.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>X<\/b><b>\u00a0Mons. Lorenzo Ghizzoni<\/b><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 La prima omelia di mons. Ghizzoni a Ravenna Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 3\/2013 \u00a0 Pubblichiamo il testo integrale dell&#8217;omelia pronunciata da Mons. 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