{"id":3818,"date":"2013-01-23T16:00:00","date_gmt":"2013-01-23T15:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2013\/01\/23\/liconografia-del-vescovo-nei-mosaici-ravennati\/"},"modified":"2013-01-23T16:00:00","modified_gmt":"2013-01-23T15:00:00","slug":"liconografia-del-vescovo-nei-mosaici-ravennati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/liconografia-del-vescovo-nei-mosaici-ravennati\/","title":{"rendered":"L&#8217;iconografia del vescovo nei mosaici ravennati"},"content":{"rendered":"<div>\u00a0<\/p>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>L&#8217;iconografia del vescovo nei mosaici ravennati<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 2\/2013<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Non \u00e8 difficile ammirare nelle nostre basiliche bizantine l&#8217;immagine del vescovo. L&#8217;iconografia pi\u00f9 significativa si trova nella Basilica di Sant&#8217;Apollinare in Classe e riguarda la figura di Apollinare. Giustamente la sua immagine \u00e8 la pi\u00f9 importante essendo Apollinare il protovescovo della Chiesa ravennate ed essendo la Basilica consacrata al suo nome e deputata alla custodia della sua sepoltura. La sua figura campeggia al centro dell&#8217;abside, elemento che va notato con grande interesse: questa posizione di onore era solitamente riservata, nel VI secolo, al Cristo, alla Vergine e non ai Santi. Alla destra e alla sinistra di Apollinare \u00e8 un gregge costituito da dodici pecore, numero evocativo che richiama al gruppo degli apostoli e alle trib\u00f9 di Israele. La presenza di queste pecorelle tuttavia va interpretata alla luce del Sermone 128 di Pietro Crisologo che, probabilmente nella data della memoria liturgica del Santo il 23 luglio, lo ricorda in mezzo al suo gregge: &#8216;Che dire di pi\u00f9, fratelli? Si adoper\u00f2 la santa madre Chiesa, si adoper\u00f2 per non essere mai separata dal proprio vescovo. Ecco, \u00e8 vivo, ecco, come il buon pastore fa sorveglianza in mezzo al suo gregge, e non \u00e8 mai separato nello spirito colui che nel corpo per un certo tempo ci ha preceduti. Ci ha preceduti, dico, con l&#8217;apparenza esteriore, del resto la stessa dimora del suo corpo riposa tra noi. Fu spento il diavolo, il persecutore giacque a terra; ecco, regna e vive colui che desiderava essere ucciso per il suo Sovrano&#8217;.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Un&#8217;antica antifona liturgica ha preso spunto dal sermone crisologhiano: &#8216;O Sant&#8217;Apollinare sacerdote e martire di Cristo intercedi per il tuo popolo che hai guadagnato con il sangue del tuo martirio: noi ravennati siamo il tuo popolo e pecorelle del tuo gregge, intercedi per noi presso il Signore Ges\u00f9 Cristo&#8217;. Questo testo, in latino, fu fatto scrivere dall&#8217;Arcivescovo Giacomo Lercaro nel cornicione della Cattedrale di Ravenna assieme ad alcuni versi del <i>Victimae Paschali Laudes<\/i>. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Apollinare ha il capo nimbato, il suo nome, + SANCTUS APOLENARIS, \u00e8 letto da tutti. La sua veste \u00e8 decorata da numerose api d&#8217;oro, richiamo simbolico all&#8217;operosit\u00e0 del vescovo e al suo compito di annunciare la parola del Vangelo dolce e nutriente pi\u00f9 del miele. Sulle spalle porta il pallio. Esso, tessuto in lana d&#8217;agnello, \u00e8 simbolo del vescovo buon pastore (Lc 15, 4-7). Il pallio rappresenta la pecorella smarrita &#8216;quella malata e quella debole, che il pastore mette sulle sue spalle e conduce alle acque della vita. La parabola della pecorella smarrita, che il pastore cerca nel deserto, era per i Padri della Chiesa un&#8217;immagine del mistero di Cristo e della Chiesa. L&#8217;umanit\u00e0 &#8216; noi tutti &#8211; \u00e8 la pecora smarrita che, nel deserto, non trova pi\u00f9 la strada. Il Figlio di Dio non tollera questo; Egli non pu\u00f2 abbandonare l&#8217;umanit\u00e0 in una simile miserevole condizione. Balza in piedi, abbandona la gloria del cielo, per ritrovare la pecorella e inseguirla, fin sulla croce. La carica sulle sue spalle, porta la nostra umanit\u00e0, porta noi stessi &#8216; Egli \u00e8 il buon pastore, che offre la sua vita per le pecore. Il Pallio dice innanzitutto che tutti noi siamo portati da Cristo. Ma allo stesso tempo ci invita a portarci l&#8217;un l&#8217;altro. Cos\u00ec il Pallio diventa il simbolo della missione del pastore&#8217; (cf. Benedetto XVI, <i>Omelia nella santa messa per l&#8217;inizio del ministero petrino del 24 aprile 2005<\/i>).<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Apollinare \u00e8 raffigurato nella classica posa dell&#8217;orante con le braccia alzate e le mani rivolte al cielo e come sommo sacerdote intercede per il suo popolo; egli celebra nell&#8217;Eucarestia il mistero della passione, morte e resurrezione di Cristo richiamato dall&#8217;iconografia della trasfigurazione, mistero evocato dalla croce gemmata &#8216; il Cristo &#8211; e dalle tre pecorelle &#8211; Pietro, Giacomo e Giovanni &#8211; sopra di lui.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">La figura di Sant&#8217;Apollinare va ricordata unitamente a quella di altri quattro vescovi posti nell&#8217;abside: Severo, Orso, Ecclesio e Ursicino. Essi indossano gli abiti per la celebrazione dell&#8217;Eucarestia, portano il pallio sulle spalle e reggono un prezioso codice. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">San Severo, ultimo dei vescovi colombini e primo vescovo ravennate con una datazione certa \u00e8 presente al Concilio di Serdica &#8216; l&#8217;odierna Sofia in Bulgaria &#8216; nel 342-43; Sant&#8217;Orso \u00e8 il fondatore della Cattedrale di Ravenna al principio del V secolo; il vescovo Ecclesio, antiariano, e il vescovo Ursicino sono ricordati rispettivamente come i fondatori della Basilica di san Vitale e della Basilica di Sant&#8217;Apollinare in Classe. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">La Basilica di San Vitale mostra le figure del vescovo Ecclesio e dell&#8217;arcivescovo Massimiano. Ecclesio \u00e8 rappresentato nell&#8217;abside alla sinistra del Cristo, insieme a San Vitale e ai Santi angeli. Rivestito degli abiti pontificali regge e offre al Signore Ges\u00f9 il modello della Basilica. Sopra al suo capo l&#8217;iscrizione latina ricorda il suo nome e la sua carica ecclesiastica: ECCLESIUS EPISCOPUS, Ecclesio vescovo. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nelle pareti laterali del presbiterio, dove si svolge una maestosa processione, Massimiano compare come figura centrale insieme all&#8217;imperatore Giustiniano. L&#8217;arcivescovo Massimiano, preceduto dall&#8217;incenso e dall&#8217;evangeliario, \u00e8 vestito solennemente per la liturgia e regge la croce gemmata. Segue l&#8217;imperatore Giustiniano: egli \u00e8 raffigurato con le insegne del potere e regge tra le mani una patena, con l&#8217;offerta del pane. Nella parete opposta il corteo prosegue con l&#8217;imperatrice Teodora che, seguita dalle sue ancelle, porta il calice del vino. Pane e vino, presentati all&#8217;altare, introducono alla celebrazione eucaristica. Massimiano incede solenne; anch&#8217;egli, come Ecclesio, porta sulle spalle il pallio. Se questa di San Vitale \u00e8 la sua unica testimonianza iconografica giunta sino a noi tra quelle descritte da Andrea Agnello nel Liber Pontificalis, va comunque ricordato il suo nome, qui in San Vitale scritto per esteso, MAXIMIANUS, abbreviato nei monogrammi che compaiono nella Cattedra d&#8217;avorio e in un pulvino, entrambi conservati nel Museo Arcivescovile di Ravenna. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Fonti come il Liber Pontificalis ci parlano delle immagini dei vescovi ravennati rappresentate a mosaico nelle basiliche, o negli oggetti liturgici che essi avevano donato alla chiesa ravennate, figurazioni delle quali il tempo non ha lasciato altra memoria se non quella scritta.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Tra le immagini scomparse vorrei tuttavia ricordare brevemente il mosaico medievale che, fino alla prima met\u00e0 del XVIII secolo, si poteva ammirare nell&#8217;abside della Basilica Ursiana e del quale rimane memoria, oltre che nelle fonti scritte, in un disegno eseguito dall&#8217;architetto Gianfrancesco Buonamici, architetto della moderna cattedrale. Il mosaico, attribuito alla committenza dell&#8217;arcivescovo Geremia (1111-1118), \u00e8 datato al 1112 come stava a indicare un&#8217;iscrizione latina posta alla base dell&#8217;abside: HOC OPUS EST FACTUM POST PARTUM VIRGINIS ACTUM ANNO MILLENO CENTENO POST DUODENO, <i>questa opera fu fatta nel millecentododicesimo anno dopo il parto della Vergine<\/i>. Due erano sostanzialmente i temi dell&#8217;abside: la Resurrezione e ascensione del Cristo e la vita, passione, morte e sepoltura di Sant&#8217;Apollinare. Se il protovescovo pi\u00f9 volte compariva nell&#8217;abside in scene legate alla sua vita, egli era anche rappresentato al centro della fascia posta alla base del mosaico absidale. Nella posa dell&#8217;orante, una citazione evidentemente tratta dal mosaico classense, egli compariva assieme ai primi vescovi ravennati, detti colombini per via della leggenda che legava la loro consacrazione episcopale al miracolo della colomba che, al momento della loro nomina, si posava sul loro capo. E come nell&#8217;abside della basilica di Classe Apollinare era unito ad altri vescovi ravennati, cos\u00ec nella chiesa cattedrale il protovescovo era rappresentato assieme ai primi pastori, tra cui comparivano anche i suoi primi discepoli, e a santi importanti della chiesa locale. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">In queste testimonianze iconografiche il vescovo \u00e8 ricordato come orante, come uomo di preghiera che convoca il popolo per la celebrazione dell&#8217;Eucarestia, come pastore che custodisce e pasce il gregge dei fedeli, come uomo di comunione inserito nella storia della sua chiesa: questo l&#8217;augurio che vogliamo rivolgere al nostro arcivescovo Lorenzo per un fecondo ministero pastorale.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b>Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><b><i>Commissione diocesana d&#8217;arte sacra<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm -0.55pt 0pt 0cm\"><i>giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/i><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 L&#8217;iconografia del vescovo nei mosaici ravennati Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 2\/2013 \u00a0 Non \u00e8 difficile ammirare nelle nostre basiliche bizantine l&#8217;immagine del vescovo. 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