{"id":3585,"date":"2012-11-29T08:30:00","date_gmt":"2012-11-29T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2012\/11\/29\/il-pellegrinaggio-in-terra-santa-con-larcivescovo\/"},"modified":"2012-11-29T08:30:00","modified_gmt":"2012-11-29T07:30:00","slug":"il-pellegrinaggio-in-terra-santa-con-larcivescovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/il-pellegrinaggio-in-terra-santa-con-larcivescovo\/","title":{"rendered":"Il Pellegrinaggio in Terra Santa con l&#8217;Arcivescovo"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Il Pellegrinaggio in Terra Santa con l&#8217;Arcivescovo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 44\/2012<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Si \u00e8 svolto dal 9 al 16 novembre il pellegrinaggio in Terra Santa guidato da Mons. Giuseppe Verucchi. Nel ringraziare l&#8217;Arcivescovo per il ruolo svolto come guida spirituale per noi pellegrini, riporto una sintesi dei suoi interventi in quello che \u00e8 stato un viaggio alla scoperta delle radici della fede cristiana, visitando i luoghi in cui \u00e8 nato, vissuto e morto Ges\u00f9. Per motivi di spazio, non \u00e8 possibile citare tutti i luoghi visitati, davvero numerosi, e per ciascuno dei quali Mons. Verucchi ha fornito un profilo storico, un approfondimento sui relativi passi del Vangelo e dell&#8217;Antico Testamento e proposto un momento di preghiera. Oltre a Mons. Verucchi, ci hanno accompagnato Don Marco Cavalli della Parrocchia di Lido Adriano, Don Giuseppe Negretto della Parrocchia di Porto Maggiore, Don Alessio Baggetto di Punta Marina, Don Gabriel Kapko di Madonna dell&#8217;Albero. Agli organizzatori Don Arienzo Colombo (direttore dell&#8217;Ufficio Pastorale del Turismo della Diocesi e parroco di Porto Corsini) e Licia Olmi va un ringraziamento particolare per la competenza e la pazienza. Durante il pellegrinaggio sono riprese le ostilit\u00e0 fra arabi e israeliani ed \u00e8 con grande dispiacere che ripenso a questo Paese martoriato dai continui scontri e bombardamenti dove il nostro gruppo di pellegrini, circa una settantina (provenienti dalle Diocesi di Ravenna-Cervia, Bologna, Modena e Milano) ha vissuto una intensa esperienza di fede. Nel momento in cui sto scrivendo \u00e8 stato firmato un accordo per il cessate il fuoco, grazie agli interventi diplomatici di Stati Uniti ed Egitto. L&#8217;augurio da parte di noi tutti \u00e8 che un giorno questa bellissima terra possa finalmente trovare la pace.<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 18pt\">Dall&#8217;aeroporto di Tel Aviv ci siamo spostati in pullman in direzione di <b>Haifa<\/b>, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 industrializzate di Israele, vivace e relativamente tranquilla per quel che riguarda la convivenza tra ebrei e musulmani. Raggiungiamo <b>Cesarea Marittima <\/b>al tramonto; ci\u00f2 che rimane della citt\u00e0 romana fondata da Erode sono solo resti archeologici arenati nei pressi del lago di Galilea. Qui, ci spiega Mons. Verucchi, fu battezzato da Pietro il primo pagano, Cornelio, e sempre qui venne catturato l&#8217;apostolo Paolo che si appell\u00f2 alla sua cittadinanza romana per essere giudicato dal tribunale; nell&#8217;attesa di ricevere una risposta da Roma, rimase a Cesarea da 58 al 60. Il primo giorno di viaggio si conclude con la celebrazione della Messa al <b>Monte Carmelo<\/b>. In realt\u00e0 il Carmelo \u00e8 una catena montuosa; su una di queste montagne, lunga 25 km e coperta da una rigogliosa vegetazione, andavano a vivere gli eremiti, fra i quali anche il profeta Elia, che fu costretto a fuggire perch\u00e9 in conflitto con le autorit\u00e0, da lui criticate perch\u00e9 adoravano divinit\u00e0 pagane. Ai tempi delle crociate un altro gruppo di eremiti devoti alla Madonna fece ritorno qui e costru\u00ec per Lei una chiesa-fortezza, la Stella Maris. Nel 1798 arriv\u00f2 Napoleone a saccheggiarla e a combattere contro i turchi. In ricordo di questo tragico evento davanti all&#8217;edificio si trova una piccola piramide che ricorda le vittime. Il secondo giorno ci troviamo a <b>Nazareth<\/b> e ci dirigiamo verso il <b>lago di Galilea<\/b>, dove Ges\u00f9 ha compiuto il maggior numero di miracoli. A 30 anni Ges\u00f9 lascia la famiglia e si trasferisce a Cafarnao, forse a casa della suocera di Pietro, forse da Giacomo e Giovanni e qui, dopo il battesimo nel Giordano, inizia a predicare. E&#8217; uno dei pochi luoghi rimasti intatti, sfuggendo all&#8217;industria balneare e anche in una giornata piovosa e grigia come quella che accompagna il nostro giro sul battello questo semplice paesaggio naturale riesce a trasmettere il senso del sacro. L&#8217;esperienza del lago, ci dice il Vescovo, pu\u00f2 essere una delle pi\u00f9 intense del pellegrinaggio. Si parte da nord e si vedono Magdala, il Monte delle Beatitudini, Tabga, Cafarnao, fino al fiume Giordano. Si intravedono anche le alture del Golan, dove gli ebrei si sono organizzati in kibbutz, anche se i territori apparterrebbero alla Siria e si teme, se un giorno se ne riappropriasse, possa utilizzare per lanciare la bomba atomica contro Israele. In questo lago avviene la pesca miracolosa; nelle sue vicinanze, a Tabga, c&#8217;\u00e8 stato il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci: \u00e8 da qui che Ges\u00f9 vede la folla che lo sta seguendo, disorientata, e ne ha compassione; qui vicino i maiali si sono gettati in mare; qui Ges\u00f9 ha sedato la tempesta che aveva spaventato i suoi discepoli. Qui, infine, ha camminato sulle acque dominando il male e la paura che fa sprofondare l&#8217;uomo nel peccato. Sono circa una sessantina i luoghi della vita di Ges\u00f9, molti dei quali sacralizzati attraverso la costruzione di una chiesa, che oggi possiamo visitare grazie all&#8217;impegno dei frati francescani che vi si sono trasferiti poco dopo la morte di Francesco nel 1226. Nel 1342 il Papa affida loro la custodia dei luoghi della Terra Santa e a suggello di questa missione vi \u00e8 il simbolo della croce cosmica. I francescani non sono per\u00f2 gli unici custodi, anche il Patriarcato della Chiesa ortodossa si adopera affinch\u00e9 rimanga viva in Medio Oriente la testimonianza cristiana, malgrado le crescenti difficolt\u00e0 dovute ai continui scontri e alla scarsit\u00e0 di lavoro che spingono i fedeli ad emigrare. A <b>Cafarnao<\/b>, che oggi non esiste pi\u00f9, visitiamo gli scavi archeologici di una sinagoga e la grotta vicino alla quale si trovava la casa di Pietro. Nel pomeriggio visitiamo la chiesa nei pressi del <b>Monte delle Beatitudini<\/b> sul quale Ges\u00f9 ha pronunciato il discorso della Montagna, una magnifica costruzione con ampi porticati, circondata da un giardino pullulante di fiori e pervasa da un&#8217;atmosfera serafica, che invita alla preghiera e al silenzio. La serata si trascorre a <b>Nazareth<\/b>, nella Basilica dell&#8217;Annunciazione a Maria, siamo a centinaia, accompagnati dai canti dei cristiani arabi e da moltissimi cristiani di altre nazionalit\u00e0. A Nazareth vivono 70.000 ebrei, 38.000 musulmani e 32.000 cristiani divisi in varie confessioni. Foucauld rimase qui tre anni sviluppando la &#8216;spiritualit\u00e0 di Nazareth&#8217; detta anche &#8216;spiritualit\u00e0 del quotidiano&#8217;, ispirandosi alla vita che ha condotto Ges\u00f9 fino a 30 anni, con una famiglia, un lavoro, la preghiera in sinagoga. Quest&#8217;ultima \u00e8 andata distrutta, quindi i francescani hanno acquistato una casa trasformandola in una &#8216;finta&#8217; sinagoga, dove il Vescovo ci ha spiegato le fasi principali di una funzione religiosa ebraica del tempo e le aspettative degli ebrei verso il messia annunciato dall&#8217;Antico Testamento: un uomo trionfante in grado di sollevare le sorti di un popolo vessato per secoli; invece ecco che Ges\u00f9, figlio di un falegname, si proclama figlio di Dio e recita i passi di Isaia, &#8216;lo spirito del Signore \u00e8 sopra di me&#8217; e questo li scandalizza. Il pomeriggio \u00e8 dedicato al <b>Monte Tabor<\/b> e a <b>Cana<\/b>. Il Tabor \u00e8 stato acquistato dai francescani presso facoltose famiglie musulmane in un periodo (1600-1650) in cui l&#8217;Islam era pi\u00f9 moderato, ora la propriet\u00e0 \u00e8 divisa tra cristiani ortodossi e cristiani latini (cattolici). La basilica dedicata all&#8217;episodio della trasfigurazione, uno dei pi\u00f9 belli del Vangelo, ha al suo interno tre cappelle, quella centrale dedicata a Ges\u00f9 e le altre due, pi\u00f9 piccole, a Elia e Mos\u00e8. A Cana giungiamo quando \u00e8 ormai sera, \u00e8 il luogo in cui Ges\u00f9 compie il primo miracolo trasformando l&#8217;acqua in vino ad una festa di nozze; qui le coppie di coniugi, una decina circa, hanno rinnovato le promesse matrimoniali. Il terzo giorno partiamo per le acque del <b>fiume Giordano<\/b>, ma facciamo prima una breve sosta nei pressi del mar Morto poi si va verso <b>Gerico<\/b>, la citt\u00e0 pi\u00f9 antica del mondo. Nel deserto, un paesaggio tra i pi\u00f9 affascinanti che si possano ammirare in Terra Santa, Mons. Verucchi ha spiegato la natura delle tentazioni, l&#8217;attualit\u00e0 del messaggio cristiano che vale per l&#8217;uomo comune ma soprattutto per l&#8217;uomo di potere che cede spesso alla tentazione di usare la propria autorit\u00e0 per schiacciare il prossimo piuttosto che metterla a servizio alla comunit\u00e0. Nel <b>deserto del Qumran<\/b>, invece, Mons. Verucchi ci ha parlato di un&#8217;altra tentazione, che riguarda i gruppi religiosi: quella di credersi degli eletti, di qui la necessit\u00e0 di formare un gruppo chiuso e di isolarsi. E&#8217; quello che fecero gli esseni, frangia estremista degli ebrei che vennero a vivere tra queste montagne rocciose per studiare la Torah e vivere in piccole comunit\u00e0. In seguito ad un incendio furono costretti a scappare, ma rimasero i loro manoscritti, custoditi dentro vasi di terracotta che trov\u00f2 per caso un pastorello nel 1947. Il giorno dopo siamo a <b>Betlemme<\/b>, nella basilica dentro alla quale \u00e8 custodita la grotta della Nativit\u00e0, anch&#8217;essa gestita da ortodossi, mentre i latini custodiscono la sola mangiatoia e gli armeni una nicchia. Dopo un&#8217;estenuante attesa riusciamo a vedere e toccare il luogo in cui Ges\u00f9 \u00e8 nato, una stella d&#8217;oro indica il punto in cui &#8216;il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi&#8217;. L&#8217;imperatore Adriano si adoper\u00f2 per cancellare la memoria di Ges\u00f9 facendo costruire sopra la grotta un tempio pagano, finch\u00e9 il vescovo Macario non and\u00f2 a lamentarsi da Costantino che ordin\u00f2 di erigere la basilica. Al suo interno si trova anche la cappella di Santa Caterina dove viene celebrata la Messa da Mons. Verucchi, poi ci dirigiamo nella chiesa dedicata all&#8217;annuncio ai Pastori, una categoria sociale disprezzata, all&#8217;epoca, perch\u00e9 a contatto con le bestie e incline al furto. Anche in questo caso il Signore ha voluto &#8216;far piazza pulita&#8217; del senso comune, portando l&#8217;annuncio del Salvatore proprio a loro per primi, affinch\u00e9 tutti comprendessero che Dio ama l&#8217;umanit\u00e0 e che la salvezza \u00e8 possibile, se la si desidera, per tutti, non solamente per i bravi, i puri, i probi. Betlemme sta vivendo un profonda crisi economica che colpisce soprattutto i cristiani e la costruzione del muro che la separa da Gerusalemme, alcuni anni fa, ha peggiorato le cose; d&#8217;altra parte, i continui attentati kamikaze dei palestinesi hanno portato gli israeliani ad esasperare il loro bisogno di sicurezza che emerge ancora di pi\u00f9 il giorno seguente quando raggiungiamo finalmente la <b>Citt\u00e0 Santa<\/b>. Una citt\u00e0 controllata in modo capillare da giovani soldati che dedicano ben due anni al servizio militare (e per i maschi \u00e8 obbligatorio prestare un mese all&#8217;anno di servizio fino a 40 anni). Ci\u00f2 per\u00f2 non toglie bellezza a una metropoli che \u00e8 moderna e arcana al tempo stesso, perch\u00e9 qui si trovano i santuari pi\u00f9 importanti delle tre grandi religioni monoteiste (cristiana, ebraica e islamica), perch\u00e9 in nessuna citt\u00e0 come questa, credo, la propria identit\u00e0 religiosa \u00e8 cos\u00ec orgogliosamente manifestata e anche per i cristiani \u00e8 sorprendente vedere la stragrande variet\u00e0 di confessioni esistenti. Ce ne rendiamo conto ancora di pi\u00f9 all&#8217;interno della <b>Basilica del Santo Sepolcro<\/b>, un luogo buio, che suscita malinconia e sofferenza, perch\u00e9 \u00e8 il posto in cui \u00e8 stato deposto il corpo di Cristo flagellato. Al piano di sopra, invece, si trova la roccia del Calvario dove si pensa sia stata piantata la croce; accanto c&#8217;\u00e8 un dipinto in cui la Vergine Maria, vestita di nero e sfigurata dal dolore, non ha pi\u00f9 un volto e l&#8217;apostolo Giovanni piange ai piedi del suo Maestro. La roccia, nella parte inferiore risulta spaccata, quindi il terremoto che schiant\u00f2 la terra dopo la sua morte narrato nel Vangelo pare essere avvenuto veramente. Ogni confessione cristiana ha all&#8217;interno della basilica una sua cappella: latini, ortodossi, copti, armeni, siriani, ognuno rivendica qui un proprio spazio, a volte anche con piglio polemico. Alcuni pellegrini sono rimasti all&#8217;interno della basilica anche durante la notte per una veglia di preghiera, descrivendola come un&#8217;esperienza molto toccante. Il portone viene chiuso tutte le sere alle 7 seguendo un lento e preciso rituale a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere e, sempre all&#8217;interno della basilica, abbiamo seguito una processione recitata dai francescani in latino accompagnata dai canti gregoriani, mentre l&#8217;ultimo giorno, al mattino presto, \u00e8 stata celebrata la messa da Mons. Verucchi, a cui ha fatto seguito la via crucis all&#8217;interno del suk arabo. Ci congediamo da Gerusalemme per raggiungere Tel Aviv ormai molto stanchi, ma con una fitta di nostalgia che prende sempre pi\u00f9 piede e diventa pi\u00f9 forte all&#8217;aeroporto, quando ci si saluta, abbracciandoci e ringraziandoci a vicenda per le cose belle vissute insieme.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Anna Cavallo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\">Foto HD<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Pellegrinaggio in Terra Santa con l&#8217;Arcivescovo Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 44\/2012 \u00a0 Si \u00e8 svolto dal 9 al 16 novembre il pellegrinaggio in Terra Santa guidato da Mons. Giuseppe Verucchi. 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