{"id":3562,"date":"2012-11-22T08:30:00","date_gmt":"2012-11-22T07:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2012\/11\/22\/si-e-svolta-la-prima-lezione-del-corso-diocesano-di-giornalismo\/"},"modified":"2012-11-22T08:30:00","modified_gmt":"2012-11-22T07:30:00","slug":"si-e-svolta-la-prima-lezione-del-corso-diocesano-di-giornalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/si-e-svolta-la-prima-lezione-del-corso-diocesano-di-giornalismo\/","title":{"rendered":"Si \u00e8 svolta la prima lezione del Corso Diocesano di Giornalismo"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Si \u00e8 svolta la prima lezione del Corso Diocesano di Giornalismo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 43\/2012<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>Si \u00e8 svolta la prima lezione del Corso Diocesano di Giornalismo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 18pt\"><b>Le nuove tecnologie e la metodologia dell&#8217;educatore<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Mons. Guido Marchetti<\/b>, nella serata del <b>15 novembre<\/b>, ad apertura del <b>10\u00b0 Corso Diocesano di Giornalismo<\/b> che si svolge nella sala di Piazza Arcivescovado, 11 a Ravenna, ricordava che la primogenitura, l&#8217;idea di ricorrere alla formula del giornale, come mezzo di comunicazione, \u00e8 da ascrivere al cardinale Agostino Gaetano Riboldi, pastore di Ravenna per una breve periodo, dal 15 aprile 1901 al 25 aprile 1902. Da allora, da quella nascita, la farina, impastata con debito lievito, ha generato un pane longevo ed ancora oggi vivo, dopo 110 anni, nel forno della nostra comunit\u00e0 diocesana. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il 1902 era un momento storico difficile, quasi saccheggiato da molteplici cause di sofferenza, compresa la divisione del clero in tante fazioni. Un momento che assillava l&#8217;ultimo Cardinale a Ravenna con un interrogativo fisso. Come \u00e8 possibile diffondere la parola del Signore in un ambiente dove non c&#8217;\u00e8 partecipazione e la comunit\u00e0 dei sacerdoti \u00e8 divisa? La soluzione fu trovata con il ricorso ad una luminosissima idea, quella di redigere un piccolo giornale che ha visto l&#8217;uscita con l&#8217;imprimatur del Cardinale solamente nel numero ristretto di sette edizioni. L&#8217;ottava, con le successive, ebbe vita con il suo successore, Guido Maria Conforti. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Dopo la debita puntualizzazione sulla genesi del nostro settimanale cattolico Mons. Marchetti si \u00e8 ampiamente soffermato sull&#8217;insita caratteristica che appartiene allo strumento cartaceo di comunicazione. Come tale esso ha lo scopo di essere letto, \u00e8 la sua funzione primaria, di ogni giornale. Se poi questo si identifica come cattolico il tema dell&#8217;evangelizzazione, specialmente quest&#8217;anno, anno della fede, non pu\u00f2 mai essere ignorato, o tralasciato all&#8217;interno delle proprie righe. Di buon auspicio pertanto \u00e8 stato considerata la formulazione di un nuovo corso diocesano di giornalismo, il decimo. Con esso si aggiunge un ulteriore tassello, una opportunit\u00e0 in pi\u00f9 per fendere, mettere in luce e rinverdire tutti gli elementi che fanno da cardine all&#8217;annuncio evangelico.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Prerogativa inoltre del settimanale \u00e8 quella di distinguersi per il suo contenuto. In esso non possono trovare spazio le cosucce, rimarremmo in questo caso relegati nel semplice pettegolezzo, si razzolerebbe in ambiti angusti, tetri,\u00a0nelle minuterie, non si cambierebbe. Sono le idee invece che devono trovare dimora, fare da apripista nella costruzione del suo contenuto e sostanza. Con esse infatti si generano le grandi cose, i cambiamenti. Pieno titolo di inserimento e radicamento in questo contesto lo si deve attribuire con certezza alla Evangelizzazione, che possiamo e dobbiamo annoverare senz&#8217;altro come parte integrante della famiglia di quei contenuti che aprono la mente ed il cuore e rendono l&#8217;uomo, memori delle le parole indelebili del cardinale Tonini, un capolavoro nelle mani di Dio. Non dimentichiamo poi che a Fede, citando il Papa, \u00e8 una porta sempre aperta per noi. Se il giornale quindi, come altoparlante, \u00e8 una porta aperta a tutti, spetta a noi il compito, il coraggio di diffonderlo, di far maturare il desiderio di attenderlo il mercoled\u00ec presso le nostre abitazioni. Un desiderio probabilmente troppo azzardato, di grande respiro. Sarebbe comunque incoraggiante almeno fare riferimento a quelle famiglie cristiane che frequentano. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Rimane al giornalista, al collaboratore l&#8217;impegno, l&#8217;assillo, il coraggio, nonostante i paletti dei vari indugi, di diffondere, diffondere il linguaggio con il quale viene incarnata la grande Parola. Con il giornale cattolico, con la Parola annunciata infatti si aiuta il lettore a compiere il salto, come fece Bartimeo, figlio di Timeo, sulla soglia della porta di Gerico. Il suo fu un salto di gioia, ormai libero dall&#8217;impiccio del mantello, lanciato via, per aver riacquistato la vista dopo aver urlato con tutte le proprie forze la voglia di incontrare il Signore buttandosi ai suoi piedi,\u00a0pur ostacolato dai vicini, da quanti sono dediti alle piccole cose, preoccupati non della sua cecit\u00e0, ma di zittirlo perch\u00e9 elemento che recava disturbo. Un insegnamento attuale, calzante per il giornale che deve porre attenzione, attraverso le risposte date al Signore,\u00a0all&#8217;ascolto, all&#8217;annuncio della Fede che salva, che fa riacquistare la vista ed invita alla sequela. Un compito che guarda gli avvenimenti con l&#8217;occhio della fede e si innesta nel rinnovamento della Chiesa attraverso la propria testimonianza, quella dei credenti, i chiamati in causa in prima persona.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">In merito \u00e8 opportuno pertanto chiederci: chi parla oggi di Dio?<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">La crisi che attanaglia\u00a0la Chiesa \u00e8 dettata dal fatto che non parliamo pi\u00f9 di Dio. Per uscirne bisogna conoscere e vivere il pensiero cristiano. L&#8217;amore \u00e8 in forza dell&#8217;amore e pi\u00f9 mi impegno, pi\u00f9 lo amo e lo diffondo. Gli animatori del giornalismo devono vivere questo impegno.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Mons. Marchetti concludeva il suo intervento esprimendo un desiderio ed un augurio per l&#8217;anno della fede. Abbiamo anche il Catechismo della Chiesa Cattolica,\u00a0serviamoci di questo sussidio prezioso, indispensabile. Facciamolo conoscere promulgandolo e contemplandolo. La famiglia, ogni comunit\u00e0 cristiana si esprima in modo corale, all&#8217;unisono, intonando e cantando lo stesso spartito, diretto dal medesimo maestro. La melodia che emerger\u00e0 far\u00e0 parte delle cose grandi che l&#8217;uomo, specialmente il cristiano pu\u00f2 edificare.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Una introduzione ricca di immagini,forti, appropriate, di una persona che non manca di modernit\u00e0. Nella Chiesa non c&#8217;\u00e8 vecchiaia, ne vecchiezza, c&#8217;\u00e8 solo giovinezza sottolineava il relatore della prima lezione, Don Giovanni Desio che, dopo l&#8217;espletamento di rito e prima di affrontare l&#8217;argomento della serata, ha auspicato per la decima edizione, nel 110\u00b0 anno, altrettanta incisivit\u00e0 come \u00e8 stato per le edizioni precedenti. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il tema estremamente attuale e di rilevante importanza, sia dal punto di vista umano, ma soprattutto per l&#8217;aspetto religioso, se si vuole dare una prospettiva autenticamente dinamica al destino dell&#8217;umanit\u00e0, ha messo in luce l&#8217;encomiabile immagine dell&#8217;Educatore, immerso nella dinamica delle nuove tecnologie e didattiche generali di intervento.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Innanzitutto l&#8217;Educatore \u00e8 un soggetto sul quale occorre ridimensionare caratteristiche, finalit\u00e0 e metodologie. Un secolo fa la sua figura, per il relatore ben espressa nell&#8217;immagine della nonna (quarta foto del d\u00e9pliant del programma),\u00a0\u00a0 rispondeva a certi requisiti epocali: storico, sociale, religioso. Aveva indubbiamente un peso specifico\u00a0del tutto diverso. Oggi l&#8217;operatore, l&#8217;educatore, l&#8217;addetto alla formazione, il formatore \u00e8 una realt\u00e0 che si \u00e8 enormemente complicata e si \u00e8 confusa. Metodologia da una parte e finalit\u00e0 dall&#8217;altra. Anzitutto perch\u00e9 spesso non \u00e8 chiaro il punto di arrivo, l&#8217;obiettivo, e non si conosce l&#8217;oggetto. Ovvero cosa passa tra l&#8217;educatore e il soggetto che \u00e8 destinatario dell&#8217;agire, dell&#8217;atto, dell&#8217;azione del formatore, perch\u00e9 il fatto educativo richiede innanzitutto la dimensione irrinunciabile del fight back. La dove non c&#8217;\u00e8 una risposta ad uno stimolo,\u00a0dove non passano contenuti e non si ottengono risultati,\u00a0la missione \u00e8 fallita. Questo vale anche per la Chiesa che si propone l&#8217;Evangelizzazione. Se non ho chiaro il punto di arrivo e non ho ben delineati e non posseggo i mezzi idonei per trasmettere il contenuto per giungere a quei determinati destinatari, la missione \u00e8 fallita. Ecco allora la necessit\u00e0 dell&#8217;essere consapevoli che quando si tratta di educazione parliamo anche di una connessione stretta con il termine missione.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Sappiamo benissimo che le dinamiche del marketing sono essenziali alla collocazione del prodotto sul mercato. Senza una strategia mirata, oculata il prodotto rimane sullo scaffale, rimane invenduto. Questo vale anche per i giornali, il reso. Un dato che riferito al Risveglio sar\u00e0 affrontato, in modo compiuto, senza tralasciare i suggerimenti, anche con tono di richiamo, espressi in apertura da Mons. Marchetti, il 21 febbraio quando verranno celebrati solennemente i 110 anni di vita del settimanale. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Ritornando al tema dell&#8217;educazione, proseguiva Don Giovanni, dobbiamo tenere presente che oggi non si pu\u00f2 prescindere dalla constatazione di un disagio, fortemente problematico, che attraversa un istituto giuridico quale \u00e8 la famiglia. Una crisi sia in ambito politico, culturale ed anche religioso, in una parola sociale. Infatti se analizziamo l&#8217;ambiente in cui vive il destinatario dell&#8217;agire educativo, anche attraverso lo sforzo di quanti agiscono in questo settore, cio\u00e8 il minore, il bambino, il ragazzo, le cose si complicano molto. Siamo di fronte al dato delle coppie di fatto, alle unioni omosessuali, al dibattito su adozioni da inserire nelle situazioni pi\u00f9 difformi. Una evoluzione che stordisce e non si sa bene dove potr\u00e0 sfociare. Pertanto \u00e8 necessario l&#8217;azzeramento della riflessione. Il tutto deve essere ripreso daccapo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">In definitiva, riferendosi alla citazione del Catechismo della Chiesa Cattolica,\u00a0il relatore si diceva convinto\u00a0che, o si educa cristianamente o la semplice educazione civica, o civile, non porta a nulla. Del buon cittadino che rispetta il semaforo o le strisce zebrate non ce ne facciamo niente se, quando di fronte a grandi problemi della vita, questa persona deve prendere atto del vuoto interiore che la rende incapace di qualsiasi scelta, anche la pi\u00f9 coraggiosa, anche la pi\u00f9 estrema. Pensiamo ai ragazzi, citando solamente quelli di una piccola parrocchia, che hanno paura di affrontare i\u00a0problemi pi\u00f9 semplici, banali, quelli scolastici della verifica, delle relazioni interpersonali, in generale dei rapporti con la famiglia, con le figure parentali, le pi\u00f9 immediate.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">L&#8217;attenzione educativa poi deve essere posta anche sulle nuove tecnologie, che sono una risorsa indiscutibile con l&#8217;emanazione di strumenti sempre pi\u00f9 sofisticati. Esse possono essere di valido ausilio per l&#8217;Educatore. Bisogna per\u00f2 non rimanere analfabeti al loro affacciarsi sulla scena, ormai in modo irruente ed incalzante. Gli adulti, oggi, nell&#8217;epoca dell&#8217;informatica, se vogliono dialogare in modo efficace con i ragazzi, i giovani, facilmente avvezzi al nuovo che avanza, non possono rimanere insensibili al linguaggio che questo ha determinato e determiner\u00e0 in prospettiva. I cellulari, gli iPad e quant&#8217;altro sono presenze, realt\u00e0, anche se discutibili. Internet, facebook sono strumenti che accomunano milioni di persone. Escludere queste presenze non ha senso ne logica. Per l&#8217;Educatore trattasi di vigilare, di far discernere con oculatezza e fermezza gli aspetti negativi che questi mezzi di comunicazione, compreso il sistema televisivo con le sue programmazioni, possono generare. Sono molti, subdoli e sempre pi\u00f9 in crescita.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 18pt\">Infine, sottolineava Don Desio,\u00a0nell&#8217;impegno educativo \u00e8 perentorio focalizzare la valenza, come punto di arrivo, della &#8216;bellezza&#8217;, ovviamente proposta a 360 gradi. Uno sforzo che deve coinvolgere tutti, costituzionalmente anche un grande assente, lo Stato con tutte le Istituzioni. \u00a0Senza l&#8217;istituto autentico dell&#8217;educazione non possiamo parlare di edificabilit\u00e0, di una societ\u00e0 in cammino. Esso \u00e8 vitale, va certamente rivisto, contestualizzato\u00a0e riproposto, ad ogni livello, con la saggezza tipica di chi ama e non vede nell&#8217;altro un semplice meccanismo di ingranaggio in una societ\u00e0 priva di anima, di quel sale che pu\u00f2 e deve dare sapore ai singoli, rendendoli partecipi, senza esclusioni o manomissioni, di una comunit\u00e0 che brama la soglia della porta di Gerico. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Luigi Bressan<\/b><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolta la prima lezione del Corso Diocesano di Giornalismo Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 43\/2012 \u00a0 Si \u00e8 svolta la prima lezione del Corso Diocesano di Giornalismo Le nuove tecnologie e la metodologia dell&#8217;educatore Mons. 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