{"id":3498,"date":"2012-11-10T09:30:00","date_gmt":"2012-11-10T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2012\/11\/10\/dalla-a-di-acierre-alla-a-di-africa\/"},"modified":"2012-11-10T09:30:00","modified_gmt":"2012-11-10T08:30:00","slug":"dalla-a-di-acierre-alla-a-di-africa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/dalla-a-di-acierre-alla-a-di-africa\/","title":{"rendered":"Dalla A di Acierre alla  A di Africa"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Dalla &#8216;A&#8217; di Acierre alla\u00a0&#8216;A&#8217; di Africa<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 41\/2012<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><b>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Il cammino vocazionale di Suor Silvia Melandri, giovane cervese<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Dalla &#8216;a&#8217; di Acierre alla\u00a0&#8216;a&#8217; di Africa<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Siamo a Cervia, parrocchia del Duomo. Anni &#8217;80. Pochi bambini e pochi giovani. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">A un certo punto, qualcuno sente il bisogno di oratorio. Cos\u00ec comincia l&#8217;esperienza dell&#8217;Azione Cattolica a Cervia e all&#8217;inizio&#8217; pochi bambini e pochi giovani. Tra questi Silvia Melandri. Non so quanti di voi abbiano avuto il piacere di conoscere quella che ora chiamiamo Suor Silvia quando era una ragazzina. Si chiamava sempre Silvia e, anche senza velo, aveva gli stessi occhi di oggi. Qualcuno la ricorder\u00e0 quando a tredici anni passeggiava vestita di nero, con un berretto da urban girl e la catena al polso. Gi\u00e0, perch\u00e9 Silvia \u00e8 stata una vera adolescente, di quelle intellettualmente e caratterialmente vivaci. Amava la musica straniera, le atmosfere cupe e po&#8217; noir della letteratura di fine ottocento. Era proprio una ragazza speciale, di quelle che provocano, che non si accontentano di risposte scontate, che guardano il mondo con il cuore e non attraverso i filtri sociali. Non avrebbe seguito il &#8216;Grande fratello&#8217; se a quell&#8217;epoca avesse imperato sugli schermi. Allegra, spiritosa, ironica, insieme ad\u00a0amici pi\u00f9 grandi e alcuni coetanei frequentava la parrocchia del centro, il Duomo di S. Maria Assunta, austera testimonianza cristiana nella terra\u00a0dei &#8216;Don Camillo e Peppone&#8217;.\u00a0Non erano i tempi delle chitarre quelli, si usava accompagnare le funzioni con strumenti pi\u00f9 istituzionali e, il parroco, Don Tanasini,\u00a0sembrava pi\u00f9 un orso che un uomo di Dio, ma aveva un cuore sincero e sapeva riconosce il bene anche dove non appariva: cos\u00ec, quando la vedeva arrivare, sorrideva sornione.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Tra la met\u00e0 degli anni &#8217;80 e gli inizi degli anni &#8217;90 le porte del vescovado, anche grazie a Silvia, si sono aperte.\u00a0Bambini e ragazzi per un po&#8217; hanno ravvivato il Centro. Silvia allora era <i>animatrice<\/i>, termine usato attualmente per indicare i personaggi che ravvivano sfiniti turisti in fuga dalle loro identit\u00e0 quotidiane. Oggi diremmo educatrice, riconoscendole un ruolo pi\u00f9 impegnativo e pedagogico. Da educatrice raccontava in modo semplice, con la sua amicizia, che l&#8217;amico vero \u00e8 Ges\u00f9. Non so quanto sapesse che il modo pi\u00f9 vero per trasmettere i messaggi stia nel viverli, tuttavia sapeva comunicare perch\u00e9 viveva ci\u00f2 che raccontava. I bambini di allora sono diventati adulti e alcuni la ricordano ancora, chi per l&#8217;allegria, chi per i discorsi, chi per i momenti di gioco o dei campi in montagna d&#8217;estate. Ora Silvia, gi\u00e0 laureata da tempo in Filosofia, veste di bianco perch\u00e9 missionaria, e le suore missionarie, si sa, sono un po&#8217; meno formali. Indossa convinta il velo anche se sempre un po&#8217; scomposto come \u00e8 pi\u00f9 consono alla sua natura, soprattutto indossa il sorriso sereno di chi ha trovato il suo tesoro, la grinta di chi \u00e8 chiamato ad un compito che richiede coraggio e la coerenza di chi sa che per essere credibile nell&#8217;amore si debba amare pienamente. Per qualche anno, in Togo,\u00a0ha diretto una scuola elementare che ospita pi\u00f9 di cinquecento bambini in et\u00e0 scolare e di scuola materna.\u00a0Da oltre due anni si trova in Benin. \u00c8 direttrice di un Istituto Superiore che forma gli educatori di qualunque grado e scuola, riconosciuto come universitario dallo stesso paese. Un ambito, quello della scienza dell&#8217;educazione, poco sviluppato nel terzo mondo e pertanto molto desiderato dagli stessi giovani d&#8217;Africa che tengono alla propria terra e ai propri fratelli pi\u00f9 di quanto pensiamo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 18pt\">L&#8217;educazione era il carisma di don Bosco e lo stesso dell&#8217;ordine di suor Silvia. Lei \u00e8 stata chiamata a trasmetterlo ad un certo livello, cosa che la preoccupa un po&#8217;, le cose troppo formali la mettono in imbarazzo. Quando ci siamo salutate ad agosto, prima che partisse per il Benin, mi ha fatto la solita faccia buffa di chi sa di non poter dire di no. I piccoli a cui tiene tanto sono anche l\u00e0; accanto all&#8217;istituto di Silvia infatti si trova la Casa di Carit\u00e0, un riparo per circa quaranta bambini e bambine di strada, che cercano scampo dalla prostituzione e dallo sfruttamento.\u00a0Insomma, se ora la cercassimo la troveremmo l\u00e0, bianca in un paese dalla terra rossa, sorridente e soddisfatta perch\u00e9 ha sempre chiesto al Cielo, cui si \u00e8 affidata, di destinarla all&#8217;insegnamento e all&#8217;infanzia. Ha trovato il suo tesoro e, conoscendola, so che non ne distoglier\u00e0 lo sguardo fino a che non sar\u00e0 chiamata ad altro.\u00a0Chi volesse mandarle un messaggio la trova su facebook sorridente con il suo velo bianco.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Grazia Pecorelli<\/b><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla &#8216;A&#8217; di Acierre alla\u00a0&#8216;A&#8217; di Africa Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 41\/2012 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il cammino vocazionale di Suor Silvia Melandri, giovane cervese Dalla &#8216;a&#8217; di Acierre alla\u00a0&#8216;a&#8217; di Africa \u00a0 Siamo a Cervia, parrocchia del Duomo. Anni &#8217;80. Pochi bambini e pochi giovani. A un certo punto, qualcuno sente il bisogno di oratorio. 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