{"id":334,"date":"2011-02-19T16:12:00","date_gmt":"2011-02-19T15:12:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2011\/02\/19\/il-museo-arcivescovile-appunti-di-storia-2\/"},"modified":"2011-02-19T16:12:00","modified_gmt":"2011-02-19T15:12:00","slug":"il-museo-arcivescovile-appunti-di-storia-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/il-museo-arcivescovile-appunti-di-storia-2\/","title":{"rendered":"Il Museo Arcivescovile, appunti di storia &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<p><b>Il Museo Arcivescovile di Ravenna, appunti di storia\/2<\/b><\/p>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 7\/2011<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm -1cm 0pt 0cm\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Il pavimento musivo della basilica ursiana<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nel precedente intervento (n. 3 del RisVeglio Duemila, 22 gennaio 2011) si \u00e9 brevemente trattata la storia degli allestimenti del Museo Arcivescovile dal Lapidario Farsetti sino all&#8217;ultimo intervento inaugurato lo scorso anno, il 6 febbraio 2010. Gi\u00e0 \u00e8 stato illustrato lo stretto rapporto che intercorre tra il Museo e la Basilica Ursiana e come proprio dallo smantellamento sistematico del pavimento della Cattedrale e dal riconoscimento da parte di Domenico Vandelli dei materiali antichi che lo costituivano, si sia giunti al primo nucleo della collezione; tuttavia credo sia importante richiamare ancora alla mente, partendo proprio da questi fatti, qualche aspetto introduttivo che possa da un lato precisare meglio il quadro di insieme, dall&#8217;altro entrare nel vivo della raccolta museale.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Continuando a parlare del pavimento della Basilica Ursiana va ricordato il frammento musivo conservato nella <i>Sala dei mosaici e della Vergine orante<\/i>, ora al secondo piano del Museo. Questo lacerto di mosaico pavimentale di V secolo proviene dall&#8217;Ursiana e fu rinvenuto durante i lavori settecenteschi per la costruzione della nuova Cattedrale. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Nel primo volume della <i>Metropolitana di Ravenna<\/i> l&#8217;Amadesi racconta in modo vivace la cronaca del ritrovamento dell&#8217;originario pavimento musivo del quale il Buonamici realizz\u00f2 un disegno per esporlo &#8216;<i>alla curiosit\u00e0 degli antiquari<\/i>&#8216; perch\u00e9 quel pavimento &#8216;<i>tale e quale furono a lasciare costretti, tanta era la copia dell&#8217;acqua, che vi rigurgitava da ogni parte<\/i>&#8216;. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Leggiamo alle pagine XII e XIII: <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">&#8216;<i>Anche il pavimento dell&#8217;antica Basilica spirava magnificenza. Di esso veramente n\u00e9 Agnello, n\u00e9 il Rossi, n\u00e9 altri storici hanno fatta ricordanza, o descrizione alcuna; e quello, che fino a&#8217; nostri giorni \u00e8 durato, non era l&#8217;antico; ma eccovi come del primo si \u00e8 da noi avuta conoscenza. Indizi molti si avevano dell&#8217;innalzamento dell&#8217;antica Basilica. Cadde perci\u00f2 in pensiero all&#8217;Arcivescovo Farsetti, allora che egli di\u00e9 la mano al risorgimento dell&#8217;augusta Basilica, di tentare la scoperta del vecchio pavimento, e vedere se a caso fosse intatto rimasto. Riusc\u00ec felicemente il tentativo, e fu il ricercato pavimento trovato, e scoperto sedici palmi romani sotto il moderno piano della nuova chiesa, estrattane a costo di lunga, ed incessante industria l&#8217;acqua, che nella profonda buca, a tal&#8217;effetto cavata, a torrenti scaturiva. Lo videro fra gli altri il celeberrimo Eustachio Manfredi, e il matematico della Reppublica Veneta Bernardino Zendrini, i quali allora in Ravenna trattenevansi a perfezionare la vasta opera della diversione dei due fiumi Ronco, e Montone; e seco loro lo vide, ed anzi ne disegn\u00f2 quella parte che se ne scopr\u00ec, il Cavalier Buonamici architetto della nuova fabbrica&#8217;.<\/i> <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il disegno che il Buonamici ci ha lasciato risulta essere pi\u00f9 ampio di quanto sia il frammento ora esposto; va aggiunto che oltre alla riproduzione del mosaico conservato al Museo egli ci ha restituito la riproduzione grafica di un&#8217;altra tipologia decorativa dell&#8217;antico pavimento.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il mosaico, ora esposto in una vetrina, presenta una decorazione a treccia, tipologia ornamentale usata frequentemente nei pavimenti romani e paleocristiani. I filari, costituiti all&#8217;interno da quattro file di tessere ciascuno, sono delimitati da un bordo scuro che esalta le diverse cromie presenti all&#8217;interno dell&#8217;intreccio. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Questo frammento \u00e8 dunque una testimonianza preziosa dell&#8217;antico pavimento della cattedrale e va messo in relazione con altri lacerti musivi presenti a Ravenna che sono giunti sino ai nostri giorni: dai mosaici romani della Domus dei tappeti di pietra ai mosaici della cripta della Basilica di San Francesco, da quelli di San Vitale alle testimonianze presenti a Sant&#8217;Apollinare in Classe. Una tradizione, quella dei pavimenti musivi, che durer\u00e0 nel tempo. Basti ricordare i mosaici medioevali della Basilica di San Giovanni Evangelista. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Vi \u00e8, in Duomo, una significativa epigrafe settecentesca che ricorda gli scavi voluti dal Farsetti ed\u00a0eseguiti all&#8217;interno della Basilica al fine di rintracciare l&#8217;antico pavimento. In essa leggiamo come la quota originaria dell&#8217;Ursiana sia da rintracciare ad un piano di molto inferiore a quello attuale, ovvero a 16 palmi sotto il pavimento attuale, circa 3,55 metri. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Entrando dalla porta laterale sinistra, essa \u00e8 posta alla base del primo pilastro a destra. Il testo risulta essere ancora ben leggibile nonostante l&#8217;umidit\u00e0 di risalita dal terreno stia rovinando l&#8217;incisione. In alcuni punti infatti si riscontrano crepe ed erosioni del marmo. Allo stato attuale solo una lettera, nella sesta riga dell&#8217;iscrizione, risulta irrimediabilmente compromessa ed illeggibile. Il testo compare edito nel primo volume della <i>Metropolitana di Ravenna<\/i>.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">SUB HAC PLINTHIDE SUBTERQ NOVA HAEC LITHOSTROTA<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">INGENTIBUS FULTA TESTUDINIBUS AD ALTITUDINEM PALMORUM<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">ROMANORUM XVI AC INTER FLUMINUM ALLUVIONES LATE<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">RECONDITUR VETUSTISSIMUM PAVIMENTUM MUSIVO ET TESSELLATO<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">OPERE ORNATUM QUOD SUB AEQUORE DIURNI MARINI AFFLUXUS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">PALM I UNC VII CUM SEMISSE DE [P] RIMI IPSUMQ SUPRA<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">LIBRAM IMI REFLUI MARIS PALM I UNC VII TOLLI EXPERIMENTO<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">COMPERTUM EST NEC MIRUM NAM PAVIMENTUM TEMPLI<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">EXTRA MUROS QUOD DIVAE MARIAE ROTUNDAE VOCANT<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">INFRA MARIS INFIMI SUPERFICIEM PALM V UNC III<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">DEMISSUM JACERE LIBELLA DEPREHENDITUR<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">EQUES JOANNES FRANCISCUS BONAMICI ARIMINENSIS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">ARCHITECTUS M H P C ANNO AERAE VULGARIS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">CI\u0186I\u0186QCXXXIIII<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Sotto questo pilastro e sotto questo nuovo lastricato sostenuto da grandi arcate, alla profondit\u00e0 di 16 palmi romani e tra i depositi alluvionali dei fiumi, sta per ampio tratto nascosto l&#8217;antichissimo pavimento ornato a mosaico, che in seguito a verifica risulta sottostare un palmo e sette once e mezza al livello della marea giornaliera e sovrastare di un palmo e sette once il livello del massimo riflusso del mare. Questo non deve stupire, perch\u00e9 il pavimento della chiesa fuori le mura chiamata di S. Maria Rotonda viene misurato sottostante cinque palmi e tre once al livello pi\u00f9 basso del mare. Il cavaliere Giovanni Francesco Buonamici, architetto riminese, fece porre questa memoria nell&#8217;anno dell&#8217;era volgare 1734<\/i> (traduzione di M. Pierpaoli). <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">A commento ulteriore va detto che la chiesa di Santa Maria della Rotonda \u00e8 da identificarsi con il Mausoleo di Teodorico. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Ragionare sulle diverse quote pavimentali ci permette di comprendere la particolare situazione del sottosuolo ravennate. I pavimenti delle chiese, dei battisteri, dei monumenti, della citt\u00e0 in particolar modo, hanno conosciuto diversi rifacimenti e manomissioni fin dall&#8217;epoca antica. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Rintracciare i piani di calpestio originari significa spesso scendere pi\u00f9 di due o tre metri, chiede di ripensare i volumi delle architetture che si presentano agli occhi e di riflettere su come, nel tempo, sia cambiata la citt\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Una nuova iscrizione<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il giorno della riapertura al pubblico del Museo Arcivescovile Sua Eminenza il Cardinale Ersilio Tonini ha scoperto la nuova iscrizione posta a fianco dell&#8217;ingresso. Il testo, composto da Don Giovanni Montanari, Direttore dell&#8217;Archivio Arcivescovile, rende conto della densit\u00e0 culturale del sito in cui il Museo si trova ad essere ed esplicita il nesso fondamentale tra vescovo, Episcopio e Cattedrale, o meglio il profondo rapporto che intercorre tra committenza e monumento. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">MVSEVM DIOECESIS RAVENNATENSIS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">IN ANTIQVO PALATIO ARCHIEPISCOPI INSTITVTVM<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">A SAECVLO QVARTO<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">VNA CVM ANTIQVISSIMO TABVLARIO<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">SAECVLI QVINTI<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">CVM MONVMENTIS CATHEDRALIS VRSIANAE<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">SAECVLI QVARTI<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">CATHEDRA EBVRNEA MAXIMIANI<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">ANTIQVA CRVCE ARGENTEA AD SOLLEMNES POMPAS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">INSCRIPTIONIBVS PAGANIS ATQVE CHRISTIANIS PRISCAE<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">AETATIS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">EX SEPVLCRETIS CIVITATIS CLASSIS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">CVM MVSIVIS ORATORII ARCHIEPISCOPALIS<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">HVMANI GENERIS PATRIMONIVM<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">RESTITVTVM ET AVCTVM IN DIOCESI<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">ANNO MMX<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">A IOSEPHO VERVCCHI ARCHIEPISCOPO METROPOLITA<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Il Museo della Diocesi ravennate posto nell&#8217;antico palazzo dell&#8217;arcivescovo di IV secolo, nel medesimo luogo dell&#8217;antichissimo Archivio di V secolo, con i monumenti della basilica Ursiana di IV secolo con la cattedra d&#8217;avorio di Massimiano e l&#8217;antica croce d&#8217;argento per le solenni processioni, e con le iscrizioni pagane e cristiane di et\u00e0 antica dal sepolcreto della citt\u00e0 di Classe, con i mosaici della Cappella arcivescovile patrimonio dell&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 stato restaurato e ampliato in Diocesi nell&#8217;anno 2010 dall&#8217;arcivescovo metropolita Giuseppe Verucchi.<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 6pt\"><b>Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><i>Commissione d&#8217;Arte Sacra Diocesana<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\">giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b><\/p>\n<div style=\"line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><strong>ARTICOLI CORRELATI:<\/strong><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Museo Arcivescovile: storia e collezioni<\/b><\/div>\n<p><\/b><\/div>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_337' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Il_Museo_Arcivescovile_di_Ravenna-2_G.Gardini.pdf' title='Il_Museo_Arcivescovile_di_Ravenna-2_G.Gardini' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Il_Museo_Arcivescovile_di_Ravenna-2_G.Gardini<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo Arcivescovile di Ravenna, appunti di storia\/2 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 7\/2011 \u00a0 Il pavimento musivo della basilica ursiana Nel precedente intervento (n. 3 del RisVeglio Duemila, 22 gennaio 2011) si \u00e9 brevemente trattata la storia degli allestimenti del Museo Arcivescovile dal Lapidario Farsetti sino all&#8217;ultimo intervento inaugurato lo scorso anno, il 6 febbraio 2010. 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