{"id":2936,"date":"2012-06-24T11:00:00","date_gmt":"2012-06-24T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2012\/06\/24\/turismo-e-accoglienza-2\/"},"modified":"2012-06-24T11:00:00","modified_gmt":"2012-06-24T09:00:00","slug":"turismo-e-accoglienza-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/turismo-e-accoglienza-2\/","title":{"rendered":"Turismo e accoglienza &#8211; 2"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Turismo e accoglienza \/ 2<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 23\/2012<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 18pt\"><b><i>Pubblichiamo la seconda puntata della rubrica dedicata al turismo a Ravenna, in particolare quello religioso, relativo ai visitatori che nel corso dell&#8217;anno ammirano gli edifici di culto che sono gestiti dall&#8217;Opera di Religione della Diocesi di Ravenna; la prima \u00e8 stata pubblicata nel numero 19 di sabato 19 maggio 2012.<\/i><\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Alcune riflessioni culturali sulle visite ai monumenti da parte degli studenti<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Anche quest&#8217;anno si \u00e8 concluso il turismo scolastico. Ho spiegato nel primo numero di questa rubrica che fra marzo e maggio i nostri monumenti diocesani diventano meta costante delle scuole italiane di ogni ordine e grado, in quanto inseriscono lo studio della Ravenna paleocristiana e bizantina nei loro programmi didattici. Quest&#8217;anno si \u00e8 intensificato l&#8217;arrivo di studenti e docenti provenienti dalle regioni confinanti con l&#8217;Emilia-Romagna come Lombardia e Veneto. Mentre fra l&#8217;ultima settimana di maggio e la prima di giugno si registra normalmente la visita delle scuole elementari di citt\u00e0 pi\u00f9 vicine a Ravenna (ad esempio Lugo, Bologna e Reggio Emilia). In queste settimane, in seguito alle tristi vicende del terremoto che ha colpito la provincia modenese e parte del territorio ferrarese, si \u00e8 comprensibilmente annullata qualche visita a suo tempo prenotata.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Ma &#8211; aldil\u00e0 delle questioni statistiche &#8211; qual \u00e8 l&#8217;approccio &#8216;visivo&#8217; e culturale che anima gli studenti delle scuole quando entrano in contatto con la dimensione del sacro espressa dalla nostra arte musiva ravennate o di fronte a una qualsiasi manifestazione di arte figurativa che si incontra all&#8217;interno dei nostri monumenti? In particolare, occupiamoci dell&#8217;interesse vivace e mai banale che si sprigiona negli studenti delle scuole elementari. Non \u00e8 poi cos\u00ec raro che &#8211; oltre al proprio insegnante o a una guida &#8211; i bambini pongono anche al personale di sorveglianza diverse domande e chiarimenti. Alcune interessanti esperienze mi sono state raccontate dal mio collega Francesco che lavora con me nel servizio di accoglienza turistica e custodia per l&#8217;Opera di Religione. Egli sottolinea ed individua negli studenti delle scuole elementari la spontaneit\u00e0 e l&#8217;ansia di conoscere il pi\u00f9 possibile senza preconcetti o schemi prestabiliti: &#8216;Il turista adulto si sofferma principalmente sul corteo di Giustiniano ritratto nei mosaici di San Vitale, mentre i bambini vengono colpiti da altri aspetti che solo apparentemente sono secondari&#8217;. Francesco fornisce qualche esempio illuminante: &#8216;Quando i ragazzi delle scuole elementari osservano il mosaico pavimentale dell&#8217;antico sacello di San Vitale si soffermano sul pavone, l&#8217;animale simbolo della Risurrezione e di vita eterna presente in numerose occasioni anche sulla volta musiva e nel sarcofago dell&#8217;esarco <i>Isacio<\/i>&#8216;. Ma l&#8217;aspetto pi\u00f9 singolare &#8211; ricorda Francesco &#8211; \u00e8 proprio l&#8217;interesse che tali studenti rivelano su argomenti che solitamente sono al massimo oggetto di studio di storici dell&#8217;arte o bizantinisti: &#8216;Una volta alcuni bambini riconobbero subito i tre Re Magi raffigurati nel bordo del mantello di Teodora!&#8217;. E&#8217; noto che quella rappresentazione dei Magi contenuta nel pannello musivo della <i>Corte di Teodora <\/i>&#8211; intenzionalmente voluta dallo stesso arcivescovo Massimiano &#8211; voleva fugare i dubbi sull&#8217;ortodoss\u00eca dell&#8217;imperatrice. Teodora fu accusata dalla chiesa cristiana di aver protetto per dodici anni nel suo gineceo un sacerdote vicino al monof\u00ecsimo, un&#8217;eresia orientale secondo la quale la natura umana di Cristo era assorbita da quella divina. Infatti i Re Magi riconobbero e tributarono onore al Dio incarnato. Nella mia esperienza lavorativa non dimenticher\u00f2 mai un bambino che appenaentrato a San Vitale, insieme alla sua classe, ha rivolto la sua attenzione alle poco note pitture murali della cupola raffiguranti i <i>SS. Benedetto e Vitale in gloria<\/i>. Tali affreschi,eseguiti fra il 1780 e il 1782, sono un&#8217; impegnativa impresa dell&#8217;<i>equipe <\/i>di pittori formata da Ubaldo Gandolfi, Giacomo Guarana e Serafino Barozzi. Di solito, nell&#8217;attenzione del turista, l&#8217;agitato barocco di questa decorazione &#8211; che contribuisce a creare quell&#8217;atmosfera morbida e dorata cos\u00ec tipica dell&#8217;interno di San Vitale &#8211; stride e non regge il confronto con la severit\u00e0 e la compostezza dei mosaici del presbiterio. Invece lo studente mi chiese con stupore: &#8216;Che bello! Cosa rappresenta?&#8217;. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">In alcuni casi un giustificabile fraintendimento pu\u00f2 portare gli studenti adolescenti a non capire la complessa definizione di &#8216;arianesimo&#8217; che indica la dottrina cristologica fondata dal sacerdote Ario (256-336), condannata dal concilio di Nicea (325) e professata dagli Ostrogoti di Teoderico. Infatti, quando si inizia a studiare la storia tardo-antica e medievale, durante la scuola media o superiore, pu\u00f2 veramente capitare di travisare una parola della quale si ignora completamente il significato. Lo studente carica il sostantivo e l&#8217;aggettivo &#8216;ariano&#8217; di un contenuto semantico a lui pi\u00f9 familiare, finendo quest&#8217;ultimo per trasformarsi purtroppo in sinonimo di &#8216;germanico&#8217;. Una situazione del genere \u00e8 abbastanza frequente. E&#8217; capitata al mio collega Francesco e anche al sottoscritto proprio a Sant&#8217;Apollinare Nuovo &#8211; l&#8217;antica cappella palatina del re goto &#8211; di fronte ad alcuni ragazzi di 15 anni di un istituto superiore. Alla mia domanda &#8216;Chi sono gli ariani?&#8217;, la risposta degli studenti \u00e8 stata sicura ed inevitabile: &#8216;I tedeschi!!&#8217;. Ed io ho indicato alla classe il <i>Cristo in Trono ed Angeli<\/i> che &#8211; in veste regale color porpora come gli imperatori romani e bizantini &#8211; \u00e8 la pi\u00f9 efficace traduzione figurativa della natura umana di Ges\u00f9, cos\u00ec interpretata dalla stessa cancelleria di Teoderico e dalla chiesa ariana di Ravenna. Non a caso il Cristo in origine non teneva in mano uno scettro, ma un <i>codex <\/i>aperto sul quale era scritto: &#8216;Ego sum Rex gloriae&#8217;. L&#8217;illustre storico dell&#8217;arte ravennate Corrado Ricci (Ravenna, 1858- Roma, 1934) scrive nel suo ancora attualissimo volumetto &#8216;L&#8217;arte dei bambini'(1887): &#8216;L&#8217;arte come arte \u00e8 a loro sconosciuta; quindi disegnano meno male e s&#8217;accostano di pi\u00f9 all&#8217;integrit\u00e0 vera delle cose&#8217;. Questa precoce analisi dello studioso sulla spontaneit\u00e0 della creativit\u00e0 infantile ci porta ad alcune riflessioni. I bambini hanno una spiccata predisposizione ad afferrare il contenuto di un mosaico o di altra espressione artistica. Ges\u00f9 insegna agli apostoli: &#8216;Chi non accoglie il Regno di Dio come un Bambino, non vi entrer\u00e0<b>&#8216;<\/b> (Luca 18, 18-19). Mi colp\u00ec molto l&#8217;entusiastica reazione di una classe di prima elementare che colse il senso di materna dolcezza che trasmette la <i>Vergine Orante <\/i>(1112), l&#8217;icona musiva conservata nel Museo Arcivescovile. Il senso intuitivo di meraviglia mista a curiosit\u00e0, il desiderio innato di conoscenza che hanno gli studenti delle scuole elementari deve essere un monito, anzi un grande insegnamento anche per noi adulti, vittime dell&#8217;abitudine e della passivit\u00e0 di fronte al bombardamento di immagini che ci infligge ogni giorno la contemporaneit\u00e0 (televisione, giornali, internet). Forse a volte siamo anche un po&#8217; colpevoli di superficialit\u00e0 quando non approfondiamo in modo adeguato il ricco contenuto teologico e pastorale di un&#8217;opera d&#8217;arte cristiana. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Filippo Trer\u00e9 <\/b><i>&#8211; Opera di Religione della Diocesi di Ravenna<\/i><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Turismo e accoglienza \/ 2 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 23\/2012 \u00a0 Pubblichiamo la seconda puntata della rubrica dedicata al turismo a Ravenna, in particolare quello religioso, relativo ai visitatori che nel corso dell&#8217;anno ammirano gli edifici di culto che sono gestiti dall&#8217;Opera di Religione della Diocesi di Ravenna; la prima \u00e8 stata pubblicata nel numero 19 di sabato 19 maggio 2012. 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