{"id":2816,"date":"2012-05-18T10:30:00","date_gmt":"2012-05-18T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2012\/05\/18\/il-vangelo-di-domenica-20-maggio\/"},"modified":"2012-05-18T10:30:00","modified_gmt":"2012-05-18T08:30:00","slug":"il-vangelo-di-domenica-20-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/il-vangelo-di-domenica-20-maggio\/","title":{"rendered":"Il Vangelo di domenica 20 maggio"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Il Vangelo di domenica 20 maggio<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 19\/2012<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>Domenica 20 maggio<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>At 1, 1-11<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>Salmo 46<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>Ef 4<\/b><b>, 1-13<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 18pt\"><b>Mc 16, 15-20<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Commento a cura di Don Christian Cerasa<\/b><i>, Parroco di San Vittore<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>L&#8217;Ascensione \u00e8 compimento di un progetto d&#8217;amore<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Molti di noi sono gi\u00e0 entrati un una Chiesa gotica, dove tutta l&#8217;architettura sembra fatta per portarci in alto. Siamo spinti ad alzare il nostro sguardo fin l\u00e0 dove le linee verticali si uniscono, dando origine a acute cupole e guglie appuntite. Gli uomini che hanno costruito quelle chiese avevano un forte senso religioso, che spontaneamente ci spinge verso l&#8217;alto, verso un luogo diverso dalla terra. Il linguaggio religioso in molte culture (compresa quella ebraica-cristiana) vede la terra come lo spazio dell&#8217;uomo e il cielo come lo spazio riservato a Dio. Sappiamo che si tratta di un modo simbolico di dire, ma \u00e8 efficace: terra \u00e8 la materia con cui siamo fatti noi uomini e alla terra torniamo quando moriamo; cielo (vento-aria) \u00e8 attributo divino (lo spirito, ci\u00f2 che \u00e8 spirituale). Terra \u00e8 pesante e statico, vento \u00e8 leggero e mobile. Mi sembra che questi brevi e iniziali riflessioni ci possano aiutare a &#8216;entrare&#8217; nella festa dell&#8217;ascensione di Ges\u00f9. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Infatti nelle letture che ci sono proposte si parla molto del cielo, dove Ges\u00f9 \u00e8 elevato e intronizzato alla destra del Padre. La nostra riflessione deve di fatto partire dall&#8217;esperienza che i discepoli ci hanno trasmesso circa l&#8217;ultimo incontro con Ges\u00f9 risuscitato: la fine del vangelo di Marco e l&#8217;inizio degli Atti ci raccontano i momenti finali della presenza di Ges\u00f9 con i discepoli e la fine della sua presenza visibile sulla terra. Marco ci presenta l&#8217;ultimo incontro, in cui Ges\u00f9 d\u00e0 agli undici apostoli la missione di portare il vangelo a tutta l&#8217;umanit\u00e0 e indica i segni esterni di potere che accompagneranno questa missione. Terminata questa istruzione Ges\u00f9 fu elevato al cielo sedendosi alla destra di Dio; gli apostoli iniziano la missione e Ges\u00f9 realizza i segni che aveva promesso (manifestando cos\u00ec la sua presenza spirituale accanto a loro). Luca, iniziando la seconda parte della sua opera (il libro degli Atti), ci presenta la stessa situazione, letta dal suo punto di vista.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">La vicenda storica di Ges\u00f9 \u00e8 descritta brevemente in due tempi: dall&#8217;inizio fino alla morte di croce, e dopo la risurrezione, quando appare agli apostoli durante quaranta giorni parlando del Regno di Dio e promettendo il dono dello Spirito Santo. Ges\u00f9, anche dopo la sua risurrezione, deve correggere l&#8217;idea dei discepoli circa una restaurazione politica operata dal maestro e li invita ad attendere lo Spirito Santo che li far\u00e0 capaci di testimoniare il Risorto in tutte le regioni della terra. Detto ci\u00f2, \u00e8 elevato verso l&#8217;alto e nascosto da una nuvola. Due personaggi celesti appaiono per annunciare agli apostoli il ritorno ultimo di Ges\u00f9. Il modo con cui Luca ci racconta l&#8217;ascensione di Ges\u00f9 dipende dagli esempi biblici di Elia e Daniele: Luca usa un&#8217;immagine (il passaggio dalla terra al cielo, un movimento di innalzamento) di cui dobbiamo comprendere il significato.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">L&#8217;assunzione \u00e8 una dimensione dell&#8217;unico grande mistero di Pasqua: esprime la fine della presenza visibile di Ges\u00f9 tra gli uomini, parla del mistero di Dio, che va al di l\u00e0 della nostra capacit\u00e0 di comprendere e di immaginare. Il significato profondo dell&#8217;ascensione \u00e8 l&#8217;esaltazione di Ges\u00f9 (come la risurrezione): per aver realizzato l&#8217;opera che il Padre gli ha affidato Ges\u00f9 \u00e8 pi\u00f9 forte di ogni altro potere, ha liberato totalmente l&#8217;umanit\u00e0 dalla schiavit\u00f9, aprendole il cammino verso la piena comunione con Dio. L&#8217;invio dello Spirito Santo segner\u00e0 la certezza che questo cammino \u00e8 totalmente aperto. Quando si comprende il valore dell&#8217;ascensione nella storia di Ges\u00f9 (non solo come il lieto fine ma come il compimento di un progetto di amore), allora possiamo anche comprendere il &#8216;risvolto umano&#8217; di questa festa: Ges\u00f9 ritorna al Padre portando alla destra di Dio la nostra umanit\u00e0.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Se da sempre Dio aveva creato l&#8217;uomo a sua immagine, ora guardando a Ges\u00f9 ha sempre sotto gli occhi la nostra umanit\u00e0 sofferente, soggetta al peccato. Guardando a suo Figlio Dio \u00e8 come &#8216;costretto&#8217; a non dimenticarsi mai di noi, a soccorrere in ogni momento le nostre debolezze. Un altro risvolto della festa dell&#8217;ascensione \u00e8 l&#8217;inizio della missione. Anche se essa \u00e8 inaugurata con il dono dello Spirito Santo, sono le ultime parole di Ges\u00f9 che sale al Padre che inviano i discepoli a evangelizzare: come a dire che, ora che Ges\u00f9 non \u00e8 pi\u00f9 sulla terra, la sua presenza sar\u00e0 continuata e ampliata grazie alla vita dei suoi discepoli, della Chiesa. Infine il mistero dell&#8217;ascensione ci ricorda che Ges\u00f9, che siede alla destra del Padre, ritorner\u00e0 un giorno: la vita del mondo e di ogni cristiano \u00e8 racchiusa tra la prima venuta di Ges\u00f9 e l&#8217;ultima, quella finale. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">L&#8217;attesa non va vissuta rimanendo fermi a guardare il cielo ma realizzando sulla terra la missione che Ges\u00f9 ha lasciato ai suoi. Lo sguardo al cielo serve per ricordare la meta del nostro cammino: la comunione piena con Dio; lo sguardo alla terra compiendo la missione di Ges\u00f9 ci permette di camminare, giorno dopo giorno, verso la meta dove ci ha preceduto Ges\u00f9.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vangelo di domenica 20 maggio Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 19\/2012 \u00a0 Domenica 20 maggio At 1, 1-11 Salmo 46 Ef 4, 1-13 Mc 16, 15-20 Commento a cura di Don Christian Cerasa, Parroco di San Vittore \u00a0 L&#8217;Ascensione \u00e8 compimento di un progetto d&#8217;amore Molti di noi sono gi\u00e0 entrati un una Chiesa gotica, dove tutta l&#8217;architettura sembra fatta per portarci in alto. 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