{"id":2776,"date":"2012-05-12T10:30:00","date_gmt":"2012-05-12T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2012\/05\/12\/il-vangelo-di-domenica-13-maggio\/"},"modified":"2012-05-12T10:30:00","modified_gmt":"2012-05-12T08:30:00","slug":"il-vangelo-di-domenica-13-maggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/il-vangelo-di-domenica-13-maggio\/","title":{"rendered":"Il Vangelo di domenica 13 maggio"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Il Vangelo di domenica 13 maggio<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 18\/2012<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>Domenica 13 maggio<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>At 10, 25-26.34-35.44-48<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>Salmo 97<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left\"><b>1 Gv 4<\/b><b>, 7-10<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 18pt\"><b>Gv 15, 9-17<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Commento a cura di Don Christian Cerasa<\/b><i>, Parroco di San Vittore<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Felicit\u00e0 \u00e8 amare Dio e il prossimo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">La radice, la sorgente, il cuore dell&#8217;esperienza cristiana \u00e8 l&#8217;amore: l&#8217;amore di Dio che genera una risposta d&#8217;amore. E&#8217; quanto ci dice la parla di Dio oggi. E&#8217; quanto ci ha illustrato papa Benedetto XVI nella sua Enciclica &#8216;Dio \u00e8 amore&#8217;. Il tema centrale del vangelo \u00e8 il dinamismo dell&#8217;amore che dal Padre attraverso il Figlio raggiunge i credenti, i quali, a loro volta, lo seminano attorno a loro. Il punto di partenza \u00e8 l&#8217;amore che intercorre tra il Padre e il Figlio. Il vocabolo scelto da Giovanni e da tutta la Chiesa nascente per indicare l&#8217;amore \u00e8 il verbo agape in quanto il termine \u00e8 sciolto da qualunque valenza antropocentrica, ed \u00e8 libero da qualunque legame di sangue o amicizia. L&#8217;amore cristiano non \u00e8 una variante delle emozioni e dei sentimenti umani. L&#8217;amore di Dio, donatoci attraverso lo Spirito, \u00e8 quello attraverso il quale il credente pu\u00f2 amare il prossimo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Contemplare, perci\u00f2, come Dio ci ama ogni giorno, dalla creazione ad oggi, e come ci amer\u00e0 per sempre nell&#8217;eternit\u00e0 \u00e8 la fonte per comprendere l&#8217;amore di Dio per noi. Da questa esperienza, che \u00e8 esperienza dello Spirito, attingiamo l&#8217;amore per donarlo. L&#8217;amore ha la sua base nella contemplazione. Il Padre ama il Figlio perch\u00e9 questi lo riveli agli uomini, donando la propria vita per la loro salvezza e obbedendo cos\u00ec al comandamento del Padre. L&#8217;amore di Dio \u00e8 operoso e si riversa sugli uomini, gratuitamente e al di l\u00e0 di ogni appartenenza. Dio, infatti, ha amato per primo e gratuitamente, offrendo agli uomini il proprio Figlio in sacrificio di salvezza, mentre essi erano ancora peccatori, nemici di Dio. L&#8217;amore divino per gli uomini \u00e8 la persona stessa di Ges\u00f9. L&#8217;amore che Cristo ha verso gli uomini non \u00e8 altro che il dono totale di s\u00e9 e dello Spirito. Di conseguenza \u00abrimanere nell&#8217;amore\u00bb equivale a lasciarsi abitare dallo Spirito e dalla vita di Cristo.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">La risposta dell&#8217;uomo consiste nell&#8217;osservare i comandamenti di Ges\u00f9. Essi sono la fede e l&#8217;amore, presentati in modo sintetico nell&#8217;espressione della Lettera di Giovanni: &#8216;Questo \u00e8 il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Ges\u00f9 Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato\u00bb. L&#8217;amore, poi, \u00e8 esemplificato da Ges\u00f9 in modo inequivocabile: amare significa \u00abdare la vita\u00bb. Ges\u00f9 non lo poteva chiedere senza darne per primo l&#8217;esempio pi\u00f9 alto. In questo modo Ges\u00f9 diventa causa e modello dell&#8217;amore del discepolo. Il discepolo, infatti, ha solo il compito di \u00abimitare\u00bb il maestro in quelle situazioni in cui Dio lo chiama. La chiamata essenziale per ogni credente \u00e8 quella di essere discepolo di Ges\u00f9. Essere scelti e chiamati amici non sono espressioni poetiche di Ges\u00f9, ma sono la novit\u00e0 del discepolato cristiano. &#8216;Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri&#8217;, ci dice Ges\u00f9. &#8216;Questo vi comando&#8217;. Come prima cosa non dice di pregare di pi\u00f9, di accendere candele, di fare pellegrinaggi o pratiche. Ma &#8216;amatevi gli uni gli altri&#8217;. Ma cosa intende Ges\u00f9 con &#8216;Amatevi&#8217;? Non ha il significato delle canzonette. Neanche \u00e8 da intendere in una interpretazione sentimentale e pia che riduce tutto ad andare in giro con un gran sorriso. Per Ges\u00f9, amare significa dare la vita per i propri amici. Che sono tutti, anche coloro che non conosciamo, che non ci sono simpatici. Anche coloro che ci crocifiggono. L&#8217;amore che Ges\u00f9 ci chiede \u00e8 quello del samaritano. Che vede, ha compassione, si fa vicino. Che interviene subito in prima persona: fascia le ferite all&#8217;uomo con olio e vino, lo carica sul somaro, lo porta al pronto soccorso, sta con lui fino al giorno dopo. Che si preoccupa della soluzione completa del problema. Questo ci comanda Ges\u00f9. Con tutti. Ogni giorno. Dovunque. Perch\u00e9 l&#8217;amore \u00e8 da Dio e l&#8217;amore \u00e8 Dio. Se vogliamo che Dio sia presente in noi e intorno a noi, dove viviamo, lavoriamo, ci muoviamo&#8230;, possiamo farlo solo con l&#8217;amore.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\">Allora la preghiera, la messa, i pellegrinaggi, le pratiche sono un mezzo per ottenere da Dio l&#8217;aiuto ad amarci tra di noi come Ges\u00f9 ci chiede. &#8216;Amatevi gli uni gli altri&#8217;: questo \u00e8 il comandamento. La messa e tutto il resto sono un dono per riuscire a osservare il comandamento. Si deve tornare a dire di noi come si diceva dei primi cristiani: &#8216;Guardate come si amano&#8217;. Allora la gioia di Ges\u00f9 sar\u00e0 in noi, e la nostra gioia sar\u00e0 piena. E la nostra fede sar\u00e0 vera. Il Signore vuole la nostra felicit\u00e0 e la felicit\u00e0 la troviamo nel rimanere nel suo amore e nell&#8217;amare gli altri. L&#8217;amore deve essere concreto, espresso nei fatti: &#8216;fratelli &#8216; scrive an Giovanni &#8216; non amiamo a parole, ma con i fatti e nella verit\u00e0&#8217;. Ogni parola, ogni atteggiamento, ogni pensiero, ogni azione pu\u00f2 essere un vero atto di amore o pu\u00f2 essere, purtroppo, un peccato contro la carit\u00e0. Signore, tu che sei l&#8217;Amore infinito, aiutaci ogni giorno ad amare.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vangelo di domenica 13 maggio Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 18\/2012 \u00a0 Domenica 13 maggio At 10, 25-26.34-35.44-48 Salmo 97 1 Gv 4, 7-10 Gv 15, 9-17 Commento a cura di Don Christian Cerasa, Parroco di San Vittore \u00a0 Felicit\u00e0 \u00e8 amare Dio e il prossimo La radice, la sorgente, il cuore dell&#8217;esperienza cristiana \u00e8 l&#8217;amore: l&#8217;amore di Dio che genera una risposta d&#8217;amore. 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