{"id":2607,"date":"2012-04-12T10:00:00","date_gmt":"2012-04-12T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2012\/04\/12\/madonna-greca-venuta-dalloriente\/"},"modified":"2012-04-12T10:00:00","modified_gmt":"2012-04-12T08:00:00","slug":"madonna-greca-venuta-dalloriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/madonna-greca-venuta-dalloriente\/","title":{"rendered":"Madonna Greca venuta dall&#8217;Oriente"},"content":{"rendered":"<p><b>Madonna Greca venuta dall&#8217;Oriente<\/b><\/p>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; line-height: normal; text-align: left\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 14\/2012<\/i><\/div>\n<div style=\"line-height: normal; text-align: left\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\">La comunit\u00e0 diocesana di Ravenna-Cervia festeggia la Domenica in Albis la Madonna Greca, patrona della citt\u00e0 di Ravenna e del vicariato del mare, la cui effige \u00e8 custodita nella Basilica di Santa Maria in Porto. Dal 1992 con mariana devozione, la comunit\u00e0 dei Monaci Paolini dell&#8217;ordine San Paolo Primo Eremita in comunione con il vescovo e tutta la comunit\u00e0 ravennate organizzano la Festa durante la quale non mancano momenti di riflessione e di liturgia che coinvolgono tutte le parrocchie, le associazioni e i movimenti. Certamente 912 anni fa, quando la Madonna decise di fare visita a\u00a0Ravenna\u00a0approdando\u00a0in mare a Porto Fuori, la citt\u00e0 non poteva immaginare quante storie di grazie sarebbero state donate ai ravennati\u00a0ed oggi non saremmo qui a ringraziare, ancora una volta, Lei per quel meraviglioso approdo. &#8216;Al sorgere dell&#8217;aurora del 8 aprile 1100, domenica &#8216;in Albis&#8217;, mentre Pietro degli Onesti, detto il Peccatore, \u00e8 in coro con i suoi compagni intenti a cantare il Mattutino, un&#8217;improvvisa luce penetra dall&#8217;oriente nell&#8217;abside della chiesa. I monaci fattisi sul lido videro tutti a breve distanza venire galleggiando a quella volta sulle onde marine un&#8217;immagine di Maria in mezzo a due Angeli portanti ognuno una face pi\u00f9 luminosa del sole. Attoniti e compresi di santa letizia alla vista di s\u00ec giocondo portento i sette canonici si schierano in devota processione e cantando inni e salmi\u00a0si avanzano sulle acque intorno all&#8217;immagine prodigiosa. L&#8217;Immagine di Maria\u00a0per\u00f2 si fece avvicinare solo da Pietro che gli and\u00f2 incontro, poi gli angeli scomparvero e cos\u00ec fu manifesto ai Portuensi che quelle santa immagine di Maria voleva restare con loro per essere venerata nel tempio che a lei sar\u00e0 dedicato&#8217;. Le &#8216;Memoriae\u00a0Portuenses&#8217; cos\u00ec descrivono quel giorno glorioso in cui approd\u00f2 l&#8217;effige della Madonna Greca. 912 anni sono trascorsi da quando l&#8217;immagine \u00e8 approdata sul lido a Porto Fuori; ripercorrendo le memorie, tramandate a noi dai monaci Portuensi e dai tanti storici che hanno scritto sulla storia della Madonna Greca, scopriamo che\u00a0da sempre i ravennati hanno riconosciuto la prodigiosit\u00e0 dell&#8217;Immagine. Le cronache di ogni tempo descrivono come sia sempre stato promosso con grande devozione il culto verso la Madonna Greca, cos\u00ec cara ai ravennati e non solo, anche quando, in alcuni momenti, sembrava essersi affievolita o dissolta. Per molti secoli il simulacro della Madonna Greca rimase custodito nella chiesa a Porto Fuori, sino a quando a causa della sempre pi\u00f9 dispostica ingerenza dei Dogi di Venezia i monaci decidono di trasferirsi nella vicina citt\u00e0 di Ravenna.\u00a0Il 5 Agosto 1496 i monaci iniziano a costruire il nuovo monastero a Ravenna e\u00a0nel 1503 vi trasferiscono, da Porto Fuori, l&#8217;immagine della Madonna Greca. Nel 1511 Papa Giulio II \u00e8 ospite dei canonici di Porto, e il 31 di marzo, con una solenne Bolla, concede favori spirituali a quanti avessero elargito una elemosina per la costruenda\u00a0chiesa dei monaci. (Il testo della bolla \u00e8 incisa in una lastra all&#8217;interno dell&#8217;attuale chiesa di Santa Maria in Porto).<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\">Il 13 settembre del 1553 venne posta la prima pietra\u00a0del nuovo tempio. Nel 1556 il Cardinale Carlo Borromeo don\u00f2 100 scudi d&#8217;oro per la costruzione dell&#8217;altare della Madonna Greca\u00a0nel nuovo tempio. La domenica &#8216;in albis&#8217; del 1570 avvenne la solenne traslazione della sacra Effige della Madonna Greca dalla cappella interna del chiostro del monastero\u00a0al tempio gi\u00e0 in fase di ultimazione e fu provvisoriamente collocata nella cappella di S. Lorenzo, l&#8217;altare della Madonna Greca fu eretto nel 1626. L&#8217;8 ottobre\u00a01606 l&#8217;arcivescovo Pietro Aldobrandi consacr\u00f2 il nuovo santuario mariano la cui costruzione venne completata nel 1781 con la realizzazione della facciata progettata dall&#8217;architetto ravennate Camillo Morigia.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\">Il professor Alieto Benini in un suo scritto ci descrive il simulacro della Madonna Greca\u00a0intrattenendoci<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\">nell&#8217;intento di precisarne, il pi\u00f9 possibile, il valore storico ed artistico. &#8216;Il marmo pario misura m. 1 di altezza e in. 0,45 di larghezza; l&#8217;effigie \u00e8 scolpita in un delicato bassorilievo e sfiora con l&#8217;estremit\u00e0 del capo, dei piedi e delle braccia i bordi marmorei rilevati a mo&#8217; di cornice.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\">\u00c8 una giovinetta indossante una fluente veste, con sul petto e le spalle un ampio mantello, che scende a tergo in grosse pieghe ritmiche, creando un gioco di bordi ondulati e di rilievi multipli. Ha posizione frontale e sta in atteggiamento di orante. Il capo, fortemente inguainato, s&#8217;illeggiadrisce per le pieghe del velo che sulla fronte si fa compatto, assumendo l&#8217;aspetto di un casco. Un cingolo costringe la veste, allungata fino ai piedi, a comprimersi sui fianchi e a rilevare la linea delle membra. Sulle superfici cos\u00ec mosse, la luce si fraziona in un pittorico chiaroscuro radente. La Madonnina gravita sulla gamba sinistra, mentre flette la destra, leggermente strusciando indietro il piede. Undici crocette dorate ne guarniscono il vestimento. I piedi calzati poggiano su una pedana, incisa ai bordi di rosette. Il volto emerge<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\">dall&#8217;involucro delle bende come un fiore dal calice. Gli occhi grandi e mandorlati guardano lontano in un incantamento estatico. Le labbra un po&#8217; serrate esprimono un certo imperio. La plastica del mento e delle guance \u00e8 tondeggiante, rigida la simmetria delle palme aperte e delle braccia sollevate. All&#8217;altezza del<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\">capo, ai due lati, figurano entro dischi in rilievo, le due sigle significanti con lettere greche: Madre di Dio. Spira dall&#8217;insieme della composizione, soffusa di grazie ritmiche e di raffinate eleganze, il sentimento verginale di una maternit\u00e0 dolcissima&#8217;. A che secolo appartiene questa scultura? Per gli studiosi non c&#8217;\u00e8 dubbio: essa risale ad et\u00e0 anteriore al Concilio di Efeso (431), ed \u00e8 ritenuta nientemeno che la pi\u00f9 antica immagine della Vergine. Pietro Sulfrini cos\u00ec argomentava: &#8216;Nel Concilio di Efeso, celebrato l&#8217;anno 431, essendosi definito dogma di fede che Maria \u00e8 vera madre di Dio, subito in Oriente si adott\u00f2 il costume di rappresentarla insieme col suo Divin Figliolo; il che valeva una professione di fede cattolica contro l&#8217;eresia di Nestorio, che alla B. V. negava quel titolo. Orbene, appunto perch\u00e9 la Madonna Greca \u00e8 priva del Divino Infante, deve ritenersi scultura pi\u00f9 antica del su detto Concilio&#8217;.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 18pt; text-align: left\">Di una cosa possiamo essere certi: la Madonna Greca, per la nostra citt\u00e0 di Ravenna sapr\u00e0\u00a0essere sempre &#8216;uno strumento di grazia, un faro di luce, una difesa ed un conforto&#8217;. L&#8217;inno alla Madonna recita &#8216;D&#8217;Oriente venisti qual limpida aurora: il popol ti onora, ti chiede la fe&#8221; e questa semplicit\u00e0 non far\u00e0 mai perdere la profonda fede verso la Madre di Dio.<\/div>\n<div style=\"margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: left\"><b>Giorgio Re<\/b><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Madonna Greca venuta dall&#8217;Oriente Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 14\/2012 \u00a0 La comunit\u00e0 diocesana di Ravenna-Cervia festeggia la Domenica in Albis la Madonna Greca, patrona della citt\u00e0 di Ravenna e del vicariato del mare, la cui effige \u00e8 custodita nella Basilica di Santa Maria in Porto. 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