{"id":24039,"date":"2024-12-10T10:16:53","date_gmt":"2024-12-10T09:16:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/?p=24039"},"modified":"2025-02-03T08:56:49","modified_gmt":"2025-02-03T07:56:49","slug":"omelia-apertura-del-giubileo-nellanno-santo-2025-nella-chiesa-di-ravenna-cervia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/omelia-apertura-del-giubileo-nellanno-santo-2025-nella-chiesa-di-ravenna-cervia\/","title":{"rendered":"Omelia Apertura del Giubileo nell\u2019Anno Santo 2025 nella Chiesa di Ravenna-Cervia"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Lasciamoci attrarre dalla speranza e permettiamo che attraverso di noi diventi contagiosa per quanti la desiderano. Possa la nostra vita dire loro: \u00abSpera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore\u00bb (Sal 27,14). Possa la forza della speranza riempire il nostro presente, nell\u2019attesa fiduciosa del ritorno del Signore Ges\u00f9 Cristo, al quale va la lode e la gloria ora e per i secoli futuri<\/em><\/strong><strong>.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalla Bolla <em>Spes non confundit<\/em> di Papa Francesco<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Un anno per ritornare a Dio<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Carissimi fratelli e sorelle, cari presbiteri e diaconi, cari consacrati e missionari (cari fratelli di altre Chiese e confessioni cristiane),<\/p>\n<p>oggi inizia anche per la nostra Chiesa di Ravenna \u2013 Cervia il tempo di Grazia e di conversione del Giubileo. Il rito di oggi \u201capre la porta\u201d a questo cammino insieme dietro al Signore Ges\u00f9 e verso il Padre della misericordia. Lo Spirito ci accompagner\u00e0 e ci condurr\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il Giubileo: un anno santo con Cristo al centro<\/strong><\/p>\n<p>Nella tradizione cattolica il Giubileo \u00e8 un grande evento religioso. \u00c8 l&#8217;anno della remissione dei peccati e delle pene per i peccati, \u00e8 l&#8217;anno della riconciliazione tra chi \u00e8 in conflitto, della conversione e della penitenza sacramentale e, di conseguenza, della giustizia e della pace, della solidariet\u00e0 coi poveri, dell&#8217;impegno al servizio di Dio e dei fratelli, nella gioia. L&#8217;anno giubilare \u00e8 soprattutto anno di Cristo, portatore di vita nuova e di speranza all&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Le sue origini risalgono <strong>all&#8217;Antico Testamento.<\/strong> La legge di Mos\u00e8 aveva fissato per il popolo ebraico un anno particolare: \u201cDichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel Paese per tutti i suoi abitanti. Sar\u00e0 per voi un giubileo\u201d (Levitico 25,10).<\/p>\n<p>Il fine principale di questo evento era quello di sanare alla radice ogni rapporto di dipendenza, di debito e prestito, che nel corso degli anni poteva essersi instaurato tra i membri del popolo, sia per quanto concerne le propriet\u00e0, sia per quanto riguarda il rapporto con le persone. In questo modo Israele riconosceva che non era il padrone della terra nella quale viveva: il vero Sovrano e Re di Israele era Dio, che in modo assolutamente gratuito aveva donato questa terra e che, continuamente, aveva perdonato i peccati del popolo e le sue infedelt\u00e0, manifestando la Sua misericordia e benevolenza.<\/p>\n<p>L\u2019anno giubilare era una proposta concreta per ristabilire un clima sociale e religioso di libert\u00e0 e liberazione da ogni legame di schiavit\u00f9 e di diseguaglianza economica. Il cinquantesimo anno ogni debito doveva essere condonato, ci si riappropriava della terra che era stata data in pegno e ognuno poteva riacquistare la propria libert\u00e0 e autonomia. La tromba con cui si annunciava questo anno particolare era un corno d&#8217;ariete, che in ebraico si dice &#8220;Yobel&#8221;, da cui deriva la parola &#8220;Giubileo&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Nel Nuovo Testamento<\/strong> Ges\u00f9 si presenta come Colui che porta a compimento l&#8217;antico Giubileo, essendo venuto a &#8220;proclamare l&#8217;anno di grazia del Signore&#8221; (Lc 4,19; Is 61,2).<\/p>\n<p>Il Giubileo, \u00e8 <strong>&#8220;Anno santo&#8221;,<\/strong> non solo perch\u00e9 si inizia e si celebra con riti solenni, ma perch\u00e9 \u00e8 evento di grazia, che vuole santificarci, provocare un incontro vivo con il Signore Ges\u00f9 \u201cporta\u201d di salvezza, e vuole farci riscoprire la nostra vocazione battesimale e particolare perch\u00e9 la viviamo nella santit\u00e0, nell\u2019amore di Dio, nella speranza che il Cristo ci dona.<\/p>\n<p><strong>Il Giubileo 2025: <em>Pellegrini di Speranza<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Papa Francesco ha desiderato che la Speranza sia il contenuto fondamentale del Giubileo, \u2013come abbiamo sentito nella prima parte della nostra celebrazione\u2013 sia per la comunit\u00e0 cristiana, che per il mondo intero, in questo tempo cos\u00ec travagliato da conflitti e guerre che da anni sconvolgono la vita di tanti fratelli e sorelle.<\/p>\n<p>\u201c<em>La Speranza non delude<\/em>\u201d \u00e8 l\u2019inizio della Bolla che indice il Giubileo \u2013e che <u>invito tutti a riprendere e a meditare personalmente e in gruppo<\/u>\u2013. \u00c8 un\u2019espressione dell\u2019apostolo Paolo nella lettera ai Romani (cf. Rm 5,5). La speranza nasce dall\u2019amore e si fonda sull\u2019amore, che scaturisce dal Cuore di Ges\u00f9 trafitto sulla croce.<\/p>\n<p>La speranza cristiana non illude e non delude, perch\u00e9 \u00e8 fondata sulla certezza che niente e nessuno potr\u00e0 mai separarci dall\u2019amore divino: \u00abChi ci separer\u00e0 dall\u2019amore di Cristo? Forse la tribolazione, l\u2019angoscia, la persecuzione, la fame, la nudit\u00e0, il pericolo, la spada? [&#8230;] Ma in tutte queste cose noi siamo pi\u00f9 che vincitori grazie a colui che ci ha amati.<\/p>\n<p>Io sono infatti persuaso che n\u00e9 morte n\u00e9 vita, n\u00e9 angeli n\u00e9 principati, n\u00e9 presente n\u00e9 avvenire, n\u00e9 potenze, n\u00e9 altezza n\u00e9 profondit\u00e0, n\u00e9 alcun\u2019altra creatura potr\u00e0 mai separarci dall\u2019amore di Dio, che \u00e8 in Cristo Ges\u00f9, nostro Signore\u00bb (Rm 8, 35.39).<\/p>\n<p>A questo motivo principale, Papa Francesco associa anche quello della <strong>pazienza<\/strong>, una virt\u00f9 \u201cstrettamente imparentata con la speranza\u201d.<\/p>\n<p>La pazienza oggi \u00e8 messa a prova dalla fretta, dall\u2019insofferenza, dall\u2019ansia del tutto e subito, a volte dalla violenza, cose che generano insoddisfazione e chiusura. Riscoprire la pazienza \u00e8 un bene per s\u00e9 e per gli altri.<\/p>\n<p>Ricordiamoci quanto Dio \u00e8 paziente con noi! Lui che \u00e8 \u00abil Dio della perseveranza e della consolazione\u00bb, dice S. Paolo (Rm 15,5). La pazienza \u00e8 una virt\u00f9 figlia della speranza che nello stesso tempo la sostiene.<\/p>\n<p><strong>Come si pu\u00f2 vivere il Giubileo<\/strong> <strong>nel segno della Speranza?<\/strong><\/p>\n<p>\u2013 Mettendo in atto dei <strong><em>segni di speranza<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre ad essere chiamati ad <u>annunciare<\/u> e testimoniare la speranza, abbiamo un campo largo di azione in cui <u>essere<\/u> <u>segni<\/u> concreti, e Papa Francesco porta otto esempi, sui quali tutti noi in questo anno siamo chiamati a interrogarci e a deciderci:<\/p>\n<p>*essere promotori della pace, in un mondo in guerra;<\/p>\n<p>*essere aperti alla vita, con una maternit\u00e0 e paternit\u00e0 responsabile, contro il calo delle nascite;<\/p>\n<p>*essere portatori di speranza per coloro che vivono l\u2019esperienza del carcere;<\/p>\n<p>essere segni di speranza<\/p>\n<p>*per gli ammalati che si trovano in casa o in ospedale;<\/p>\n<p>*per i giovani che vedono spesso crollare i loro sogni;<\/p>\n<p>*per i migranti le cui attese sono sovente vanificate da pregiudizi e chiusure;<\/p>\n<p>*per gli anziani che facilmente sperimentano solitudine e senso di abbandono;<\/p>\n<p>*per i tanti poveri che spesso mancano del necessario per vivere.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u2013 Vivendo il pellegrinaggio.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il pellegrinaggio \u00e8 un elemento fondamentale di ogni evento giubilare. Mettersi in cammino \u00e8 tipico di chi va alla ricerca del senso della vita o della felicit\u00e0. La vita pu\u00f2 essere riletta come un pellegrinaggio esistenziale. Il pellegrinaggio, ben fatto, favorisce la riscoperta del valore del silenzio, della fatica per conquistare una meta, dell\u2019essenzialit\u00e0 e della libert\u00e0 dalle cose, della necessit\u00e0 di avere dei compagni di viaggio.<\/p>\n<p>Saranno organizzati e proposti dalla diocesi, da alcune parrocchie e altri gruppi alcuni pellegrinaggi a Roma per attraversare le <u>Porte Sante<\/u> delle quattro Basiliche papali.<\/p>\n<p>Le nostre e altre <u>chiese giubilari<\/u> potranno essere oasi di preghiera dove ristorare il cammino della fede e abbeverarsi alle sorgenti della speranza, anzitutto accostandosi al Sacramento della Riconciliazione, insostituibile punto di partenza di un reale cammino di conversione.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u2013 Con il sacramento della riconciliazione<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il Giubileo deve essere un\u2019occasione da non perdere per promuovere e favorire un cammino di riconciliazione e perdono. Su questo vorrei insistere. Il <strong>Sacramento della Penitenza<\/strong> ci assicura che Dio cancella i nostri peccati. Ritornano con la loro carica di consolazione le parole del Salmo: \u00abEgli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue infermit\u00e0, salva dalla fossa la tua vita, ti circonda di bont\u00e0 e misericordia. [\u2026] Misericordioso e pietoso \u00e8 il Signore, lento all\u2019ira e grande nell\u2019amore. [\u2026] Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe. Perch\u00e9 quanto il cielo \u00e8 alto sulla terra, cos\u00ec la sua misericordia \u00e8 potente su quelli che lo temono; quanto dista l\u2019oriente dall\u2019occidente, cos\u00ec allontana da noi le nostre colpe\u00bb (Sal 103,3-4.8.10-12). La Riconciliazione sacramentale non \u00e8 solo una bella opportunit\u00e0 spirituale, ma rappresenta un passo decisivo, essenziale e irrinunciabile per il cammino di fede di ciascuno. L\u00ec permettiamo al Signore di distruggere i nostri peccati, di risanarci il cuore, di rialzarci e di abbracciarci, di farci conoscere il suo volto tenero e compassionevole. Non c\u2019\u00e8 infatti modo migliore per conoscere Dio che lasciarsi riconciliare da Lui (cfr. 2Cor 5,20), assaporando il suo perdono. Ci\u00f2 vale prima di tutto per me, per i preti e i diaconi, per i consacrati, poi per tutti i fedeli. Non rinunciamo dunque alla Confessione, periodica, ben preparata, fatta in orari adatti e senza fretta, e riscopriamo la bellezza del sacramento della guarigione, della riconciliazione, la bellezza e la gioia del perdono dei peccati!<\/p>\n<p>L\u2019esperienza del perdono deve per\u00f2 aprire il cuore e la mente a <strong>perdonare<\/strong>. Perdonare non cambia il passato, non pu\u00f2 modificare ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 avvenuto; e, tuttavia, il perdono pu\u00f2 permettere di cambiare il futuro e di vivere in modo diverso, senza rancore, livore e vendetta. Il futuro rischiarato dal perdono consente di leggere il passato con occhi diversi, pi\u00f9 sereni, anche se non senza lacrime.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>\u2013 Riscoprendo il dono dell\u2019indulgenza.<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>L\u2019indulgenza permette di scoprire quanto sia illimitata la misericordia di Dio. Non \u00e8 un caso che nell\u2019antichit\u00e0 il termine \u201cmisericordia\u201d fosse interscambiabile con quello di \u201cindulgenza\u201d, proprio perch\u00e9 esso intende esprimere la pienezza del perdono di Dio che non conosce confini. L\u2019indulgenza, dunque \u00e8 una grazia giubilare. Come sappiamo per esperienza personale, il peccato \u201clascia il segno\u201d, porta con s\u00e9 delle conseguenze: non solo esteriori, in quanto conseguenze del male commesso, ma anche interiori. Il male compiuto ha bisogno di venire purificato, per consentirci il passaggio definitivo all\u2019amore di Dio. I \u201cresidui del peccato\u201d che permangono nella nostra umanit\u00e0 debole e attratta dal male, vengono rimossi dall\u2019indulgenza, sempre per la grazia di Cristo, il quale, \u00e8 \u00abla nostra \u201cindulgenza\u201d\u00bb. In tal senso si comprende anche la necessit\u00e0 di pregare per gli altri fratelli perch\u00e9 il Signore li perdoni, anche quelli che noi non siamo ancora riusciti a perdonare. E perdoni anche quanti hanno concluso il cammino terreno: vivremo cos\u00ec una solidariet\u00e0 nella preghiera che diventa efficace nella comunione dei santi, poich\u00e9 tutti siamo uniti in Cristo.<\/p>\n<p>Le <u>condizioni<\/u>, le abbiamo sentite nel Decreto letto all\u2019inizio della celebrazione<em>.<\/em><\/p>\n<p><strong>4 \u2013 L\u2019indulgenza nei luoghi giubilari e attraverso le opere di carit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>*Si potr\u00e0 ottenere l\u2019indulgenza giubilare, non solo <u>visitando le nostre cinque chiese giubilari <\/u>ma anche <u>con le opere di misericordia.<\/u> Nell\u2019Anno Giubilare siamo chiamati ad essere segni concreti di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di povert\u00e0 materiale, morale, spirituale.<\/p>\n<p>Ricordiamo \u201cle opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti\u201d (<em>Misericordiae vultus<\/em>, 15) e \u201cle opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti\u201d.<\/p>\n<p>Ma anche sostenendo opere di carattere religioso o sociale, in specie a favore della difesa e protezione della vita in ogni sua fase, dei minori abbandonati o non accompagnati, dei giovani disorientati, dei migranti \u201cche abbandonano la loro terra alla ricerca di una vita migliore per s\u00e9 stessi e per le loro famiglie\u201d, \u2026 dedicando una congrua parte del proprio tempo libero ad attivit\u00e0 di <u>volontariato<\/u>. Rilanciando e coinvolgendo nel volontariato soprattutto cattolico anche i pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>Allo stesso modo si pu\u00f2 conseguire l\u2019Indulgenza giubilare <u>visitando<\/u> per un congruo tempo i fratelli che si trovano in condizioni stabili di difficolt\u00e0, quasi compiendo un pellegrinaggio verso Cristo presente in loro (cfr. Mt 25, 34-36), alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera.<\/p>\n<p>*\u2026 <u>e con opere di penitenza<\/u>. L\u2019Indulgenza giubilare potr\u00e0 essere conseguita anche mediante iniziative che attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che \u00e8 l\u2019anima del Giubileo, riscoprendo in particolare il valore penitenziale del venerd\u00ec, o astenendosi da futili distrazioni (reali ma anche virtuali, sciogliendoci dalle dipendenze indotte dai media e dai social network) e da consumi superflui devolvendo una proporzionata somma in denaro ai poveri, attraverso le nostre Caritas parrocchiali o diocesana;<\/p>\n<p>*<u>I fedeli che non potranno partecipare<\/u> alle celebrazioni eucaristiche, ai pellegrinaggi e alle visite a luoghi giubilari per gravi motivi, conseguiranno l\u2019Indulgenza se reciteranno nella propria casa o l\u00e0 dove l\u2019impedimento li trattiene (ad es. nella cappella dell\u2019ospedale, della casa di cura, del carcere&#8230;) il Padre Nostro, la Professione di Fede, e altre preghiere, offrendo le loro sofferenze o i disagi della propria vita.<\/p>\n<p><strong>In particolare, la nostra Chiesa diocesana propone tre opere segno <\/strong>(per suscitarne altre simili!)<\/p>\n<p>Per la <u>nostra Missione a Carabayllo<\/u>: proponiamo una raccolta straordinaria per dare la possibilit\u00e0 a don Stefano e a otto suoi parrocchiani di venire a Roma e a Ravenna nel mese di settembre per celebrare il Giubileo con noi. Loro non avrebbero le possibilit\u00e0 economiche per il viaggio e la permanenza. Il nostro Centro missionario diocesano, in curia, far\u00e0 da riferimento per la raccolta delle offerte straordinarie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Contemporaneamente, su richiesta esplicita del nuovo vescovo Neri Menor Vargas della diocesi di Carabayllo, don Alain, direttore della Caritas diocesana, andr\u00e0 a sostituire don Stefano ma soprattutto a incontrare i possibili animatori e operatori della futura Caritas di quella diocesi, che sta progettando l\u2019apertura di questo settore della pastorale oggi scoperto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La seconda opera segno sar\u00e0 <u>l\u2019apertura del nuovo dormitorio in S Teresa<\/u>, che chieder\u00e0 un sostegno materiale, ma soprattutto dei volontari che possano anche stabilmente, a turni, assicurare questo servizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il terzo segno sar\u00e0 <u>l\u2019espansione della attuale Casa della Carit\u00e0 in S. Teresa<\/u>, col raddoppio dei posti di accoglienza per i nuovi poveri; non una struttura sanitaria ma di accoglienza caritativa e di promozione sociale. Le richieste di aiuto alla Caritas sono tante e toccano quasi tutte le opere di misericordia corporali e spirituali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche in queste due iniziative l\u2019Opera S. Teresa agir\u00e0 in collaborazione piena con la Caritas diocesana, con le suore di S. Teresa e in dialogo e aiuto reciproco con le opere caritative della parrocchia di S Rocco. Sar\u00e0 una sfida e una bella occasione giubilare di solidariet\u00e0, aperta a tutti.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Maria e i santuari mariani<\/strong>. In Maria la Madre di Dio vediamo come la speranza sia dono di grazia nella realt\u00e0 di una vita spesa per il Signore. Maria \u00e8 Madre nostra, Madre della speranza. La invochiamo anche come Stella Maris, certi che nelle burrascose vicende della vita la Madre di Dio viene in nostro aiuto e ci invita ad avere fiducia e a continuare a sperare.<\/p>\n<p>Specialmente quanti soffrono e sono tribolati, potranno sperimentare la vicinanza della Madre che mai abbandona i suoi figli, lei che per il santo Popolo di Dio \u00e8 segno di sicura speranza e di consolazione. Alla sua preghiera affidiamo questo Anno santo perch\u00e9 dia frutti numerosi di conversione e di pace per noi e per il mondo intero.<\/p>\n<p><em>Il Giubileo del 2025<strong>,<\/strong> \u2013\u00e8 detto nella Bolla di Papa Francesco\u2013, \u00e8 un Anno Santo caratterizzato dalla speranza che non tramonta, quella in Dio. Ci aiuti a ritrovare la fiducia necessaria, nella Chiesa come nella societ\u00e0, nelle relazioni interpersonali, nei rapporti internazionali, nella promozione della dignit\u00e0 di ogni persona e nel rispetto del creato. La testimonianza credente possa essere nel mondo lievito di genuina speranza, annuncio di cieli nuovi e terra nuova (cfr. 2Pt 3,13), dove abitare nella giustizia e nella concordia tra i popoli, protesi verso il compimento della promessa del Signore. <\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec sia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019immagine dell\u2019\u00e0ncora<\/strong>. \u00abNoi, che abbiamo cercato rifugio in lui, abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci \u00e8 proposta. In essa, infatti, abbiamo come un\u2019\u00e0ncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra fino al di l\u00e0 del velo del santuario, dove Ges\u00f9 \u00e8 entrato come precursore per noi\u00bb (Eb 6,18-20). \u00c8 un invito forte a non perdere mai la speranza che ci \u00e8 stata donata, a tenerla stretta trovando rifugio in Dio. L\u2019immagine dell\u2019\u00e0ncora \u00e8 suggestiva per comprendere la stabilit\u00e0 e la sicurezza che, in mezzo alle acque agitate della vita, possediamo se ci affidiamo al Signore Ges\u00f9. Le tempeste non potranno mai avere la meglio, perch\u00e9 siamo ancorati alla speranza della grazia, capace di farci vivere in Cristo superando il peccato, la paura e la morte. Questa speranza, ben pi\u00f9 grande delle soddisfazioni di ogni giorno e dei miglioramenti delle condizioni di vita, ci trasporta al di l\u00e0 delle prove e ci esorta a camminare senza perdere di vista la grandezza della meta alla quale siamo chiamati, il Cielo.<\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_24040' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2025\/01\/Omelia-Apertura-del-Giubileo-2025.pdf' title='Omelia Apertura del Giubileo 2025' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Omelia Apertura del Giubileo 2025<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lasciamoci attrarre dalla speranza e permettiamo che attraverso di noi diventi contagiosa per quanti la desiderano. 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