{"id":20720,"date":"2023-09-28T08:45:11","date_gmt":"2023-09-28T06:45:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/?p=20720"},"modified":"2023-10-13T10:08:25","modified_gmt":"2023-10-13T08:08:25","slug":"don-giovanni-minzoni-e-servo-di-dio-larcivescovo-lorenzo-martire-della-carita-nelle-sue-tante-forme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/don-giovanni-minzoni-e-servo-di-dio-larcivescovo-lorenzo-martire-della-carita-nelle-sue-tante-forme\/","title":{"rendered":"Don Giovanni Minzoni \u00e8 servo di Dio. L\u2019arcivescovo Lorenzo: \u201cMartire della carit\u00e0\u201d nelle sue tante forme"},"content":{"rendered":"<p><strong>Don Giovanni Minzoni \u00e8 ufficialmente \u201cservo di Dio\u201d.\u00a0<\/strong>Con\u00a0<strong>la celebrazione di ieri sera in Duomo l\u2019arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha aperto la fase diocesana della causa di beatificazione<\/strong>, e questo ha segnato un passaggio: il parroco di Argenta morto cento anni fa per l\u2019aggressione da parte di alcuni esponenti del fascismo locale a causa della sua opera educativa pu\u00f2 essere pregato e invocato come \u201cservo di Dio\u201d. Il percorso era partito ad agosto scorso, con l<strong>\u2019annuncio da parte dell\u2019arcivescovo di Ravenna Cervia, e proseguir\u00e0 con la raccolta da parte del tribunale diocesano e della commissione storica\u00a0<\/strong>di testimonianze e documenti sulla fama di santit\u00e0 di don Minzoni, che poi verranno inviati alla Congregazione della causa dei santi per la fase romana. Ieri in Duomo\u00a0<strong>hanno giurato alcun<\/strong>i degli<strong>\u00a0attori di questa fase diocesana del processo<\/strong>: oltre all\u2019<strong>arcivescovo<\/strong>\u00a0Lorenzo, i membri del tribunale che raccoglier\u00e0 le testimonianze: il vicario generale,\u00a0<strong>don Alberto Brunelli<\/strong>, il promotore di giustizia,\u00a0<strong>don Alain Gonzalez Vald\u00e8s<\/strong>\u00a0e il notaio,\u00a0<strong>Elena Baldini<\/strong>. E, con loro,\u00a0<strong>il postulatole della causa, padre Gianni Festa<\/strong>, e il\u00a0<strong>vice-postulatole, don Rosino Gabbiadini.<\/strong>\u00a0La commissione storica e i censori teologi.<\/p>\n<p>Pubblichiamo, di seguito, il testo integrale dell\u2019intervento di monsignor Ghizzoni in occasione della Veglia per don Minzoni<\/p>\n<p>Abbiamo ascoltato dal Vangelo di Giovanni: \u201c<em>Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ci\u00f2 che \u00e8 suo; poich\u00e9 invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.<\/em>\u201d (Gv 15,16ss)<\/p>\n<p><em>Alla luce della Parola del Vangelo, vogliamo cercare di capire cosa \u00e8 successo nella vita di questo uomo speciale che fu don Giovanni Minzoni, cosa sollev\u00f2 l\u2019odio contro di lui e perch\u00e9. Era stato un seminarista sensibile ai movimenti della storia del suo tempo, poi un prete appassionato, amante della Patria come cappellano militare, un pastore creativo e fedele, con un amore preferenziale per i poveri e i piccoli, un educatore di adulti e di giovani, per i quali diede tutto s\u00e9 stesso, fino al sangue, volontariamente e coscientemente. Perch\u00e9 perseguitarlo?<\/em><\/p>\n<p><strong>Per situare nel loro contesto storico, ma soprattutto ecclesiale, i fatti che riguardano don Giovanni, possiamo citare le parole di Giovanni Paolo II, ora Santo, nella Lettera del 30 settembre 1990 rivolta al Card. Ersilio Tonini, dove ricordava i preti uccisi nel secolo scorso, prima e durante la II guerra mondiale, a causa della fedelt\u00e0 alla loro missione di pastori.<\/strong><\/p>\n<p>Scriveva:\u00a0<em>\u2026\u00a0 \u00abChe cosa \u201cconfessano\u201d questi moderni testimoni della fede? Essi dicono che a spingerli a preferire la morte anticipata, piuttosto che l\u2019infedelt\u00e0 al mandato pastorale, \u00e8 stato un amore pi\u00f9 grande di loro: lo stesso amore assoluto con cui Dio li aveva amati. \u00c8 stato Dio a incominciare per primo questa gara di amore, sacrificando il Figlio suo Ges\u00f9 Cristo; essi si sono limitati a seguirlo\u00bb<\/em><\/p>\n<p><em>\u00abIl dono d\u2019una fedelt\u00e0 senza riserve alla propria missione don Minzoni l\u2019aveva chiesto come grazia della prima Messa. Di due cose era convinto: che accettando di accorciare la vita per amore di Cristo avrebbe pagato sempre meno di quanto Dio aveva pagato per lui, e che accorciare la vita per amore dei suoi \u2013 prima i suoi soldati al fronte, i suoi ragazzi e la sua gente poi\u2013 era la via pi\u00f9 sicura per raggiungere il perfetto amore di Dio, realizzando al massimo il suo sacerdozio. \u2026<\/em><\/p>\n<p><strong>In questa concezione unitaria del sacerdozio, che non sopportava spaccature tra l\u2019amore di Dio e la cura pastorale dei fedeli, \u00e8 da ricercare la ragione che lo port\u00f2 alla sfida mortale\u2026 E, posto di fronte alla stretta finale, rispose: \u201cSono pronto a morire\u201d\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Continuava Giovanni Paolo II:\u00a0<em>\u00abTanto don Minzoni quanto i suoi confratelli, nell\u2019esercizio del loro ministero, entrarono in urto con uomini che traevano ispirazione dall\u2019una o dall\u2019altra delle ideologie totalitarie e neopagane, che hanno segnato dolorosamente questo nostro secolo (il \u2018900). Esse costituivano una negazione diretta della verit\u00e0 sull\u2019uomo, creato a immagine di Dio ed elevato, in Cristo, alla dignit\u00e0 di figlio suo.<\/em><\/p>\n<p><em>In causa era, dunque, la persona umana; in causa era l\u2019amore di Dio per tutti gli uomini\u2026 guidati dall\u2019amore pi\u00f9 puro per i fratelli, essi si spinsero, in questa difesa, fino al dono supremo della vita, il loro gesto pot\u00e9 ben essere considerato come una vera e propria testimonianza di fede\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Cosa disturbava e cosa faceva paura, di don Minzoni e di questi preti? \u00aba fare paura \u00e8 il legame tra il pastore e la sua gente, soprattutto il legame con le nuove generazioni. Per salvarsi dalla morte, al sacerdote spesso non \u00e8 comandato di rinnegare direttamente la fede, ma l\u2019amore cristiano: non di dissociarsi da Dio, ma dall\u2019una o dall\u2019altra porzione del gregge, rinunciando ad essere pastore di tutto il popolo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Dunque, dall\u2019alto del suo magistero Giovanni Paolo II individuava nella\u00a0<strong>carit\u00e0<\/strong>\u00a0la fonte e l\u2019origine del martirio di don Minzoni. Spinti da questa interpretazione illuminante possiamo dire che don Giovanni fu colpito a morte pi\u00f9 in odium caritatis che in odium fidei?<\/em><\/p>\n<p><em>Certo, ma tenendo presente che nella realt\u00e0 della vita cristiana, come nella vita di don Minzoni, le due virt\u00f9 teologali fede e carit\u00e0 sono presenti in modo indissociabile, poich\u00e9 una alimenta l\u2019altra (Gc 2,14-18; Gal 5,6) e ne riceve concretezza.<\/em><\/p>\n<p><em>E, riferendoci anche alla omelia di monsignor Zuppi il 23 agosto ad Argenta, vorremmo appunto sottolineare qui la\u00a0<strong>dimensione della carit\u00e0<\/strong>\u00a0pensando anche alle conseguenze che questa ha sulla valorizzazione della sua testimonianza, della sua esemplarit\u00e0 pastorale e della attualit\u00e0 della figura di questo prete romagnolo, ravennate, appassionato, coraggioso, innovatore, colto, sensibile alle sofferenze della sua gente e ai movimenti ecclesiali e culturali del suo tempo. Uno dal grande cuore verso i poveri e gli emarginati, gli ultimi, pronto a difendere a ogni costo la libert\u00e0 della Chiesa e della sua missione. Non da ultimo attento conoscitore della dottrina sociale della Chiesa e fautore dell\u2019impegno sociale e politico dei fedeli laici.<\/em><\/p>\n<p>Martire della carit\u00e0, dunque? Crediamo di s\u00ec, ma per stare alla sequela di Cristo, con fedelt\u00e0.<\/p>\n<p><em>Don Minzoni fu martire della<strong>\u00a0carit\u00e0 pastorale<\/strong>, che lo spinse a rinnovare un modello di prete, di parroco, e un modello di chiesa e di comunit\u00e0 parrocchiale aperta a tutti e sbilanciata sulla carit\u00e0, che trover\u00e0 nella Lumen Gentium e nella Gaudium et Spes del Concilio Vaticano II la conferma e la piena evoluzione nella Evangelii Gaudium di Papa Francesco. Le sue fonti non erano le idee nuove o antiche, ma la parola del Vangelo e l\u2019Eucaristia, la preghiera quotidiana, che lo sosteneva in tutti momenti di ansia, di lotta, di scelte, libere ma costose, sia al fronte che in parrocchia.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu martire della\u00a0<strong>carit\u00e0 educativa<\/strong>, che lo spinse a creare un oratorio per i ragazzi e i giovani disorientati del dopoguerra, alla ricerca di un \u201cpadre\u201d e di valori stabili, evangelici, trascendenti, ben oltre le ideologie circolanti. Da questa carit\u00e0 educativa far\u00e0 sgorgare il suo impegno per la nascita e la crescita dell\u2019Azione cattolica prima e poi dello scautismo per i ragazzi e i giovanissimi; con una attenzione speciale alla formazione delle donne, inventando forme di catechesi per gli adulti e per la famiglia, organizzando la pastorale giovanile di zona, lasciandosi ispirare dalla figura di don Bosco. Appoggiava e praticava personalmente non solo la catechesi per i ragazzi, gli incontri per i giovani, ma anche il doposcuola, la biblioteca circolante, il teatro e il cinema, ecc.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu martire ancora della\u00a0<strong>carit\u00e0 politica<\/strong>\u00a0che lo spinse, anticipando i nostri tempi, a impegnarsi a rendere la societ\u00e0 pi\u00f9 rispettosa della dignit\u00e0 della persona umana, facendo della carit\u00e0 la norma suprema dell\u2019agire sociopolitico, puntando allo sviluppo della persona in tutte le componenti sociali e individuali e alla creazione di legami di stima reciproca e di \u201camicizia sociale\u201d tra persone diverse e lontane. Lo dimostrano il suo interesse per la dottrina sociale della Chiesa, la frequenza alla scuola di Bergamo, il suo favore per l\u2019impegno politico diretto dei fedeli in vista di una societ\u00e0 libera, democratica, giusta, umana. Con una dichiarazione di condanna per la guerra, senza sfumature, che non va dimenticata, visto il suo impegno di cappellano militare che condivise tutte le sofferenze dei giovani nelle trincee della Prima guerra mondiale.<\/em><\/p>\n<p><em>Martire quindi anche della\u00a0<strong>carit\u00e0 sociale<\/strong>: per le azioni gi\u00e0 accennate e per il suo impegno diretto a far partire il Circolo, l\u2019Unione professionale, la cooperativa agricola cattolica, la cassa rurale. La sua carit\u00e0 di pastore e la sua intelligenza mostrate in queste opere sociali lo resero ancor pi\u00f9 pericoloso per chi voleva trascinare i giovani e gli adulti dietro altre ideologie, lontane dalla fede.<\/em><\/p>\n<p><em>Fu martire infine della\u00a0<strong>carit\u00e0 evangelica<\/strong>, che lo port\u00f2 ad un amore preferenziale e concreto per i poveri, i piccoli, le donne, i giovani sbandati come pecore senza pastore, gli emarginati della parrocchia, i non praticanti anche quelli ideologicamente lontani e avversi, come aveva fatto con i giovani soldati al fronte, tenendo la canonica sempre aperta, ma soprattutto il cuore sempre disponibile all\u2019accoglienza.<\/em><\/p>\n<p><em>Una gran bella spina nel fianco, insomma, per chi avrebbe voluto dominare e addormentare la societ\u00e0 civile e la comunit\u00e0 cristiana, sottometterle e guidarle secondo interessi politici di parte. E la reazione violenta, prima verbale poi fisica, si scaten\u00f2 anche contro di lui, con l\u2019esito di farne un testimone di Cristo, un martire cristiano e civile insieme.<\/em><\/p>\n<p><em>Papa Francesco ha scritto nella Lettera con la quale ha costituito la \u201cCommissione dei Nuovi Martiri \u2013 Testimoni della Fede\u201d presso il Dicastero delle Cause dei Santi: \u00abCome ho detto tante volte, i martiri \u201csono pi\u00f9 numerosi nel nostro tempo che nei primi secoli\u201d: sono vescovi, sacerdoti, consacrate e consacrati, laici e famiglie, che nei diversi Paesi del mondo, con il dono della loro vita, hanno offerto la suprema prova di carit\u00e0 (cf. LG 42)\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Noi crediamo che anche Don Giovanni Minzoni sia parte di quella luminosa schiera di amici di Dio!<\/em><\/p>\n<div class=\"g g-2\">\n<div class=\"g-single a-3\"><a href=\"https:\/\/risveglioduemila.it\/2023\/10\/don-giovanni-minzoni-e-servo-di-dio-larcivescovo-lorenzo-martire-della-carita-nelle-sue-tante-forme\/\">https:\/\/risveglioduemila.it\/2023\/10\/don-giovanni-minzoni-e-servo-di-dio-larcivescovo-lorenzo-martire-della-carita-nelle-sue-tante-forme\/<\/a><\/div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<p class=\"entry-title-post\"><a href=\"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/don-minzoni-sabato-7-in-cattedrale-lavvio-della-fase-diocesana-della-causa-di-beatificazione\/\"><strong>Don Minzoni, sabato 7 in Cattedrale l\u2019avvio della fase diocesana della causa di beatificazione<\/strong><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Don Giovanni Minzoni \u00e8 ufficialmente \u201cservo di Dio\u201d.\u00a0Con\u00a0la celebrazione di ieri sera in Duomo l\u2019arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha aperto la fase diocesana della causa di beatificazione, e questo ha segnato un passaggio: il parroco di Argenta morto cento anni fa per l\u2019aggressione da parte di alcuni esponenti del fascismo locale a causa della sua opera educativa pu\u00f2 essere pregato e invocato come &hellip; <a href=\"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/don-giovanni-minzoni-e-servo-di-dio-larcivescovo-lorenzo-martire-della-carita-nelle-sue-tante-forme\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">Don Giovanni Minzoni \u00e8 servo di Dio. 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