{"id":20291,"date":"2023-03-26T19:30:05","date_gmt":"2023-03-26T17:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/?p=20291"},"modified":"2023-08-09T12:49:09","modified_gmt":"2023-08-09T10:49:09","slug":"s-apollinare-2023-omelia-dellarcivescovo-il-signore-e-il-dio-che-stronca-le-guerre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/s-apollinare-2023-omelia-dellarcivescovo-il-signore-e-il-dio-che-stronca-le-guerre\/","title":{"rendered":"S. Apollinare: Omelia dell\u2019Arcivescovo \u201cIl Signore \u00e8 il Dio che stronca le guerre\u201d"},"content":{"rendered":"<p>(Letture: Giuditta 16,1-5, 13-15; Galati 5,13-25; Matteo 5,1-12)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIl Signore \u00e8 il Dio che stronca le guerre\u201d, abbiamo ascoltato dal cantico di Giuditta, che rievoca l\u2019intervento a favore del suo popolo minacciato dalla distruzione della guerra. E Giuditta vede questo intervento come l\u2019espressione della pi\u00f9 profonda intenzione di Dio: stroncare non solo questa, ma tutte le guerre.<\/p>\n<p>Lo conferma la preghiera del salmista: \u201c<em>Far\u00e0 cessare le guerre sino ai confini della terra, romper\u00e0 gli archi e spezzer\u00e0 le lance, brucer\u00e0 nel fuoco gli scudi<\/em>\u201d (Sal 46). Perch\u00e9 questo avvenga per\u00f2 c\u2019\u00e8 una condizione: che l\u2019uomo sia disponibile a lasciarsi trasformare da Lui, che abbia rispetto del Dio creatore, del Dio Signore della vita, il quale non vuole la morte di nessuno, nemmeno del colpevole o del malvagio, ma che si converta e viva (Ez 33,11). Egli protegge tutti i suoi figli e dona loro la sua pace, ma se ne rendono conto solo coloro che sono certi della sua presenza nella storia quotidiana, nella buona e nella cattiva sorte, che lo amano e sperano in Lui<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oggi, nella solennit\u00e0 di S. Apollinare, vescovo e fondatore della Chiesa di Ravenna e patrono dell\u2019Emilia-Romagna, un martire che ha sperimentato secondo la tradizione pi\u00f9 volte la violenza su s\u00e9 stesso e l\u2019opposizione dei pagani, fino al sangue, vogliamo fermarci un momento proprio su questa realt\u00e0 che ci tocca drammaticamente e da vicino come cristiani e cittadini: la guerra e la pace.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Solo la pace \u00e8 santa!<\/strong><\/p>\n<p>Non sempre \u00e8 chiara nell\u2019Antico testamento la percezione del Dio che mette la pace al vertice dei rapporti con lui e tra gli uomini. Anzi sono tanti i testi in cui si descrivono guerre e stermini, conflitti sanguinosi e violenze interpersonali anche a opera dei personaggi importanti. A cominciare dal racconto simbolico di Caino e Abele, i primi due fratelli che risolvono il loro conflitto, anche religioso, con la violenza e la morte di uno dei due. Nel racconto del libro della Genesi, Dio non approva Caino e gli chiede conto del sangue innocente del fratello e per\u00f2 impedisce anche che la violenza vendicatrice si riversi su di lui. La tendenza a vedere un volto di Dio pi\u00f9 amichevole e vero alleato dell\u2019uomo, emerge pian piano soprattutto ad opera della predicazione dei profeti, come Geremia o il secondo Isaia. Fino ai canti del \u201cservo di Jaweh\u201d, che preferisce offrire la sua vita in riscatto per gli altri, anzich\u00e9 rispondere al male col male (Is 50-53). Con Ges\u00f9 di Nazaret la rivelazione del volto di Dio \u00e8 completa e piena: egli insegn\u00f2 con l\u2019annuncio e con il suo stile di vita \u201cmite e umile di cuore\u201d (Mt 11,29), ad amare tutti, vicini e lontani, amici e nemici, uomini e donne, potenti o piccoli, peccatori o giusti. Non volle essere difeso con la spada da Pietro, nemmeno nell\u2019ultimo atto della sua vita, e mor\u00ec perdonando i suoi uccisori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma questo messaggio potente del Vangelo di Ges\u00f9, che ha al centro l\u2019annuncio del dono della sua pace e l\u2019impegno da parte nostra circa la \u201cnon-violenza attiva e creativa\u201d, \u00e8 condiviso anche da altre religioni. Ha detto Papa Francesco (messaggio per la Giornata della Pace 2017):\u00a0\u201c<em>Questo impegno a favore delle vittime dell\u2019ingiustizia e della violenza non \u00e8 un patrimonio esclusivo della Chiesa Cattolica ma \u00e8 proprio di molte tradizioni religiose, per le quali \u00abla compassione e la nonviolenza sono essenziali e indicano la via della vita\u00bb.<\/em><em> Lo ribadisco con forza: \u00abNessuna religione \u00e8 terrorista\u00bb.\u00a0La violenza \u00e8 una profanazione del nome di Dio. Non stanchiamoci mai di ripeterlo: \u00abMai il nome di Dio pu\u00f2 giustificare la violenza. Solo la pace \u00e8 santa. Solo la pace \u00e8 santa, non la guerra!<\/em>\u00bb.\u201d<\/p>\n<p>Anche il grande Iman di Al-Azhar ha firmato il \u201c<em>Documento sulla fratellanza umana per la pace e la convivenza comune<\/em>\u201d, dove si dice che il nome di Dio non pu\u00f2 essere usato per \u201cgiustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione\u201d. Dio \u00e8 misericordioso. \u00c8 una bestemmia usarne il nome per odiare il fratello; \u00e8 un tradimento della religione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quindi secondo l\u2019attuale insegnamento della Chiesa \u2013che affonda le radici nel vangelo\u2013 non si possono pi\u00f9 giustificare le <em>guerre di religione<\/em>. E le religioni non possono pi\u00f9 utilizzare la guerra come mezzo per raggiungere fini \u201creligiosi\u201d, per esempio la difesa della propria fede o dei luoghi di culto o della libert\u00e0 religiosa\u2026 Anche il pensiero tradizionale della \u201c<em>guerra giusta<\/em>\u201d oggi \u00e8 messo fortemente in crisi<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, perch\u00e9 non si riconoscono pi\u00f9 le condizioni di moralit\u00e0 sufficienti a sostenerla.<\/p>\n<p>\u201cSolo la pace \u00e8 santa\u201d e si devono sempre cercare altre vie per affrontare i conflitti, che rispettino l\u2019integrit\u00e0 della vita e della dignit\u00e0 di ogni persona umana, anche del nemico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 ci sono le guerre?<\/strong><\/p>\n<p>Intanto per\u00f2 le guerre continuano. E anche vicino, molto vicino, a noi sta continuando da oltre 500 giorni una guerra terribile, drammatica, tra due popoli fratelli per etnia, storia, lingua e fede religiosa. Una lotta per allargare il potere e il dominio di alcuni su tutti gli altri, condotta con ogni mezzo, che ha suscitato una controffensiva altrettanto violenta. Parliamo di centinaia di migliaia di nostri concittadini est-europei morti e di chiss\u00e0 quanti feriti, mutilati, invalidi fisici o psichici. La paura, o di perdere il potere o di perdere la vita e la libert\u00e0, sta guidando le scelte degli uni e degli altri, al di l\u00e0 delle giustificazioni e interpretazioni ideologiche o religiose, che sono solo una copertura delle vere intenzioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui ci sorgono almeno due grandi domande: perch\u00e9 le guerre, che tutti detestano, in quanto sono la massima espressione della violenza fratricida e della capacit\u00e0 umana di dare la morte, ci sono sempre e in tanti luoghi sulla terra? Da cosa sono generate?<\/p>\n<p>E cosa possiamo fare come cristiani e come cittadini per stare dalla parte della pace e contro la guerra?<\/p>\n<p>Scrive S. Giacomo nella sua lettera: \u201c<em>Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra?<\/em> <em>Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra!<\/em>\u201d (Gc 4,1-2). Anche S. Paolo, nella lettera ai Galati, andando ancora pi\u00f9 a fondo, cerca l\u2019origine delle guerre e dei conflitti nella natura umana stessa, nel cuore umano, che \u00e8 diviso tra i desideri dello Spirito e quelli della nostra umanit\u00e0 ferita e segnata dal male. La possibilit\u00e0 di farci la guerra, nei rapporti interpersonali pi\u00f9 intimi e familiari, come nei rapporti tra i popoli, \u00e8 sempre in agguato. Se per la follia paranoica di qualcuno o per i calcoli di altri mossi da interessi materiali egoistici, o dalla ricerca del potere e della gloria, si innesca la spirale della paura, dell\u2019odio, della violenza, della vendetta, allora il demone della guerra prende possesso della mente e del cuore di chi ha deciso di usare la sua <em>libert\u00e0<\/em> non per il bene, cio\u00e8 per amare, ma per \u201cmordersi e divorarsi a vicenda\u201d (Gal 5,13ss).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cos\u00ec il grandissimo dono della libert\u00e0, che ci rende simili a Dio, diventa lo strumento per distruggere l\u2019armonia e l\u2019amicizia tra le sue creature pi\u00f9 nobili, le persone umane. Il dono che il Dio creatore non poteva non darci, se voleva che tra noi ci fosse amore vero e pienamente umano, cio\u00e8 la libert\u00e0, viene da noi stravolto e diventa occasione per distruggere il creato, l\u2019ambiente e l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non possiamo nemmeno immaginare la sofferenza di Dio Padre che vede i suoi figli uccidersi tra loro, rifiutando di riconoscersi <em>tutti fratelli<\/em> e custodi della vita l\u2019uno dell\u2019altro!<\/p>\n<p>\u00c8 il peccato di origine: l\u2019uso della libert\u00e0 per sperimentare tutto anche il male, con l\u2019illusione di ricavarne qualche utilit\u00e0 o felicit\u00e0, e finendo invece per farsi solo del male.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>La legittima difesa e la \u201cnuova etica della pace\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Dobbiamo anche ricordare per\u00f2 che secondo l\u2019insegnamento attuale della Chiesa<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, quando qualcuno inizia una guerra, \u2013come nel caso recente della Russia verso l\u2019Ucraina\u2013 tutti hanno il dovere di cercare la pace e la riconciliazione con ogni compromesso utile a recuperare la giustizia ferita. Ma ogni Stato ha anche il dovere di proteggere la propria popolazione: \u00e8 questa una applicazione del principio della <em>legittima difesa<\/em>. Non si tratta di approvare cos\u00ec una guerra \u201cgiusta\u201d e quindi libera di servirsi di ogni tipo di arma e di violenza. La costituzione <em>Gaudium et Spes<\/em> del Vaticano II, nel cap. V (nn. 77-82) dedicato interamente al tema della promozione della pace e alla comunit\u00e0 delle nazioni, \u2013 una sintesi insuperata della \u201c<em>nuova etica della pace<\/em>\u201d \u2013, condanna con fermezza la guerra <em>totale<\/em>, cio\u00e8 la guerra nucleare, sempre e comunque, ma ammette il ricorso alla forza per la legittima difesa (individuale e collettiva), come ultima istanza esaurite tutte le altre risorse politiche e diplomatiche. Nello stesso tempo chiede anche che sia promossa una mentalit\u00e0 e una <em>azione non violenta, attiva e creativa<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ne ha parlato proprio Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata mondiale della pace del 2017: <em>La nonviolenza: stile di una politica per la pace<\/em>. L\u2019uso della forza \u00e8 comunque sottoposto a condizioni strette, per essere moralmente legittimo: deve essere a servizio della giustizia, perseguita con retta intenzione, deve usare mezzi proporzionati, con probabilit\u00e0 di successo. Anzi i contendenti devono impegnarsi in tutti i processi di dialogo tra loro e negli organismi internazionali, e collaborare a promuovere il cessate il fuoco e il progressivo disarmo reciproco. Non sono mai ammesse operazioni come quelle della \u201cdifesa preventiva\u201d che, invece di fermare, innesca <em>l\u2019escalation<\/em> delle ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>Negli anni scorsi da parte di Giovanni Paolo II \u00e8 stato accettato anche il concetto della \u201c<em>ingerenza umanitaria<\/em>\u201d quando esaurite effettivamente tutte le azioni diplomatiche e i processi previsti dalle organizzazioni internazionali, intere popolazioni sono sul punto di soccombere sotto i colpi di un ingiusto aggressore, qui gli altri Stati non hanno pi\u00f9 <em>il diritto all\u2019indifferenza<\/em>, ma hanno il dovere di disarmare l\u2019aggressore (cfr. Discorso al corpo diplomatico, 16\/1\/1993).<\/p>\n<p>E Benedetto XVI ha accolto il principio della \u201c<em>responsabilit\u00e0 di proteggere<\/em>\u201d da parte di ogni Stato i propri cittadini e dove ci\u00f2 non avviene, c\u2019\u00e8 un dovere da parte della Comunit\u00e0 internazionale di proteggere la vita e la dignit\u00e0 delle persone contro le violazioni gravi e continue dei diritti umani (per es. il genocidio, la pulizia etnica, i crimini di guerra\u2026). Senza tralasciare tutti i mezzi possibili per prevenire e controllare i conflitti, attenti a ogni piccolo segno di dialogo e desiderio di riconciliazione (cfr. Discorso all\u2019Assemblea delle Nazioni Unite, 18\/4\/2008).<\/p>\n<p>Dunque, come cristiani e cittadini vogliamo seguire questi insegnamenti del magistero della Chiesa non solo <em>pregando e invocando<\/em> il dono dal Signore di una nuova<em> fraternit\u00e0, <\/em>che ristabilisca la <em>giustizia<\/em>, generi la <em>pace<\/em>, la <em>riconciliazione<\/em>, il <em>perdono<\/em> e la <em>riparazione<\/em> dei danni. Ma vogliamo anche impegnarci con tutti gli strumenti possibili a cercare le vie pi\u00f9 degne dell\u2019uomo per la <em>prevenzione e la composizione pacifica e concordata dei conflitti<\/em>, a livello di famiglia, di comunit\u00e0, di popoli.<\/p>\n<p><strong>La nonviolenza attiva <\/strong><\/p>\n<p>Per i cristiani impegnati in campo sociale, culturale e politico, un obiettivo su tutti \u00e8 la costruzione della pace mediante la nonviolenza attiva, per limitare l\u2019uso della forza attraverso l\u2019insegnamento morale della Chiesa, mediante la partecipazione nelle istituzioni e dando un contributo competente all\u2019elaborazione della legislazione a tutti i livelli.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 stesso ci offre un \u201cmanuale\u201d di questa strategia di costruzione della pace nel Discorso della montagna. Le otto Beatitudini che abbiamo ascoltato nel vangelo (cfr\u00a0<em>Mt<\/em>\u00a05,3-10) ci illuminano sugli atteggiamenti di fondo: <em>Beati i miti, i misericordiosi, gli operatori di pace, i puri di cuore, coloro che hanno fame e sete di giustizia<\/em>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 anche un programma e una sfida per i leader politici e religiosi, per i responsabili delle istituzioni, per i dirigenti delle imprese e dei media, per tutti noi cristiani e cittadini. Una sfida a costruire la societ\u00e0, la comunit\u00e0 o l\u2019impresa di cui siamo responsabili con lo stile degli <em>operatori di pace<\/em>. Come dice Papa Francesco, siamo chiamati \u201ca dare prova di misericordia rifiutando di scartare le persone, danneggiare l\u2019ambiente e voler vincere ad ogni costo. Questo richiede la disponibilit\u00e0 di sopportare il conflitto, risolverlo e trasformarlo in un anello di collegamento di un nuovo processo. Operare in questo modo significa scegliere la <em>solidariet\u00e0<\/em> come stile per fare la storia e costruire <em>l\u2019amicizia sociale<\/em>. La <em>nonviolenza attiva<\/em> \u2013 continua Papa Francesco \u2013 \u00e8 un modo per mostrare che davvero l\u2019unit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 potente e pi\u00f9 feconda del conflitto. Certo, pu\u00f2 accadere che le differenze generino attriti: affrontiamoli in maniera costruttiva e nonviolenta, cos\u00ec che le tensioni e gli opposti possano raggiungere una unit\u00e0 \u201cpluriforme\u201d che genera nuova vita (Messaggio per la giornata della Pace, 2017).<\/p>\n<p>Questa conversione del cuore e questo impegno deciso e fedele lo invochiamo in questa celebrazione eucaristica dal Dio che stronca le guerre, anche per l\u2019intercessione del nostro patrono S. Apollinare, Vescovo e confessore della Fede fino in fondo.<\/p>\n<p><strong>+Lorenzo Arcivescovo<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> DAVID HOLLENBACH S.I., La non violenza e la tradizione della guerra giusta: verso il futuro. In <em>La Civilt\u00e0 Cattolica<\/em> 2023 III 3-16 4153 (1\/15 luglio 2023)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Molto pi\u00f9 ampie e articolate le considerazioni del Vescovo di Faenza mons. Mario Toso in <em>Basta guerre: \u00e8 l\u2019ora della pace. Il ruolo dei cattolici: nonviolenza attiva e creatrice e impegno politico<\/em>. Cittadella editrice, assisi, 2023<\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_20293' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2023\/07\/Omelia-SantApollinare-2023.pdf' title='Omelia Sant'Apollinare 2023' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Omelia Sant'Apollinare 2023<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Letture: Giuditta 16,1-5, 13-15; Galati 5,13-25; Matteo 5,1-12) &nbsp; \u201cIl Signore \u00e8 il Dio che stronca le guerre\u201d, abbiamo ascoltato dal cantico di Giuditta, che rievoca l\u2019intervento a favore del suo popolo minacciato dalla distruzione della guerra. 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