{"id":17647,"date":"2022-05-11T05:43:16","date_gmt":"2022-05-11T03:43:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/?p=17647"},"modified":"2022-06-14T08:55:30","modified_gmt":"2022-06-14T06:55:30","slug":"zuppi-presidente-della-cei-il-cristiano-deve-diventare-un-artigiano-di-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/zuppi-presidente-della-cei-il-cristiano-deve-diventare-un-artigiano-di-pace\/","title":{"rendered":"Il cardinal Matteo Zuppi presidente della Cei: \u201cil cristiano deve diventare un artigiano di pace\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\u201cLa chiesa nella citt\u00e0 non \u00e8 un fortino distante dalla strada, <strong>ma \u00e8 una presenza prossima, oserei dire materna, che si unisce al cammino, a volte tanto faticoso per molti in questi tempi di crisi e di paura<\/strong>\u201d. In queste parole, pronunciate nel saluto rivolto alla citt\u00e0 di Bologna subito dopo la sua nomina ad arcivescovo, sta la cifra del \u201csentire ecclesiale\u201d che appartiene al cardinale Matteo Maria Zuppi, nominato dal Papa nuovo presidente della Cei, durante la 76ma Assemblea generale dei vescovi italiani, in corso a Roma fino al 27 maggio. \u201cIo cerco di trovarne uno che voglia fare un bel cambiamento. Preferisco che sia un cardinale, che sia autorevole\u201d, aveva detto papa Francesco alcune settimane fa tracciando una sorta di identikit della nuova guida dell\u2019episcopato italiano, pur chiedendo ai vescovi di sentirsi liberi nell\u2019indicazione della terna per il successore del cardinale Gualtiero Bassetti. \u201cIl pericolo \u00e8 l\u2019indifferenza, il pensarsi isole, il guardare la realt\u00e0 da spettatori, magari raffinati critici e attenti giudiconi\u201d, le parole di Zuppi perfettamente in linea con la \u201cChiesa in uscita\u201d auspicata da Francesco e delineata in particolare in occasione del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze 2015:<\/p>\n<p>\u201cChiudersi, per proteggersi o per banale egoismo, fa male a tutti, alla chiesa, alle singole persone e anche a questa casa comune che \u00e8 la citt\u00e0! <strong>Chiudendoci nelle case o nei palazzi o in noi stessi ci ammaliamo! E camminare assieme \u00e8 una straordinaria e appassionante avventura!<\/strong>\u201d. Poi le parole dedicate specificamente al rapporto tra Chiesa e citt\u00e0, che da Bologna possono essere \u201cesportate\u201d anche in chiave nazionale: \u201cNel rispetto dei ruoli, con lo specifico dell\u2019essere discepolo di Ges\u00f9, e nel comune impegno alla solidariet\u00e0, tra istituzioni e tra persone, tra religioni, tra sensibilit\u00e0 diverse, ecco con tutta la Chiesa di Bologna collaboreremo con le autorit\u00e0 e con quanti hanno a cuore questa piazza grande che \u00e8 la citt\u00e0 intera\u201d. In quell\u2019occasione, il neonominato presidente della Cei aveva proposto di sostituire il termine \u201cstranieri\u201d con \u201cnuovi italiani\u201d. Sono \u201ci compagni di classe che crescono con noi\u201d, aveva ammonito:<\/p>\n<p>\u201cCominciamo da loro, dai nuovi italiani, da chi non ha casa, da chi \u00e8 vittima della tortura della solitudine, da chi \u00e8 smarrito nel mondo della disoccupazione, specialmente i pi\u00f9 giovani, da chi cerca futuro e protezione perch\u00e9 scappa dalla guerra\u201d. E proprio al dramma della guerra, o meglio al suo contrario, sono dedicati gli interventi pi\u00f9 recenti di Zuppi, nel deflagrare del conflitto in Ucraina.<br \/>\n<strong>\u201cIl cristiano deve diventare un artigiano di pace\u201d<\/strong>, ha detto ad esempio il 22 maggio scorso, nella cattedrale di San Pietro gremita di folla per il pellegrinaggio annuale in citt\u00e0 della Madonna di San Luca. \u201cDobbiamo chiedere a Maria il dono della pace e che ci insegni a vivere da \u2018Fratelli Tutti\u2019, perch\u00e9 lo siamo davvero\u201d, ha scandito presiedendo la veglia di preghiera. In un\u2019intervista sulla visita dell\u2019Immagine della Beata Vergine di San Luca alla citt\u00e0 e all\u2019arcidiocesi di Bologna, in programma dal 21 al 29 maggio, Zuppi \u00e8 tornato ancora una volta sulla tragedia della guerra e sull\u2019interpretazione che ne d\u00e0 il Santo Padre.<\/p>\n<p>\u201cEsiste \u2013 sostiene Zuppi \u2013 questo demone imprevedibile della guerra che contagia e spaventa tutti. Abbiamo capito quell\u2019espressione di papa Francesco della guerra mondiale a pezzi. Pensavamo, in fondo, che questi conflitti fossero soltanto problemi locali che non ci riguardavano, mentre la guerra in Ucraina ci fa capire che sempre, e questa in particolare, \u00e8 un pezzo importantissimo del nostro futuro\u201d.<br \/>\nE parla di pace anche il messaggio inviato alla comunit\u00e0 islamica a conclusione del Ramadan, con l\u2019invito a \u201ccontinuare a pregare per la pace, per disarmare i nostri cuori e le nostre mani, per avere nel cuore e sulla bocca quel ramoscello d\u2019ulivo che dopo il diluvio della guerra rappresenta la pace tra le persone e i popoli. <strong>In un\u2019ora del mondo segnata da grande dolore abbiamo bisogno di stringere pi\u00f9 forti legami di amicizia, come segno tangibile della nostra volont\u00e0 di pace<\/strong>.<\/p>\n<p>Proprio mentre ci sembrava di uscire da una prova terribile, quella della pandemia, eccoci di fronte a una guerra sanguinosa, che bussa alle nostre porte e fa appello alle nostre coscienze, cos\u00ec come a quelle dei responsabili della politica. Dobbiamo unirci per chiedere con forza la cessazione dei combattimenti tra Russia e Ucraina e una soluzione pacifica delle controversie, nella ricerca del bene comune\u201d. Torna in mente la memorabile omelia presieduta dal card.inale Zuppi per i funerali dell\u2019amico David Sassoli, durante la quale il 14 gennaio scorso aveva attualizzato il messaggio delle beatitudini: \u201c<strong>Beati sono gli operatori di pace, gli artigiani, cio\u00e8 che non rinunciano a \u2018fare la pace\u2019 iniziando dai piccoli e possibili gesti di cura<\/strong>, sporcando le mani con la vita, con le contraddizioni del prossimo, con la fatica a stringere quella del nemico che se lo fai si trasformer\u00e0 in fratello\u201d.<\/p>\n<p><strong>M. Michela Nicolais<\/strong> per Agensir<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa chiesa nella citt\u00e0 non \u00e8 un fortino distante dalla strada, ma \u00e8 una presenza prossima, oserei dire materna, che si unisce al cammino, a volte tanto faticoso per molti in questi tempi di crisi e di paura\u201d. 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