{"id":1453,"date":"2011-10-14T10:30:00","date_gmt":"2011-10-14T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/2011\/10\/14\/le-collezioni-del-museo-arcivescovile-6\/"},"modified":"2011-10-14T10:30:00","modified_gmt":"2011-10-14T08:30:00","slug":"le-collezioni-del-museo-arcivescovile-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/le-collezioni-del-museo-arcivescovile-6\/","title":{"rendered":"Le collezioni del Museo Arcivescovile &#8211; 6"},"content":{"rendered":"<p><b>Le collezioni del Museo Arcivescovile\/6<\/b><\/p>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\"><i>Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 37\/2011<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La Pinacoteca del Museo Arcivescovile di Ravenna<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il nuovo allestimento museale, inaugurato il 6 febbraio del 2010, accoglie per la prima volta nella storia delle collezioni una serie di dipinti. Al secondo piano, nella grande sala centrale, si \u00e8 venuta cos\u00ec a creare una sorta di Pinacoteca.<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 18pt\">Alcuni tra i dipinti esposti, il quadro del pittore ravennate Luca Longhi o la pala di Baldassarre Carrari, erano gi\u00e0 noti alla critica e ne conosciamo la storia talvolta complessa; di altri, come le tele che riferiscono gli episodi della storia biblica di re Salomone (1 Re 3, 16-28) e del trionfo di Davide (1 Sam 17) o la deposizione di Cristo dalla croce, abbiamo meno notizie circa l&#8217;autore, la cronologia e la loro originaria collocazione. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Il ritrovamento della vera croce di Cristo<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">La pala d&#8217;altare che vediamo esposta all&#8217;interno del Museo narra il ritrovamento della vera croce di Cristo. La leggenda vuole che sia stata la regina Elena, madre dell&#8217;imperatore Costantino, andata in pellegrinaggio a Gerusalemme a ritrovare il sacro legno. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm -4.1pt 10pt 0cm\">Scrive Teodoreto di Ciro, vescovo siriano del V secolo, nella Storia Ecclesiastica:<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm -4.1pt 10pt 0cm\">\u00ab<i>Quando [la regina Elena] vide quel luogo che aveva accolto la passione della comune salvezza, subito comand\u00f2 che fosse abbattuto quell&#8217;abominevole tempio ed eliminato quel cumulo di terra. Quando venne alla luce il sepolcro nascosto, apparvero alla vista, presso la tomba del Signore, tre croci sparse. Che una di esse fosse quella del nostro Signore e Salvatore, mentre le altre erano dei ladroni crocifissi con lui, lo credevano tutti senza incertezza. Tuttavia ignoravano quale avesse sostenuto il corpo del Signore e accolto il flusso del suo prezioso sangue. Ma quel sapientissimo e veramente divino Macario, vescovo della citt\u00e0, risolse la difficolt\u00e0 con questo accorgimento:poich\u00e8 una donna illustre era affetta da una lunga malattia, accost\u00f2 ad essa, pregando con fervore, ciascuna delle croci e conobbe la potenza di quella salvatrice; avendola, infatti, avvicinata alla donna, ne scacci\u00f2 la grave malattia e la rese sana <\/i>\u00bb<i>. <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm -4.1pt 10pt 0cm\">La tela appartiene all&#8217;ultima produzione del pittore ravennate Luca Longhi. La firma dell&#8217;autore e la data di esecuzione, il 1580, lo stesso anno della morte dell&#8217;artista, sono notizie che apprendiamo dall&#8217;iscrizione dipinta al centro del quadro sulla barella che regge il morto tornato in vita. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 18pt\">Varie sono le tradizioni legate al racconto <i>dell&#8217;inventio crucis.<\/i> Luca Longhi segue quella dove, al posto della donna, un giovane defunto viene accostato alla croce di Cristo e da essa riceve la vita. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La lunetta e la pala di Baldassarre Carrari.<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La lunetta<\/b> e la pala qui esposte solo ultimamente sono state entrambe attribuite a Baldassarre Carrari (Forl\u00ec, attivo dal 1489 al 1516) e ritenute parti di una unica pala d&#8217;altare. L&#8217;attuale allestimento museale vuole rendere conto proprio di questo, riunendo insieme le due tavole che per secoli erano state separate. Risale infatti al 1605, da un documento di Sacra Visita, l&#8217;ultima attestazione che le vedeva riunite sull&#8217;altare di San Matteo in Duomo. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Prima dell&#8217;attuale collocazione esse erano esposte entrambe in Duomo, ma in luoghi diversi. La pala era esposta in sacrestia, non visibile ai pi\u00f9, mentre la lunetta era conservata nel <i>Coretto d&#8217;inverno<\/i>, una piccola cappella accanto alla sacrestia, prima del transetto. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">La lunetta presenta il compianto sul Cristo morto, scena che non trova immediata corrispondenza nel racconto evangelico della passione, bens\u00ec nasce dalla devozione cristiana che medita sul mistero della sofferenza e della morte di Ges\u00f9. La Madre e l&#8217;evangelista Giovanni piangono il Cristo, un corpo rigido e disarticolato, prima che sia adagiato nel sepolcro. Nei loro volti \u00e8 tutto il dolore e lo sgomento per una morte e una sofferenza cos\u00ec ingiuste. In lontananza, sullo sfondo, \u00e8 raffigurata la citt\u00e0 di Ravenna, dove, riconoscibile, \u00e8 il Mausoleo di Teoderico. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La pala<\/b> propone una sacra conversazione. Al centro della tavola \u00e8 la Vergine Maria in trono\u00a0tra i santi Matteo e Caterina alla destra, e i santi Apollinare e Barbara alla sinistra.\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 18pt\">Matteo in quanto evangelista \u00e8 rappresentato con la penna e il libro, Caterina d&#8217;Alessandria, santa del IV secolo, oltre alla palma simbolo del martirio \u00e8 accompagnata dalla ruota dentata, strumento della sua passione. Sant&#8217;Apollinare, primo vescovo di Ravenna nel II secolo, veste gli abiti episcopali con mitria e pastorale e Santa Barbara, martire del IV secolo, oltre alla palma, regge una torre a ricordare il luogo nel quale il padre l&#8217;aveva rinchiusa. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La visione di Sisto III. <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Questa tela di Felice Giani (1758-1823), uno dei massimi esponenti del neoclassicismo, presenta la visione di Papa Sisto III come ci viene narrata da Andrea Agnello nel <i>Liber Pontificalis. <\/i>Il Pontefice, in sogno, avrebbe visto San Pietro e Sant&#8217;Apollinare i quali gli avrebbero chiesto di eleggere come vescovo di Ravenna il diacono imolese Pietro Crisologo. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm -4.1pt 10pt 0cm\"><i>&#8216;Durante la notte al santo Sisto, vescovo di Roma, apparve in visione il beato apostolo Pietro, clavigero di Cristo, insieme col suo discepolo Apollinare e in mezzo a loro stava il beato Pietro Crisologo; avvicinandosi un poco il beato apostolo Pietro disse al santo papa Sisto: &#8216;Osserva l&#8217;uomo che sta in mezzo a noi e che noi abbiamo eletto: consacra questo e non un altro. Perci\u00f2 il papa, destatosi, subito di buon mattino ordin\u00f2 che fosse introdotta tutta la gente con l&#8217;uomo che doveva essere consacrato&#8217;. <\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 18pt\">Sisto III \u00e8 raffigurato seduto sulla cattedra episcopale, dove ha la visione di Pietro che gli compare tra le nubi e gli indica il giovane inginocchiato ai suoi piedi mentre Sant&#8217;Apollinare posa la mano \u00a0destra sulla spalla del Crisologo a conferma delle parole di Pietro. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>La sapienza di Re Salomone. <\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">Il quadro, di cui non conosciamo l&#8217;autore e l&#8217;originaria collocazione, riporta fedelmente un episodio narrato al capitolo terzo del primo libro dei Re (versetti 16-28), in cui viene messa in luce la sapienza di Salomone, quella sapienza che Salomone stesso aveva chiesto a Dio (1 Re 3, 9). <\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">&#8216;<i>Un giorno vennero dal re due prostitute e si presentarono innanzi a lui. Una delle due disse: &#8220;Perdona, mio signore! Io e questa donna abitiamo nella stessa casa; io ho partorito mentre lei era in casa. Tre giorni dopo il mio parto, anche questa donna ha partorito; noi stiamo insieme e non c&#8217;\u00e8 nessun estraneo in casa fuori di noi due. Il figlio di questa donna \u00e8 morto durante la notte, perch\u00e9 lei gli si era coricata sopra. Ella si \u00e8 alzata nel cuore della notte, ha preso il mio figlio dal mio fianco, mentre la tua schiava dormiva, e se lo \u00e8 messo in seno e sul mio seno ha messo il suo figlio morto. Al mattino mi sono alzata per allattare mio figlio, ma ecco, era morto. L&#8217;ho osservato bene al mattino; ecco, non era il figlio che avevo partorito io&#8221;. L&#8217;altra donna disse: &#8220;Non \u00e8 cos\u00ec! Mio figlio \u00e8 quello vivo, il tuo \u00e8 quello morto&#8221;. E quella, al contrario, diceva: &#8220;Non \u00e8 cos\u00ec! Quello morto \u00e8 tuo figlio, il mio \u00e8 quello vivo&#8221;. Discutevano cos\u00ec alla presenza del re. Il re disse: &#8220;Costei dice: &#8220;Mio figlio \u00e8 quello vivo, il tuo \u00e8 quello morto&#8221;, mentre quella dice: &#8220;Non \u00e8 cos\u00ec! Tuo figlio \u00e8 quello morto e il mio \u00e8 quello vivo&#8221;&#8221;. Allora il re ordin\u00f2: &#8220;Andate a prendermi una spada!&#8221;. Portarono una spada davanti al re. Quindi il re aggiunse: &#8220;Tagliate in due il bambino vivo e datene una met\u00e0 all&#8217;una e una met\u00e0 all&#8217;altra&#8221;. La donna il cui figlio era vivo si rivolse al re, poich\u00e9 le sue viscere si erano commosse per il suo figlio, e disse: &#8220;Perdona, mio signore! Date a lei il bimbo vivo; non dovete farlo morire!&#8221;. L&#8217;altra disse: &#8220;Non sia n\u00e9 mio n\u00e9 tuo; tagliate!&#8221;. Presa la parola, il re disse: &#8220;Date alla prima il bimbo vivo; non dovete farlo morire. Quella \u00e8 sua madre&#8221;. Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunciata dal re e provarono un profondo rispetto per il re, perch\u00e9 avevano constatato che la sapienza di Dio era in lui per rendere giustizia<\/i>&#8216;. <\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>\u00a0<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal; margin: 12pt 0cm 6pt\"><b>Giovanni Gardini<\/b><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\"><i>Commissione d&#8217;Arte Sacra Diocesana<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: normal\">giovannigardini.ravenna@gmail.com<\/div>\n<div style=\"text-align: left; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 10pt\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><strong>ARTICOLI CORRELATI:<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: left; margin: 0cm 0cm 10pt\"><b>Museo Arcivescovile: storia e collezioni<\/b><\/div>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_1456' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/10\/Le_collezioni_del_Museo_Arcivescovile-6_G.Gardini.pdf' title='Le_collezioni_del_Museo_Arcivescovile-6_G.Gardini' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Le_collezioni_del_Museo_Arcivescovile-6_G.Gardini<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le collezioni del Museo Arcivescovile\/6 Dal &#8216;RisVeglio Duemila&#8217;\u00a0N. 37\/2011 \u00a0 La Pinacoteca del Museo Arcivescovile di Ravenna Il nuovo allestimento museale, inaugurato il 6 febbraio del 2010, accoglie per la prima volta nella storia delle collezioni una serie di dipinti. 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