{"id":14422,"date":"2020-09-10T07:15:17","date_gmt":"2020-09-10T05:15:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/?p=14422"},"modified":"2020-09-17T22:51:02","modified_gmt":"2020-09-17T20:51:02","slug":"omelia-messa-di-dante-del-card-jose-tolentino-de-mendonca-celebrazione-eucaristica-nel-699-annuale-della-morte-di-dante-alighieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/omelia-messa-di-dante-del-card-jose-tolentino-de-mendonca-celebrazione-eucaristica-nel-699-annuale-della-morte-di-dante-alighieri\/","title":{"rendered":"Omelia \u00abMessa di Dante\u00bb del Card. Jos\u00e9 Tolentino de Mendon\u00e7a. Celebrazione Eucaristica nel 699\u00b0 annuale della morte di Dante Alighieri"},"content":{"rendered":"<p><strong>Omelia \u00abMessa di Dante\u00bb del Card. <\/strong><em><strong>Jos\u00e9 Tolentino de Mendon\u00e7a<\/strong><\/em><br \/>\n<strong>Celebrazione Eucaristica nell\u2019ambito del 699\u00b0 annuale della morte di Dante Alighieri <\/strong><br \/>\n<strong>Basilica di San Francesco, Ravenna <\/strong><\/p>\n<p>Nel Vangelo di oggi, in questo impressionante affresco sul \u00abregno dei cieli\u00bb che Ges\u00f9 creativamente dichiara \u00absimile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi\u00bb, \u00e8 possibile distinguere due fili esistenziali che, intrecciati, tessono la trama della nostra umanit\u00e0 e che ci permettono di regolare i conti con la nostra vita in profondit\u00e0. Vale a dire il filo della memoria e quello della dimenticanza. \u00c8 vero che sia uno sia l\u2019altro ci richiedono un lavoro sincero, alle volte arduo, ma fondamentale. Noi siamo ci\u00f2 che ricordiamo e ci\u00f2 che dimentichiamo, chi ricordiamo e chi dimentichiamo, il bene e il male che ci sforziamo di mantenere vivo o di cancellare. Nella memoria e nella dimenticanza si gioca cos\u00ec l\u2019impatto del Regno in noi, si attiva o blocca la circolazione della Grazia, si concretizza o no l\u2019esperienza del perdono e della pace. Per esempio, la lingua custodisce il fatto che memoria e dimenticanza non si limitino a operazioni esclusivamente mentali, come segnalato dai verbi \u201cram<strong><em>men<\/em><\/strong><em>t<\/em>are\u201d e \u201cdi<strong><em>men<\/em><\/strong><em>t<\/em>icare\u201d, ma coinvolgono l\u2019uomo intero, il suo cuore. Si dice infatti anche: \u201cri<strong><em>cor<\/em><\/strong>dare\u201d, \u201cs<strong><em>cor<\/em><\/strong>dare\u201d, cio\u00e8 \u201cavere a cuore\u201d, \u201ccancellare dal cuore\u201d. Il verbo \u201cri<strong><em>membra<\/em><\/strong>re\u201d, inoltre, assegna alla memoria la capacit\u00e0 di \u201ctenere assieme le membra\u201d di una persona e di una comunit\u00e0, quasi che la dimenticanza comportasse lo smembramento, la divisione e la dispersione delle parti di un corpo vivo.<\/p>\n<p>Generalmente, nella lunga vicenda umana, la memoria ha goduto una reputazione migliore rispetto alla dimenticanza che toglie e consuma quanto il ricordo tenta di custodire con cura. Eppure nessuna delle due \u00e8 chiara e distinta. Entrambe hanno ombre e spigoli. Certo, senza memoria risultano impossibili la fedelt\u00e0 e la gratitudine. Tuttavia essa \u00e8 anche la materia prima del rancore, del risentimento, della vendetta, di tutto quanto impedisce l\u2019avvio di un processo di riconciliazione. Non solo: l\u2019ossessione di \u201cfarsi ricordare\u201d \u2013 caratteristica dei dannati<\/p>\n<p>dell\u2019inferno dantesco, assillati dall\u2019urgenza di non essere dimenticati dai vivi \u2013 sembra la mossa maldestra per ottenere una \u201crisurrezione fai da te\u201d, un vano tentativo di vincere la morte. D\u2019altro canto, se \u00e8 vero che la dimenticanza \u00e8 la radice dell\u2019infedelt\u00e0, dell\u2019ingratitudine e della superficialit\u00e0, essa \u00e8 pure lo spunto iniziale del perdono, come mostra la parabola che oggi Ges\u00f9 ci racconta. Se l\u2019oblio non stende delicatamente il suo velo sulle offese ricevute, difficilmente si comincer\u00e0 a perdonare. Inoltre \u201cla dimenticanza di s\u00e9\u201d, quella qualit\u00e0 spirituale che un discepolo di Cristo prende come suo compito personale per potere inseguire il Divino Maestro, conferisce al nostro cuore la libert\u00e0, l\u2019amplitudine d\u2019amore, il distacco dei propri interessi per mettere in primo luogo la volont\u00e0 di Dio e non la nostra.<\/p>\n<p>Insomma: memoria e dimenticanza concorrono entrambe al bene degli uomini e delle donne. Separandole, diventano dannose e fanno ammalare l\u2019anima. Perci\u00f2, con genuino colpo di genio, Dante colloca al compimento del proprio cammino di conversione, sulla vetta del Purgatorio, sia il fiume Lete che porta le acque della dimenticanza, sia l\u2019Euno\u00e8, il torrente della memoria. Per il Poeta si tratta di due rivi che nascono dalla medesima sorgente e da essa se ne dipartono come \u00abamici\u00bb (<em>Purgatorio<\/em>, XXXIII,114). Nel Lete il Fiorentino s\u2019immerge completamente (<em>Purgatorio<\/em>, XXXI, 94-96) e dall\u2019altro torrente beve (<em>Purgatorio<\/em>, XXXIII, 138) o, forse, anche in esso si bagna. Sembra un doppio battesimo dentro le acque dell\u2019oblio e della memoria, senza il quale \u00e8 impossibile passare al Paradiso. Grazie al Lete \u00e8 dimenticato tutto il male commesso e il male sub\u00ecto. L\u2019Euno\u00e8 permette di ricordare tutto il bene compiuto e il bene ricevuto. Alla fine rimane solo il bene.<\/p>\n<p>Con questi spunti ritorniamo alla pagina del Vangelo. Di fatto, la cifra spropositata che il servo deve al re non \u00e8 restituibile. Si tratta di un debito dalle proporzioni quasi inimmaginabili. La condanna \u00e8 ormai certa: il servo sar\u00e0 venduto e in tal modo la corona verr\u00e0 risarcita. Ma le suppliche del poveretto muovono a piet\u00e0 il sovrano che subito condona e dimentica il debito. L\u2019amnesia del signore diviene amnistia a favore del servo. Il racconto prosegue sottolineando che la scena successiva ha luogo<\/p>\n<p>immediatamente dopo l\u2019incontro tra il servo e il re: \u00abappena uscito\u00bb, il servo incontra un collega, \u00abun altro servo come lui\u00bb. \u00c8 pressoch\u00e9 ripetuta la prima scena, ma il servo che allora era nella posizione di debitore adesso si arrocca nel ruolo di creditore. La somma dovutagli dal socio non \u00e8 poca cosa, ma irrisoria rispetto a quanto spettava al re. Egli ricorda perfettamente quanto gli \u00e8 dovuto e, vista l\u2019impossibilit\u00e0 di restituire da parte del debitore, lo fa gettare in carcere. \u00c8 un paradosso: lo fa rinchiudere proprio nel luogo dove al collega sar\u00e0 impossibile trovare il denaro per saldare il debito. Il primo servo costringe il secondo a restare debitore e, cos\u00ec facendo, la memoria del credito permane incancellabile.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che muove la parabola di Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019articolazione tra memoria e oblio, il loro intreccio. Il re dimentica il debito del primo servo e cos\u00ec lo perdona. Il servo dimentica immediatamente che la propria insolvenza \u00e8 stata scordata, ma non intende obliare il debito del collega (forse perch\u00e9 altrimenti perderebbe la propria posizione di creditore?). Qualora egli avesse ricordato la dimenticanza del re, avrebbe dimenticato il debito dell\u2019altro. La dimenticanza, segno della bont\u00e0 del re, si camuffa in ingratitudine e cattiveria nel servo. Se questi avesse ricordato la bont\u00e0 ricevuta, la sua memoria non sarebbe divenuta ossessiva e chiusa. Tenute insieme, memoria e dimenticanza sono le condizioni di legami giusti ed effettivamente evangelici; divise divengono mortificanti e inutili, come passioni tristi.<\/p>\n<p>La pagina evangelica ci offre per questo l\u2019opportunit\u00e0 di domandarci: Qual \u00e8 il portamento della mia memoria? Come ricordo? E cosa ricordo? Qual \u00e8 l\u2019andatura della mia dimenticanza? Mi \u00e8 facile o difficile cancellare la memoria di debiti e offese? Percorro un cammino spirituale di trasformazione?<\/p>\n<p>Scrivendo la <em>Commedia<\/em>, Dante vuole fissare nella memoria propria e altrui quanto ha visto. Eppure, all\u2019inizio del <em>Paradiso<\/em>, avverte il lettore: avvicinandosi al traguardo di ogni desiderio, l\u2019intelletto sprofonda a tal punto \u00abche dietro la memoria non pu\u00f2 ire\u00bb (<em>Paradiso<\/em>, I, 7-9), la memoria non regge il passo e deve mollare la presa. La penna dell\u2019Alighieri favorisce l\u2019amicizia di memoria e oblio; anche per questa ragione il suo gesto \u00e8 pienamente poetico e squisitamente evangelico.<\/p>\n<p>Anche per questo, Dante \u00e8 poeta e profeta, capace di parlare al nostro presente storico. \u00c8 un necessario maestro della parola umana e della parola di Dio, di cristianesimo e di umanit\u00e0. Che questo centenario che stiamo incominciando ci permetta di ascoltarlo, portandolo all\u2019attualit\u00e0 delle nostre vite.<\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_14425' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2020\/09\/Omelia-Dante.pdf' title='Omelia-Dante' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">Omelia-Dante<\/a><\/li>\n<\/ul><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia \u00abMessa di Dante\u00bb del Card. 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