{"id":12609,"date":"2019-07-29T12:45:02","date_gmt":"2019-07-29T10:45:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/?p=12609"},"modified":"2019-07-29T13:07:28","modified_gmt":"2019-07-29T11:07:28","slug":"s-apollinare-2019-lomelia-dellarcivescovo-lorenzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/s-apollinare-2019-lomelia-dellarcivescovo-lorenzo\/","title":{"rendered":"S. Apollinare 2019: L&#8217;omelia dell&#8217;arcivescovo Lorenzo"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo ascoltato nella prima lettura il Signore che per bocca del profeta Ezechiele, dopo una dura critica ai capi chiamati \u201cpastori\u201d, si impegna per il futuro a condurre lui stesso le pecore, cio\u00e8 i membri del suo Popolo, e a pascolarle <em>con giustizia<\/em>.<\/p>\n<p>Infatti poco prima aveva pronunciato, sempre per bocca di Ezechiele, una invettiva che oggi applichiamo anche a chi ha responsabilit\u00e0 nella Chiesa. Il testo originario per\u00f2 non si riferiva alle autorit\u00e0 religiose, ma a tutte le autorit\u00e0 che amministravano la situazione politica e sociale di Israele, in quel periodo.<\/p>\n<p>\u201c<em>Guai ai pastori d&#8217;Israele, che pascono se stessi! Non avete reso forti le pecore deboli, non avete curato le inferme, non avete fasciato quelle ferite, non avete riportato le disperse. Non siete andati in cerca delle smarrite, ma le avete guidate con crudelt\u00e0 e violenza.\u00a0Per colpa del pastore si sono disperse\u2026 sono sbandate.\u00a0Eccomi contro i pastori: a loro chieder\u00f2 conto del mio gregge e non li lascer\u00f2 pi\u00f9 pascolare il mio gregge, cos\u00ec non pasceranno pi\u00f9 se stessi, ma strapper\u00f2 loro di bocca le mie pecore e non saranno pi\u00f9 il loro pasto<\/em>.\u201d (cfr. Ez 34,1-10).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un Dio che vuole la giustizia e la vita<\/strong><\/p>\n<p>Quello che ci colpisce \u00e8 l\u2019intervento di Dio nella storia di un popolo, per ristabilire la giustizia sociale, i rapporti di solidariet\u00e0 tra le persone nelle comunit\u00e0 e per difendere i deboli da chi esercita il potere in modo violento contro i suoi sudditi, anzich\u00e9 mettersi al servizio della crescita e del bene di tutti. Come questo sono numerosissimi i testi dell\u2019Antico Testamento dove si vede l\u2019intervento costante di Dio per fare giustizia, per ristabilire il diritto, per capovolgere le sorti quando i superbi, i ricchi, i potenti schiacciano, umiliano, depredano i deboli, i poveri, gli umili. Nel Magnificat, Maria raccoglie tutti questi interventi di Dio e li vede come il frutto della sua misericordia che si stende di generazione in generazione. Dio riporta la giustizia e capovolge le situazioni umane e sociali, perch\u00e9 non \u00e8 solo <em>un Dio \u201cetico\u201d,<\/em> che vuole il bene e la giustizia, ma \u00e8 un <em>Padre<\/em> che per amore viene in soccorso dei suoi figli pi\u00f9 deboli, pi\u00f9 piccoli, quelli che sono senza voce e senza diritti.<\/p>\n<p>E allora come oggi, chiede a tutti i pastori, religiosi o laici, che hanno qualche responsabilit\u00e0, di non pascere se stessi, ma di mettersi a servizio della vita e della crescita degli altri. Chiede un impegno non solo personale ma collettivo, affinch\u00e9 ci sia una vera cura per la promozione della persona umana e delle sue relazioni fondamentali, cio\u00e8 la famiglia e la comunit\u00e0, e una vera ricerca del bene comune, che \u00e8 il bene di ciascuno e di tutti.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>I cristiani sono quindi chiamati ad un impegno serio, non facoltativo, nella societ\u00e0 civile e nella <em>comunit\u00e0 politica<\/em> che \u00e8 a suo servizio, per affermare la giustizia, la solidariet\u00e0, la cura del bene comune, il rispetto della persona umana, della sua vita e della sua dignit\u00e0. Su di essa si fondano i diritti fondamentali della persona (e i rispettivi doveri), che non sono realt\u00e0 negoziabili.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una partecipazione difficile per i cristiani, ma necessaria<\/strong><\/p>\n<p>Noi credenti per\u00f2, soprattutto in Italia e in Europa (come tante volte nel passato), ci troviamo oggi in difficolt\u00e0 di fronte alle scelte politiche e all\u2019impegno nelle strutture amministrative, perch\u00e9 nel panorama attuale non riusciamo a vedere gruppi, partiti, movimenti o persone che rappresentino integralmente tutti i valori umani ed evangelici che vogliamo realizzare. Ci sembra che le parti in gioco nella politica di oggi affermino quasi tutte <em>alcuni<\/em> valori che condividiamo e per\u00f2 che ne distruggano contemporaneamente <em>altri<\/em>. Ci sembra che scegliendo una parte si diventi di fatto complici di proposte o di leggi che violano alcuni aspetti di fondo della visione di uomo e di societ\u00e0 alla quale non possiamo rinunciare. Perci\u00f2 molti cristiani si allontanano dalla politica e si astengono dal voto.<\/p>\n<p>Ma non possiamo tirarci indietro e aspettare che arrivino i tempi del buon senso e della sapienza, del dialogo rispettoso e della condivisione degli obiettivi generali che realizzano il bene comune. Abbiamo il dovere, il mandato di impegnarci, tutti e in modo unitario, per realizzare la dimensione sociale del cristianesimo.<\/p>\n<p><em>Nell\u2019Enciclica <\/em>Deus caritas est<em>, <\/em>\u2013 disse Papa Benedetto XVI a una Settimana sociale dei cattolici<em> \u2013 ho voluto ricordare che &#8220;la formazione di strutture giuste non \u00e8 immediatamente compito della Chiesa, ma appartiene alla sfera della politica, cio\u00e8 all\u2019ambito della ragione autoresponsabile&#8221; (n. 29). Ed ho poi notato che &#8220;in questo, il compito della Chiesa \u00e8 mediato, in quanto le spetta di contribuire alla purificazione della ragione e al risveglio delle forze morali, senza le quali non vengono costruite strutture giuste, n\u00e9 queste possono essere operative a lungo&#8221; (ibid.). Quale occasione migliore di questa per ribadire che operare per un giusto ordine nella societ\u00e0 \u00e8 immediatamente compito proprio dei fedeli laici? Come cittadini dello Stato tocca ad essi partecipare in prima persona alla vita pubblica e, nel rispetto delle legittime autonomie, cooperare a configurare rettamente la vita sociale, insieme con tutti gli altri cittadini secondo le competenze di ognuno e sotto la propria autonoma responsabilit\u00e0. <\/em><a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p>La conversione al Vangelo infatti chiede di rinnovare in profondit\u00e0 tutte le dimensioni della esistenza umana: la fede in Ges\u00f9 Cristo incide nella sfera personale come in quella sociale, in quella etica come in quella spirituale. La comunit\u00e0 dei primi cristiani descritta negli Atti degli apostoli ne \u00e8 un modello ideale e da realizzare in ogni tempo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dalla fede alla politica, attraverso la carit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>E la motivazione centrale per assumere questo impegno da parte dei credenti, si trova nelle parole di Ges\u00f9 quando afferma che c\u2019\u00e8 un solo grande comandamento: quello dell\u2019<em>amore, indivisibile,<\/em> per Dio e per il prossimo. Non si pu\u00f2 proclamare di amare Dio o di essere \u201creligiosi\u201d, se non si ama ogni uomo, come un fratello. Il cristiano \u00e8 chiamato a far s\u00ec che la legge fondamentale dell\u2019amore del prossimo ispiri e illumini la politica, ma non solo, anche la cultura, le leggi, le istituzioni, l\u2019 economia, i modelli di convivenza sociale, il sistema educativo e quello sanitario, il welfare, il mondo della comunicazione\u2026<\/p>\n<p>Non \u00e8 quindi solo una motivazione umanitaria o filantropica, o tantomeno ideologica, che ci deve spingere, ma c\u2019\u00e8 un dato pi\u00f9 profondo che ci chiede di agire in politica con coraggio e con fermezza, con una presenza liberatrice, capace di promuovere tutto l\u2019uomo, di aprirlo a una speranza nuova, di orientarlo alla cura per ogni fratello e alla custodia per la terra, nostra casa comune.<\/p>\n<p>Seguendo il pensiero di Papa Francesco nella <em>Evangelii Gaudium<\/em>, possiamo dire che un fondamento chiaro lo abbiamo nella fede in un Padre che ama infinitamente ciascun essere umano e quindi ognuno ha una <em>dignit\u00e0<\/em> infinita, che nessuno pu\u00f2 violare, ridurre o strumentalizzare. Credere che il Figlio di Dio si \u00e8 fatto carne, cio\u00e8 uomo in tutto tranne il peccato, e che ha versato il suo sangue prezioso per tutti, ha come conseguenza che <em>ciascuno dovrebbe essere amato<\/em> come lo ha amato Lui. Credere che lo Spirito di Dio agisce in tutti i cuori e muove tutte le coscienze, ci porta a collaborare con la sua azione liberatrice e diffusiva <em>del bene, della giustizia, della pace<\/em>. Credere che la Trinit\u00e0 \u00e8 comunione perfetta di amore e che noi siamo stati creati a sua immagine e somiglianza, ci porta a capire che non ci possiamo salvare da soli <em>n\u00e9 possiamo vivere senza relazioni<\/em> interpersonali, familiari, sociali, universali, delle quali abbiamo bisogno e alle quali siamo chiamati a dare il nostro particolare contributo. Se amiamo Dio davvero e ci lasciamo amare da Lui, non possiamo che \u201cdesiderare, cercare e avere a cuore il bene degli altri\u201d. Non possiamo evangelizzare senza una vera promozione umana di ciascuno, perch\u00e9 <em>ogni uomo \u00e8 nostro fratello<\/em> (cfr. E.G. n. 178)<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>Ma il tema della \u201cfratellanza\u201d \u00e8 stato secolarizzato e applicato in diversi contesti storici o attuali, con modalit\u00e0 che lo hanno allontanato dalla sua verit\u00e0 originale, cio\u00e8 <em>dall\u2019amore fraterno<\/em> frutto dell\u2019annuncio evangelico e dell\u2019esperienza di fede. Tanto che le \u201cfratellanze\u201d sono divenute dei circoli chiusi, delle alleanze politiche contro qualcun altro, dei movimenti nazionalisti che vogliono affermare la superiorit\u00e0 di un popolo su altri popoli, addirittura dei gruppi terroristici che usano la appartenenza religiosa per darsi una identit\u00e0 e commettere violenze sui loro nemici. Siamo ben lontani dalla meraviglia e dall\u2019entusiasmo di vivere la fraternit\u00e0 e la giustizia del Vangelo! <a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n<p>Per noi credenti il fondamento della dignit\u00e0 di ogni vita umana, sempre preziosa e sempre unica in qualsiasi stadio del suo sviluppo e in qualsiasi condizione, \u00e8 che in ogni fratello c\u2019\u00e8 un <em>prolungamento dell\u2019incarnazione<\/em> di Cristo: \u00abTutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli pi\u00f9 piccoli, l\u2019avete fatto a me\u00bb (Mt 25,40). Quello che facciamo per gli altri ha una dimensione trascendente, \u00e8 risposta alla misericordia di Dio verso di noi (E.G. n. 179). Il credente, ma anche tutta la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 chiamata a uscire da se stessa e a esercitare \u201cuna carit\u00e0 effettiva per il prossimo, una compassione che comprende, assiste e promuove\u201d. Se i cristiani rinunciassero a questa verit\u00e0 essenziale nel loro impegno sociale e politico, non avrebbero nulla di proprio da proporre e cadrebbero facilmente preda del pensiero dominante in quel momento storico o si dividerebbero a causa delle appartenenze a un partito o a un movimento, mettendo al secondo posto l\u2019unica appartenenza che d\u00e0 la vita, quella a Cristo e al suo Corpo che \u00e8 la Chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La cura preferenziale per i poveri e i piccoli<\/strong><\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 una attenzione particolare che tutta la tradizione biblica e il Vangelo ci chiedono in modo perentorio: <em>la cura preferenziale per i poveri e i piccoli<\/em>. Perch\u00e9 se \u00e8 vero che i poveri, i piccoli, i deboli\u2026 gli anziani, i disabili, i malati, gli stranieri, i minori abbandonati\u2026 \u201cli avremo sempre con noi\u201d (cfr. Mc 14,7), \u00e8 anche vero che proprio noi cristiani dobbiamo essere i primi a tutelarli e a promuovere i loro diritti. Il Signore ascolta il grido dei poveri (Sal 34,7), i piccoli sono sempre presenti al suo volto (Mt 18,3) e ne chieder\u00e0 conto a noi, nel giudizio finale, per quello che avremmo potuto fare e non avremo fatto!<\/p>\n<p>L\u2019impegno dei cristiani deve quindi andare oltre al garantire un decoroso <em>sostentamento<\/em> al Sud del mondo \u2013 perch\u00e9 \u00e8 insopportabile che ancora oggi ci siano centinaia di milioni di persone alla fame!\u2013 ma deve creare anche la possibilit\u00e0 per tutti di accedere a un <em>sistema educativo libero<\/em>, all\u2019assistenza <em>sanitaria<\/em> diffusa, e specialmente al <em>lavoro<\/em>, perch\u00e9 \u201cnel lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale, l\u2019essere umano esprime e accresce la dignit\u00e0 della propria vita\u201d (E.G. 192).<\/p>\n<p>In concreto questo significa che \u00e8 un compito dei cristiani lavorare decisamente per una distribuzione pi\u00f9 equa e pi\u00f9 solidale dei beni tra tutti i popoli; affrontare le cause strutturali della povert\u00e0 e contrastare l\u2019accaparramento delle risorse naturali da parte di alcuni, per promuovere lo sviluppo integrale di tutti i popoli; farsi mediatori nei conflitti e nelle guerre per promuovere la pace e la riconciliazione, bloccando il grande commercio delle armi; combattere ogni forma di violenza e di abuso, sui piccoli e sulle donne; affrontare l\u2019inverno demografico con politiche familiari serie, sostanziose, continuative; individuare le cause della corruzione e del malaffare a tutti i livelli.<\/p>\n<p>Ma significa anche non piegarsi alla rivendicazione di presunti diritti che sono invece bisogni individuali che contrastano con il diritto fondamentale alla vita, con il sostegno alla famiglia naturale, o con il bene comune, che \u00e8 bene di tutti, anche delle minoranze che si sentono discriminate.<\/p>\n<p>Significa trovare, di fronte al problema mondiale delle migrazioni, soluzioni umane, equilibrate, regolamentate, affinch\u00e9 \u2013 come diceva Paolo VI gi\u00e0 nel 1967 \u2013 ci sia un crescita nella solidariet\u00e0 mondiale che \u00abdeve consentire a tutti i popoli di divenire essi stessi gli artefici del loro destino\u00bb (<em>Populorum progressio<\/em>, 65).<\/p>\n<p>Sono solo esempi di obiettivi generali e concreti \u2013 in fondo attualizzazioni delle opere di misericordia \u2013 sulle quali saremo giudicati\u2026<\/p>\n<p>Ci preme in ogni caso sostenere che una linea \u201ccattolica\u201d in politica, per ispirazione e per convinzione, deve essere libera <em>nel<\/em> rapporto con qualsiasi centro di potere \u2013 politico, economico e culturale \u2013 e al tempo stesso deve essere consapevolmente aperta al dialogo senza paura e senza pregiudizi con chiunque abbia sincero interesse a costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 solidale e pi\u00f9 libera, pi\u00f9 ricca di carit\u00e0 e di giustizia. Compito dei cattolici oggi \u00e8 quello di essere una \u201cforza di ricostruzione\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Vorremmo che lo fossero tutti insieme, uniti.<\/p>\n<p><strong>+Lorenzo, Arcivescovo<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u201cGli uomini, le famiglie e i diversi gruppi che formano la comunit\u00e0 civile\u2026 costituiscono, secondo vari tipi istituzionali, una comunit\u00e0 politica. La <em>comunit\u00e0 politica<\/em> esiste dunque in funzione di quel bene comune, nel quale essa trova significato e piena giustificazione e che costituisce la base originaria del suo diritto all\u2019esistenza. Il <em>bene comune<\/em> si concreta nell\u2019insieme di quelle condizioni di vita sociale che consentono e facilitano agli esseri umani, alle famiglie e alle associazioni il conseguimento pi\u00f9 pieno della loro perfezione\u201d (Concilio Vaticano II, <em>Gaudium et Spes<\/em>, 74).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> \u201cTra i principali sono da ricordare: il diritto alla <em>vita<\/em>, di cui \u00e8 parte integrante il diritto a crescere sotto il cuore della madre dopo essere stati generati; il diritto a vivere in una <em>famiglia<\/em> unita e in un ambiente morale, favorevole allo sviluppo della propria personalit\u00e0; il diritto a maturare la propria <em>intelligenza<\/em> e la propria <em>libert\u00e0<\/em> nella ricerca e nella conoscenza della <em>verit\u00e0<\/em>; il diritto a partecipare al <em>lavoro<\/em> per valorizzare i beni della terra ed a ricavare da esso il sostentamento proprio e dei propri cari; il diritto a fondare liberamente una famiglia ed a accogliere e educare <em>i figli<\/em>, esercitando responsabilmente la propria <em>sessualit\u00e0.<\/em> Fonte e sintesi di questi diritti e\u0300, in un certo senso, la <em>libert\u00e0 religiosa<\/em>, intesa come diritto a vivere nella verita\u0300 della propria fede ed in conformita\u0300 alla trascendente dignita\u0300 della propria persona. Anche nei Paesi dove vigono forme di governo democratico non sempre questi diritti sono del tutto rispettati\u201d. (Giovanni Paolo II, <em>Centesimus annus<\/em>, 47)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Saluto ai partecipanti alla Settimana sociale dei cattolici, Pisa-Pistoia 2007.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Vedi la recente <em>Lettera aperta<\/em> dei 62 monasteri di monache Clarisse e Carmelitane al Presidente della Repubblica e al Presidente del Consiglio, in seguito sottoscritta da centinaia di Istituti religiosi maschili e femminili, sulla tutela della vita e sul rispetto verso i rifugiati, i migranti, i richiedenti asilo <em>(\u201cVoi siete tutti fratelli\u201d <\/em>dell\u201911 luglio 2019).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Vedi il\u00a0<em>\u201c<\/em><a href=\"http:\/\/w2.vatican.va\/content\/francesco\/it\/travels\/2019\/outside\/documents\/papa-francesco_20190204_documento-fratellanza-umana.html\"><em>Documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune<\/em><\/a><em>\u201d<\/em>, firmato ad Abu Dhabi, il 4 febbraio 2019 da Sua Santit\u00e0\u00a0Papa Francesco\u00a0e dal Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Cfr. Marco Tarquinio su Avvenire, 15 giugno 2019.<\/p>\n<hr class=\"wpba_attachment_hr\"><div id='wpba_attachment_list' class='wpba wpba-wrap'>\n<ul class='wpba-attachment-list unstyled'><li id='wpba_attachment_list_12608' class='wpba-list-item pull-left'><img src='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/themes\/wp-starter-so\/icons\/document.png' width='16' height='20' class='wpba-icon pull-left'><a href='https:\/\/www.diocesiravennacervia.it\/oldsite\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2019\/07\/2019-07-23_Omelia-SantApollinare.pdf' title='S. Apollinare 2019: Omelia' class='wpba-link pull-left' target=\"_blank\">S. 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