Lourdes, Messa internazionale – 26 agosto: “Da chi andremo?”

31-08-2018

Da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna

 

Lourdes, 26 agosto 2018

 

Gesù aveva detto “le mie parole sono spirito e vita”: eppure i discepoli se ne vanno perché la sua parola è dura!

 

Sono due verità: la proposta di Gesù è di entrare nella nostra vita, di abbassarsi fino a farsi nostro cibo, fino a diventare vita per la nostra povera vita di affamati. Egli sa che la nostra vera fame è fame di Dio; sa che la nostra vita non avrebbe significato e non ci porterebbe nessuna gioia se il nostro desiderio più profondo e la nostra inquietudine più dolorosa non fossero saziati dall’incontro con il Signore della Vita.

 

Abbiamo bisogno di una Vita che non si spenga, ma che duri e resista al tempo, alle prove, ai dolori e alle sconfitte. Desideriamo una Vita che non si ammali, non sia piena di limiti e di incertezza.

 

Ebbene l’annuncio che abbiamo ricevuto è che questa Vita c’è, è qui! Ci è venuta incontro: ha portato noi ciechi nati dalle tenebre della cecità alla luce. Ci ha portati come la Samaritana, dalla schiavitù delle infedeltà alla libertà dell’amore fedele. E, come Lazzaro, dalla freddezza dell’egoismo e del culto di noi stessi, al calore dell’amicizia con il Cristo Risorto e con i suoi fratelli più poveri e più piccoli. E tutto ciò è avvenuto fin dal nostro battesimo che ci ha generati nella grande famiglia della Chiesa. Non solo: Gesù stesso si è offerto e si offre come nutrimento quotidiano, umile come un pezzo di pane, semplice come qualche goccia di vino.  Anche in mezzo alle nostre povertà e alle nostre debolezze possiamo cantare il nostro Alleluia!

 

Allora, cosa c’è di duro in queste parole di vita?

 

Forse c’è qui una seconda verità, che però ci disturba. Si potrebbe dire che Dio si rivela troppo umile, troppo a nostro servizio: è troppo che un Dio Creatore dia la sua vita per una sua creatura! Ci mette in serio imbarazzo. Il nostro cuore fa una grande fatica a piegarsi e abbassarsi come il suo. La sovrabbondanza dei suoi doni gratuiti ci mette con le spalle al muro: dopo averlo ricevuto nell’Eucaristia non sappiamo più come tenere chiuso il nostro cuore e sottrarci alla logica dell’amore. Forse per questo anche noi troppe volte fuggiamo, ce ne andiamo come tanti dei discepoli di allora. 

 

Però oggi, sotto lo sguardo di Maria, mossi anche dall’umiltà vera di Bernardette, diciamo: Signore dove vuoi che fuggiamo? Dove vuoi che andiamo a cercare la felicità? Solo in te troveremo la Gioia, solo nelle tue parole la vita! E facciamo ricorso alla tua misericordia, al tuo grande cuore di Padre, cha ci ama anche nella nostra piccolezza. E da Te invochiamo il dono ultimo e definitivo del Risorto: lo Spirito Santo, il maestro interiore che ci insegni ad amare come ami Tu, nostro Dio.

 

Lo Spirito Santo “lavi ciò che è sordido, bagni ciò che è arido, sani ciò che sanguina; pieghi ciò che è rigido, scaldi ciò che è gelido, drizzi ciò che è sviato”.

 

+ Lorenzo Ghizzoni